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NUOVO Forum Restauro@Conservazione    SEZIONE ARCHITETTURA    Fenomeni di umidita' e danni da sali igroscopici  ›  Coibentazione di edifici e umidità Moderatori: Edgardo Pinto Guerra
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Coibentazione di edifici e umidità  (attualmente 576 viste) Stampa
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alepap
Aprile 10, 2008, 9:13am Rapporto al Moderatore
Architetto
Nuovo utente
Posts: 2
Location: Torino
Buongiorno,
premetto che come architetto mi occupo di edilizia e ristrutturazioni più che di vero e proprio restauro, ma intendo sottoporvi un quesito che reputo possa interessare anche molti altri professionisti.
Vanno diffondendosi gli interventi di realizzazione di cappotto termico su edifici esistenti, anche per gli allettanti incentivi fiscali, spesso però gli edifici presentano fenomeni di umidità delle murature, non sempre sanabili, o non del tutto.
E' evidente che il tipico cappotto con materiali sintetici (tipo polistirolo, per intendersi) impedisce la traspirazione delle murature aggravando fenomeni che magari fino a quel momento erano stati trascurabili e che possono poi scatenarsi sulle superfici interne.
D'altra parte i materiali "naturali" (come le fibre vegetali o animali) traspirano ma tendono a trattenere l'umidità, con la conseguenza di un rapido calo della prestazione coibente e la successiva probabile comparsa di muffe o funghi nei pannelli.
Qualcuno ha esperienze da condividere:
- per capire se esistono tecniche di coibentazione particolarmente appropriate in presenza di murature umide?
- per capire se, ed in quali situazioni, è accaduto che l'intervento di coibentazione abbia scatenato problemi di umidità precedentemente apparsi irrilevanti?
Grazie comunque per il patrimonio di esperienze che sempre condividete tramite questo forum,
Alessanda Paparella


Alessandra Paparella
architetto
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Vittorio Cattaneo
Aprile 10, 2008, 10:12am Rapporto al Moderatore
Progettazione ristrutturazioni e nuove costruzioni
Nuovo utente
Posts: 3
Location: studio di ingegneria - Pavia
Sono nuovo del forum anche se lo seguo con interesse da tempo.
colgo l'occasione di dire la mia sul tuo problema e di sollevare una discussione sui prodotti in commercio.
La realizzazione di un sistema a cappotto che non sia in grado di smaltire l'umidità dalle murature a mio avviso dovrebbe essere evitata quanto più possibile anche nelle nuove costruzioni, ma in caso di murature antiche o che presentano fenomeni di umidità è assolutamente da evitare. Togliere alla muratura la possibilità di traspirare, sopratturro nel caso di murature storiche che presentano spesso caratteristiche igroscopiche anche per l'alto contenuto salino può causare la formazione di muffe sotto il cappotto, e femomeni di deterioramento della muratura stessa che possono anche diventare pericolosi.
A seconda dei casi ti proporrei questo schema di massima, ovviamente i prodotti in commercio sono moltissimi e vanno valutati uno per uno:
pareti in cls ----  polistirene o affini
pareti a doppia con intercapedine e barriera al vapore ----   polistirene o fibre di legno
pareti monolitiche (tipo poroton) o mattoni pieni ---   fibre di legno o termointonaco
murature antiche con rischio di fenomeni di umidità  assolutamente termointonaco a calce idraulica naturale NHL

Ci sono in commercio intonaci termoisolanti costituiti da calce idraulica naturale NHL sabbia sughero o pomice che danno buone prestazioni termiche garantendo la permeabilità al vapore, buona durabilità (nel tempo la carbonatazione della calce migliora il comportamento meccanico dell'intonaco) compattezza del substrato e migliroando anche il comportamento della muratura soggetta all'umidità (o almeno così sostengono i commerciali).
Il prezzo? Assolutamente in linea con gli altri interventi di isolamento a cappotto da quanto mi hanno proposto.

