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NUOVO Forum Restauro@Conservazione / Diagnostica per il restauro / Spettroscopia di fluorescenza e patine biologiche
Spedito da: ottavia, Maggio 11, 2005, 3:10pm
devo fare una tesina veloce sulla spettroscopia di fluorescenza,
evidenziando il comportamento della 5,6 carbossifluoresceina e delle porfirine presenti nellle patine biologiche..
potete aiutarmi?
Spedito da: Rossella Croce, Maggio 14, 2005, 8:46am; Replica: 1
Spedito da: ottavia, Maggio 14, 2005, 11:43am; Replica: 2
Spedito da: Rossella Croce, Maggio 14, 2005, 1:39pm; Replica: 3
ottavia mi ero accorta che mancavano dei link che credevo di aver inserito, prova a riscorrere il messaggio precedente
Spedito da: Rossella Croce, Maggio 22, 2005, 8:54am; Replica: 4
Bene Ottavia, come sta andando? Ci interessano i tuoi risultati!
Spedito da: ottavia, Maggio 22, 2005, 1:12pm; Replica: 5
l'ho consegnata da 2 giorni..speriamo bene,ho impiegato un po' di tempo per capire
spero di non aver scritto cavolate...
comunque,anche se sono entrata da poco nel mondo scientifico e della diagnostica(avendo sempre studiato restauro e storia dell'arte), è un mondo che mi affascina e interessa tantissimo..
grazie per l'interesse e l'aiuto!!
Spedito da: Rossella Croce, Luglio 16, 2005, 4:25pm; Replica: 6
Ho avuto modo di lavorare su uno strumento XRF portatile davvero all'avanguardia. La tecnica, totalmente non invasiva, presenta talmente tanti vantaggi che i relativi "limiti" inerenti gli elementi leggeri diventano quasi secondari, anche perchè aggirabili con tecniche d'appoggio. L'enorme vantaggio è che questa tecnica è in grado di fornire risposte sia qualitative che quantitative, per confronto con opportuni standard, cosa molto interessante per uno strumento relativamente poco costoso. Temo però che l'interpretazione dei dati e degli spettri possa creare notevoli difficoltà ai non specialisti... Rivolgo quindi questa esplicita domanda ai colleghi restauratori: avete mai fatto questa esperienza? Cosa ne pensate?
Spedito da: Adamantio, Maggio 24, 2006, 11:01pm; Replica: 7
Mi spiace che nessun restauratore "puro" abbia risposto alla tua interessante domanda... effettivamente XRF portatile è una buona tecnica e anche noi la stiamo usando molto, spesso con ottimi risultati... credo che il vantaggio principale sia quello di potere fare un'ampia statistica a costi contenuti con risultati grezzi in tempo reale e senza pressochè intaccare il materiale... passaggio molto utile per fornire appoggio per la scelta delle aree in cui approfondire le analisi mediante tecniche distruttive... effettivamente va molto bene se abbinata con altre tecniche non distruttive come riflettografia, immagini ai raggi X e fluorescenza UV.
Ovviamente presenta dei limiti... oltre gli elementi leggeri, da te già citati, credo che il più grande limite, rispetto allo studio di sezioni mediante SEM-EDX sia l'impossibilità di stabilire una successione di strati e di localizzare la profondità di provenienza del segnale... inoltre, ovviamente, (e come d'altronde l'EDX) non dice nulla sui leganti.
Dal punto di vista dell'interpretabilità del dato penso che sia buona... tuttosommato è abbastanza semplice (anche se poi non così semplice come sembra a prima vista) per quanto concerne l'individuazione degli elementi...
Il punto dolente credo che comunque sia il risalire univocamente dagli elementi riscontrati alle sostanze usate o alle problematiche in questione... per fare questo passaggio è indispensabile una buona conoscenza storica e ci si deve necessariamente prodigare in differenti cammini interpretativi... il tutto prende una buona quantità di tempo anche se alla fine il risultato è generalmente interessante per il restauratore e per chi ha steso la relazione pur risultando in un certo aggravio economico se i giorni dedicati alla ricerca sono più di uno...
fornire un risultato che dice semplicemente piombo, rame, zinco, ecc anche se quantitativo è raramente utile a qualcosa... è quel quid in più che rende buona l'analisi a mio modestissimo avviso...
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