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NUOVO Forum Restauro@Conservazione / Restauro ligneo / consolidamento ligneo
Spedito da: oriana, Febbraio 24, 2005, 7:14pm
Come procede il restauro della cornice?
Spedito da: batik762003, Febbraio 28, 2005, 8:51am; Replica: 1
Allora, il restauro procede, il consolidamento a Paraloid l'ho fatto a pennello, in 2 riprese,
1) al 10%
2) al 15%
Adesso volevo sapere, per eliminare le "cacchine delle mosche", qual'è la metodologia più idonea? ce ne sono veramente tante!
I fori di sfarfallamento dei tarli ho intenzione di chiuderli a cera, con quelli stick colorati che si mischiano fra loro fino al raggiungimento del colore voluto.
Spedito da: giorgiogarabelli, Marzo 3, 2005, 2:16am; Replica: 2
le percentuali di PARALOID (B72!?!) mi paiono un po' altine!!! :oE' opportuno partire con concentarzioni più basse che penetrino meglio e costituiscano la base del consolidamento in profondità dove vi è maggiore possibilità di aggregarsi a legno più sano (es. 2 -3%); ancor meglio sarebbe far precedere il trattamento consolidante con una impregnazione di solo solvente, lo stesso che si utilizza per la soluzione del Paraloid.
Ancora, nel caso di masse lignee consistenti ho utilizzato miscele di polimeri acrilici Paraloid B72 e B67 per rendere la miscela più fluida nella fase di infiltrazione a percentuali superiori al 7%, con indubbi risultati positivi; aggiungo che il risultato ha dato ulteriori aspetti positivi considerando che la durezza finale del materiale penetrato non ha raggiunto mai la compattezza cristallina del B72 usato da solo...
8)
giorgio
Spedito da: giorgiogarabelli, Marzo 3, 2005, 2:23am; Replica: 3
... vorrei sapere se esiste la possibilità, magari già sperimentata, di effettuare consolidamenti di supporti lignei con sostanze naturali, ovvero non di sintesi.Oli ad esempio...
Tralasciamo i vecchi metodi a segatura e colla, ok ;D
Spedito da: Jole Marcuccio, Marzo 3, 2005, 9:15am; Replica: 4
Concordo con Giorgio sulle percentuali di Paraloid, e sull'uso di miscele di Paraloid B72 e B67, la compatezza del materiale trattato è sicuramente un dato positivo.
Circa la possibilità di consolidamenti con sostanze diverse, beh ..colla e segatura è più che altro una stuccatura, ma il consolidamento con colletta, addizionata con fiele e melassa, è un ottimo consolidante. Certo il problema è lo scurimento ( che può essere attenuato usando al posto della colla di coniglio, della colla di pesce o di storione) e l'attaccabilità da parte dei microrganismi. Noi usiamo questo sistema sui retri dei telai, o delle cornici, e poi ovviamente la colla di pesce per i sollevamenti della policromia.
Gli oli , anche loro sono sempre stati usati, perchè polimerizzando creano un reticolo che compattano la fibra legnosa, ma anche questi scuriscono e forse il problema principale è proprio questo, al di là della reversibilità che non esiste ma non esiste neppurte per un Paraloid e anzi bisogna dire che anche il Paraloid si altera cromaticamente.
Comunque sono ottimi, non su una scultura forse, ma su un portale perchè no.
Sicuramente è un problema di scelte e a mio avviso bisognerebbe scegliere questi metodi più spesso di quanto avviene ora, cercando di conoscerli meglio, certo nel nostro ambiente queste possono essere scelte coraggiose...
Spedito da: admin, Marzo 3, 2005, 9:32am; Replica: 5
Premesso che la reversibilità in realtà è un'utopia, organico per organico, non sarebbe preferibile utilizzare (in quanto più stabili) ove possibile i prodotti di sintesi ?
Spedito da: Jole Marcuccio, Marzo 3, 2005, 9:37am; Replica: 6
Piccola considerazione:
i manufatti lignei che noi andiamo a restaurare sono arrivati a noi dopo centinaia di anni con incollaggi a colla d'ossa o caseina, non ti sembra stabilità questa?
Spedito da: admin, Marzo 3, 2005, 5:01pm; Replica: 7
Si, è indubbio.
Ma le colle attuali sono le stesse ?
Spedito da: giorgiogarabelli, Marzo 7, 2005, 1:11am; Replica: 8
Mi intrometto... le colle organiche attuali sono prodotte con sistemi standardizzati e con procedimenti industriali e pertanto sono soggette a standard qualitativi e controlli che certamente non venivano effettuati in passato. Non che ciò costituisca un merito assoluto, ma certamente i prodotti sono maggiormente controllati. Sul fatto di essere le stesse non vi è dubbio poichè una colla di coniglio ad esempio non può essere che quello che è, allora come oggi, ovvero collagene derivato dalla bollitura di pelli dei poveri conigli, lepri o affini...Idem dicesi per la colla di bue o per quella di pesce; cambia qualcosa per la caseina (oggi industriale) che viene prodotta dai residui di lavorazione dei caseifici, mentre un tempo era direttamente ricavata dalla bollitura di latte.
Ne sia la prova l'azione che esercitano gli enzimi dei microrganismi che attaccano questi tipi di materiali là dove il degrado avviene a volte indistintamente su materiali antichi o applicati in restauri recenti...
Ora gli enzimi sono estremamente selettivi, se vi fossere alterazioni strutturali dei materiali, l'azione disgregante non potrebbe avvenire...
Il fatto è che non mi convince, ne mi ha mai convinto pienemente l'uso di Paraloid per il consolidamento del legno, non tanto per le fastidiose alterazioni cromatiche, ma per una reticenza all'intromissione di "plastica" nel tessuto ligneo. Non voglio fare il purista, anche perchè mi sono trovato a dover sopperire a situazioni drammatiche dove ho utilizzato ben altri materiali, NON REVERSIBILI CHIMICAMENTE, come le resine epossidiche, ma in quei casi la necessità di ristabilire la coesione strutturale era di gran lunga preponderante rispetto alle necessità estetiche o di dubbia reversibilità.
