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Forum Restauro @ Conservazione    Altre sezioni tematiche    Restauro ligneo  ›  La patina Moderatori: cinnabarin
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La patina   (attualmente 667 viste) Stampa
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adriana galantin
Gennaio 30, 2010, 9:03am Rapporto al Moderatore
collaboratore di restauro
Utente medio
Posts: 21
Location: Verona
Eseguo spesso restauro di mobili e procedo normalmente con lo sverniciatore per togliere la vernice (gommalacca o vernici più resistenti)  mi chiedevo se questo procedimento (normale per tutti i restauratori) toglie o no la famosa patina di cui si sente spesso parlare? Se si quale altro metodo è più adatto su mobili importanti dove si rischia di rovinare un capitale?
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admin
Gennaio 30, 2010, 1:54pm Rapporto al Moderatore
Architetto
Posts: 1.097
Location: Palermo
In genere il restauro del mobile antico segue regole (di tipo commerciale) decisamente diverse da altri oggetti d'arte.
Uno dei principi teorici del restauro stabilisce che un corretto intervento non deve cancellare i segni lasciati dal trascorrere del tempo e soprattutto non deve avere lo scopo estetizzante quale è il semplice imbellettamento o rinnovamento dell'opera.
Tutto ciò viene rispettato (se lo è) quando l'opera da conservare si pone al di là delle speculazioni commerciali per esempio: le opere d'arte esposte nei musei.

Cosa è la patina ?
E' l'alterazione cromatica dovuta all'azione dei raggi ultravioletti e dell'ambiente. Per molti materiali si tratta di un semplice effetto dell'ossidazione.

Mantenere la patina dopo avere eseguito opere di sverniciatura e di successiva riverniciatura è pura utopia.

Mi chiedo (da teorico): è relmente necessario per la conservazione del mobile (in interni generalmente climatizzati) eseguire questo genere di opere ?

E' chiaro che, se dobbiamo operare su mobili variamente "disastrati" ritrovati casualmente all'interno di polverosi ed umidi magazzeni dopo secoli di abbandono, certe scelte possono essere giustificate.


Sergio Tinè
Amministratore del forum

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cinnabarin
Gennaio 30, 2010, 4:08pm Rapporto al Moderatore
restauratore
Posts: 294
Location: Milano-Varese
E' un aspetto contro cui mi scontro abbastanza spesso.
Purtoppo, a mio avviso, neppure le opere musealizzate nel nostro paese sono completamente al sicuro da interventi ciclici di sverniciatura. E' una metodologia di intervento piuttosto recente (anni50-60), ma entrato in maniera devastante nella testa degli operatori, che lo eseguono, senza troppo pensare alle conseguenze, su tutto quello che gli entra in laboratorio.

Non mi addentro nel concetto di patina che è spinoso, ma piuttosto in quello dei materiali costitutivi, Il restauro o meglio la conservazione, dovrebbe tutelarli, quindi se un manufatto ha una  vernice storica perchè dobbiamo eliminarla?

In altri termini è come procedere sistematicamente alla demolizione degli intonaci antichi dagli edifici storici!!!!!!!!!!!!  a volte sarà necessario ma molto spesso si assiste invece ( per fortuna) alla loro conservazione ....perdonate la divagazione fuori dal mio settore...rientro subito nel tema:

Lo sverniciatore è un esagerazione sia per togliere la gommalacca che per le altre vernici comunemente impiegate.
Per quanto mi riguarda Il suo utilizzo potrebbe essere relegato all'asportazione degli strati di smalto  funzione che gli è propria.

Per la rimozione di Gommalacca (ammesso sia correto eseguirla) il semplice alcool addensato (alcool + klucel G 3-5%) è un ottima soluzione  per di più a bassa tossicità. Non credete a chi dice il contrario: costa  MENO dello sverniciatore già pronto. Tempo fà feci i  conti su 100 litri per uno studente poco fiducoso e subito convertito dalle prospettive di risparmio.

Per casi più ostici (classica lucidatura imbrogliata con uso poco parsimonioso  di olio di lino cotto, oppure altri generi di vernici meno solubili in alcool, allora bisogna scomodare "qualcosina" di più forte: un esempio potrebbe essere Dimetilsolfossido, aggiunto in percentuali 5-10-20% etc. alla miscela indicata sopra. Dimetil solfossido è un solvente molto forte proposto in questi ultimi anni come sostituto di Butil ammina e dimetil formammide, che a pari potere solvente hanno anche effetti devastanti sull'organismo umano.

Dal discorso solubilità delle vernici che troviamo sui mobili, restano fuori i casi (rari per fortuna) di vernici poliestere e poliuretaniche, a volta funziona un gel di solo Dimetil solfossido, ma la maggior parte delle volte solo l'azione meccanica.

Una prassi corretta è comunque quella di eliminare lo sporco di deposito prima di procedere con altri materiali. Acqua e tensioattivo (tween 20, coccocollagene o altri)
e vi assicuro che la maggior parte delle vernici diventa di nuovo conservabile senza essere rimosso.

in altri post del forum si discute lungamente di questo argomento...e vi si trovano anche diverse segnalazioni bibliografiche purtroppo assolutamente in inglese.
Rimando  agli ottimi lavori di P.Cremonesi sui solventi per la casa editrice il prato , da cui sono tratte le indicazioni di cui sopra.

La difficoltà rimane poi la sovra verniciatura, spesso necessaria, perchè le zone con danneggiamenti , graffi o mancanze di vernice possono essere saturate maggiormente dall'olio eventualmente usato in fase di lucidatura a tampone.
In questi casi ci sono diverse soluzioni se interessa posso scriverne in merito.


roberto bestetti
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cinnabarin
Gennaio 30, 2010, 4:24pm Rapporto al Moderatore
restauratore
Posts: 294
Location: Milano-Varese
La patina, in termini di teoria del restauro, dovrebbe essere intesa come il naturale invecchiamento dei materiali costitutivi, se questi vengono asportati di routine, allora la sua conservazioe ne è ovviamente compromessa. Di conseguenza il mantenimento della patina và di pari passo con l'adozione di metodologie di pulitura meno, (molto meno, molto molto molto meno) invasive. Và da sè che significa anche accettare certi piccoli danneggiamenti che fanno parte del passaggio dell'oggetto nel tempo.  Purtropo molto spesso il cancellare le tracce del passaggio nel tempo è proprio quello che si richiede al restauratore di mobili, e qui non ho soluzioni a portata.
In inghilterra pare che un mobile che è stato sverniciato sia deprezzato al 50% del suo valore di mercato (per usare i termini monetari che sono sempre più efficaci di quelli etici) ....


roberto bestetti
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adriana galantin
Febbraio 7, 2010, 11:23am Rapporto al Moderatore
collaboratore di restauro
Utente medio
Posts: 21
Location: Verona
Ti ringrazio dei chiarimenti e dei suggerimenti, fino ad ora ho eseguito solo restauri su mobili con scarso valore antiquariale, e il cliente vuole di solito un restauro commerciale. La mia formazione è iniziata con un restauratore (quindi commerciale) ed è poi proseguita con una scuola di restauro(quindi conservativo) per questo mi ritrovo ad avere dubbi sul modo di operare. Con il prossimo mobile proverò con i prodotti che mi hai suggerito.

Adriana Galantin
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