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NUOVO Forum Restauro@Conservazione / Restauro ligneo / protettivo finale
Spedito da: francescaC., Aprile 13, 2008, 9:29am
Buongiorno a tutti,
cosa mi consigliate quale protettivo finale per un busto ligneo dorato in parte a guazzo ed in parte a missione, risalente più o meno alla fine del XVIII sec.? L'opera verrà poi riposta in una sacrestia abbastanza umida (ed alquanto polverosa!!!).
Grazie mille.
Francesca
Spedito da: claudio marziali, Aprile 13, 2008, 12:20pm; Replica: 1
non c'è un protettivo specifico per doratura, vanno bene le chetoniche o le resine naturali con o senza cera. praticamente tratti la doratura come tratteresti un dipinto su tavola.
Spedito da: 2833 (Guest), Aprile 13, 2008, 3:22pm; Replica: 2
monica.carte`
ciao
francesca
xche` non incominciare a suggerire a chi ha la competenza della scultura o chi responsabile di essa...... suggerire ad esso/a una locazione piu adeguata dal punto di vista della conservazione ambientale .sempre se vie `possibilita`....o anke proporre una scatola termica trasparente ke ne mantenga costante temperatura e umidita` x poterla preservare meglio negli anni ...lo so` il problema poi diviene economico .......ma almeno non verra` speso da qui a qualche anno un secondo intervento di restauro x le condizioni ambientali in cui viene accolta......sono piu` x la prevenzione! ......forse utopistica ...xche` il fattore economico purtroppo e influente fondamentale nella conservazione.....ciao
monica. carte` :o
Spedito da: francescaC., Aprile 13, 2008, 4:07pm; Replica: 3
Spedito da: claudio marziali, Aprile 13, 2008, 6:53pm; Replica: 4
ciao monica il tuo messaggio non è proprio chiarissimo ma penso di aver capito la tua preoccupazione. il problema è che non si può musealizzare tutto.
l'italia possiede un vastissimo patrimonio artistico diffuso su tutto il territorio nazionale, collocato in massima parte nelle chiese, che sono luoghi innanzitutto di culto e questo patrimonio artistico ha in primo luogo una funzione precisa nell'ambito della nostra religione. Questo non vuol dire che l'opera d'arte debba essere lasciata a se stessa, ma deve essere anche perfettamente funzionale (certo se questo non è deleterio per la sua conservazione) per lo scopo per cui è stata prodotta.
nel caso esposto da Francesca, probabilmente si tratta di un busto reliquiario che potrebbe essere esposto ancora sugli altari o essere parte dell'arredo della sacrestia, metterlo in una bacheca climatizzata e magari toglierlo ogni tanto per esporlo, sottoponendolo a sbalzi in ordine a temperatura e umidità potrebbe anche creare più danni. Lo stesso problema lo ritroviamo con tutte le sculture lignee, crocefissi lignei posti magari in alto alla sommità degli archi trionfali o all'interno delle absidi. Quello che voglio dire è che l'approccio in una chiesa è diverso, non si può chiudere e segregare dall'ambiente circostante l'opera, ma bisogna agire sul contenitore ( la chiesa), studiando e nel caso modificando il microclima intorno all'opera. per fare un esempio, i danni maggiori alle opere si sono evidenziati con il riscaldamento delle chiese ad aria calda. I bocchettoni di uscita dell'aria convogliano l'aria e con essa particellato nelle zone alte delle chiese, innalzando di molti gradi le temperature sotto le volte e depositando un'infinità di sporco di varia natura sui quadri e sulle sculture, e di esempi come questo se ne possono fare molti.
per ritornare alla sacrestia, possono essere importanti accorgimenti quali, maggior pulizia, insegnare a chi pulisce come fare le pulizie, ad esempio non bagnare troppo i pavimenti per non creare picchi di umidità, arieggiare i locali e importantissimo, non far spolverare il busto dorato alle signore che settimanalmente puliscono.
Spedito da: 2833 (Guest), Aprile 13, 2008, 7:18pm; Replica: 5
monica carte
sono d`accordo ...appunto... e` qui il problema di base..istruire tutti che forse e` sbagliato l`approccio il modo di considerare un opera.... una reliqua rimane tale.. un opera artistica a uso religioso?... es allora eticamente dove va segnata la linea tra uso religioso o apparteneza di un bene al patrimonio nazionale o mondiale ?e il nostro dovere di preservarlo nel tempo.. esempio pratico con la sacra sindone si preserva e si espone ..quindi si e trovato un accordo tra problema di conservazione e uso religioso ma per opere di "minor conto o interesse".
e soprattutto l`aspetto economico che e` di fondo...mancano i fondi x poter trattare tutte le opere secondo lo stesso livello etico.
e` la chiesa che ha il magg numero di beni culturali sotto tutela non potra` provvedere a curarle tutte nello stesso modo... forse noi possiamo solo suggerire le migliori condizioni di conservazione......ma poi ....forse dovremmo potenziare il concetto di sponsor che possano provvedere a provvedere e riparare le carenze e esigenze economiche legate al restauro preventivo
ciao claudio
monica carte
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