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Letizia |
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restauro dipinti su tela, tavola, affreschi Utente recente  
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Location: Cesena
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Ho letto con interesse tutti i passati interventi riguardanti la pittura a calce in esterni . Qualche giorni addietro un architetto della soprintendenza ha citato , senza specificare approfonditamente, ricette di pittura a calce addizionate con caseina che sarebbero comparse in un articolo pubblicato sul Bollettino d'arte da Paolo e Laura Mora. Ho provato una ricerca su internet ma non ne sono ancora venuta a capo. Qualcuno ne sa qualcosa? L'uso della caseina come additivo lo conoscevo ma non sarebbe indicato, secondo le mie fonti, per esterni
Il problema da risolvere, nel caso specifico, èl'esecuzione di una velatura a base di terra di siena bruciata su calce bianca, sulla facciata di una chiesa. Non ègradita , da parte della soprintendenza e , devo dire neanche da parte mia, l'uso di resine sintetiche per ottenere la velatura. Il rischio ètroppo spesso quello di superfici lucide.Ma si vorrebbe avere anche una discreta durata della tinteggiatura. grazie dell'attenzione letizia |
| Maria Letizia Antoniacci |
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Jole Marcuccio |
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Location: Bergamo
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provo a guardare nei prossimi giorni se trovo qualcosa. l'unica considerazione sulla caseina per esterni può essere quella di non scioglierla in ammonica perchèper un certo periodo può rimanere sensibile all'umidità , ma di scioglierla in soda (ci sono testi che spiegano le dosi)
Certo a mio parere in un caso simile sono migliori le pitture ai silicati. componendo la tinta con del silicato di potassio
oppure lavorando in una giornata di sole, dare la tinta con sola acqua di calce e colore e quando asciutta fissarla con silicato d'etile |
| Jole Marcuccio moderatore sezione Restauro Dipinti |
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admin |
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Location: Palermo
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| Sergio TinèAmministratore del forum |
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angelo ingrasci |
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Location: Asti
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Hai mai provato le tinte a calce già pronte con le sue terre già miscelate? |
| angelo ingrasci |
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Letizia |
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restauro dipinti su tela, tavola, affreschi Utente recente  
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Ho provato le calci già miscelate,ma non avendo ottenuto i risultati richiesti dalla soprintendenza ed avendo ricevuto questo suggerimento dall'architetto mi sono incuriosita e buttata sull'argomento. Le soluzioni che avete suggerito sono ottime, dovrà combattere un pò con i tinteggiatori coinvolti, che non sono abituati,purtroppo, al restauro. sarà dura anche avere una superficie omogenea senza tante pennellate. grazie a tutti letizia |
| Maria Letizia Antoniacci |
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angelo ingrasci |
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L'uniformità della calce èimpossibile.Cmq si puo con tecniche molto semplici dare un'effetto piacevole del vissuto lavorandola verticalmente. .......( se il problema èsolo questo.)..Ciao. |
| angelo ingrasci |
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Letizia |
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restauro dipinti su tela, tavola, affreschi Utente recente  
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In effetti era una soluzione ,quella di lavorare verticalmente e cercare di non fare vedere troppo le giunzioni,mettendo due operatori in verticale.Inoltre si pensava anche di dare due mani ma diluite, in modo da potere omogeneizzare con la seconda. queste sono idee, ma non ne ho esperienza, purtroppo |
| Maria Letizia Antoniacci |
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Solopittura |
| Novembre 11, 2007, 5:57pm |
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Decoratore d'interni Utente recente  
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Non Ti consiglio le pennellate in verticale anche se metti due operatori uno sotto l'altro vedrai lo stesso le cosidette attaccature. Meglio lavorare a "scarroccio" cioè pennellate incrociate piccole ovviamente due mani. Che vuol dire "...i tinteggiatori coinvolti, che non sono abituati,purtroppo, al restauro. ..." |
| Dott. Massimo Lattanzi Decoratore http://www.solopittura.it |
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angelo ingrasci |
| Novembre 11, 2007, 6:33pm |
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Letizia, se vuoi ,ti mando una foto di una facciata a calce verticalizzata.......Giusto x renderti l'idea. Ciao. |
| angelo ingrasci |
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admin |
| Novembre 11, 2007, 6:38pm |
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Angelo, allega pure le immagini |
| Sergio TinèAmministratore del forum |
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angelo ingrasci |
| Novembre 11, 2007, 7:05pm |
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E ' troppo grande e nn ho il programma x ridimensionarla, mi spiace.Posso eventualmente mandarla x via e-mail. |
| angelo ingrasci |
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Solopittura |
| Novembre 11, 2007, 8:10pm |
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Decoratore d'interni Utente recente  
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admin |
| Novembre 12, 2007, 10:49am |
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Posts: 778
Location: Palermo
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Spediscila al mio indirizzo e provvedo io. |
| Sergio TinèAmministratore del forum |
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Letizia |
| Novembre 12, 2007, 6:26pm |
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restauro dipinti su tela, tavola, affreschi Utente recente  
Posts: 19
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grazie molto per l'interessamento. vi farà poi vedere il risultato, quando sarà stato fatto.
