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NUOVO Forum Restauro@Conservazione  /  Temi in generale  /  costo lavoro di restauro
Spedito da: puce_verde, Luglio 13, 2007, 3:05pm
Salve, vorrei sapere come calcolare il prezzo per il restauro di un dipinto. Sono alla prima esperienza da sola (finora ho restaurato a scuola e in laboratorio).
Info dipinto: della metà  del XVII sec raffigurante una Madonna a mezzo busto, (35 cm x 50 cm).
Ho effettuato:
- la pulitura con dimetilformammide + pappina
- stuccatura di due tagli
- ritocco con colori a vernice su vaste zone
Quale cifra dovrei chiedere? Non ne ho proprio idea
Grazie

Francesca Pagano
Spedito da: eadg, Luglio 13, 2007, 10:32pm; Replica: 1
più avanti capirà  che a domande di questo genere non è facile dare risposta, comunque le posso consigliare inizialmente di fare una valutazione ad ore impiegate (ammesso che il numero sia ragionevole), valutare i materiali consumati (anche se questa voce spesso è minima) e infine il risultato finale. saluti
Spedito da: Jole Marcuccio, Febbraio 26, 2008, 3:25pm; Replica: 2
ti rimando a questo messaggio
http://www.forum-restauro.org/forum/v-post/b-Rp/m-1186419143/post-1/a-modify/n-0/
Spedito da: lisu, Maggio 21, 2008, 5:49pm; Replica: 3
IL DIMETILFORMAMMIDE è CANCEROGENO.
Spedito da: Cramec, Luglio 14, 2008, 6:35pm; Replica: 4
>:( Scusa , leggo solo ora il tuo messaggio .... hai STUCCATO  i due tagli ? non sarebbe meglio chiuderli con i prodotti apposta per la sutura dei tagli ?

Per quanto riguarda il costo del lavoro mi aggrego anch'io col dirti che forse ti conviene quantificare il tempo impiegato .... se e' un tempo ragionevole ,si intende ! :-/
Spedito da: luigi73, Settembre 10, 2008, 9:40pm; Replica: 5
ma ancora va in giro il Dimetilformammide!!!!!!!
è cancerogeno, mutageno ed è fortemente ritenuto
buttalo immediatamente
Spedito da: Adamantio, Settembre 11, 2008, 12:03pm; Replica: 6
Mi unisco anche io al coro di coloro che ti consigliano qualcos'altro al posto del dimetilformammide anche se sul cancerogeno si potrebe discutere (sul mutageno e sul teratogeno e in generale sulla tossicità a livello del sistema riproduttivo invece non ci dovrebbero essere dubbi).

Puoi provare con delle miscele a base di dimetilsolfossido.

Per quanto riguarda il consiglio di Luigi di buttarlo, invece, ti ricordo che anche per quello ci sono dei problemi di smaltimento rifiuti pericolosi... :)
Spedito da: luigi73, Settembre 13, 2008, 2:41pm; Replica: 7
adamantio ha perfettamente ragione...il mio BUTTALO intendeva urlare SMALTISCILO. ci son ditte che in teoria dovrebbero farlo. informati.

oltre al dmso in miscel con butilacetato prova anche l'etilattato, un ottimo solvente per molti materiali filmogeni e con una tosiità limitata. inoltre è quasi del tutto biodegradabile.
Spedito da: winno, Settembre 13, 2008, 8:25pm; Replica: 8
Ogni prodotto ha delle contro indiczioni, non è possibile puntare il dito contro i prodotti che normalmente "molti rstauratori usano" vengo criticati o meglio messi al bando.  
Coscente sul discorso dello smaltimento, anche se oggi potremmo aprire argomenti molto più ampi , chi paaga gli smaltimenti, come smaltire in cantiere, quali strumenti vengono indicati per lo smaltimento compatibilità con il cantiere eccc, io personalmente sono per un corretto utiòizzo dei dispositivi di protezzione, una corretta formazione del personale che utilizza il prodotto, finisco con il dire che L'OPERATORE FA' LA DFFERENZA , prendiamo coscenza che possiamo utilizzare tutto con i dovuti criteri.
Buon lavoro Tucci S.
NB quanto sopra scritto è valido anche in laboraatorio, quanti laboratori di restauro sono provvisti dei depuratori d'aria interni..........................
Spedito da: Rossella Croce, Settembre 15, 2008, 3:05pm; Replica: 9
Vorrei solo fare una precisazione:
Gia' dalla 626 il legislatore e' stato piuttosto chiaro sulla questione prodotti chimici e tossicita'.
Anche in presenza di mezzi collettivi di protezione e di dpi adeguati il datore di lavoro DEVE sostituire prodotti piu' tossici con meno tossici, qualora sia possibile al fine della lavorazione che si deve eseguire. DEVE farlo, non PUO' farlo ovvero non e' facoltativo, ma imperativo  farlo indipendentemente dall'abilita' dell'operatore. Qualora non siano possibili sostituzioni (e bisogna dimostrarlo) DEVE iscrivere i lavoratori che fanno uso di sostanze cancerogene  o sospette cancerogene all'apposito registro dei lavoratori esposti. DEVE farlo, non e' facoltativo ed esistono sanzioni salatissime a questo riguardo. Il fatto che la sostituzione provochi costi piu' alti per il datore di lavoro e' assolutamente irrilevante: non esistono compromessi in questo senso. Poiche' la DMF e' sostituibile con prodotti meno tossici, ottenendo gli stessi risultati prestazionali, non comprendo perche'ostinarsi ad usarla, rischiando di avere lavoratori al limite dell'iscrizione  al registro esposti, pagando addizionali inail altissime o rischiando un domani una denuncia da parte dei lavoratori stessi alla ASL.
Non la trovo  una mossa ne tattica ne commerciale intelligente.
Rispetto allo smaltimento, ogni restauratore deve aver cura di prevedere questo costo nelle spese vive del  suo intervento, come qualunque altro libero professionista che produca reflui di qualsiasi tipo dalle proprie lavorazioni. Non capisco perche' dovrebbe essere diverso per i restauratori. A casa fai la raccolta differenziata? Paghi per quanta spazzatura produci? perche' sul lavoro dovrebbe essere diverso?

Spero di esserti stata utile.
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