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Forum Restauro @ Conservazione    Altre sezioni tematiche    Restauro ligneo  ›  finitura per portoni in esterno Moderatori: claudio marziali, cinnabarin
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finitura per portoni in esterno  (attualmente 2.910 viste) Stampa
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chermes
Dicembre 19, 2007, 11:30pm Rapporto al Moderatore
restauratrice
Utente medio
Posts: 27
ciao a tutti.
volevo sottoporvi un problema che mi tormenta ogni qual volta devo restaurare un infisso esterno.
che vernice uso?
solitamente propongo le vernici a base di olioresine (come le chiamate voi) hanno un bell'effetto su legno non troppo usurato (nel qual caso scuriscono tantissimo)
ma mentre l'impregnante si assorbe bene ed è interessante come aspetto, la vernice a finire (uso la vernice cotta della durga) ha un antipatico lucido, sempre un poco appiccicoso, e nel tempo ho notato che si riassorbe parecchio ed ha quindi bisogno di continue manutenzioni.
oltre a questo mi è successo uno spiacevole sbiancamento  della vernice in una fase di manutenzione, che ho imputato alla stesura della medesima in una giornata particolarmente fredda e ventosa..(ma poi chi lo sa!).
certo che non si può ogni volta avere il patema d'animo del giorno giusto e temperatura ottimale.
non mi potete consigliare, in alternativa una finitura più stabile, sia ,se esiste, a base di olii, o tradizionale ma di bell'aspetto?
grazie!    


luciana mao
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angelo ingrasci
Dicembre 20, 2007, 8:59am Rapporto al Moderatore
Decoratore/Pittore/Restauratore di dipinti murali
Utente anziano
Posts: 53
Location: Asti
Io uso sempre una vernice sintetica effetto cera e mi trovo benissimo ,da un effetto quasi opaco ,si chiama cetol filter della sikkens.


angelo ingrasci
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pierpaolomasoni
Dicembre 20, 2007, 9:12am Rapporto al Moderatore
Utente ospite
In questo forum mi è stato chiesto se sono un rappresentante della Geal, quindi ho un certo qual timore a risponderti; proverò lo stesso. In passato ho provato le vernici della Durga, che reputo ditta serissima (basti guardare le schede tecniche, chiarissime ed oneste come poche altre), ma non mi ci sono trovato bene. Ciò è forse da imputare al fatto che ero abituato a quelle della Geal che sono molto simili. Come tutti gli artigiani quando mi abituo ad un prodotto trovo difficile cambiare. Bastano piccole differenze per mandare in tilt i nostri riflessi condizionati e disorientarci.  
Posso dirti che col tempo ho capito alcune cose. Per esempio è importante dare la vernice diluita per più volte: asciuga velocemente e si assorbe bene senza filmare.
Fra una mano e l'altra si deve spagliettare. Tu usi la pomice, ma è più adatta per lucidature fini. La pagliettatura patina il legno e chiude i pori.
Tre o quattro mani bastano per dare una protezione piacevole e duratura. All'ultima mano mescolo all'olioresina un po di cera.
In quanto alla tonalizzazione troppo accentuata di certe parti, santageal ha pensato anche a questo, ma è un altro discorso.
pierpaolomasoni
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pierpaolomasoni
Dicembre 20, 2007, 9:17am Rapporto al Moderatore
Utente ospite
Ho impiegato quattordici minuti per scrivere la mia replica, e... un Angelo mi ha preceduto.
Solo due righe per dire che le vernici sintetiche non sono filologicamente corrette, sono filmanti, la loro durata è limitatissima, e...quando devi reintervenire..ti danni l'anima per le bestemmie.
Con le olioresine basta riverniciare.
pierpaolomasoni
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chermes
Dicembre 20, 2007, 2:44pm Rapporto al Moderatore
restauratrice
Utente medio
Posts: 27
io la pomice la uso solamente assieme alla cera per i mobili o comunque per oggetti non esposti, quando vernicio un portone do' due mani di impregnante poi due a distanza di tempo di vernice cotta. Per chiudere il poro prima, su legno nudo, uso spazzole di saggina.
forse non sono sufficenti due mani di impregnante, e commetto l'errore di non spagliettare, ho pensato .
è solo come ho già detto, il lucido della vernice che mi lascia perplessa.
la polvere aderisce, invece di scivolare.
ho anche provato la vernice a finire della geal,ma non mi è sembrata molto resistente.
anche dei miei colleghi hanno avuto problemi di poca durata con una finitura della geal.
può darsi che non siamo capaci di preparare il fondo in maniera corretta.
io devo fare su di me una certa violenza per usare vernici sintetiche, però vorrei poter dare l'opportunità al cliente di scegliere, proponendo le caratteristiche di entrambi i prodotti, e facendo loro conoscere i vantaggi delle vernici naturali...ma oltremodo vorrei cautelarmi per non dover rifare un lavoro a mie spese!
tutto è impermanente...!  (a parte 'l'alluminio anodizzato spazzolato oro'...!)
non illudiamoci ..questo cerco sempre di trasmetterlo ai committenti,indi solo una buona manutenzione riesce a procrastinare il declino.
mi è capitato di vedere in giro dei portoni con una vernice molto spessa dall'aspetto diciamo 'robusto'..che era opaca e nell'insieme pareva accettabile.
esistono vernici bicomponenti per esterni? cosa mi raccontate a tal proposito?

