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NUOVO Forum Restauro@Conservazione / Tecniche di restauro innovative / Nanoparticelle e restauro
Spedito da: Rossella Croce, Marzo 29, 2005, 10:48am
Sul numero 5 della rivista Darwin è apparso un articolo sull'uso delle nanoparticelle nel restauro. L' articolo, redatto da Baglioni, Carretti, Dei , Ferroni, Giorgi tratta le sperimentazioni effettuate per lo più a Firenze sulla Capella Brancacci (ma non solo) di microemulsioniolio-acqua per la pulitura e di nanoparticelle di Ca(OH)2 nel consolidamento. Nanoparticelle di Mg(OH)2 sono state usate invece per la deacidificazione della carta. Qualcuno, ha avuto modo di affrontare questo tema o di assistere a queste sperimentazioni e vuole esprimerem un parere?
Spedito da: alessandro sidoti, Aprile 1, 2005, 1:26pm; Replica: 1
stiamo per iniziare a sperimentare le nanoparticelle per la deacidificazione della carta... purtroppo ancora non sono disponibili in commercio... l'unica fonte possibile è l'università di firenze da cui vengono i ricercatori dell'articolo
p.s. c'è un thread nella mia sezione ;) in cui più che altro mi sembra che ci sia gente interessata ma nessuno che conosca il metodo. purtroppo non ho ancora messo mano sulla dispersione e quindi non l'ho ancora provata.
ti farò sapere
se serve l'articolo... ce l'ho nel gruppo di posta e te lo posso spedire
ciao Ale
Spedito da: Rossella Croce, Aprile 11, 2005, 8:01pm; Replica: 2
Se qualche forumista ha partecipato al convegno sulle nanotecnologie gli sarei grata se volesse scrivere un piccolo abstract in questo forum
Spedito da: Umberto Bino, Febbraio 24, 2006, 5:57pm; Replica: 3
Le nanoparticelle stanno iniziando ad avere una certa diffusione ed a suscitare un certo interesse anche in Italia, soprattutto l'ossido di titanio (TIO2) nanomolecolare e fotocatalitico che sostenzialmente presenta quattro importanti qualità: è un potente ossidante (decompone molecole semplici organiche, Nox, Sox, benzene per cui viene usato per combattere il fenomeno dell'inquinamento ambientale urbano, è iperidrofilo (le gocce d'acqua tendono ad appiattirsi formando un velo sulla superficie dove è applicato, rimuovendo le sostanze organiche, (smog), è un potente battericida (evita il formarsi di funghi e muffe) e decompone la maggior parte di odori organici.
il Giappone è la nazione all'avanguardia in queste tecnologie ed il TIO2 viene applicato già da una decina d'anni sulle facciate esterne (cls, vetri pannelli in alluminio o accciaio) come protettivo autopulente.
La tecnica di applicazione più usata è a spray con una particolare attrezzatura (essendo l'ossido di titanio, in sospensione in una soluzione liquida).
Recentemente il dipartimento di nanotecnologie dell'Università di Lecce ha sperimentato l'applicazione del TIO2 col metodo sol-Gel sulla pietra leccese in collaborazione con la Soprintendenza ai monumenti di Lecce.
Spedito da: Rossella Croce, Marzo 22, 2006, 9:21pm; Replica: 4
E' possibile reperire qualche pubblicazione sulla sperimentazione che cita? può segnalarcela?
Spedito da: Studio Restauro, Marzo 29, 2006, 11:34am; Replica: 5
Mi introduco per la coincidenza di essere in questo periodo a Firenze a frequentare una scuola di specializzazione in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali; mi occupo da tempo di materiali e metodi per il restauro e sto cercando anch'io letteratura sull'argomento in questione che mi pare di grande interesse.
La "dispersione" in alcool di particelle comprese tra nm e micron determina la possibilità di aumentare la concentrazione di idrossido di calcio, migliorando significativamente le condizioni applicative e l'efficacia del sistema con acqua di calce. In tal modo si ottengono buoni risultati, competitivi con le altre metodologie, utilizzando però lo stesso materiale inorganico presente sul supporto. L'applicazione è a pennello interponendo carta giapponese.
Proverò a recuperare i dettagli e i riferimenti bibliografici.