Mi piacerebbe supporre che esista una possibilità di immettere nel legno un matreiale estremamente affine al tessuto di cellulosa e lignina che lo caratterizza.
Sono giunto alla conclusione che a volte, piuttosto che inpregnare di paraloid un manufatto sia meglio eseguire degli inserti della stessa specie legnosa, della stessa durezza e pasta, in vena, trattando il supporto deteriorato come parte sacrificabile....
In coscienza ritengo di aver agito corretamente ma tutto è discutibile.....
giorgio
Spedito da: admin, Marzo 7, 2005, 8:57am; Replica: 9
Giorgio,
in verità l'intromissione è quella mia .. che provendo dal grossolano settore delle strutture lignee (coperture e solai) su cui ho eseguito divesi interventi.
In questi casi, per esempio, l'epossidica, svolge spesso dei compiti strutturali altrimenti non realizzabili.
Inoltre, l'utilizzo di certi materiali tradizionali (organici - tipo olio di pesce) nel trattamento dei materiali lapidei esposti all'aperto, allo stato attuale appare a dir poco improponibile.
La risposta di jole (che condivido): i manufatti lignei che noi andiamo a restaurare sono arrivati a noi dopo centinaia di anni mi era stata già fornita da un certo Matteini (ODP) una ventina di anni addietro .. ;)
Premesso che a mio parere il problema non è rappresentato dal singolo materiale (tradizionale o moderno) ma dall'uso critico che ne facciamo riformulo la mia domanda:
In determinati ambienti particolarmente aggressivi ritenete che i prodotti tradizionali siano più stabili ?
In ogni caso la domanda non presuppone una mia predisposizione acritica per i prodotti di sintesi.
Spedito da: giorgiogarabelli, Marzo 8, 2005, 12:58am; Replica: 10
Matteini è sempre un grande!!! ora Dir. CNR beni culturali!!! :)Lo conosco bene, ha dato l'imprimatur al mio lavoro di tesi sull'uso di enzimi per le puliture di policromie...'86...
Temo che i materiali tradizionali siano molto sensibili alle condizioni critiche, forse più di quelli moderni, tuttavia auspico che alcuni materiali "moderni" possano presto essere disgregati da microrganismi o agenti biologici, ciò vorrebbe dire che potremmo disgregare certi abusi di Paraloid... ;D
Il problema è tuttavia complesso. I materiali organici per loro natura sono facilmente attaccabili se le condizioni ambientali permettono l'attacco di agenti e si innsecano processi di decomposizione della materia; nel caso invece di materiali di sintesi ciò avviene per altre cause non biologiche ma magari chimico fisiche, determinate da processi di depolimerizzazione. Non sono in grado di valutare alla luce delle mie esperienze se siano vincenti gli uni o gli altri, ma sono convinto che nei due casi si tratta di differenti aspetti della criticità a cui sono sottoposti i due gruppi di materiali, che determinano il collasso e il processo di disgregazione. Forse anche in questo caso bisogna valutare bene le circostanze specifiche in cui si opera e cosa si va a fare, per scegliere il prodotto più indicato.
Dal mio punto di vista mi preoccupo maggiormente di problemi dello stato di conservazione allorché mi trovo di fronte ad un materiale tradizionale deteriorato che debbo cercare di salvare interrompendo il processo. Altro è sostituire un materiale organico alterato o causa di danni, con prodotti sintetici. Oggi poi, ci si ritrova a lavorare su prodotti sintetici deteriorati... e lì ti voglio!!!
Forse il nocciolo della questione è che le concause del deterioramento dei materiali organici sono molte: l'ambiente per primo, le caratteristiche organolettiche, la deperibilità intrinseca, la poca conoscienza tramandata nel trattamento e nell'uso dei materiali stessi, la mancanza di manutenzione e di monitoraggio, l'aumento delle cause di degrado, ecc...
Da questo punto di vista i materiali sintetici parrebbero vincenti ma non conosciamo ad esempio le reali caratteristiche di durabilità o i processi di invecchiamento.
La lotta è serrata a parer mio...
Ma poi a volte credo che si facciano anche delle scelte accomodanti per facilitarci il lavoro... 8)
P.S. non sono affatto d'accordo che il settore delle strutture sia grossolano anzi !!!
giorgio
Spedito da: Studio Restauro, Marzo 9, 2005, 11:14pm; Replica: 11
Jole
interessante il tuo consolidamento con colletta, addizionata a fiele e melassa.
Avevo una vecchia ricetta che comprendeva la melassa per la preparazione del fondo nella doratura, la giustificazione stava nella plasticità che avrebbe conferito al sistema.
E' così?
Spedito da: Jole Marcuccio, Marzo 15, 2005, 9:19am; Replica: 12
per Riccardo,
si la melassa ha funzione di elasticizzante, la usiamo nel preparare lo stucco per stuccare le lacune sulle dorature ma anche come dici per la gessatura prima del bolo. Daltra parte la melassa è presente anche nella ricetta per la fermatura del colore sui dipinti.
Spedito da: gian1, Settembre 21, 2005, 3:11pm; Replica: 13
scusate se mi intrometto, ma l'esperienza mi porta a suggerire il sistema del sottovuoto controllato in sito con membrana osmotica di tessuto (non di politilene!!!) per avere una penetrazione omogenea e in profondità.
Spedito da: Studio Restauro, Settembre 23, 2005, 8:46pm; Replica: 14
concordo con te.
Sarebbe anzi interessante un tuo approfondimento esemplificativo.
Spedito da: admin, Settembre 23, 2005, 9:53pm; Replica: 15
Gian
chiedo cosa intendi per menbrana osmotica di tessuto.
Nel corso degli anni 80 ho condotto diversi interventi con polietilene.
Col tempo non mi sono più occupato di questo sistema di consolidamento.
Aggiornaci.