inoltre..la cera aggiunta alle vernici mi sembra interessante per legni non esposti all'acqua...mi spaventa su un portone; anche se di prevalenza microcristallina non sbianca..? è impermeabile?
avete esperienze in merito?

grazie!








luciana mao
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pierpaolomasoni
Dicembre 20, 2007, 4:27pm Rapporto al Moderatore
Utente ospite
Metti molta carne al fuoco. In quanto alle vernici della geal, ti posso confermare che se segui le loro istruzioni hai perfettamente ragione: la loro durata è carente.
Dal mimento che io pretendo la massima collaborazione dalle ditte che mi forniscono i materiali (e sono pronto a ricambiare tale collaborazione) in passato ho condotto delle sperimentazioni in tal senso, scoprendo che, date come ho illustrato nel post precedente, la lorom durata si allunga notevolmente. Se ci pensi, il meccanismo fisico è abbastanza logico.
Cosa intendi per olio cotto? Tutte queste vernici contengono fondamentalmente olio di lino cotto! Forse olio cotto più volte. La cottura provoca una polimerizzazione delle molecole e, se ripetuta, rende l'olio (che prende il nome di standolio) filmante e non impregnante.
Se osservi le verniciature settecentesche ti renderai conto che non erano quasi mai filmanti.
I nostri vecchi verniciavano soprattutto col sidstema dell'impregnazione.
Ed usavano molte cere che resistevano benissimo all'acqua.
Il concetto e l'uso di vernici filmanti hanno preso piede nell'ottocento, con l'industrializzazione, l'uso della gommalacca e, nell'edilizia, l'uso del cemento anzichè della calce. I nostri vecchi, che avevano ben presente sia le esigenze dei materiali, sia i concetti di durata, preferivano finiture traspiranti.
Prova col sistema che t'ho detto; non dovrai rifare il lavoro.
pierpaolomasoni
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chermes
Dicembre 20, 2007, 10:23pm Rapporto al Moderatore
restauratrice
Utente medio
Posts: 27
non parlo di olio cotto!
la vernice di finitura della durga si chiama vernice cotta.

come mischi la cera per darla in esterno??
non ti è mai successo nulla?

proverò a stendere la prox volta più mani di impregnante, carteggiandolo,
se però inceri la superficie, quando devi ridare una mano come la togli?
è lungo decerare tutto...
se funziona  la cera mi viene voglia di spagliettare la famosa vernice cotta e incerare
così sì che sarebbe gradevole


