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Forum Restauro @ Conservazione    AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE    Formazione  ›  Aiuto!Che strada intraprendere? Moderatori: Adamantio
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Aiuto!Che strada intraprendere?  (attualmente 2.331 viste) Stampa
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fel
Gennaio 13, 2009, 10:33am Rapporto al Moderatore
collaboratore restauratore
Utente anziano
Posts: 78
Scusate se mi intrometto..
Ho letto la conversazione e non credevo ai miei occhi! Fere a gara su chi ne sa di più, chi è più competente, chi ha restaurato i dipinti più belli ecc. non è per nulla utile in questo forum.
In questa grande confusione che investe tutto il nostro mondo, ognuno ha fatto un diverso percorso e nessuno può permettersi di dire qual'è la strada migliore!
In conclusione vorrei sottolineare un concetto.
Il "restauratore"non è un chimico, non è un biologo, non è uno storico dell'arte ecc. Cercando di diventare tutte queste cose si rischia di perdere di vista l'obiettivo!Per cosa stiamo studiando e lavorando?
Il restauro è anche un lavoro manuale e SI a volte siamo anche operai, manovali, falegnami, pittori, scultori ecc. E non c'è nulla di male ad esserlo se l'obiettivo finale è la conservazione del nostro patrimonio artistico.
La situazione è già abbastanza triste cerchiamo di renderla mano tragica.
grazie,


Valentina Coppetta
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 30 - 35
Adamantio
Gennaio 13, 2009, 4:21pm Rapporto al Moderatore
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 1.138
Location: Torino e Aramengo (AT)
Personalmente concordo con quest'ultimo intervento.

In qualità di moderatore invito coloro che partecipano alla discussione ad usare toni più consoni e pacati.

In particolare eviterei discorsi basati su una logica di "noi" e "voi" intesi ad operare facili generalizzazioni e a fare di tutta l'erba un fascio.

Nel nostro settore i percorsi formativi sono molto complessi e le leggi che li sottendono sono particolarmente farragginose e, per altro, in fase di transizione.

In generale, inoltre, mi sembra scorretto fare raffronti di importanza del tipo "i dottori sono più importanti degli infermieri" (leggasi i restauratori sono più importanti dei collaboratori  o cose del genere... ammesso e non concesso che sia chiaro chi è un restauratore e chi è un collaboratore e chi un operatore). Un ospedale senza infermieri è comunque fermo ed entrambe le professionalità sono mutualmente interdipendenti. L'analogia tra il nostro settore e quello medico, tra l'altro, non è sempre calzante in quanto nel restauro ad "operare" troppe volte non sono i "chirurghi" ma gli "infermieri".

Il tutto fermo restando comunque che i restauratori hanno, o dovrebbero avere, un curriculum di studi più lungo e variegato.


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

ADERISCI ANCHE TU ALLA PETIZIONE QUALITA' E PRECARIATO NEL RESTAURO E NELLA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI! http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html
Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 31 - 35
fel
Gennaio 13, 2009, 4:53pm Rapporto al Moderatore
collaboratore restauratore
Utente anziano
Posts: 78
Grazie Marco,
Hai detto con termini più diretti esattamente ciò che volevo dire io!