Spedito da: gian1, Settembre 27, 2005, 2:54pm; Replica: 16
la tecnica del consolidamento sottovuoto in sito (interventi svolti con successo senza lo spostamnento dell'oggetto) permette soluzioni diverse:
risultati:
1- consolidamento in profondità e avanzamento omogeneo con fissaggio della parte interna ammalorata con quella sana, senza causare l'effetto "cippolla"
2- possibilità di ridurre l'umidità interna con cicli frequenti di aria e/o azoto
3- possibilità della desalinizzazione (intervento su fasciame di nave recuperata dal mare)
4- dopo l'intervento di consolidamento, il prodotto è all'interno del materiale, non si verificano i fenomeni della sovrasaturazione.
5- la pressione che viene esercitata dalla depressione sull'oggetto, risulta essere omogenea e ortogonale alla superficie, non tangenziale come può avvenire se viene utilizzato il telo di politilene. inoltre l'ascesa del prodotto viene veicolata dal tessuto osmotico direttamente a contatto con l'oggetto e con graduabilità ed omogeneità. con il telo di politilene questo non è possibile in quanto si viene a formare delle pieghe rigide e attraverso queste fluisce più velocemente il prodotto consolidamnete.
6- vengono effettuati cicli di risalita e di discesa del prodotto, con fase di riposo e sucessiva aspirazione. questi cicli sono in funzione del costante controllo del consumo del prodotto e di aver raggiunto pertanto la saturazione del manufatto. in qualche caso è sufficiente uno o due giorni in altri casi ho superato abbondantemente anche i 10 giorni con circa 4 cicli al giorno!!!!
sistema:
1-non impiego di alcun telo di politilene, anche se all'apparenza può sembrare idoneo. non sempre la velocità di preparazione del sistema equivale ad un buon risultato.
2- bisogna diventare un po' "sarti" e vestire su misura l'abito del tessuto "osmotico" cioè un tessuto con trama sufficientemente evidente e spessa tale da poter rendere un lato impermeabile e quello interno "bagnante" che trasferisce con graduabilità il prodotto e permette la veicolazione per depressione (dal basso verso l'alto).
3- ottenere il vuoto dell'oggetto variabile da un minimo del 70% (al disotto di questo valore non si riesce ad attivare il processo) fino a valori dell'85-90% La struttura ermetica e tenuta all'aria viene svolta da strati sucessivi di lattice naturale.
4- inserimento del circuito idraulico, cioè della parte responsabile al trasporto del prodotto consolidanete e/o altro (vedi desalinizzazione, ecc...) questo c/to dovrà tener conto della portata del prodotto con sezioni adeguate e intercetato da opportune saracinesche (possono essere anche centralizzate e automatiche)
5- applicazione del circuito pneumatico, questo c/to è molto delicato e la sua disposizione deve rispondere alle caratteristiche morfologiche dell'oggetto, non basta un iniettore d'aspirazione nella parte più alta.... non funziona. occorre quindi studiare la massa, la morfologia e degrado dell'oggetto.
6- inserimento nel circuito di aspirazione del condensatore il quale permette una graduale depressione e quindi regolare lo sforzo che viene esercitato sulla superficie dell'oggetto. questo è importante quanto più la superficie risulta essere degradata.
7- una pompa a vuoto adeguata alla massa dell'oggetto e alla quota di depressione da raggiungere. (ho svolto interventi in sito su oggetti fino a 7 metri di altezza... con ottimi risultati) il problema da risolvere è il rapporto mc di aria al minuto che si possono raggiungere con una pompa o con una serie di pompe in parallelo.
ho sufficiente documentazione di interventi svolti per fornire a chi ne fosse interesato.
Spedito da: admin, Settembre 27, 2005, 3:12pm; Replica: 17
Ti prego d'inserire nella sezione Archivio Fotografico una foto dell'opera "sartoriale" :)
P.S.
continuo a non comprendere l'aggettivo "osmotico" riferito alla membrana che da quanto ho capito prepari di volta in volta.
Spedito da: gian1, Settembre 27, 2005, 3:23pm; Replica: 18
dimmi come posso inserire la foto... il tessuto deve avere caratteristiche che un eventuale lattice naturale applicato all'esterno non passi lo spessore del tesuto e si vada a "incollare" alla superficie da trattare. inoltre quando viene applicato il vuoto il liquido consolidanete o altro, bagna per primo il tessuto e questo rimane costantemente bagnato rivesrando con un processo di contatto "bagnato" e quindi sfruttando anche i principi osmotici tra il tessuto e la tessitura dell'oggetto. Ho trovato ottime risposte in questo senso utilizzando il tessuto "molettone" di cotone. l'applicazione di questo tessuto deve essere proprio sartoriale... si riveste completamente l'oggetto partendo anche con pezzi minimi del tessuto (immagina di rivestire una statua barocca...)
Spedito da: admin, Settembre 27, 2005, 3:34pm; Replica: 19
Spedito da: gian1, Settembre 27, 2005, 4:20pm; Replica: 20
intervento di consolidamento tessiturale su strutture (murature in genere e altro) mediante sottovuoto da ottimi risultati e se è seguito da intervento di rinforzo strutturale mediante fibre di carbonio ed eventualmente con leghe a memoria di forma il sistema di consolidamento è perfetto (vedi volte, soffitti a volta, frontoni, campanili e/o strutture verticali, murature a mattoni pieni e/o a sacco, ecc....)
Spedito da: artedellacornice, Settembre 27, 2005, 5:38pm; Replica: 21
Scusate la mia intromissione, ma da qualche tempo uso come additivo nella preparazione della colletta per il gesso e lo stucco la glicerina, che usata in proporzione di 1/3 della materia secca, produce un incremento della elasticità e conferisce una maggiore resistenza della colla all'azione dei batteri e delle muffe, quindi dura un tempo quasi doppio del normale(15 gg.).
Sono arrivato all'utilizzo di questo escamotage, poichè le colle di coniglio attualmente in commercio, (prodotte con metodo standard), non contengono un quantitativo di collagene come in tempi passati.