luciana mao
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pierpaolomasoni
Dicembre 21, 2007, 9:02am Rapporto al Moderatore
Utente ospite
Se con un po di pazienza vai a pescare i miei vecchi interventi, penso che troverai tutto ciò che ti interessa. Comunque: le olioresine sono state usate da sempre; si tratta di un olio (quello di lino è il migliore) mescolato con una resina naturale.
Per secoli il Megylp è stata la vernice più usata, fabbricata dagli olandesi e scopiazzata con tutte le possibili varianti del nome: megulp, meguph........
Il megilp veniva usato dai falegnami anche come fondo turapori prima dell'inceratura, mescolato con un po di cera d'api. Questa mescola è facilmente realizzabile, basta incominciare coll'aggiungere un po di vernice alla cera in modo di diluirla e poi aggiungere via via vernice sino alla diluizione voluta.
Si può dare la vernice anche sulla cera. Non vi sono controindicazioni, sono perfettamente compatibili.
Io ho bandito la carta vetrata: è una diavoleria moderna che fa più danni che altro. Trovo vada benissimo la paglietta.
Il discorso sui prodotti naturali sarebbe molto lungo. Io uso la cera liquida della geal. Non sarà filologicamente corretta, ma va benissimo, è idrorepellente e veloce.
Nessuno è perfetto
pierpaolomasoni
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alessandro macuz
Giugno 10, 2009, 2:17pm Rapporto al Moderatore
trattamenti preservanti e lucidatura di arredi lig
Utente anziano
Posts: 114
Location: venezia
scusate se posto in un thread vecchio ma il discorso è MOLTO interessante anche perchè io fino a 6 mesi fà il problema delle finiture in esterno lo risolvevo con flatting boero (1 kg di lucido e 2 di matt) la vernice che ne usciva aveva la giusta opacità e nel tempo viene come lavata dalle intemperie. quì a venezia se non si fà una mautenzione almeno biennale ad esempio di un portone, questo si deteriora molto rapidamente, almeno utilizzando flatting o vernici alchidiche (che penso siano oleoresine sintetiche?.
Dopo 10 anni ti rendi conto che i prodotti chimici fanno male sul serio! sopratutto quando vedi morire i vecchi (non quelli che utilizzavano le verniciature trasiranti) che non ci badavano.
Quindi nel prox periodo proverò a seguire questa strada che perlomeno per mè è nuova.
Interpellando un pittore che si occupa di manutenzioni in esterno a venezia mi dice che qualche volta utilizza uno smalto per oscuri fatto con olio di lino (lui dice crudo, ma io penso cotto!) terra ombra e acqua ragia ... ma siamo sicuri ????


Alessandro Macuz
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P.Paolo Masoni
Giugno 10, 2009, 4:12pm Rapporto al Moderatore
restauratore
Utente Attivo
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Pensa a come era fatta la famosa biacca, che era una delle grandi fonti di guadagno già delle repubbliche marinare (che dovevano vedersela con gli olandesi): carbonato basico di piombo (che era una polvere bianca), olio di lino cotto (che però allora veniva addizionato durante la cottura con calce per renderlo più essicativo), un pigmento e un diluente (di solito acquaragia). E' stato il miglior smalto che sia mai stato creato, ora proibito per il piombo.
L'olio è bene sia cotto, perchè la cottura da inizio alla sua polimerizzazione, ed è bene sia addizionato ad un essicativo (oggi si usa per lo più ossido di cobalto: lo puoi trovare nel catalogo della Kremer).
pierpaolomasoni
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alessandro macuz
Giugno 10, 2009, 4:51pm Rapporto al Moderatore
trattamenti preservanti e lucidatura di arredi lig
Utente anziano
Posts: 114
Location: venezia
grazie pierpaolo molto gentile e preciso come sempre .
Ti ho inoltrato una mail ...grazie ciao


Alessandro Macuz
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alessandro macuz
Giugno 10, 2009, 4:57pm Rapporto al Moderatore
trattamenti preservanti e lucidatura di arredi lig
Utente anziano
Posts: 114
Location: venezia
però avevo capito che l'ossido di cobalto, tanto bene non mi fà o sbaglio? era presente in uno dei prodotti che utilizzavo, un olio diluito con diluente agli agrumi, il tutto faceva molto natur ma in realtà i mali di testa che mi rimanevano dopo il lavoro erano micidiali...
Stò cucinando un po' di colla animale per le sedie.


Alessandro Macuz
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P.Paolo Masoni
Giugno 10, 2009, 5:10pm Rapporto al Moderatore
restauratore
Utente Attivo
Posts: 40
Non ho dati tossicologico per quanto riguarda l'ossido di cobalto che, comunque viene usato in dosi minime (2 per 1000) e non è volatile, quindi basta usare i guanti.
In quanto al tuo mal di testa era senzaltro causato dal solvente di agrumi. Nemmeno io lo sopporto. Secondo i dati clinici può provocare allergie. Pensa che per anni le ditte produttrici lo propagandavano come naturale e quindi non tossico.
pierpaolomasoni
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alessandro macuz
Giugno 11, 2009, 1:37pm Rapporto al Moderatore
trattamenti preservanti e lucidatura di arredi lig
Utente anziano
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Location: venezia
il prodotto in questione è un olio della Biofa, che come finitura non mi sembra neppure un gran che.
Alternative al male di testa??? che mi dici a proposito della sedia???? aspetto un commento per incominciare gli incollaggi. a proposito che stai facendo tu in questo periodo??
Grazie CiaUz


Alessandro Macuz
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