Valentina Coppetta
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 32 - 35
jonny
Gennaio 13, 2009, 8:00pm Rapporto al Moderatore
restauratore
Utente anziano
Posts: 82
Location: palermo
innanzi tutto mi scuso per la situazione che e' andata purtroppo via via degenerando .
volevo rispondere a valentina che tra l'altro e' una mia amica e dirle che sono d accordo in parte .
scusa vale ........il bene culturale e' stato considerato fino ad oggi essenzialmente oggetto di fruizione e nn si e' mai provveduto ( se nn a parole) ad un impegno adeguato di uomini e di mezzi per la sua conservazione .
il contributo scientifico nel campo delle opere d'arte ha fatto le sue prime apparizioni significative  nn prima degli inizi del 900,un ingresso timido indipendentemente dagli sforzi e dalle capacita' dei pochi pionieri, proprio per l'esiguita' di essi e dei mezzi messi a disposizione.
per decenni si e' trattato di un'attivita' confinata in ambiti ristretti mentre parallelamente in altri settori applicativi la scienza compiva progressi ben piu' consistenti.
a partire dagli anni sessanta si e' potuto assistere tuttavia ad un fenomeno decisamente di maggior rilievo, ad un'attivita' piu' sistematica seppur ancora di entita' modesta e scarsamente coordinata a confronto con la vastita' e la complessita' dei problemi da risolvere .
nondimeno proprio da tale apporto scientifico grosse trasformazioni sono avvenute del concetto stesso di restauro e conservazione.Come spesso accade dopo una prolungata assenza si sono pero' verificate anche casi di eccesso di "scientificita''che hanno trasformato l'intervento di restauro,fino a pochi anni prima poco piu' che atto taumaturgico , in un operazione freddamente scientifica.
Errate ,naturalmente entrambe le posizioni .
il restauratore,o forse meglio il conservatore, e' necessariamente il fulcro in cui devono confluire entrambi i contenuti propri dell'opera d'arte, quello espressivo e quello materico.Egli deve rappresentare un sottile interprete delle due esigenze sempre utilizzando la seconda(la conoscenzatecnico-materica dell'opera)in funzione della prima(quella espressivo-artistica).
di entrambele relative discipline esso deve essere cultore per poter attuare l'intervento nella materia piu' congrua,nel rispetto del significato e per la salvaguardia del manufatto.Ecco perche' di discipline scientifiche (chimica fisica diagnostica biologia)il RESTAURATORE O IL COLLABORATORE  moderno(che lo sostituisce nella direzione di un cantiere in sua mancanza),deve obbligatoriamente possedere un bagaglio assai piu che superficiale.
Riservando all'esperto scientifico la conoscenza di tipo professionale di queste discipline,spettera'invece al RESTAURATORE eAL COLLABORATORE RESTAURATORE conoscerne gli elementi di base,l'impalcatura il linguaggio le informazioni pertinenti al suo settorE.
Cio affinche esso RIFIUTI QUELL'IGNORANZA scientifica del passato che oggi non potrebbe piu' essere tollerata in un DOTTORE ESPERTO IN CONSERVAZIONE.


giuseppe di ganci
Registrato Non in linea
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fel
Gennaio 14, 2009, 10:17am Rapporto al Moderatore
collaboratore restauratore
Utente anziano
Posts: 78
siamo d'accordo giuseppe,
hai fatto un riassunto della storia del restauro fino ad oggi quindi saprai che il restauratore dovrebbe COLLABORARE con il chimico il biologo l'archeologo ecc., come accadeva all'ICR quando c'era Brandi, perchè sono mestieri differenti! Non dico che bisogna tornare alla figura del restauratore/artigiano perchè è ovvio che, se il restauratore non sà che cosa siano i sali solubili, ad esempio, non potrà mai sapere come comportarsi! Però penso che ultimamente ci sia"un eccesso di scientificità" come dici tu. Pensi che il vero restauratore stia seduto davanti ad una scrivania a pensare, oppure che lavori manualmente sull'opera risolvendo i problemi sul campo quando si presentano?


Valentina Coppetta
Registrato Non in linea
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costi1983
Gennaio 28, 2009, 3:22pm Rapporto al Moderatore
Nuovo utente
Posts: 7
sto per conseguire la triennale di scienze archeologiche a roma (università sapienza). vorrei specializzarmi nel restauro e avrei bisogno di qualche consiglio su università o accademia... mi hanno detto della triennale a viterbo sul restauro o la specialistica della sapienza  in SCIENZE APPLICATE AI BENI CULTURALI E ALLA DIAGNOSTICA PER LA LORO CONSERVAZIONE...
grazie mille


costanza[center][/center]
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