Infatti screpolature e cracleé non desiderati sono all'ordine del giorno, soprattutto negli angoli interni delle cornici(es. 1/2 canna).
Avevo pensato addirittura di produrre in proprio la colla avvalendomi di ricette recuperate su alcuni manuali francesi(Roret) che sono poi i precursori dei nostri Hoepli.
Poi in un manuale sui gessi e sulle forme da fonderia, ho trovato una annotazione che parlava dell'aggiunta di glicerina(glicerol) per aumentare la elasticità e la durata dele forme in colla animale.
Ho fatto una prova con la colletta per il gesso ed ora mi trovo abbastanza soddisfatto dei risultati.
Spedito da: elyre, Settembre 28, 2005, 9:14pm; Replica: 22
Non conosco questa ricetta e mi sembra interessante,ma mi è sorto un dubbio: non c' è il rischio che la glicerina venga rilasciata e assorbita dai materiali originali limitrofi? Ad esempio se la stuccatura viene effettuata su una tela, la glicerina potrebbe venir assorbita dalla tela o dalla preparazione del dipinto creando macchie...
Ciao Betty
Spedito da: Jole Marcuccio, Settembre 29, 2005, 12:37pm; Replica: 23
non credo, la glicerina è un alcool e non dovrebbe fare scherzi, in ogni caso è sempre meglio sui dipinti non aggiungere niente allo stucco.
la cosa che invece mi lascia perplessa è la quantità di glicerina, 1/3 mi sembra tanta.
ma in quanto tempo asciuga lo stucco così composto?
Spedito da: artedellacornice, Settembre 29, 2005, 2:27pm; Replica: 24
Vorrei rispondere ai dubbi sorti dall'impiego della glicerina.
1- la glicerina è un alcool e quindi non dovrebbe causare danni di sorta.
2-Lo stucco asciuga nel medesimo tempo del solito in quanto la glicerina si scioglie completamente nell'acqua(basta caso mai tenerne conto quando si prepara la diluizione colla acqua diminuendo un pò la quantità di acqua).
PS. MI SPIACE DI NON ESSERMI PRESENTATO FINORA, VI LEGGO DA ORMAI UN ANNO E NON TROVAVO IL CORAGGIO DI METTERMI N GIOCO.
Lavoro nel campo della produzione, (costruzione, intaglio, doratura e laccatura) delle cornici da ormai trent'anni e ho continuato l'attività di mio padre che faceva lo stesso lavoro. Ho avuto modo in tutto questo tempo di vedere un continuo impoverimento dei materiali di base( colle, gessi, terre, bolo, resine naturali) e mi sono sempre prodigato nella ricerca di materiali o compatibili o originali.
A tutt'oggi non uso nemmeno più la colla di coniglio (in quanto di scadente qualità), ma uso una colla animale molto buona e he per di più costa anche un bel pò meno.
Ma devo dire che sono tornato ad ottenere in doratura i risultati di vent'anni fa (non più screpolature o microbolle d'aria).
Grazie ancora per avermi dato modo di partecipare alla discussione.
sono sempre a disposizione con la mia esperienza per qualsivoglia aiuto o collaborazione.
Marco Paolo Medici
Spedito da: Jole Marcuccio, Settembre 30, 2005, 12:10pm; Replica: 25
concordo con te Marco, trovare materiali di buona qualità è diventato un problema,
e grazie per il consiglio, proverò la tua ricetta.
Spedito da: elyre, Settembre 30, 2005, 7:35pm; Replica: 26
"PS. MI SPIACE DI NON ESSERMI PRESENTATO FINORA, VI LEGGO DA ORMAI UN ANNO E NON TROVAVO IL CORAGGIO DI METTERMI N GIOCO."
Ciao Marco Paolo,
Ma stai scherzando? Meno male che hai trovato il coraggio di scrivere....La tua esperienza è preziosa... Ne è un esempio questo tuo contributo! Proverò anche io la tua ricetta.
Un saluto Betty
Spedito da: balto63, Ottobre 27, 2005, 5:45pm; Replica: 27
Citato da admin
Ti prego d'inserire nella sezione Archivio Fotografico una foto dell'opera "sartoriale" :)
Le foto sono state inserite ?
Sono molto curioso
Saluti
Spedito da: Studio Restauro, Ottobre 27, 2005, 9:25pm; Replica: 28
purtroppo non ancora ! Speriamo che Giancarlo se ne ricordi.
Spedito da: kalsa, Gennaio 25, 2006, 9:05pm; Replica: 29
Ciao a tutti. Mi sono iscritto in questi giorni attratto dalla vostra competenza e professionalità, oltre naturalmente dalla simpatia. Spero che voi mi possiate aiutare. Per quanto riguarda il consolidamento utilizzando il paraloid b 72 sono d'accordo con le diluizioni al 2-3%. Il mio problema è il seguente: Io mi sono trovato molto bene con il consolidamento a caduta, cioè utilizzando per tale operazione le bottiglie per le fleboclisi, le tubature mediche e gli aghi grossi completamente metallici. Io avrei bisogno di sapere se voi avete mai sperimentato questo sistema, e soprattutto se avete provato altri tipi di tubazioni, in quanto io dovevo sostituire spessissimo i tubi a causa del loro "deperimento".Grazie a tutti
Fabrizio Vitello, Restauratore
Spedito da: Studio Restauro, Gennaio 29, 2006, 7:04pm; Replica: 30
credo sia un "deperimento" inevitabile.
Mi viene però in mente che esiste un altro tipo di Paraloid, il B-82 (mai provato e scoperto su "resine sintetiche..nel trattamento di opere policrome" di Cremonesi-Borgioli)
solubile in miscele acqua/alcool.
Qualcuno lo ha mai provato?