Alessandro Bazzacco
Spedito da: Rossella Croce, Aprile 26, 2006, 9:37pm; Replica: 6
Citato da riccardo_bulgarelli
Mi introduco per la coincidenza di essere in questo periodo a Firenze a frequentare una scuola di specializzazione in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali; mi occupo da tempo di materiali e metodi per il restauro e sto cercando anch'io letteratura sull'argomento in questione che mi pare di grande interesse.
La "dispersione" in alcool di particelle comprese tra nm e micron determina la possibilità di aumentare la concentrazione di idrossido di calcio, migliorando significativamente le condizioni applicative e l'efficacia del sistema con acqua di calce. In tal modo si ottengono buoni risultati, competitivi con le altre metodologie, utilizzando però lo stesso materiale inorganico presente sul supporto. L'applicazione è a pennello interponendo carta giapponese.
Proverò a recuperare i dettagli e i riferimenti bibliografici.
Alessandro Bazzacco
Hai avuto modo di osservare direttamente l'applicazione? O la stessa dopo un certo tempo? Hai notato sbiancamenti?
Spedito da: Adamantio, Aprile 30, 2006, 1:24am; Replica: 7
Segnalo, se può essere utile, che a breve ci sarà a Genova un seminario riguardante nanotecnologie e biotecnologie
La Fondazione per le Biotecnologie, in collaborazione con IGIIC, e con il finanziamento del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie (Presidenza del Consiglio dei Ministri) organizza un ciclo di Seminari sul tema delle Biotecnologie, Biologia e Nanotecnologie applicate alla Conservazione dei Beni Culturali, a cui seguiranno due incontri tecnici con pratica di laboratorio (in data ancora da destinarsi).
I primi due incontri (con lo stesso programma, ripetuto nelle due sedi diverse)averranno:
06 Giugno 2006 GENOVA presso ARCHIVIO DI STATO
07 Giugno 2006 ROMA presso ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA
I prossimi incontri, che avverranno in Autunno, verranno probabilmente svolti a Milano e Firenze; le date e le sedi sono in fase di definizione e verranno comunicate il prima possibile.
il sito di riferimento è
http://www.igiic.org/?p=78 dove ci son informazioni riguardanti iscrizione e programma
Spedito da: Rossella Croce, Maggio 23, 2006, 5:44pm; Replica: 8
Spero di poter partecipare al convegno e di potervi riportare nuove informazioni...al momento la vedo difficile poichè sono molto impegnata. Vi farò sapere
Spedito da: rosellina, Ottobre 12, 2006, 3:58pm; Replica: 9
Spedito da: Rossella Croce, Ottobre 12, 2006, 4:56pm; Replica: 10
Benvenuta Rosellina,
non ho compreso il significato del tuo messaggio. Sei in difficoltà nell'inserimento delle tue repliche?
Contattami pure per qualsiasi chiarimento. Ti ho inviato un messaggio privato con le indicazioni per completare la tua firma e per accedere correttamente al forum
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Dicembre 2, 2006, 4:56pm; Replica: 11
Che fine hanno fatto le naneparticelle -:) per l'inserimento di calce?? Prego, notizie, notizie . . .
Spedito da: Rossella Croce, Dicembre 5, 2006, 4:57pm; Replica: 12
Non ho ulteriori aggiornamenti al momento, tranne che si sta attualmente discutendo sulla tossicità legata a questi materiali, sia nel settore del restauro che in altri.
Spedito da: Jole Marcuccio, Dicembre 8, 2006, 12:46pm; Replica: 13
interessante.
Se posso chiedere, chi le fornisce a Firenze? cha costo hanno? puoi spiegare meglio l'impacco finale con acqua condizionata con sali di ca? sai se l'efficacia è maggiore dell'acqua di calce con l'aggiunta dell'1% di Urea?
Spedito da: mutsymina, Gennaio 17, 2007, 10:49pm; Replica: 14
Salve a tutti! Sono nuova del forum :)
Studio all'Università di Firenze: ho conseguito la laurea triennale in Tecnologia per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali e adesso ho fatto un passaggio di corso alla LS in Chimica dell'Ambiente e dei Beni Culturali.
