Print Topic - Archive

NUOVO Forum Restauro@Conservazione  /  Pulitura  /  pulitura dipinto su tela.
Spedito da: francy, Aprile 23, 2005, 10:22am
Buon giorno a tutti, sono Francesca e mi occupo di restauro di dipinti mobili. Sono molto felice di aver trovato questo forum ricco di persone appassionate ed esperte con le quali spero di scambiare idee e ricevere consigli.
Detto questo ne approfitto subito per porre un quesito che riguarda la pulitura di un dipinto su tela che sto eseguendo in questo periodo: si tratta di un dipinto ad olio che presenta vaste ridipinture, alcune sul colore originale e molte altre realizzate per ricostruire ampie zone che sono andate perdute.  Vi dò qualche indicazione fondamentale: il dipinto è sicuramente seicentesco e forse anche un po' precedente e la mano originale era veramente notevole! Il problema è che, sempre in epoche antiche, la pellicola pittorica è andata in buona parte perduta (sto ancora cercando di documentarmi sui motivi) e qualcuno ha ridipinto in buona parte l'opera. Questo pittore (mediocre!) si è trovato a  ridipingere vastissime zone che erano andate completamente perdute e ha lasciato come erano solo le parti che non avevano avuto problemi. Però in alcune zone dove la perdita di colore era minima si è fatto prendere un po' la mano e ha ridipinto in tutto il volto il corpo o il panneggio. Io volevo avere da voi una valutazione da un punto di vista etico circa il mio intervento e poi vi dirò anche quali sono i problemi pratici che ho riscontrato. Mi sto muovendo in questo modo: sto eliminando le ridipinture che coprono il colore originale (e che colori vengono fuori!!!) ma intendo conservare quelle che sono state ridipinte di sana pianta ma che non coprono nulla (ho fatto saggi in vari punti). Premetto che qui non parlo di piccole ridipinture ma di interi panneggi e a volte di interi personaggi! Se dovessi andare a recuperare solo il colore originale del dipinto rimarrebbe si e no un 30% (sparso qua e là). Ho deciso così di considerare "storiche" queste ridipinture ex novo, considerandole non solo la testimonianza del trascorso dell'opera, ma anche tenendo conto della assoluta mancanza di continuità nella pellicola originale, di fatto  reputando le ridipinture come di "collegamento" e privilegiando quindi l'estetica d'insieme. Questo è il mio primo quesito; il secondo è invece puramente tecnico: queste ridipinture non sono state realizzate ad olio ma, credo, con un legante a vernice e sono quindi solubili nei più comuni solventi: in sintesi il solvente della vernice fortemente ingiallita che ricopre il tutto è lo stesso della ridipintura. Ho quindi grandi problemi a mantere queste ridipinture senza intaccarle. Il metodo più adatto che ho trovato finora (dopo innumerevoli tentativi e confrontandomi con altri restauratori e anche con  un chimico), è stata una miscela di metiletilchetone e white spirit in etilcellulosa su carta giapponese. Questo mi permette di andare a rammollare la vernice per poi rimuoverla. Il risultato però non è perfetto perchè, anche se leggerissimamente, il colore viene intaccato e nello stesso tempo, in alcune zone permangono a chiazze tracce di vernice. Non riesco a trovare un metodo adatto per "alleggerire" la vernice perchè questa è stata data in uno spesso strato ma in un'unica soluzione e addirittura quando il dipinto era già incorniciato (quindi forse anche posteriormente alle ridipinture). E non resco a trovare un supportante che tenga in superficie il solvente così bene da ammorbidire il film senza intaccare il colore. Vorrei avere un vostro parere sul metodo di pulitura più appropriato. Vi ringrazio in anticipo per le vostre valutazioni. Ciao  :)
Spedito da: Rossella Croce, Aprile 23, 2005, 4:24pm; Replica: 1
Di che vernice stiamo parlando? Credo che in caso come questo, per scegliere un intervento mirato sia indispensabile saperlo (per quanto possibile ) o almeno avere un'idea della famiglia di appartenenza. Hai provato i resin soap di Wolbers o l'enzima lipasi?
Spedito da: Jole Marcuccio, Aprile 26, 2005, 12:52pm; Replica: 2
Prova ad alleggerire la mista, togli il MEK e usa solo il White Spirit. Oppure passa alla ligroina, ma non devi usare la carta giapponese, la trovo inappropriata

