Sto svolgendo una tesi di laurea inerente il Museo Diocesano di Milano. Dopo aver studiato le opere (provenienza, tipologia) e l'esposizione, vorrei approfondire i criteri di catalogazione utilizzati dai Musei Diocesani. On line ho trovato informazioni riguardo un accordo tra la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e l'ICCD per utilizzare un unico criterio di catalogazione. Dai numeri di inventario, si deduce un criterio di inventariazione riconducibile a: anno di inventariazione/collocazione precedente/numero di inventario della serie. Ho imparato a compilare le schede di catalogo dell'ICCD, ma non ne ho mai compilata una vera e propria, quindi non capisco se il numero di inventario è totalmente scollegato dalla scheda oppure se i dati dell'inventario sono il risultato della scheda. Qualcuno ha informazioni più approfondite o può aiutarmi a trovare ulteriore materiale? Grazie mille.
Secondo quanto ho trovato le usano. In particolare, guardando il programma di un Master in "Sistemi informatici per la catalogazione dei beni ecclesiastici", ho scoperto che utilizzano anche la D e la N (quest'ultima non mi figura in elenco sul sito dell'ICCD) e, soprattutto la OA. Come esce questo codice : MD 2001.092.026 (Museo Diocesano, Anno di inventariazione - la data è precedente all'istituzione del Museo -, luogo di provenienza, n. di inventario).
Non avendo mai compilato tutti i campi di una scheda OA in maniera perfetta (e in particolare la prima parte...ente competente, ente schedatore, ecc.), non ho idea di quale sia il risultato finale generato dal software. Genera un numero univoco associto alla relativa scheda? Da cosa è composto (riprende dei dati della scheda?)?
Cara Valeria, il numero della scheda ICCD è molto diverso da quello che tu mi indichi per le schede del museo diocesano di milano. Le schede ICCD non indicano il museo nel numero della scheda perchè non sono necessariamente riferite ai beni di un museo e non mi risulta che nel numero di scheda ICCD ci siano lettere. Quello che tu indichi potrebbe essere un numero riferito alle schede di inventario di quello specifico museo, quelle cui fa riferimento il registro inventariale. Nel caso dei beni di musei non ecclesiastici possono esserci entrambe le tipologie di schede: quelle ICCD e quelle specifiche del museo, nel caso dei beni ecclesiastici non so, non me ne sono mai occupata. La cosa migliore sarebbe chiedere al direttore o al conservatore del museo che stai studiando, oppure al responsabile dei beni culturali della diocesi. Per quanto riguarda i beni ecclesiastici ti segnalo il testo unico utilizzato dai conservatori. Prova a dargli un'occhiata:
Renna, Sessa, Vismara Missiroli (a cura), Codice dei Beni Culturali di interesse religioso, Milano, Giuffrè, 2003.
Cecilia Sodano - Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
Mi sto occupado di shcedatura dello stato di conservazione per la regione lombardia, che utilizza un softwer dedicato alla catalogazione basato sulle schede ICCD, si chiama SIRBEC.
grazie mille per il vostro aiuto. Il SIRBeC mi è molto utile...so che la domanda è scontata, ma perchè qualcuno non uniforma tutto? Le Diocesi inventariano tramite il software della CEI, la lombardia tramite il SIRBeC, l'ICCD tramite il SIGEC... Che fatica! Grazie ancora!
In realtà possiamo ritenerci fortunati perchè, al di là dei software diversi, lo standar di catalogazione è unico ed è quello nazionale dell'ICCD... ma questo mi sa che non basta a consolare la tua fatica... comunque buon lavoro!
Cecilia Sodano - Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia