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NUOVO Forum Restauro@Conservazione / Pulitura / CONSOLIDAMENTO CORTICALE
Spedito da: paola meloni, Marzo 14, 2008, 7:18pm
Gradirei conoscere il vostro parere sulle reali capacità di riaggregazione dell'idrossido di calcio (acqua o latte di calce) e delle calci colloidali o nanocalci. Mi pare che in letteratura siano carenti test meccanici e prove atte a validare il consolidamento generato attraverso rimineralizzazione.
Molti operatori gurdano favorevolmente a questi trattamenti per una questione di compatibilità chimico-mineralogica; non si può tuttavia non considerare la scarsa solubilità dell'idrossido di Ca sia in acqua che in soluzioni alcoliche. L'aspetto paradossosale è che per ottenere 1g di calcio carbonato neoformato devo impregnare con decine di litri di soluzione a metro quadro!
Paola Meloni
Spedito da: Jole Marcuccio, Marzo 16, 2008, 1:07pm; Replica: 1
la compatibilità chimico -mineralogica tra il manufatto e i materiali usati nel restauro è un principio basilare che dovrebbe essere rispettato. per il consolidamento corticale si usano normalmente agenti consolidanti di natura organica ( caseina) o resine polimeriche che interagendo con i materiali originano processi degenerativi, problema superato se si rispetta la compatibilità.
certo l'idrossido di calcio non può essere sempre usato, vedi le tempere con legante organico, vedi certi tipi di pigmenti tipo rame, che lo tollerano male. in altri casi invece dà buoni risultati.
A livello corticale sulle malte ( abbinata all'urea) vedi :
http://www.forum-restauro.org/forum/m-1174428612/ la stiamo usando in questi giorni, dandola a pennello in più riprese lasciando passare 24 ore tra un'applicazione e l'altra ed effettivamente lo strato trattato non sfarina più. poi quanto calcio neoformato abbiamo veramente ottenuto....non lo sò.
Anche le malte definite a presa autogena, con l'aggiunta di carbammati per facilitare il processo di presa anche in assenza di anidride carbonica, danno risultati eccellenti in termini di fluidità e carbonatazione.
certo per ritornare all'idrossido di calcio ( anche in alcool non ricordo però quale tipo di alcool ) funziona bene quando la perdita di coesione del pigmento con il supporto o dell'intero strato pittorico, è imputabile essenzialmente all'invecchiamento naturale che causa la distruzione della tessitura cristallina del carbonato di calcio.
Spedito da: Leonardo Borgioli, Giugno 30, 2008, 3:23pm; Replica: 2
Carissime, posso indirizzarvi a chi ne sa molto più di me, ossia gli amici del CSGI, che hanno messo a punto le nanocalci in alcool isopropilico. La mail di Luigi Dei è dei@csgi.unifi.it.
Per ora i commenti dei restauratori sono positivi, sempre limitati alle pitture murali: il consolidamento dello strato pittorico è reale e ben più evidente di quello ottenuto con acqua di calce.
La penetrazione è al massimo di 200 micron, quindi non pensate ad un consolidamento tipo silicato d'etile, del resto la quantità di calce è 5 g/lt....
Gli eventuali sbiancamenti (si verificano a volte in aree poco assorbenti) sono facilmente recuperabili con impacchi di acqua demineralizzata.
Leonardo Borgioli
Spedito da: Letizia, Luglio 2, 2008, 9:30am; Replica: 3
Qualcuno di voi ha usato mai il Syton X30? si tratta di una dispersione acquosa dell'acido di silicea con 30 % corpo solido. Mi è stato suggerito per il fissaggio della pellicola pittorica di affreschi, diluito 1/1 o 1/2, in sostituzione delle resine acriliche (primal). Viene sicuramente utilizzato nel restauro della pietra ma per quanto riguarda gli affreschi o dipinti murali non ho trovato letteratura in proposito.
Si resta nei prodotti compatibili, ma ci sono i dubbi derivanti dalla irreversibilità totale delle eventuali patine superficiali indesiderate.
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