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NUOVO Forum Restauro@Conservazione / Restauro carta / Parere su restauro di una Bibbia del '500
Spedito da: SimonMago, Gennaio 27, 2008, 11:29am
Salve
Mi chiamo Saverio Laterza e mi occupo di restauro librario da circa quattro anni.
Ultimamente ho realizzato un DVD sulle fasi di restauro di una Bibbia francese del 1565.
Vi chiedo cortesemente di visionarlo e di darmi i vostri pareri in merito; tengo a precisare che si tratta di un video amatoriale.
Il DVD è caricato su Youtube suddiviso in due parti, lo rintracciate digitando "restauro libro".
Sarò grato a tutti coloro che vorranno dedicarmi del tempo.
Le critiche saranno ben accette!!
Spedito da: eflaia, Gennaio 27, 2008, 11:42pm; Replica: 1
Caro Saverio,
Le immagini sono molto belle però forse qualche spiegazione "sonora" ci vorrebbe.
Spedito da: SimonMago, Gennaio 28, 2008, 2:20am; Replica: 2
Ti ringrazio per il tempo che hai dedicato alla visione!!
Sicuramente un commento alle fasi di restauro avrebbe chiarito alcuni passaggi fondamentali ridotti all'osso per esigenze di tempo (durata max non speriore ai 20 min.)
Per questo primo video a ho preferito lasciar parlare le immagini.
Saverio
Spedito da: Roberto Padoan, Gennaio 30, 2008, 6:47pm; Replica: 3
Caro Saverio,
ho visionato il video, e devo dire di non aver avuto un ottima impressione del lavoro svolto, anzi tutt' altro.
Posso condividere l' idea dello smontaggio, nonostante la tremenda invasivita', vista la soluzione scelta per il risarcimento delle lacune delle carte tramite restauro mecacnico.
Mi chiedo perche' non si e' considerato di riposizionare parti recuperabili della legatura originale come ad esempio i quadranti ed i capitelli, i quali se pur danneggiati appaiono nel video in condizzioni non critiche (lascio ovviamente il beneficio del dubbio trattandosi di immagini e non di una visione diretta).
La cosa che pero' devo criticarti e' l' orrenda decisione presa riguardo la rifilatura e ritintura dei tagli che come tu, molto scorrettamente a mio vedere, non mostri all' interno del video.
I tagli del blocco delle carte appaiono rossi nelle imamgini di ricognizione prima dello smontaggio, poi a seguito del trattamento meccanico diviengono bianchi per poi magicamente tornare rossi (comprese le aree delle lacune risarcite).
Tra l'altro, nenache il piu' grande dei legatori potrebbe cucire un blocco di carte che ha subito un tratatmento di lavaggio senza che neanche un fascicolo o una singola carta sia fuori anche se in minima parte dai tagli , in particolar modo il taglio davanti.
Mi spiace essere cosi' duro nella critica ma il tuo lavoro, se pur meticoloso, non e' a mio parere considerabile come un restauro eseguito in modo corretto nel rispetto dei principi del minimo intervento e della reversibilita'.
Saluti
Roberto Padoan
Spedito da: SimonMago, Gennaio 31, 2008, 2:04am; Replica: 4
Ciao Roberto
Condivido la teoria del minimo intervento e del recupero di ogni parte del volume, purtroppo non tutti i committenti sono dello stesso avviso…a me capita spesso di sentirmi dire: rifacciamolo nuovo che costa meno!!
Evidentemente tu sei così fortunato da non avere questo problema!!! Dedicare tempo al recupero di un moncherino di capitello o di quadranti cosi infestati da sgretolarsi solo a guardarli credo sia il sogno di tutti i restauratori!. Purché vi sia adeguato compenso!
Nessuna magia per quanto riguarda i tagli rossi prima presenti, poi scomparsi e poi nuovamente ricomparsi!! Certamente lo “spruzzato” a causa dei vari trattamenti è andato perduto e quindi perché non riproporlo? .
Per quanto riguarda poi la rifilatura, ti assicuro che è stata fatta carta per carta con delle semplici forbici, eliminando esclusivamente la polpa di cellulosa in eccesso (tra l’altro operazione assolutamente corretta!).
In fine, il trucco per la cucitura del blocco dei fogli in linea tra loro sta solo in tanta pratica e in una buona manualità… e non occorre essere il più grande dei legatori.
…sicuramente un giorno riuscirà anche a te!
