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NUOVO Forum Restauro@Conservazione    Altre Sezioni tematiche    Restauro carta  ›  Inchiostro Blue Moderatori: alessandro sidoti, eflaia
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Inchiostro Blue  (attualmente 575 viste) Stampa
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Porfirogenito
Marzo 15, 2008, 10:00am Rapporto al Moderatore
Studente Archivistica e Libraria (BB.CC UniLe)
Nuovo utente
Posts: 5
Location: Lecce
Vangelo Edizioni Paoline del 1984.
13, 8 * 9, 8 cm.
dorso: 2 cm.


La copertina in simil pelle presenta una macchia di inchiostro blue che investe le parti dorate del titolo e del piatto sinistro. Vi allego delle immagini per rendervi meglio la situazione.

Grazie per l'attenzione.





Allegati: vangelo_1_4760.jpg
Dimensione: 77.44 KB

Allegati: vangelo_2_4428.jpg
Dimensione: 36.46 KB



Carlo V. Morciano
- Lecce -
Registrato Non in linea
Messaggi Privati
eflaia
Marzo 15, 2008, 2:32pm Rapporto al Moderatore
Resp. laboratorio conservazione e archivista
Moderatore
Posts: 170
Location: Roma
Posso immaginare che il soggetto del tuo thead sia relativa alle tecniche di rimozione delle macchie di inchiostro azzurro. Certo essere un pò più espliciti non avrebbe guastato.
Comincio con qualche osservazione: dalle immagini che si vedono le macchie non sono terribilmente deturpanti. Il libro in questione è facilmente reperibile sul mercato dell'usato... quindi perché complicarsi la vita?
Se invece la vita te la vuoi complicare (e molto) preparati ad intense sofferenze: l'inchiostro in questione ha l'aspetto oleoso di quello usato nelle penne a sfera moderne. Rimuoverlo non è facilissimo ma forse potresti essere avvantaggiato dal fatto che la coperta, secondo quanto tu dici, è in materiale sintetico. Armato di santa pazienza, alcool, batufoli di cotone e stecche di legno comincia a fare una serie di test di solubilità per vedere se il colore della coperta, l'inchiostro e l'oro vengono via o si deteriorano in qualche modo. Se tutto va bene (cioè l'inchiostro è rimuovibile mentre l'oro e il colore della coperta rimangono stabili) sistemati possibilmente vicino ad una finestra aperta (meglio ancora sotto cappa aspirante se ce l'hai) e procedi lentamente su tutta la superfice macchiata.
Siccome tuttavia questa situazione non si verifica molto spesso potresti provare con altri solventi (ripetendo le prove sui tre elementi). A seconda del tipo di solventi a disposizione hai varie possibilità... potresti provare ad esempio (sempre vicino alla finestra) un solvente clorurato, il percloroetilene: prudenza tuttavia perchè potrebbe sciogliere (non solo decolorare) la coperta. Immagino che il vero punto dolente sarà in effetti la parte dorata... può darsi che si sciolga con tutto. Allora evitala.
Normalmente non sono un fautore degli  interventi fai-da-te che oltre ad essere solo ingannevolmente facili schiudono spesso problematiche impreviste di difficile risoluzione al principiante.
Posso pensare, ad esempio,  alla necessità per un restauratore "in erba" di far "pratica"... nel qual caso la necessità di essere seguiti da una persona competente sarebbe ancora maggiore.
Capisco d'altra parte che rivolgersi ad un serio professionista per un libro del genere, che a mio modestissimo parere può avere al massimo un intenso valore affettivo ma non di mercato, possa rappresentare un onere finanziario piuttosto notevole. Insomma, per farla breve, i consigli da me forniti sono da considerarsi soltanto in quest'ottica (del tutto non condivisibile, per altro) e, nel caso ci fossero problemi e complicazioni di qulaunque tipo, tieni presente che tutto nasce dal tipo di interrogazione estremamente vaga che hai proposto.

Saluti


Enrico Flaiani
Registrato Non in linea
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Porfirogenito
Marzo 15, 2008, 3:20pm Rapporto al Moderatore
Studente Archivistica e Libraria (BB.CC UniLe)
Nuovo utente
Posts: 5
Location: Lecce
Gentile Dott. Flaiani, La ringrazio per la risposta al mio (lo spero) sottinteso quesito. Lei ha pienamente ragione nel periodo "Posso pensare, ad esempio,  alla necessità per un restauratore "in erba" di far "pratica"... ". Proprio questa necessità, spinta da una forte curiosità e credo anche da un onesta passione, mi porta nel cimentarmi in questi lavori fuori dal solito laboratorio universitario; non per essere un piccolo dottor Frankenstein o Moreau ma per provare con propria mano, sperimentare, produrre, osare.
Vorrei prendere, consentitemi il termine, da voi Maestri ogni singola informazione ed esperienza legata al mondo cartaceo. Diceva forse il sommo filosofo "come l' ape che troppo miele ha raccolto, ho bisogno di mani che si protendano"; ecco, da sano discepolo sono qui per osservare, capire, studiare e meditare dai vostri scritti, osando, sbagliando ed imparando.

Grazie ancora.


Carlo V. Morciano
- Lecce -
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