Spedito da: monica, Marzo 2, 2007, 4:53pm; Replica: 31
qualcuno ha mai usato elvacite per consolidamento ligneo?
monica
Spedito da: Studio Restauro, Marzo 4, 2007, 9:35pm; Replica: 32
Spedito da: robertocamurri, Marzo 5, 2007, 1:06am; Replica: 33
Avete mai provato a consolidare un legno molto disidratato, con poratura molto aperta, friabile al tatto, con gommalacca diluita in alcool al 95%, aggiungendo olio essenziale di Sandalo indiano e thymus vulgaris.
Il Sandalo previene l'attacco degli insetti, e con l'ossidazionesi resinifica, il timo previene l'attacco di funghi.
La gommalacca introdotta nel legno, in percentuale crescente, fino a raggiungere i 250-300g per litro, si ottiene un consolidamento, solido, resistente, eccellente, reversibile, si puo usare la gommalacca sbiancata, per poter avvicinarsi di più al colore naturale, che si vuole ottenere.
E' essenziale dare le mani una dietro l'altra, senza aspettare troppo, affinche il veicolo di trasmissione che si è creato tramite la penetrazione dell'alcool, rimanga fluido, umido, permettendo così alle mani successive di andare in profondità, e crescendo, mano dopo mano, con una quantita sempre maggiore di gommalacca, si solidifica la parte debole.
Poi quando la gommalacca e secca dopo due o tre o quattro giorni, si puo passare alla stuccatura, a base di colla di coniglio o di ossa, verniciatura, o altro che si voglia effettuare sul manufatto.
Se poi, il manufatto, non ha bisogno di altro tipo di intervento , allora nella fase di preparazione della gommalacca si puo aggiungere della trementina veneta, su legno scuro .
Potrebbe fare al caso vostro, o voi vedete delle complicanzioni?
Spedito da: alessiazaccaria, Maggio 13, 2007, 7:38pm; Replica: 34
volevo replicare sulla possibilità di consolidare con materiali naturali,naturalmente è vero che il consolidamento dipende INNANZITUTTO da cosa stiamo restaurando, ma al limite del possibile, non è che si può ricorrere ad interventi con prodotti naturali, SI DEVE intervenire in modo tale, perchè dove è possibile, è vero, ci metteremo magari il doppio del tempo a garantire l'integrità pittorica, ma avremo assicurato almento in teoria una sopravvivenza più lunga al nostro manufatto. il paraloid b72 abbiamo verificato che risulta a volte più danneggiare che consolidare un legno che si trova in uno stato abbastanza integro, mentre se sullo stesso tipo di legno agiamo con della colletta per le adesioni superficiali, con la colla forte per gli incollaggi, avremmo risolto problemi di colature plastiche sulla eventuale parte pittorica e quell'effetto " pellicola" che traspare dalle fibre del legno. vi pongo una interessante domanda: come reagirà il paraloid B72 o quent'altro vogliate tra 100 anni??? pensateci: potremmo essere i responsabili di problemi che adesso non riusciamo neanche a porci! probabilmente potrete condividere o meno questo intervento o giudicarlo fuori luogo, ma essendomi appena iscritta volevo dire la mia su un problema non poco scottante, quale quello dei consolidamenti. ah! le percentuali del paraloid che ha usato batik762003 sono assolutamente alte! non si può cominciare un consolidamento al 10 %, di solito io non lo inizio neanche al 5%! risultato: percentuali alte consolidano soltanto la supeficie ed il manufatto risulta tanto plastico in supeficie quanto fragile all'interno, poi non so in che condizioni fosse la cornice, ma di solito è meglio iniettarlo il consolidante con tutti gli eventuali rischi, che passarlo a pennello, ha fatto soltanto unconsolidamento di superficie, che magari se tale doveva rimanere avrebbe potuto fare anche a colletta...pensateci...
Spedito da: pierpaolomasoni (Guest), Maggio 13, 2007, 11:08pm; Replica: 35
nemmeno io capisco lo smodato uso che si fa del paraloid.
vi sono metodi naturali e rispettosi del legno (ed il discorso è applicabile anche per la pietra), che non ostacolano la traspirabilità e sono duraturi nel tempo.
per esempio l'olio di lino: crudo se deve penetrare in profondità ; cotto (cioè con un inizio di polimerizzazione) se deve avere un effetto più in superficie.
non sono contrario a priori ai prodotti di sintesi, semplicemente dobbiamo usarli con discernimento e non dimenticare quelli naturali che spesso sono più compatibili col legno.
pierpaolomasoni
Spedito da: alessiazaccaria, Maggio 20, 2007, 5:38pm; Replica: 36
meno male che esistono persone ke la pensano come me...
Spedito da: messapia antiqua, Maggio 20, 2007, 6:16pm; Replica: 37
perdonate l'intromissione....ma vorrei portare la mia personale esperienza per quel che concerne il consiolidamento....il mio vecchio maetsro... un perugino di 83 anni
P.S. lavora ancora in bottega
mi insegnava a consolidare il legno con cera calda data apiù strati in più riprese.... io l'ho provata e vi posso dire che funziona... grazie della cortese attenzione.
dario taras
Spedito da: pierpaolomasoni (Guest), Maggio 21, 2007, 9:17pm; Replica: 38
è un metodo che ho visto applicare anche dal mio maestro (a todi).
penso che in certi casi possa funzionare; oltretutto, se si parla di reversibilità , eccola, sebbene non si possa parlare di traspirabilità , cosa che l'impregnazione oleosa rispetta.
imparare in umbria e lavorare in messapia: due scelte invidiabili!
complimenti.
pierpaolomasoni
Spedito da: messapia antiqua, Maggio 22, 2007, 7:26pm; Replica: 39
un proverbio dice che...."nessuno è profeta in terra propria"... infattin io lavoro in giro per l'italia e in messapia...preciso che ho solo la residenza in San pietro Vernotico ma abito vicino S. Maria di Lueca....
comunque sempre per esperienza personale anche se limitata...... l'impregnazione oleosa tende a scurire il legno e a creare sudiciume che non fà altro che non permettere la leggibilità del legno(venature) cosa che invece la cera non permette volatilizzandosi col tempo
Spedito da: cinnabarin, Maggio 22, 2007, 8:46pm; Replica: 40
In proposito mi permetto di suggerirela lettura dell'ottima recensione dei vari prodotti per il consolidamento del legno nel Bollettino CTS visionabile sul loro sito.