L'alternativa è un solven-gel molto denso per evitare la penetrazione profonda del solvente ( ma se non conosci queste metologie è praticamente impossibile spiegare). Per supportare questi solventi il solven-gel è il migliore. Ovviamente come dice Rossella, rimane indispensabile sapere su cosa vai a lavorare.
Spedito da: francy, Aprile 27, 2005, 10:41am; Replica: 3
ho già provato con la pulitura enzimatica e in particolare con l'enzima lipasi senza risultati soddisfacenti; per quello che riguarda la miscela di solventi ho provato diverse proporzioni tra white spirit e MEK, senza però trovare una miscelazione assolutamente perfetta. Non posso eliminare il metiletilchetone perchè è il solvente che solubilizza il film di vernice mentre il white spirit ha la funzione di "diluente" dal momento che non ha alcun potere solvente nei confronti di questa vernice.
Per quello che riguarda il tipo di vernice ho delle grosse difficoltà a stabilirne la tipologia perchè in presenza del solvente non ha una solubilizzazione perfetta ma tende a "raggrinzirsi" e nel rimuoverla ad "appallottolarsi"  e questo è molto evidente quando lavoro sulle parti originali che mi permettono di operare con più tranquillità. E' una vernice che appare vetrosa e gialla tanto da poterla intaccare con il bisturi separandola dalla pellicola pittorica; ho grosse difficoltà ad identificarla. Per quello che riguarda le ridipinture esse hanno come legante una resina che è solubile in tutti i solventi polari o mediamente polari (come la vernice soprastante), a dire la verità, sia la sua facile solubilità che la "consistenza" delle pennellate mi fanno pensare ai colori a vernice  per il restauro. SApete quale è la loro composizione? E da quando sono stati usati?
jolemar, perchè mi sconsigli l'uso della carta giapponese? Io l'ho provata in un secondo tempo e devo dire che aiuta a mantenere il solvente ancora più in superficie oltre che a rimuovere il gel. Quando rimuovo la carta giapponese non trovo su di essa nè residui di vernice nè di colore ma sullla zona trattata la vernice ha subito questo raggrinzimento. il problema mi si presenta quando devo rimuoverla, se lo faccio subito rischio di intaccare la ridipintura, se aspetto che asciughi la vernice non si rimuove bene.
Per quello che riguarda i solvent gel in effetti non ne ho mai usati, ma anche per altri che volessero maggiori informazioni ho trovato sul sito della Beneforti un articolo molto chiaro ed esplicativo.
Aspetto le vostre risposte ... ciao!
Spedito da: Jole Marcuccio, Maggio 6, 2005, 8:56am; Replica: 4
ciao francesca, ti rispondo con un pò di ritardo, ma ho seguito poco il forum in questo periodo.
comunque circa la carta giapponese.  avevo capito che tu mettevi i solventi sulla carta giapponese, senza addensarli, pertanto mi sembrava illogico... scusa l'equivoco, ho riletto il messaggio e ora è chiaro.
Il tuo metodo di lavoro mi sembra corretto, non saprei cosa altro aggiungere.
ciao

Spedito da: Jole Marcuccio, Luglio 20, 2005, 8:57am; Replica: 5
la tua riflessione è condivisibile, è sempre meglio pulire il dipinto prima della foderatura, ma non penso che il calore agisca sulla solubilità della vernice in quanto tale, in fondo il calore apportato dal ferro da stiro è relativo. Circa uno strato di colla animale presente sulla superficie è una situazione che sovente si ritrova. Era prassi comune stendere un isolante per evitare la saturazione dei colori data dalla vernice o per separare le stesure di colore in certe campiture, e si usava o colla animale o bianco d'uovo.
Spedito da: gian1, Settembre 28, 2005, 5:04pm; Replica: 6
la rimozione di strati di colla e/o particolare tipo di mix (vernici) hanno ottenuto buoni risultati (processo lento e anche costoso) con laser a ecimeri a 3um in fibra ottica con impiego di basi a solvente . è un buon sistema ma necessita di una profonda istruzioneed esperienza.
Print page generated: Novembre 22, 2008, 12:43am