Ho una decina di libri non preziosi, solo "vecchi", che vorrei consevare e sui quali vorrei provare la velatura con carta giapponese e colla Tylose, perchè la carta è di colore quasi marrone e si sbriciola solo a guadarla. Mi è stato detto di cercare la carta giapponese color paglierino, ma l'ho trovata solo bianca, bianchissima, e una volta incollata lascia un "effetto nebbia" sulle pagine che non mi piace. La negoziante mi ha consigliato di colorarla con the o caffè. Avrei alcune domande e spero che qualcuno mi possa chiarire le idee! 1- Qual è il termine professionale per indicare questo tipo di danno della carta? 2- In quali problemi posso incorrere se tingo la colla tylose? 3- Quale colorante è meglio usare? il the e il caffè non mi convincono...
restauratrice beni librari e opere d'arte su carta Utente recente
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Ciao Eulalia, la velina giapponese la puoi trovare da Ivano Francavilla 06.98.48.309 e-mail:ivanofrancavilla@infinito.it Per quanto riguarda la "tintura" fai bene a non essere convita di quello che ti hanno detto, il mio consiglio è lascia perdere.
Grazie Catia per il numero che mi hai indicato, mi informerò al più presto! Non è che mi sai dire qual è il temine tecnico del problema che hanno i miei libri e se la velatura è la soluzione giusta??? Ciao
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Ciao Eulalia, il fatto che la carta sia marrone può dipendere da diversi fattori, ma credo che i tuoi libri siano "affetti" da imbrunimento, causato dal tipo di pasta di carta, probabilmente meccanica, che risulta essere particolarmente acida. Questa acidità , nel corso degli anni porta alla conseguente perdita di struttura della carta. Non so se esite un termine specifico per lo sbriciolamento della carta. Catia
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Buongiorno Enrico, la mia non voleva essere una pubblicità ad un fornitore, ma semplicemente, visto che spesso mi sono trovata in difficoltà nel reperire materiale, la via più breve per un contatto. I fornitori li conosciamo e allora che male c'è a nominarli? A presto Catia
Egr. Sig. Flaiani, la chiarezza della sua risposta ai dibattiti di Catia e Eulalia dimostra una competenza professionale indiscutibile, ma mi permetto di unirmi allo stupore di Catia nell'affermare che la citazione da lei criticata non aveva particolari riferimenti pubblicitari. Piuttosto mi stupisco come lei invece pubblicamente esprima dei pareri commercialmente lesivi nei confronti della sopracitata ditta (che peraltro non conosco e sulla quale non so dare pareri) e poi non considera pubblcità invece la citazione pubblica degli altri fornitori da lei indicati. E poi infine citare il nome commerciale del prodotto ("Tylose") non è anche questa pubblicità per l'azienda che lo produce?
Buonasera Sig.Enrico, La ringrazio per il suo intervento e per avermi dato numerose indicazioni. Effettivamente i miei libri risalgono agli anni 40-50 e sono libri che provengono da paesi stranieri (Russia, Polonia...) e, purtroppo, il problema si presenta su tutti i fogli. Ho avuto occasione di effettuare delle velature di fogli singoli e da qui nasce l'idea di farla sui libri. Avevo pensato di smontarli e farli in seguito rilegare in una legatoria....ma leggere che "Rinforzare la carta con una velatura non risolve il problema dato gli adesivi a base acquosa usati nell'intervento causano la migrazione dei radicali anche sulla velina che nel lungo periodo (qualche anno) si deteriora" ha decisamente gelato le mie intenzioni! A questo punto devo considerarli irrecuperabili? Proverò ad informarmi sulle veline trattate con tampone alcalino, ma mi sembra di capire che il problema sia anche negli adesivi a base acquosa. A proposito, non conosco "colle a base di amido" si usano con la stessa procedura della Tylose? Vedremo, ci penserò un po'. Eulaia
Resp. laboratorio conservazione e archivista Moderatore
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Caro Eadg,
La mia replica a Catia non verteva sull'invio del semplice nome di un'azienda (una delle varie, senza infamia e senza lodo) ma sul fatto che mi permetto di non ritenere equo l'invio sul forum pubblico di informazioni relative al diretto contatto dell'azienda stessa. Certamente mi rendo perfettamente conto che l'iniziativa non è stata presa a scopi pubblicitari (immagino che i moderatori sarebbero intervenuti) ma continuo a pensare che il canale del messaggio privato (perfettamente possibile in questo forum) sarebbe stato spazio più consono a tali informazioni. Per quanto riguarda la Tylose non sono d'accordo: si tratta di un nome commerciale che qualifica un'ampia gamma di derivati della cellulosa dalle proprietà molto diverse (alcune sono solubili in acqua, altre in solventi organici). Il nome di per se stesso non permette di risalire all'azienda produttrice ed inoltre è utilizzato (con minime varianti grafiche) anche da aziende concorrenti che hanno immesso prodotti similari sul mercato. Cordialmente,