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NUOVO Forum Restauro@Conservazione / Sicurezza per il restauro / carbonato d'ammonio
Spedito da: arianna errico, Maggio 11, 2007, 4:18pm
Buongiorno, mi capita spesso di usare il carbonato d'ammonio e fin dalla scuola mi è stato insegnato che, essendo tossico per il nostro organismo, era necessario usare maschere con filtri adeguati. Ultimamente però una restauratrice(stimata non solo da me) ha affermato che l'unico problema nell'uso di questo materiale è l'odore sgradevole, ma ne ha negato la tossicità per noi operatori.Vorrei sapere cosa ne sapate a riguardo e se potete indicarmi qualche articolo ove approfondire.
Grazie,
Arianna Errico
Spedito da: Rossella Croce, Maggio 13, 2007, 6:54pm; Replica: 1
Ciao arianna, la questione del carbonato d'ammonio è abbastanza particolare e controversa. Devi infatti sapere che la maggior parte delle schede di sicurezza reperibili in giro, anche da fonti autorevoli trattano per lo più il bicarbonato d'ammonio e non il carbonato d'ammonio propriamente detto. Saprai anche che spesso purtroppo il carbonato d'ammonio commerciale è composto da miscele di bicarbonato d'ammonio e carbammato.
Al momento non mi risultano schede di sicurezza aggiornate rispetto al D.Leg 25 /02 , ma solo schede più vecchie. Potrebbero quindi esserci stati degli adeguamenti alla normativa non ancora diffusi dalle aziende produttrici.
L'etichettatura che più comunemente si trova sui prodotti commerciali è la dicitura Xn R22 ovvero nocivo per ingestione.
Certo è che i carbonati e bicarbonati di ammonio liberano ammoniaca, sia dalle polveri che nel momento in cui vengono disciolti in acqua. Questo li rende sicuramente dei forti irritanti da trattare quindi come degli Xi a tutti gli effetti.
La tossicità del carbonato d'ammonio è quindi da ricercare nei suoi sottoprodotti: basarsi sulla scheda di sicurezza e non sulla situazione conclamata sarebbe come mettere una mano dentro un frullatore.
I vapori di ammoniaca sono catalogati come Tossici R 23 oltre che Infiammabili ed Irritanti
Teniamo conto inoltre della grossa quantità di carbonato utilizzata in un intervento di restauro, del modo di applicazione, della concentrazione (quasi sempre soluzioni soprasature) della basicità della soluzione.
teniamo conto anche che il carbonato d'ammonio, per quanto ingrediente anche di prodotti per lbellezza, quali creme, è uno degli agenti allergizzanti che vengono valutati nel patch test in caso di allergie da contatto.
Quindi trai le tue conclusioni.
Spedito da: didi, Maggio 16, 2007, 8:00pm; Replica: 2
Sulle schede di sicurezza che ho avuto modo di consultare,viene consigliato l'uso di maschere con filtro per vapori ammoniacali e guanti,nonchè di occhiali di protezione visto che per il "normale Utilizzo"il prodotto deve essere considerato dotato di potere irritante primario per pelle e occhi....Nel caso poi di "esposizione acuta"il livello di tossicità diventa medio-basso con possibili organi bersaglio il sistema nervoso centrale e il fegato.Nessuna evidenza invece di azioni cancerogene,mutogene e sulla riproduzione....infine gli effetti per"sovraesposizione" sono:irritazione delle vie respiratorie,tosse,dispnea,edemi,cefalea,depressione generale,torpore,difficoltà respiratoria possibile alterata funzionalità epatica.....
Il problema più grosso a mio avviso è quando definire un utilizzo"normale","acuto" o "sovraesposto"visto che i parametri indicati generalmente sono per me(scusate L'ignoranza)incomprensibili....valori mediati dei limiti di esposizione per l'inalazione dei vapori,concentrazioni letali per esposizione cutanea per kg di peso corporeo......ditemi voi!!!!
Spedito da: Rossella Croce, Maggio 17, 2007, 1:39pm; Replica: 3
E' il problema che cercavo di affontare. Le indicazioni che citi sono legate ai vapori ammoniacali liberati. L' effettiva concentrazione di vapori nell'ambiente di lavoro dipende da una serie di fattori difficilmente quantificasbili nel settore del restauro ed in particolare nell'unità produttiva cantiere. Esistono moltissime variabili, soprattutto in base al tipo di cantiere ed al modo di utilizzodei prodotti, all'aereazione del locale, alla temperatura dell'ambiente ecc. Solo conoscendo queste variabili si può azzardare una valutazione attendibile di sovraesposizione o meno. Nella pratica il calcolo viene effettuato con modelli matematici in seguito a prove sperimentali. In altri settori produttivi è consuetudine effettuare quindi una campagna di indagine ambientale, cosa che nel restauro in genere non viene fatta. Nel caso migliore vengono fatti accertamenti medici qualora si verifichino malori o effetti collaterali collegabili all'utilizzo del prodotto. Indagini comunque quasi sempre a posteriori e quindi sarsamente utili o significative. L'indicazione di massima, quindi,quando non sia possibile parametrizzare, è sempre quella di tenere un atteggiamento cautelativo, che preveda la peggiore delle ipotesi.
Spedito da: arianna errico, Maggio 17, 2007, 5:16pm; Replica: 4
Vi ringrazio per le risposte e a questo proposito, visti anche i vostri dubbi, vi chiedo come sia possibile che proprio in giorni in cui la sicurezza nei luoghi di lavoro è costantemente sulle prime pagine di quotidiani, prodotti così usati(anche se da restauratori!) non siano comunemente conosciuti nelle loro iterazioni con l'organismo umano. A chi si devono esporre dubbi su questi prodotti? é un problema solo della nostra "categoria"?
Spedito da: Rossella Croce, Maggio 17, 2007, 10:37pm; Replica: 5
I dubbi dovrebbero essere esposti al medico competente e all' rspp ( se presente)
Il problema è che nel settore del restauro questa figura è spesso assente.
La mancanza di formazione ed informazione specifica non è un problema solo nel mondo del restauro, ma sicuramente è uno di quelli dove è più sentito. Il restauro, a differenza di ciò che si pensa, è ancora un settore di nicchia, che prende spesso a prestito procedure e prodotti da altri settori, adeguandole alla bene meglio. Ciò genera difficoltà oggettive nellla valutazione dei rischi. Anche la carenza di studi e normative specifiche complica notevolmente le cose. Per citare un caso attualmente alla ribalta su tutti i telegiornali non mi stupirei così tanto della situazione generale...prova solo a pensare alla gravità del caso aulin....
Spedito da: messapia antiqua, Maggio 20, 2007, 4:53pm; Replica: 6
io il carbonato lo uso spesso... devo dire che se sia o meno nocivo questo non lo sò...di certo c'e che anche se si usa molto diluito è comunque fastidioso ed impedisce di lavorare con la giusta attenzione.....quindi uso sempre maschere ed occhiali
ho notato una cosa però quando lo uso non soffro di rinite allergica.... che abbia trovato la cura per la mia allergia?
saluti e buon lavoro
Spedito da: Rossella Croce, Maggio 24, 2007, 11:29am; Replica: 7
banale e scherzosa considerazione......
Testo citato
quindi uso sempre maschere ed occhiali
non è che è questo il motivo per cui, quando lo usi, non soffri di rinite allwergica?
Hai fatto i test allergici? Cosa è risultato?
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