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| Maria Letizia Antoniacci |
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admin |
| Novembre 12, 2007, 10:59pm |
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Posts: 778
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La foto di Angelo: |
| Sergio TinèAmministratore del forum |
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cecilia |
| Novembre 14, 2007, 6:50pm |
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Posts: 490
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Riporto una ricetta di colore alla caseina ripresa da una vecchia dispensa di Laura Mora: 5 kg grassello ben stagionato 5 lt acqua 1,5 l di latte scremato 10% emulsione acrilica (Primal AC 33) pigmento q.b. Come vedete anche i Mora prevedevano uno stabilizzate acrilico, perchècome dice Sergio la sola caseina èun prodotto chimicamente instabile. Aggiungo che il 10% mi sembra una percentuale un pò alta, in genere io uso quantità più basse. Aggiungo che la ricetta si trova su una dispensa che ha almeno 25 anni. |
| Cecilia Sodano - Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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angelo ingrasci |
| Novembre 14, 2007, 8:31pm |
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Posts: 53
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A naja mettevo il vinavil nel grassello. |
| angelo ingrasci |
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Solopittura |
| Dicembre 19, 2007, 1:42pm |
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Decoratore d'interni Utente recente  
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Location: Decoratore
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ermannodi |
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Utente recente  
Posts: 19
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Per quanto riguada l'uso della caseina, se vuoi appagare la tua curiosità puoi consultare il volume: la chimica del restauro di M.Matteini e A.Moles (pg.73). Ti do, comunque alcune notizie: La caseina è una fosfoproteinacontenuta come sale calcico nel latte dei mammiferi. Può essere estratta scremando il latte a 35°C e flocculando la proteina con acidi a pH4,8. Come medium presenta notevoli problemi per la rapidità degenerativa e la formazione di film mat. ermannodi. |
| ermanno di ferrante  |
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satyaahimsa |
| Ottobre 26, 2008, 11:37am |
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Aspirante restauratrice Nuovo utente 
Posts: 3
Location: Luino(Varese)
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Buongiorno a tutti...premetto di non avere grande esperienza nel settore monumentale, quello che mi sconvolge però è avere ogni volta opinioni tanto diverse dagli operatori specializzati a seconda del cantiere dove mi trovo!!! Per questo vorrei un aiuto da persone competenti e se possibile una parola definitiva sull'utilizzo dei colori a calce piuttosto che dei silicati... Semplicisticamente infatti, avevo creato due categorie(da esterno i silicati-interno a calce)salvo poi vedere smontanto a più riprese il mio schemino mentale elementare ma non con considerazioni di contenuto, quanto piuttosto con semplici opinioni personali. Personalmente io sono arrivata a dividerli in uso esterno-interno perchè l'aspetto dei silicati è davvero piuttosto" gommoso e lucido"(passate i termini poco appropriati ve ne prego)e forse si nota meno sui grandi palazzi dove i soprintendenti amano tanto "spalmarli"...io non posso pensare di utilizzarli su una parete a fianco di una cappella del cinquecento e poi mi sembrano avere una resa davvero troppo corposa e lucida per gli interni...in sintesi non adatti a ricreare l'intonacatura o lo scialbo di un interno di chiesa. Vorrei sapere da voi le differenze d'uso e le differenti proprietà materiali(quale più o meno traspirante ad esempio e insomma le caratteristiche dei due sistemi). Inoltre volevo avere dei chiarimenti sull'uso del silkens...se si scrive così...per me al momento è un materiale misterioso utilizzato in segreto dai miei colleghi...incredibile!Diciamo che è qualcosa che mi ricorda un prodotto keim visto in un altro cantiere...una sostanza bianca coprente utilizzata per eliminare gore e stuccature pasticciate o uniformare una superficie prima di velare... Scusate la quantità e la banalità di domande ma ho veramente delle difficoltà di accesso alle informazioni nei contesti lavorativi...la competitività tra colleghi presumo sia il problema!!!Non mi dice mai niente nessuno perchè vedono che sono troppo interessata incredibile! Grazie per l'attenzione.
Valentina |
| Valentina Lisanti |
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ermannodi |
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Utente recente  
Posts: 19
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Valentina, per capire le differenze non hai che provare. Ti accoregerai subito che sono due pianeti diversi: la pittura ai silicati è una pellicola che non interagisce nè con il supporto nè con l'ambiente, la pittura a calce interagisce col sottofondo e con la luce dell'ambiente, ha una profondità ed una sensibilità alla temperatura del colore che i silicati ignorano totalmente. La dipintura a calce non è un tutto uguale in ogni punto è, piuttosto una armonia cromatica che ha corpo e profondità mai identiche e tuttavia in grado di darti una sensazione di omogeneità. La differenza, esagerando, è quella di vedere un cielo azzurro dipinto a lavabile e quello dei macchiaoli. Sperimentalo è una magnifica esperienza ma fai attenzione alla preparazione dei supporti ed alla scelta dei pigmenti. Non fidarti dei colori a calce commercializzati, ( ne esistono di buoni e di pessimi), documentati su manuali, se vuoi potrò consigliartene qualcuno, ed utilizza maestranze che siano esperte in questo tipo di pittura. ermanno di ferrante  |
| ermanno di ferrante  |
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