Buongiorno a tutti da un pò di tempo ho un problema con degli insetti che fuoriescono dalla controsoffittatura prima della cucina solamente, ed adesso anche dal salotto, anche se le due stanze non sono comunicanti. Io abito in una casa antica con i muri in tufo e le travi di legno, che (penso erroneamente) abbiamo chiuso completamente con delle controsoffittature di carton gesso. Gli insetti creano delle striscie di colore marrone scuro che scendono dal soffitto.
Penso che questi insetti siano tèrmiti (allego foto), c'è qualcuno che mi può dare qualche consiglio su come affrontare questo problema ? Le foto le ha fatte un mio amico che possiede uno zoom abb. potente, la grandezza degli insetti è di circa 3-4 mm.
avrei preferito darle notizie più confortanti, ma, purtroppo, debbo confermarle trattarsi di un esemplare di operaia di tèrmite Reticulitermes lucifugus.
Non allega le foto di quelle che definisce "strisce marroni che scendono dal soffitto", ma certamente si tratta delle tipiche gallerie che le tèrmiti, insetti lucifugi per eccellenza, costruiscono per spostarsi da un'area all'altra, proteggendosi dalla luce.
Non le nascondo che la situazione è molto seria, perché le tèrmiti sono costituite in colonie sociali organizzate, che si spostano operando distruzioni totali e sistematiche all'interno delle strutture lignee, lasciando apparentemente intatte le superfici.
Se prova a battere sulle travi nei punti in cui vede scendere le gallerie pendule e nelle aree adiacenti, sentirà risuonare ottuso e se prova a premere con un coltello appuntito sulla superficie, la lama affonderà sino in fondo.
Non so se le sue travi siano portanti, ma tenga presente che, a causa dell'opera demolitoria operata dalle tèrmiti, ne viene compromessa la portanza meccanica,
Non posso, ne voglio darle consigli, perchè una infestazione di questo tipo va affidata a specialisti che sappiano il fatto loro.
Si rivolga al moderatore, che saprà senza dubbio indirizzarla.
Le do solo qualche cenno sulle problematicahe della lotta alle tèrmiti, che richiede una conoscenza profonda della fisiologia e delle abitudini sociali di questi insetti.
Prima di affrontare una strategia di lotta, abbastanza lunga ed impegnativa, occorre un monitoraggio accurato per individuare i percorsi della colonia, risalendo sino al nido di origine, che si trova nelle vicinanze del sito attaccato, nel terreno.
Dopodichè, va attuata la dlotta vera e propria, che ha lo scopo di distruggere il nido, non con tecniche chimiche, o meccaniche dirette, ma applicando un programma integrato di azioni attrattive, poi di pasturazione e, infine, di somministrazione di alimenti additivati con principi attivi abbattenti.
Lo scopo è di indurre le operaie ad approvvigionare la colonia, portandola alla completa distruzione.
Le operazioni di monitoraggio devono proseguire anche dopo la distruzione del nido, per verificare l'eventuale presenza di qualche altra colonia staccatasi dal nucleo principale prima della bonifica, che potrebbe, a sua volta, tornare a minacciare il sito.
Tutto il ciclo dura all'incirca 7 od 8 mesi.
E' indispensabile, infine, affrontare la verifica dello stato delle travi ed il loro recupero e consolidamento, dove possibile, o la loro sostituzione, ove la distruzione risulti irreparabile.
Ho avuto occasione, qualche mese fa, di accennare ad una assurda situazione creatasi in Italia, riguardo le tecniche di lotta alle termiti.
Queste tecniche potevano essere applicate esclusivamente su concessione e con il possesso di un patentino di abilitazione, rilasciato dai produttori stranieri dei prodotti da utilizzarsi per la lotta. Una sorta di franchising
Per ragioni puramente commerciali, questi prodotti e le relative licenze di applicazione del metodo di lotta ai quali sono legate, sono state ritirate dal mercato, lasciandolo per molti mesi scoperto dalla possibilità di dare delle risposte a chi, come lei, ha avuto la necessità di affrontare una disinfestazione di questo tipo.
Avevo anche accennato al fatto che si stesse muovendo qualcosa, per sbloccare la situazione, o per trovare una alternativa.
Ora posso confermare che sono state trovate alcune alternative, ma la prego di rivolgersi all'Amministratore del forum, per maggiorri informazioni.
Dimenticavo, Claudia, di confermarle che sulla controsoffittatura in cartongesso ha ragione: non è stata una buona idea.
Le travi lignee hanno proprietà igrovore - assorbono e rilasciano, con le escursioni termiche notte-giorno e stagionali, l'umidità delle condense che loro stesse creano, per effetto del contatto con le pareti, cioè con materiali a conduzione termica differente.
Hanno bisogno di essere libere, perchè la condensa evapori liberamente.
Chiuderle in una controsoffittatura di cartongesso equivale a chiuderle in una camera di condensazione dell'umidità, che non può evaporare in modo corretto.
Questa situazione, che porta ad una eccessiva saturazione generale del tasso di umidità all'interno dell'intercapedine, alza il tasso di umidità relativa all'interno delle travi e può contribuire, al di la delle tèrmiti, a favorire l'insediamento di tarli.
Ciao Claudia, l'anno scorso ho frequentato un corso di Etomologia dei Beni culturali all'Istituto europeo del restauro di ischia. Non sono bravissimo nel riconoscimento ma credo proprio che si tratti di termiti. Andrea coppola
Grazie mille per l'ampia e competente spiegazione e riconoscimento, ma purtroppo sono brutte notizie come temevo,
Immagino che per vedere le striscie marroni avendo ancora le controsoffittature completamente chiuse, vuol dire che lo stato sarà avanzato e comincio davvero a preoccuparmi seriamente.
Credo che l'unica soluzione sia chiamare specialisti veramente bravi e veloci, mi può dare delle indicazioni ?
Però ho letto su internet che odiano luce, e c'è chi ha risolto con dei rumori costanti sulla struttura lignea in conseguenza dei quali le termiti non si nutrono e muoiono. E inoltre la luce diretta le inibisce.