A questo punto pongo la mia domanda: fino a che punto ci possiamo fidare delle schede tecniche e delle dichiarazioni dei produttori? i dati di conducibilità e di composizione sono reali o non sono affidabili?

vittorio cattaneo


Vittorio Cattaneo
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alepap
Aprile 10, 2008, 11:56am Rapporto al Moderatore
Architetto
Nuovo utente
Posts: 2
Location: Torino
Ti ringrazio per i tempestivi consigli e ti chiedo una precisazione:
ti risulta che con un termo intonaco si possano raggiungere i requisiti necessari per il rimborso del 55%?
non ho fatto un calcolo analitico su un caso specifico, ma ho l'impressione che per raggiungere una trasmittanza di 0,34 W/mqK (valore per la zona climatica E, che dal 2010 scenderà a 0,2 8 ) come richiesto dal decreto attuativo dell' 11 marzo 2008 occorrerebbero spessori tecnicamente irrealizzabili.

Concordo col tuo dubbio sull'affidabilità dei dati del produttore:
solitamente sono riferiti a prove di laboratorio che nel caso reale possono non trovare riscontro.
Ad esempio: l'ingegnere che mi cura la progettazione degli impianti riferisce di aver avuto problemi con pannelli naturali (quindi fibre molto sensibili all'umidità) semplicemente perchè la posa in condizioni climatiche non ottimali ne ha alterato le prestazioni.
Ultimamente ho trovato un pannello in polistirene che avrebbe un coefficiente di permeabilità al vapore paragonabile a quello della muratura tradizionale per il semplice fatto che viene cosparso di micro fori su tutta la sua estensione. Ma siamo sicuri che se la misurazione si facesse sull'intero pacchetto di muratura il dato verrebbe confermato? non credo proprio e probabilmente non lo crede neanche la loro divisione tecnica che me ne ha sconsigliato l'utilizzo su una parete con limitati fenomeni di umidità da risalita.
Ho ancora molto da capire...


Alessandra Paparella
architetto
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Vittorio Cattaneo
Aprile 10, 2008, 12:19pm Rapporto al Moderatore
Progettazione ristrutturazioni e nuove costruzioni
Nuovo utente
Posts: 3
Location: studio di ingegneria - Pavia
Ovviamente non posso fare nomi.
i buoni prodotti possono essere messi in opera con spessori fino a 12 cm e più, in mani da 4cm di psessore.
con i valori dichiarati si arriva ai valori richiesti dal decreto, e quindi alle detrazioni.
Che i valori dichiarati siano un po ottimistici poco importa, il risparmio è garantito, e la detrazione anche.
Sono molto importanti anche le scelte costruttive, in particolare davanzali ed infissi che devono essere montati in modo da evitare ponti termici, se no tanto vale risparmiarsi la fatica.
Comunque se hai murature umide ti consiglierei di non rischiare a fare danni con il polistirene in nome dalla trasmittanza a tutti i costi, magari rinunciando alla detrazione sulle pareti facendo spessori più contenuti di termointonaco e utilizzare la detrazione su coperture infissi impianti ecc..
Tra l'altro il tuo ingegnere in relazione tecnica può motivare la scelta di non adeguare l'isolamento delle pareti alle norme.
se vuoi dettagli contattami pure sulla mail.
ciao