Credo che il problema del consolidamento debba essere affronato in maniera più esaustiva anche in relazione ad altre operazioni come la pulitura, ma soprattutto in relazione alla tipologia di manufatto ligneo ed al suo degerado.
Credo anche che la dicotomia tra materiali naturali e materiali sintetici abbia fatto un pò il suo tempo: in relazione al degrado subito, al tipo di manufatto e al luogo di conservazione: di conseguenza alla resistenza meccanica richiesta, ho la disponibilità di vari materiali e tra numerose possibilità offerte dalla tradizione e dai materiali moderni cerco quello che mi sembra più idoneo al caso specifico. Magari rimanendo all'interno dei materiali che sono davvero dei consolidanti e non degli adesivi o delle vernici, magari ottimi materiali ma per altri scopi.
Spedito da: pierpaolomasoni (Guest), Maggio 22, 2007, 9:04pm; Replica: 41
concordo, sino all'ultima frase che non capisco; quali sarebbero i materiali davvero consolidanti?
pierpaolomasoni
Spedito da: cinnabarin, Maggio 22, 2007, 10:00pm; Replica: 42
Penso che In generale il problema del consolidamento de legno si possa dividere in tre problematiche
-la resitenza meccanica adeguata che il materiale consolidato deve avere.
-che il consolidante penetri in tutto lo spessore degradato, quindi scarto materiali ad alto peso molecolare e materiali non in solvente (come la colletta)
-aspetti eticie ed estetici
in genere una buona media tra le tre caratteristiche può essere la Regal rez 1026 , alta stabilità all'invecchiamento (superiore forse ad ogni altro materiale naturale e di sintesi)
ottima penetrazione perchè basso peso molecolare
ottima fluidità anche in alte percentuali tipo 30%
solubile solventi apolari com Ligroina o White spirit (permette con fcilità l'asportazione dei residui da una superficie verniciata)
Si solubilizza con grande facilità quindi posso rimovere la resina dalla parte sperficiale e il legno non sembra plastificato. In genersale non ha bisogno di questo fino a soluzioni del 15-20% non lascia la superficie lucida (poi dipende un pò da caso a caso)
Purtoppo offre meno resistenza meccanica del paraloid, ma se penso che riesco a applicare anche percentuali doppie.......e senza plastificare.
Inoltre permette una certa ritrattabilità per esempio con paraloid se voglio rinforzare ultriormente.
Spedito da: messapia antiqua, Maggio 23, 2007, 6:11pm; Replica: 43
anch'io concordo con lei nelprimo punto, ma per quel che concerne il secondo non sempre è possibile far penetrare il prodotto peer tutto lo spessore del legno. prova ne è il consolidamento che spesso devo effettuare su grossi portoni che non si possono staccare.... invece per iltrerzo punto ... penso che sse si deve stare attenti all'etica e all'estetica in alcuni casi non si fa un buon lavoro.... anche perchè ci chiamano quasi sempre quando la situazione del manufatto è al limite.... NON POSSIAMO FARE MIRACOLI...
comunque appena posso userò la Regal rez 1026.... sempre CTS o cosa
cosa ne pensate?::.
Spedito da: eadg, Giugno 12, 2007, 11:47pm; Replica: 44
... ragazzi, mi sembra di capire che nel settore del consolidamento ligneo tutti siano stufi del paraloid e lo critichino ma alla fine tutti lo usano ... e le soluzioni alternative sono solo ricette vaghe, poco sperimentate, poco usate e dai risultati non provati. Ma la comunità scientifica cosa dice?? dove è??
Bisogna proprio aspettare che i tanto criticati "rivenditori" o "distributori" inventino qualcosa di nuovo?
mi sono sfogato ... ma ci voleva
Spedito da: robertocamurri, Giugno 17, 2007, 12:51am; Replica: 45
Nel 600 o nel 700, quando dovevano consolidare dei pezzi lignei, voi pensate che usassero il paraloid, o altri prodotti di sintesi, pensate che in quel periodo non avessero delle situazioni da risolvere come le abbiamo noi oggi ( la materia si è sempre trasformata). Il restauratore studiava il tipo di prodotto che era il più adatto per lo scopo, e lo cercava sia con l'esperienza , ma anche con l'intuito e la conoscenza che veniva tramandata di generazioni in generazioni.
Porto questa visione , perché c'è una sempre più crescente utilizzazione dei prodotti di sintesi, già pronti facili da usare, a scapito dei prodotti che il fabbricante di mobili nel 600 o 700 o 800 usava per fare i restauri o dei consolidamenti.
Il restauratore deve immergersi , quando lavora su di un mobile, o altri manufatti, in quella dimensione stessa del restauratore del 600 o 700, cercando di vedere con quale spirito i restauratori dell'epoca, hanno preparato gli stucchi, le patine, le verniciatura, i prodotti di consolidamento per quei manufatti antichi, che provenivano dal periodo del 1000, o del 1100, che erano considerati pezzi di famiglia che si tramandavano da centinaia di anni , o che erano oggetti di valore storico, che necessitavano di manutenzione, per poter essere conservati.
Le resine si conoscevano già dai tempi degli egiziani, che le usavano come conservatori, essiccatori , per la mummificazione.
Queste essenze avevano il potere di un controllo batteriologico, eccezionale, ne impediva la riproduzione, così permettendo la disidratazione dei tessuti e la conservazione tramite l'assorbimento delle resine nei tessuti, e tramite la reazione chimica dei composti ne conservava la struttura essiccata.
I coloro che gli incas usavano per tingere i tessuti, per i dipinti, sono ancora oggi motivo di studio per la loro brillantezza a distanza di 1000 anni.
