[Ricevo tramite IGIIC e giro:]
Cari colleghi restauratori, il Cesmar7 ha iniziato un lavoro di studio, analitico e applicativo, di caratterizzazione di un certo numero di adesivi di origine naturale e sintetica, comunemente utilizzati nel restauro dei dipinti e delle opere policrome mobili come consolidanti e adesivi di foderatura. Questo lavoro viene svolto in collaborazione con numerose istituzioni italiane e con partners stranieri, ed è finalizzato alla quarta edizione del Congresso internazionale Colore e Conservazione, che si svolgerà nell’autunno 2008, e sarà la prosecuzione di quello svolto nel Novembre 2008 a Milano, dal titolo “L’attenzione alle Superfici Pittoriche. Materiali e Metodi per il Consolidamento, e Metodi Scientifici per Valutarne l’Efficacia”. In questo lavoro, si confrontano le proprietà chimico-fisiche, ottiche e meccaniche dei materiali freschi e di quelli sottoposti ad invecchiamento artificiale. I limiti di questo tipo di invecchiamento emergono con chiarezza, soprattutto perché parliamo di manufatti ( i dipinti mobili, appunto) che in generale invecchiano in condizioni ambientali non “esagerate”. “Esagerato”, invece, rischia di essere l’impatto dell’invecchiamento artificiale, cosicché i risultati ottenuti sembrano poco correlabili alle reali condizioni di degrado. Per questo è di fondamentale importanza poter studiare campioni di adesivi che siano invecchiati naturalmente qualche decina di anni, chiusi in un barattolo, oppure stesi su un supporto inerte. E’ chiaro che l’essere stati stesi su un supporto in parte “reattivo”, come può essere un vero manufatto artistico, sarebbe già una complicazione (o meglio, un secondo livello di studio), vista la possibilità di interazioni chimico-fisiche coi materiali costitutivi del manufatto. In prima istanza, cercheremmo dunque materiali in barattolo o su supporto inerte (vetrini di microscopio, poliestere…) Gli adesivi che prendiamo in considerazione sono i seguenti: Gelvatol, Klucel G, Aquazol 200 e 500, Akeogard AT35 e AT40, Acril AC33, Pletxol B500, Plexisol P550, Beva 371, Paraloid B67 e B72. Chiediamo dunque a tutti coloro che siano in possesso di qualche vecchio campione di questi di volerci cortesemente contattare per email (cesmar7@cesmar7.it, oppure plcremon@inwind.it) o telefonicamente alla segreteria telefonica 348 321 2820. Ringraziamo anticipatamente per la collaborazione, che ci auguriamo possa portare a risultati di interesse non solo scientifico, ma anche per la pratica quotidiana del restauro. Il coordinatore scientifico, Paolo Cremonesi
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