Vittorio Cattaneo
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Mimmo
Aprile 10, 2008, 5:48pm Rapporto al Moderatore
Nuovo utente
Posts: 1
Un plauso all'arch. Paparella per aver sollevato il preoccupante problema dell'umidità causato da materiali non traspiranti. Considerato, come scrive Vittorio Cattaneo che i dati dei materiali sono poco affidabili, sollecito uno scambio di esperienze.
Qualcuno ha fatto interventi di ventilazione delle pareti?
ing Domenico Baroni
e-mail: valpot@tin.it
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Edgardo Pinto Guerra
Aprile 11, 2008, 4:23pm Rapporto al Moderatore
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Moderatore
Posts: 200
Location: Sarteano (Siena)
Salve - un plauso agli interventi . . . . da vero Forum. Senza togliere nulla o obiettare nulla a quanto detto/valutato, vorrei aggiungere un paio di piccole precisazioni.
1- è sottinteso che stiamo parlando (al 90%) di umidità da condensa e di vivibilità degli ambienti. Sarebbe forse utile mettere maggiormente in risalto il ruolo di "volano idrico" che hanno certi intonaci, all'interno, assorbendo e rilasciando umidità a seconda delle ore del giorno.
Inoltre, è bene non dimenticare che molto spesso gli edifici, vecchi o nuovi, hanno intonaci cementizi o i vecchi acrilici molto poco traspiranti; per cui più che giusto fare il calcolo su tutti gli strati componenti la cortina.
2- Giustissima la considerazione sui sali igroscopici che mantegono umida la parete, ma bisogna ricordare che questi provengono da umidità di risalita, caso ben diverso dalla condensa! In questo caso bisogna toglierli e fare una barriera.
3- Sono entrati in commercio almeno due nuovi intonaci ultima generazione, senza calce. Leggerissimi, ad alta resa di applicazione, coibenti, traspiranti. Sarebbero da provare su edifici non-storici!



Ing. Edgardo Pinto Guerra - 0578 266922 - 348 705 7354  Email: xgardo@tele2.it
Consulente murature storiche e lapidei affetti da sali e umidita. "Quelli che s'innamoran di pratica sanza scienza son come'l nocchier ch'entra in naviglio sanza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada". Lionardo da Vinci.
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Vittorio Cattaneo
Aprile 11, 2008, 10:58pm Rapporto al Moderatore
Progettazione ristrutturazioni e nuove costruzioni
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Posts: 3
Location: studio di ingegneria - Pavia
Io comunque non escludevo la presenza di umidità di risalità.
Giusta la considerazione sull'eliminazione dei sali dalla muratura. Ma una cosa non esclude l'altra, un intonaco termocoibente, traspirante a calce può benissimo tollerare la presenza residua di umidità e smaltirla nel tempo, ed ogni situazione deve essere velutata nello specifico.

Sono molto interessato agli intonaci cui hai accennato mi puoi dare qualche altra informazione?
L'interesse è per un progetto di nuovi edifici ad alta efficienza energetica con blocchi rettificati a bassa conducibilità ecc... ma questo argomento non c'entra con il forum.
grazie
ing. Vittorio Cattaneo




Vittorio Cattaneo
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Edgardo Pinto Guerra
Aprile 12, 2008, 10:52am Rapporto al Moderatore
Consulente restauro murature storiche
Moderatore
Posts: 200
Location: Sarteano (Siena)
Salve, nuovi intonaci: certo, ti scrivo la marca in privato -

2- Sali ecc. Verissimo che ogni situazione deve essere valutata nello specifico . . . . ma, mi permetto di dissentire parzialmente sul fatto che  . . . . un intonaco termocoibente, traspirante a calce può benissimo tollerare la presenza residua di umidità e smaltirla nel tempo.
Voglio dire, non sempre. Per che ciò avvenga si deve dare per scontato il fatto che ci sia una efficiente barriera alla risalita, altrimenti l'apporto di nuova acqua e nuovi sali sarebbe costante.
Quindi, in presenza di barriera e con pochi sali può benissimo verificarsi che un buon intonaco li assorba e duri per sempre, altrimenti, in assenza di barriera  o con una grande quantità di vecchi sali nel muro, qualsiasi intonaco rischia il collasso per saturazione in tempo più o meno lungo. Indipendentemente dalle sue caratteristiche coibenti.