Il CSGI (dipartimento di Chimica, università di Firenze, Sesto Fiorentino) svolge ricerche sull'applicazione delle nanoparticelle in vari campi, tra cui la deacidificazione della carta, il consolidamento di steli, quello del legno.
Quindi penso che vi possiate mettere in contatto con loro e approfondire le ricerche!(hanno anche un sito internet
http://www.csgi.unifi.it)
Spero di esservi stata utile!
:D
Spedito da: Rossella Croce, Gennaio 18, 2007, 1:36pm; Replica: 15
grazie per la segnalazione.
sei a conoscenza di qualche pubblicazione di questo gruppo di ricerca?
Spedito da: mutsymina, Gennaio 18, 2007, 7:40pm; Replica: 16
Spedito da: mutsymina, Febbraio 2, 2007, 12:09am; Replica: 17
Salve a tutti, rieccomi!
Mi sono informata con quelli del CSGI, mi hanno detto che se potete consultare il Langmuir (JACS) dovreste trovare praticamente tutte le pubblicazioni!
Altrimenti potete contattare direttamente loro, le coordinate le trovate sul sito del CSGI.
Comunque per quel che riguarda il costo delle nanoparticelle, so che loro essendo un istituto di ricerca non hanno reattori per la produzione in larga scala, quindi il costo non è sicuramente basso.
Ma ne può valere la pena.
A voi la scelta, spero che adesso siate nelle condizioni per sapere quello che volete!
Ciao a tutti!
Spedito da: novella_cuaz, Marzo 27, 2007, 10:06pm; Replica: 18
salve a tutti,
io le ho sperimentate personalmente insieme a un restauratore fiorentino con il patrocinio di dei e dell'università di firenze....comunque, a parte i preamboli ho constatato principalmente due cose. mi riferisco ai dipinti murali e all'applicazione di nano per il consolidameno. la prima è che la loro applicazione è decisamente macchinosa e che è molto difficile calibarare la permeabilità del supporto per applicare la diluizione giusta di nano particelle ed evitare sbiancamenti anche importanti in superficie. la seconda è che hanno funzionato invece alla perfezione per la riadesione di sollevamenti di pellicole pittoriche e non (scialbi ad esempio).
per il consolidamento delle zone disgregate ho trovato una significativa differenza con l'applicazione ripetuta a percentuali diverse di carbonato d'ammonio che io uso sovente.
la nanosospensione si accumula soprattutto sui bordi dell'impacco e resta molto in superficie se applicata a percentuale diciamo significativa come apporto di calcio.
usando le nano si evita di apportare acqua sul dipinto essendo la sospensione in alcool isopropilico, ma in realtà discutendo con dei professori dell'opificio mi dicevano che sovente loro aggiungono comunque una percentuale di acqua per poter attivare la carbonatazione.
insomma, la mia esperienza è decisamente limitata e quindi non mi è possibile esprimere giudizi in merito. credo comunque che la sperimentazione debba ancora andare parecchio avanti prima che si possa parlare di metodo.
ho un po di articoli in inglese sulla questione in pdf, se a qualcuno interessa mandatemi una mail che ve li giro.
ciao a tutti!
Spedito da: robertag, Aprile 5, 2007, 5:30pm; Replica: 19
ho visto ora l'argomento... proprio in questo periodo nella mia azienda ci stiamo proprio informando a riguardo per partire con un progetto di sperimentazione delle nanoparticelle su nuovi materiali (da progettare... col tempo!) per il restauro, appoggiandoci a un laboratorio di chimica che appunto già da tempo segue la certificazione e la messa a punto di prodotti per il restauro a base di nanoparticelle. ho visto i campioni e...beh, cavolo se un giorno si arriverà a una diffusione su larga scala di questi prodotti ci sarà da divertirsi ancora di più a restaurare... incredibili le prestazioni che offrono. purtroppo dato che la perfezione non è di questo mondo anche questi prodotti hanno dei limiti... se avete domande fatemele specifiche, se riesco vi rispondo, perchè anche se mi sto informando a fondo da pochissimo tempo sule nanotecnologie nel restauro, già ci sarebbe da scrivere un libro!... spero col tempo di potervi dare anche qualche aggiornamento... purtroppo queste cose dipendono sempre dal giro di soldi messo a disposizione
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