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NUOVO Forum Restauro@Conservazione  /  Diagnostica per il restauro  /  @-book sulle tecniche analitiche strumentali
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Spedito da: Rossella Croce, Agosto 15, 2007, 5:57pm
La sezione Chimica e Diagnostica sta preparando una serie di @-book, per i propri utenti, sulle tecniche di indagine analitica strumentale applicate al restauro.

Vi prego di segnalarmi le vostre preferenze, tra le tecniche elencate,  attraverso questo sondaggio.
Spedito da: acanal65, Ottobre 9, 2007, 7:50pm; Replica: 1
Purtroppo molto spesso le tecniche analitiche che più ci interessano sono, per necessità, quelle che abbiamo a disposizione.
Spedito da: Rossella Croce, Ottobre 9, 2007, 8:38pm; Replica: 2
Questa e' una realta' in molti casi, ma  non sempre: puo' esserci anche uno spiccato interesse per qualcosa che al momento la singola persona non ha a disposizione, o non conosce, ma che si vuole  approfondire per eventuali sviluppi futuri.  Nel sondaggio sono state comunque  inserite tecniche scelte ponendo  tra i parametri primari di scelta proprio diffusione ed accessibilita'.  
Spedito da: acanal65, Dicembre 17, 2007, 12:35pm; Replica: 3
Curiosando tra pe pagine del forum sono ricapitato in questa sezione e sono romasto  abbastanza colpito dall'attuale statistica.
E' vero la fluorescienza a raggi X, sia a dispersione di lunghezza d'onda che di energia, è una tecnica analitica eccezzionale ma non è certamente l'unica e la migliore.
Molto probabilmente le indicazioni ricevute dai vari utenti sono funzione delle specifiche compotenze o sono legate a settori di intervento abbastanza circoscritti.
Personalmente avendo la possibilità di operare in diversi settori (materiali lapidei, metalli, dipinti ecc) ritengo che la scelta della, o delle, tecniche analitiche da utilizzarsi debba essere valutata caso per caso  e che, spesso, anche i semplici e vecchi saggi in provetta possono dare le stesse indicazionidelle più recenti e sofisticate strumentazioni.
Vorrei comunque, con l'occasione, spezzare una lancia a favore della difrattometria a raggi X (DRX) . Ultimamente ho eseguito la caratterizzazione del materiale utilizzato, agli inizi del 1900, per realizzare le fondamenta del campanile di piazza S. Marco a venezia, e senza tale tecnica, pur sempre accoppiata all fluorescienza, non sarei mai potuto risalire alla composizione del legante e degli inerti, di impasto e di riempimento, utilizzati.
Spedito da: Rossella Croce, Febbraio 4, 2008, 6:43pm; Replica: 4
Concordo con la tua opinione, ma non mi stupisco affatto della crescente curiosita' riguardo la Fluorescenza X.
La situazione che appare dalle statistiche rispecchia di molto la realta'.

Devi tenere conto che
a) e' una tecnica poco costosa che permette di ottenere velocemente un'analisi elementare.
b) sono disponibili strumentazioni portatili poco costose, che anche un comunissimo studio di restauro puo' ammortizzare  (circa 16.000 dollari)
c) l'analisi e' non distruttiva, non invasiva, semplice da fare
d) nella maggior parte dei casi non serve prelevare il campione (esiste tuttavia anche una strumentazione da banco, che necessita di prelevare il campione, ma non e' comunque distruttiva)
e) si possono eseguire analisi su quasi  tutti i materiali
d) i programmi di elaborazione dati e di acquisizione  sono intuitivi.
Ho comunque deciso di procrastinare il sondaggio per altri sei mesi, per vedere se i risultati si mantengono costanti.
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