Ing. Edgardo Pinto Guerra - 0578 266922 - 348 705 7354  Email: xgardo@tele2.it
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toplevel
Aprile 20, 2008, 10:25am Rapporto al Moderatore
consulente/marketing
Utente medio
Posts: 25
Location: libero professionista
salve a tutti e buona domenica innanzitutto.
è da un pezzo che non mi affacciavo a questo forum (il lavoro mi prende molto del mio tempo) che ritengo molto interessante e ricco di spunti positivi.
vorrei dire la mia sui quesiti posti da alepap e cattaneo.
innanzitutto concordo con alepap sul peggioramento termico che si apporta ad una muratura interessata da umidità se la si fodera con pannelli sintetici non traspiranti; difatti la muratura trova impedimento alla sua naturale traspirazione quando sopra vi si applica un qualcosa che peggiora la sua permeabilità. anche se si migliora l'aspetto estetico l'umidità continuerà a risalire oltrepassando i pannelli e, fintanto che non troverà un "punto di equilibrio" tra la quantità di acqua pescata e la quantità evaporata, si correrà il serio rischio di vedersela trasportata al piano superiore, anche se ciò sfida le leggi della fisica.
oltre a ciò, va considerato che le murature interessate dall'umidità ascendente, peggiorano la loro "conducibilità" (in senso termico) in quanto supporti umidi conducono con maggiore facilità calorie e frigorie: è provato che una muratura che il contenga il 15% di UR aumenta la conducibilità del 50% (il che equivale a dire che è come considerare che la muratura dimezza il suo spessore).al contrario, una muratura asciutta invece "isola".
applicare dei pannelli in adeguato spessore può risultare conveniente "sulla carta" in quanto il calcolo termico può risultare soddisfacente, mediando le trasmittanze dei vari strati. come riporta cattaneo non vanno sottovalutate subflorescenze e muffe che si formerebbero "sotto" le pannellature. aggiungerei che una forte umidità nelle barriere murarie contribuisce al calo delle prestazioni meccaniche, come la resist alla compressione e l'innesco di fenomeni corrosivi ed elettrocorrosivi -nei casi in cui vi siano presenti armature metalliche-
secondo la mia esperienza in casi simili si può risolvere semplicemente operando un completo prosciugamento della murautra esistente, intendendo con completo prosciugamento una umidità residua post intervento inferiore al 3% in volume.
così facendo si ottengono diversi vantaggi:
1) si recupera la naturale inerzia termica della barriera esistente (i valori di conducibilità sono di molto inferiori nei materiali asciutti piuttosto che inumiditi);
2) su murature di notevole spessore, come nel caso di manufatti anteguerra, si raggiunge l'adeguamento ai parametri richiesti dalle normative energetiche con il solo prosciugamento della struttura, senza ulteriori interventi posticci;
3) essendo asciugata la barriera si recupera lo sfasamento termico tipico;
3) non si riducono gli spazi abitativi, come nel caso di contromuri di isolamento;
4) nessuna necessità di spostare impianti termici ed elettrici;
5) si evita il danno da sali igroscopici, efflorescenzze, muffe, distacchi, sfogliamenti; ecc. ecc.

per rispondere ad alepap sull'affidabilità dei dati dichiarati dal produttore direi che è piuttosto semplice: valutare personalmente cantieri già effettuati con successo, verificandone i vantaggi, unitamente all'affidabilità dettata dalla "storia" del produttore unitamente a referenze concrete ed ispezionabili. quindi concordo che è possibile adottare un termointonaco per raggiungere i requisiti necessari al rimborso del 55%.
un'ultima considerazione che ha bisogno del vostro conforto: a mio parere nelle recenti 192 e 311 vi è un grosso "buco" nel normare un settore tanto delicato quale quello del risparmio energetico, ossia non viene fatto alcun cenno circa la permeabilità al vapor d'acqua di pareti, soffitti e pavimenti progettati e realizzati secondo queste normative. che ne pensate?
sarà per questo che realizzazioni recenti presentano già problemi di condense e muffe, anche se costruite con i giusti criteri di isolamento?

saluti e a presto.
leo sigi
top-level.it


LSD Sigi Leo
340-9572525
consulente tecnico e marketing
sito: http://www.top-level.it
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