Riporto una ricetta di colore alla caseina ripresa da una vecchia dispensa di Laura Mora: 5 kg grassello ben stagionato 5 lt acqua 1,5 l di latte scremato 10% emulsione acrilica (Primal AC 33) pigmento q.b. Come vedete anche i Mora prevedevano uno stabilizzate acrilico, perchècome dice Sergio la sola caseina èun prodotto chimicamente instabile. Aggiungo che il 10% mi sembra una percentuale un pò alta, in genere io uso quantità più basse. Aggiungo che la ricetta si trova su una dispensa che ha almeno 25 anni.
Cecilia Sodano - Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
Per quanto riguada l'uso della caseina, se vuoi appagare la tua curiosità puoi consultare il volume: la chimica del restauro di M.Matteini e A.Moles (pg.73). Ti do, comunque alcune notizie: La caseina è una fosfoproteinacontenuta come sale calcico nel latte dei mammiferi. Può essere estratta scremando il latte a 35°C e flocculando la proteina con acidi a pH4,8. Come medium presenta notevoli problemi per la rapidità degenerativa e la formazione di film mat. ermannodi.
Buongiorno a tutti...premetto di non avere grande esperienza nel settore monumentale, quello che mi sconvolge però è avere ogni volta opinioni tanto diverse dagli operatori specializzati a seconda del cantiere dove mi trovo!!! Per questo vorrei un aiuto da persone competenti e se possibile una parola definitiva sull'utilizzo dei colori a calce piuttosto che dei silicati... Semplicisticamente infatti, avevo creato due categorie(da esterno i silicati-interno a calce)salvo poi vedere smontanto a più riprese il mio schemino mentale elementare ma non con considerazioni di contenuto, quanto piuttosto con semplici opinioni personali. Personalmente io sono arrivata a dividerli in uso esterno-interno perchè l'aspetto dei silicati è davvero piuttosto" gommoso e lucido"(passate i termini poco appropriati ve ne prego)e forse si nota meno sui grandi palazzi dove i soprintendenti amano tanto "spalmarli"...io non posso pensare di utilizzarli su una parete a fianco di una cappella del cinquecento e poi mi sembrano avere una resa davvero troppo corposa e lucida per gli interni...in sintesi non adatti a ricreare l'intonacatura o lo scialbo di un interno di chiesa. Vorrei sapere da voi le differenze d'uso e le differenti proprietà materiali(quale più o meno traspirante ad esempio e insomma le caratteristiche dei due sistemi). Inoltre volevo avere dei chiarimenti sull'uso del silkens...se si scrive così...per me al momento è un materiale misterioso utilizzato in segreto dai miei colleghi...incredibile!Diciamo che è qualcosa che mi ricorda un prodotto keim visto in un altro cantiere...una sostanza bianca coprente utilizzata per eliminare gore e stuccature pasticciate o uniformare una superficie prima di velare... Scusate la quantità e la banalità di domande ma ho veramente delle difficoltà di accesso alle informazioni nei contesti lavorativi...la competitività tra colleghi presumo sia il problema!!!Non mi dice mai niente nessuno perchè vedono che sono troppo interessata incredibile! Grazie per l'attenzione.
Valentina, per capire le differenze non hai che provare. Ti accoregerai subito che sono due pianeti diversi: la pittura ai silicati è una pellicola che non interagisce nè con il supporto nè con l'ambiente, la pittura a calce interagisce col sottofondo e con la luce dell'ambiente, ha una profondità ed una sensibilità alla temperatura del colore che i silicati ignorano totalmente. La dipintura a calce non è un tutto uguale in ogni punto è, piuttosto una armonia cromatica che ha corpo e profondità mai identiche e tuttavia in grado di darti una sensazione di omogeneità. La differenza, esagerando, è quella di vedere un cielo azzurro dipinto a lavabile e quello dei macchiaoli. Sperimentalo è una magnifica esperienza ma fai attenzione alla preparazione dei supporti ed alla scelta dei pigmenti. Non fidarti dei colori a calce commercializzati, ( ne esistono di buoni e di pessimi), documentati su manuali, se vuoi potrò consigliartene qualcuno, ed utilizza maestranze che siano esperte in questo tipo di pittura. ermanno di ferrante