Porto questo esempio , perché la ricerca individuale nell'effettuare il restauro con gli stessi prodotti dell'epoca, va scomparendo, è come i salami, quelli buoni non ce ne sono più, è finito il periodo dell'arte nella preparazione del salame, se ne è persa la conoscenza , e così anche l'arte del restauro sta scomparendo, quell'arte che spingeva il restauratore a sperimentare, per avere sempre il meglio, utilizzando prodotti di base naturale che erano tramandati da centinaia di generazioni, e secondo il periodo storico, modificate, perfezionate.
E' importante che si cominci a parlare di restauro, di opera d'arte, di tecniche di restauro conservativo, lo scambiarsi le conoscenze acquisite per poter portare sul mercato un prodotto ottimo ad un basso costo, mantenendo la sua qualità .
Lo scambio di esperienze è essenziale per la conservazione dell'arte del restauro, i forum come questo dovrebbe essere un data base mondiale in cui si inseriscono i dati a disposizione di tutti, per aiutare i restauratori ad attingere le tecniche e le ricette e le esperienze, per fare un buon lavoro. Non ci sarà mai concorrenza, perché i migliori risultati si ottengono solo con l'amore per il proprio lavoro, e le ricette che si mettono nel data base saranno sempre perfezionate,da coloro che amano il loro lavoro, perché l'arte del restauro è un'arte difficile per una sempre migliore qualità del prodotto per poterlo tramandare di generazione in generazione nel giusto linguaggio. Non come oggi che si va a tentoni , che i restauratori che escono dalle scuole non sanno quasi niente,dell'arte delle preparazione di base delle ricette dei restauri, perché nelle scuole la tendenza è , chimica di sintesi o non vi è conoscenza perché viene tenuta nascosta. La verità è una fondamentale nella perfezione della qualitÃ
E' necessario per la conservazione dell'arte del restauro, una informazione vera, specificando tecniche, ricette, esperienze per tutti coloro che vogliono affrontare il mondo dell'arte del restauro, non si deve tenere nascosto niente della conoscenza acquisita, ne va a scapito della verità del significato.
Si deve creare un data base con tutte queste informazioni, affinché la conoscenza si diffonda e così , coloro che restaurano e coloro che acquistano, sono in armonia di conoscenza per la sviluppo della qualità , scambiandosi le varie esperienze acquisite.
Affinché noi possiamo apprendere la laccatura cinese del periodo Ming e loro i cinesi possono apprendere la laccatura veneziana, a scapito della conoscenza nell'acquisto di una opera artigianale. Ci sono troppi tuffatori, che si spacciano antiquari e vendono solo banane travestite da mobile e ne vendono, senza parlare di quadri ecc...> possibile che ci siano così tanti mobili, che non finiscono mai.
Roberto Camurri
Spedito da: eadg, Giugno 17, 2007, 4:54pm; Replica: 46
sig. roberto camurri, il suo intervento è molto bello (forse mi permetto di dire un po lungo per lo spirito dei forum) sono fondamentalmente daccordo su quasi tutto, il data base di esperienze di tutti è un'idea bellissima, ma come fare a filtrare tutto ciò che non serve o è errato?
Su una cosa poi non sono daccordo, non è vero che non ci sono più i salami buoni, basta saperli cercare, certamente non sono a portata di mano. cordiali saluti.
Spedito da: robertocamurri, Luglio 1, 2007, 11:15pm; Replica: 47
Egregio Segnor Arc. Edoardo Rosaz, sono compiacuto che sei d'accordo. Io so che per costruire una porta del settecento, sia di carattere semplice, senza intagli, o pitture, oppure con cornici intagliate, o nella preparazione dei chiodi, la costruzione della serratura, la scelta dell'acciaio, la scelta della materia per preparare le tempere, per le pitture, o gli stucchi con colla di coniglio, e gesso di bologna, come preparazione di base per la pittura, ci vuole esperienza e amore per il proprio lavoro,
Ora se ti ho portato questo esmpio e per dirti che si comincia con poco, e poi a poco a poco non si saprà più dove riporla, io ho visto così.
E cosi e anche per l'archivio, si stabiliscono delle cartelle, ogni cartella col nome della sua specifica arte, con relative sotto cartelle per le specifiche sezioni, per esempio " Restauro Ligneo" sotto cartella pittura su legno, oppure dortura su legno, oppure cartella chiodi, o cartella serrature, ecc... dove coloro che hanno fatto esperiene, inseriscono i loro risultati, le ricette, i problemi, ecc... .
Alla tua domanda " come fare per filtrare, tutto ciò che non serve o è errato, ecco io ti rispondo così :
Cosi come ci sono i moderatori, artisti che hanno esperienza per guidare coloro che hanno delle domande, cosi i moderatori o i collaboratori a loro legati analizzano le varie esperienze, che si trovano nella posta della specifica arte, e tramite l'esperienza, è facile capire se questa esperienza che sto leggendo , può essere di accumulo per " l'Enciclopedia del restauro", oppure no, si capisce subito con chi ho a che fare, e come il suono del legno vecchio a differenza del legno nuovo.
Si creerà una pagina specifica, con le varie cartelle principali, con le loro sotto cartelle e sottocartelle e cosi piano piano senza fretta, si indirizzeranno coloro che hanno fatto esperienza con le varie tecniche nel restauro, sia di chimica di sintesi che dii chimica naturale, alle relative voci, la cosa importante e cominciare, e poi piano piano si creerà la " tre cani" del restauro.
Spedito da: robertocamurri, Luglio 1, 2007, 11:15pm; Replica: 48
Se ti scrivo così a lungo e perchè ho vissuto una esperienza che mi ha lasciato stupito, eccotela; Abito in un piccolo paese del veronese, e vicino alla mia casa vi lavora una restauratrice che pratica la doratura da 40 anni, tecnica trasmessagli da sua padre che era un ebanista conosciuto a verona, ora lei ha fatto esperienza nella preparazione della doratura, è brava ma , non vuole trasmettere cio che gli è stato dato da suo padre, e che lei ha perfezionato, perchè dice che ogniuno deve trovarsi la sua tecnica e che la sua tecnica è un segreto, gli ho risposto , allora la tua tecnica morirà con te, si, mi ha detto.