Apprezzo la tua schiettezza ed è sempre un piacere confrontarsi
Saverio
Spedito da: Roberto Padoan, Gennaio 31, 2008, 2:56pm; Replica: 5
Caro Saverio,
purtroppo, come tu hai giustamente scritto, le commisioni private richiedono, o spesso pretendono, un risultato estetico, rapido e a basso costo a scapito della conservazione . Spesso consigli e raccomandazioni del restauratore (che tra l’altro deve anche sopravvivere con il suo lavoro) non sono ascoltati. Posso quindi essere d’accordo con te sulla scelta di non procedere (in questo caso) al recupero dei quadranti e dei capitelli per ragioni di tempo. Immagino comunque che saranno stati conservati allegandoli alla scheda di restauro insieme al filo di cucitura, ai nervi e l’ indorsatura.
Rimango pero’ in disaccordo sulla procedura di rifilatura delle carte (anche se effettuata singolarmente ) e la ricolorazione dei tagli.
L’ utilizzo di forbici per l’eliminazione della polpa in eccesso e’ una possibile soluzione ma non l’unica ed a mio parere anche la meno sicura. Procedere su un piano di taglio con un bisturi ed una riga metallica da’ ad esempio un controllo su cio’ che si taglia estremamente maggiore rispetto all’uso di forbici.
In questo caso particolare, dove si e’ proceduto con restauro meccanico, l’ eccesso di polpa poteva a mio parere essere eliminato con varie procedure decisamente meno invasive e forse anche piu’ rapide.
Per esempio, si sarebbe potuto schermare direttamente nella ponitrtice di fibre le aree non interessate al risarcimento , come ad esempio gran parte dei margini delle carte, limitando cosi’ la successiva rifilitarura alle sole aree risarcite.
Oppure si sarebbe potuto procedere all’ eliminazione della polpa in eccesso dai margini prima di procedere con l’asciugatura e la collatura dei fogli.
In fine, anche con il foglio gia’ asciugato (ma non ancora collato) si sarebbe potuto tentare di rimuovere manualmente la polpa in eccesso dai margini (unicamente nella parte taglaita di netto) senza intervenire con forbici o bisturi considerando che lungo i margini le fibre di cellulosa tendono a non aderire completamente come avviene invece per i cammianmenti di insetti o le lacune. Naturalmente quest’ ultima procedura e’ eseguibile a seconda della pressione esercitata sulle carte a seguito del trattamento in ponitrice .
In questo modo ho l’impressione che i tagli originali sarebbero ancora presenti con la loro colorazione originale. Certo pero’ in questo caso l’operazione di cucitura sarebbe stata piu’ difficoltosa e forse esteticamente non gradevole.
Alla tua domanda sul perche’ non riproporre lo spruzzato potrei risponderti rigirandola a te, chiedendoti perche’ riproporlo. L’aver eseguito un’ operazione del genere, tra l’altro assolutamente irreversibile, lascera’ credere a quasiasi persona che si ritrovera’ in mano il volume, dal proprietario attuale ai successivi che si susseguiranno negli anni e magari nei secoli, che quella colorazione sia coeva al volume.
Comprendo quindi le pretese estetiche del proprietario, e la necessita’ di lavorare in tempi ristretti, ma non condivido il fatto che si voglia identificare e presentare un’ operazione del genere come una corretta procedura di restauro.
Saluti
Roberto Padoan
Spedito da: alessandro sidoti, Gennaio 31, 2008, 7:13pm; Replica: 6
non avevo notato in effetti il fatto che i tagli fossero stati ricolorati, vorrei aggiungere che allora avremmo potuto rifare la doratura della coperta e semmai riscrivere le parti mancanti ? ;) scherzi a parte colorare i tagli mi sembra una scelta assai sconveniente e in effetti notando che l'operazione non è messa in evidenza nel video mi sa che anche saverio non ne sia andato tanto fiero... invece visto che non ci sono commenti sonori al video direi che sarebbe stato il caso di chiarire la tipologia di operazioni umide a cui è stato sottoposto il volume, non vorrei vedere volumi sbattuti dentro la macchina a polpa senza lavaggio e deacidificazione (per risparmiare :'()
sono in realtà molto contento della scelta del video per descrivere gli interventi di restauro, mi è sembrato molto più chiaro di molte descrizioni e foto... tra l'altro ho messo il video sul mio blog ! mi sa che la scelta di documentare via video è vincente !
non posso però non risparmiare delle altre critiche a saverio, la prima è simile a quella di roberto ed è legata al recupero della coperta (per come è stato eseguito), non mi piace che venga considerato "non invasivo" un recupero di parte di una legatura, e fondamentalmente separando dalla coperta i quadranti e altre parti della legatura. Probabilmente in una condizione del genere avrei scelto una nuova legatura, senza recuperarne solo un pezzo. Ma capisco i problemi della proprietà privata...
questa discussione mi è piaciuta molto fino a adesso !
