La descrizione è a parer mio insufficiente per poter esprimere giudizi e consigli.
Dipende da troppi fattori, in primis l'epoca del dipinto ad olio e il suo stato di conservazione e poi il tipo di cuoio, i processi di finitura, ....
Il caso è comunque abbastabnza inconsueto, fattore che rende ancora più importante usare tutte le cautele del caso e procedere possibilmente mediante uno studio analitico della situazione.
L'unica prova che potresti eseguire, compatibilmente con lo stato di conservazione del dipinto, è operare un test di solubilità standard (in un punto poco visibile o di scarso valore artistico, in piccoli tassellini e aspettando a lungo tra un tassello e il successivo per osservare attentamente se vi sono problemi visibili già macroscopicamente).
Tale test non impiega sostanze acquose e quindi non dovrebbe dare problemi al cuoio per quanto ne so. Tuttavia vi potrebbero essere problemi con prodotti usati per la finitura del cuoio che è possibile siano solubili nei solventi, e anche in quelli a bassa polarità come quelli proposti nei test standard.
Sarebbe probabilmente possibile anche un approccio di pulitura LASER, volendo proprio applicarlo, anche se quello esposto non è uno dei casi più favorevoli. In ogni caso non si tratta di un caso standard e la metodologia andrebbe studiata su misura per il caso in esame (temo che il tutto diventerebbe piuttosto costoso e laborioso).
Ti riporto (come già altrove), una tesina con riportati alcuni tipi di test di solubilità nel caso avessi bisogno di informazioni a riguardo:
http://w3.uniroma1.it/chemo/ftp/test_di_solubilita_final1.pdfUniversità "La Sapienza" di Roma studentessa Francesca Cecere
"Scelta e selezione dei solventi per la pulitura di superfici pittoriche, test
alternativi al "test di Feller" nei BB.CC."
Esame di laboratorio di chimica del restauro
Dr.sa M.P. Sammartino
Dr. G. Favero
Dr. G. Visco