Mi sono detto che senso ha avere la conoscenza e non diffonderla, tenere i segreti per paura forse di perdere il lavoro, per la concorrenza , perchè c'è voluto tanto tempo per raggiungere il risultato, uno bravo è sempre uno bravo e non perderà mai il suo lavoro, perchè nel lavoro che fa vi è la sua conoscenzae il desiderio di dare il massimo.
Ma ogniuno riceve gratuitamente, perchè gli viene insegnato gratuitamente , la conoscenza non ha prezzo e non si può pagare, da qualsiasi fonte essa venga.
Ora riguardo ai salami, per avere dei buoni salami e come fare una buona porta con le tecniche del1700, si parte dalla specie di porco, devo ottenere un porco di 200, 250 kg, in un anno, che abbia mangiato cose buone della terra, e sia stato nutrito con della buona crusca , farina gialla e bianca una volta al giorno,deve accumulare un lardo dello spessore di 6-7 cm, poi deve esserci la conoscenza della varie parti da utilizzare per fare i salami, la tecnica di affilatura dei coltelli, la tecnica di preparazione dei cotechini, i tagli di preparazione per fare il prosciutto la coppa o il culatello o la spalla.
la conscenza nell'insaccatura, stagionatura, nell'accostare il buon salame con del buon vino anche quello fatto ad arte, il che è una cosa rara, il succo non deve fermentare nelle buccie, ma deve essere messo a riposare nelle botti a bassa temperatura, e decantarlo di tanto in tanto, per purificarlo, quanto è impotrante la composizione delle erbacee nel prato dove vive la vigna, per la qualità del sapore, che viene creato dalle varie famiglie di erbacee che vivono nel prato, anche decomponendosi, e durante lo sviluppo vegetativo, immettendo nel terreno olii essenziali cosi importanti per il profumo del succo, la raccolta del grappolo , alla giusta maturazione .
Si, sarà un lavoro lungo durera 10, o 20 anni, o forse non finirà mai, ma la conoscenza incatenata nel computer potra essere attinta da tutti, ma tutti non possono utilizarla ma pero possono conoscere.
Io non ci credo nei segreti, la conoscenza della verità deve essere diffusa, e deve essere a disposizione di tutti.
Ciao Stammi bene.
Forse un giorno ci incontreremo, mangieremo un buon salame e delle tagliatelle col sugo fatto ad arte, oppure i tortelli con le erbe di campo, e discuteremo sul metodo migliore per modificare il profumo del vino con l'essenza delle piante e delle erbacee che si piantano e si seminano nel prato della vigna
Scusa se sono lungo, ma non so come fare per dire qualche cosa, in un altro modo.
Spedito da: eadg, Luglio 2, 2007, 11:46pm; Replica: 49
Si, si, in effetti è stato ancora lungo, ma ho compreso lo spirito che la anima.
Quello che dice è molto bello, in poche parole sintetizzerei che è la ricerca della QUALITA' che, volendo, ancora oggi si può ricercare e praticare.
Per quanto riguarda il forum in effetti anche secondo me ci vorrebbe una suddivisione più dettagliata con indici per argomenti in modo da creare un contenitore di informazioni (meglio ancora di quanto non stia già facendo ora).
Tanti saluti e buon lavoro.
Spedito da: robertocamurri, Luglio 3, 2007, 10:41am; Replica: 50
IL forum è un ottimo campo di informazione,e si sta diffondendo sempre più la conoscenza di questo forum, gestito da persone esperte, che amano il loro lavoro e amano dare informazioni formative professionali, per aiutare al meglio coloro che desiderano avvicinarsi al restauro. Visto che c'è gia una suddivisione, come tu dici, e tutte le varie arti sono indirizzate nelle specifiche cartelle, basta inserire in ogni specifica carterlla dell' arte specifica , due ulteriori cartelle, una con le ricette, o metodi e prodotti usati per ottenere il risultato. nell'altra cartella le esperienze negative o errori.
La qualità è fondamentale quando prepari un pranzo, così anche nel restauro.
Io apprezzo i sacrifici che fanno i responsabili, i moderatori per ogni specifica arte, dover aiutare coloro che sono nelle tenebre, per poter vedere la luce al fine di fare un ottimo lavoro, non è facile.
L'avvanzare dei prodotti industriali influenza in modo anomalo il restauratore che deve iniziare la sua attività a scapito dell'arte del restauro, perchè io sono convinto 1) che il restauro deve essere fatto secondo i metodi conosciuti all'epoca , con i prodotti che venivano usati nel periodo, affinche coloro che restaurano entrano nel passato, si immedesimano nell'artista, nella ricerca del sistema usato per creare l'opera, al fine di sapere come intervenire, per preservare la bellezza dell'opera,( ovvio fin dove è possibile, non parlo di estremismo ma di qualità , come dici tu).
2) L'arte è uno dei più grossi affari, dopo la vendita di armi nel mondo e dopo il cibo, e la famiglia.Quindi si può condizionare l'arte per renderla ancora più appetibile, attraente, desiderabile," l'Arte ".
I moderatori possono chiedere collaborazione, per snellire l'incameramento delle informazioni, e son sicuro che piano piano avranno un buon numero di collaboratori che li aiuteranno.
Perchè son sicuro che c'è chi ancora cerca salami buoni, la qualità non ha età , è sempre la migliore.
Ciao Arct. Edoardo Rosaz, chissà che un giorno non ci riuniamo, assieme ad altri amanti della qualità e ci facciamo un buon pranzetto, ogniuno porta una pietanza di qualita preparata con arte, al fine di mangiarci una opera d'arte di qualità .
Sono stato più breve.
Spedito da: donatellacarXYZ, Febbraio 12, 2008, 8:32pm; Replica: 51
Vorrei sapere se oltre al Paraloid c'è un altro materiale per poter consolidare il legno, esattamente il legno dei supporti dei dipinti su tavola. Grazie.
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