Spedito da: SimonMago, Gennaio 31, 2008, 9:50pm; Replica: 7
REPLICA A ROBERTO
Ciao Roberto
Quel poco che ho rimosso l’ho riconsegnato al legittimo proprietario
Comunque al bisturi preferisco sicuramente le forbici! Precise, utili a rendere i margini irregolari e soprattutto idonee a giostrarsi meglio le carte tra le mani; Il bisturi e il righello metallico vincolano troppo l’operatore!Se non si lavora in un ambiente perfettamente illuminato, le ombre del righello potrebbero creare falsi margini e quindi indurre in errore (irreversibile tra l’altro)…questo è cmq un mio parere personale!
La più ampia schermatura della ponitrice ci sta pure, ma non risolve il problema della rifilatura che va cmq effettuata; come tu dici, eliminare la polpa in eccesso dai margini prima di procedere con l’asciugatura e la collatura dei fogli sarebbe stata la cosa migliore, così come le altre ipotesi che hai elencato….. ma ritorniamo al problema di ottimizzare paga e tempo…..sapete benissimo che in questo settore non vanno tanto a braccetto!
Per quanto riguarda lo “spruzzato”, seguendo la tua teoria, aver ricolorato i tagli indurrà i posteri a credere che la colorazione sia coeva ………ma nessuno ci dice che qualcuno abbia avuto la felice idea di colorare i tagli in epoca posteriore …magari cento anni dopo….e quindi dove sta l’errore?
A presto
Ciao Alessandro
Guarda, fosse dipeso da me avrei fatto un video di 2 ore!! Non a caso per un filmato di 20 minuti ho fatto 6 ore di riprese, documentando ogni fase d’intervento. Ma te l’immagini la soglia d’attenzione del pubblico? Superando i 20 min. avrei cominciato a sentir russare (per lo meno i profani)!!! La mia idea era di catturare l’attenzione di tutti, sia appassionati che semplici curiosi.
Perciò operazioni come, scheda di restauro, misurazione del ph, lavaggio deacidificante, nuova colorazione dei tagli e tutto il resto, m’avrebbero fatto sforare con i tempi!!!
Per quanto riguarda la coperta, non me la sono proprio sentita di abbandonarla per una nuova! Si era creato omai un feeling tra noi!
Ti ringrazio di aver pubblicato il video sul tuo blog.
Saverio
Spedito da: Roberto Padoan, Febbraio 11, 2008, 4:55pm; Replica: 8
Caro Saverio,
i “gusti personali” su tecniche, procedure e strumenti di intervento possono sicuramente variare in base alle scelte, deltutto soggettive, dell’ operatore, ma, a mio parere la soggettivita’ deve essere vincolata da un impegno, in questo caso oggettivo, ad intervenire in modo sicuro sull’ opera. L’ organizzazione dell’ ambiente lavorativo fa anch’ essa parte di tali scelte,specialmente quando vengono considerate ad esempio illuminazione e piani di lavoro.
Parlando del problema specifico sul taglio degli eccessi di polpa con le forbici,mantenendo tra le mani le carte, resta per me una procedura troppo rischiosa, specialmente nei casi in cui si debba agire nelle aree non appartenenti ai risarcimenti. L’ uso di una riga metallica (con uno spessore di circa 1 mm), ben posizzionata su un piano di taglio, appare a me meno incerto rispetto all’impiego di forbici lungo i margini di un foglio mantenuto sospeso tra le mani.
Per quanto riguarda il problema della ricolorazzione dei tagli vorrei chiarire innanzi tutto che, come potrai immaginare, la teoria sulla reversibilita’ e riconoscibilita’ nel tempo degli interventi di restauro, nonche’ l’impossibilita’ di aggiungere elementi non facenti parte dell’ opera originaria, per pure ragioni estetiche, non me la sono inventata io ma e’ parte di un lungo percorso storico affrontato dai teorici del restauro da svariati decenni.
Per rispondere alla tua domanda, l’ errore risiede nel fatto che i percorsi storici del volume, ed i loro effetti reali sull’opera, in questo caso la colorazzione dei tagli in periodi successivi alla realizzazione originaria, non possono essere presi in considerazione per giustificare un intervento di restauro contemporaneo irreversibile ed estremamente invasivo. L’aver compiuto in anni passati degli errori non puo’ giustificare quelli odierni.
Per questo, anche se vi fossero state delle ricolorazioni precedenti, lo scopo dell’ intervento sarebbe comunque dovuto essere volto alla conservazione delle caratteristiche materiali dell’ oggetto al momento immediatamente precedente l’intervento di restauro. Laddove tali caratteristiche si fossero perse a causa dell’ intervento non si spiegherebbe il loro rifacimento se non in caso di necessita’ strutturali.
Distinti Saluti
Roberto Padoan
Print page generated: Settembre 8, 2008, 6:02am