mi rivolgo agli utenti di questo forum ed in particolare a chi ha una notevole esperienza nella formulazione e utilizzo di vernici oleoresinose . il problema è l'ambra e il come scioglierla. l'ambra che è una resina fossile, compare spesso nelle formulazioni di antiche vernici. si scioglie per pirogeneazione ossia la si brucia portandola a temperatura elevatissima dopo di che la si fa sciogliere lentamente in olio. questo produce una vernice molto scura. Oggi si può produrla in sottovuoto e con questa tecnica si ottiene una vernice di colore giallo trasparente. Alcuni dicono che si possa sciogliere amche in alcool, io non ci sono mai riuscito, l'ho lasciata in infusione per mesi senza alcun risultato. voi cosa ne pensate? è possibile produrla diciamo in maniera artigianale nei nostri laboratori?
pensate che possa essere utile unire le nostre conoscenze relativamente alle oleoresine e in generale al trattamento e finitura del legno secondo quelle che possiamo definire antiche ricette?
Claudio Marziali restauratore arredi e scultura lignea policroma
Citato da robertocamurri Sono giunto alla conclusione che sarebbe importante, creare un data base di informazioni sulle tecniche usate dai partecipanti al forum, affinche tutti ne possano accedere, e da queste perfezionarle, per sempre una migliore proposta per il restauro conservativo, da offrire. Una pagina, nel sito del forum, in cui si inserisce, metodi, ricerche, divise per categorie, cosi se un partecipante ha un problema in un determinato settore, entra nel data base, nella pagina delle tecniche di restauro che gli interessa, per cercare, per argomenti, la migliore azione da compiere. Un archivio , dove immagazzinare le esperienze fatte. Sar� un archivio di interesse per tutti coloro che si avvicinano al restauro, con la testimonianaza di esperienze professionali. Si pu� inserire una relazione sul restauro compiuto, di ogni lavoro che il singolo professionista o amatore fa o che ha fatto, con la descrizione di tecniche di studio preparatorio, metodi preventivati e successivamente modificati, per talune e altre cause, inseritesi durante la fase del restauro, con tutte le conseguenze che ne derivano, i prodotti utilizzati singolarmente , e in associazione, una descrizione delle problematiche subentrate e lo sbilanciamento nei costi, le problematiche che si trova ad affrontare, per bilanciare la situazione , la descrizione delle vie burocratiche da prendere per effetture un lavoro, e i metodi da usare nelle modifiche che si riscontrano. Relazioni sintetiche , ma chiare, per non appesantire. Poi inserire alla fine , una risposta alla domanda, in che cosa potevo migliorare? Questo per dare allo studente , all'appassionato e al professionista un aiuto per conoscere il mondo del restauro, e tutto il lavoro che viene svolto per dare bellezza all'arte del passato e la bellezza delle tecniche di conservazione, la risoluzione dei problemi. Questo affich� resti un documento storico dei lavori di Restauro della nostra generazione, affinch� non vadano perse le conoscenze delle tecniche e i prodotti usati per il restauro.
Roberto Camurri
Claudio Marziali restauratore arredi e scultura lignea policroma
Mi spiace dover contraddire, ma la pirogenazione è un processo che consiste non nel bruciare la resina a temperatura altissima, ma nel portarla ad una temperatura poco più alta della sua temperatura di fusione, altrimenti, appunto, si brucia e diventa scura perdendo la maggior parte delle sue proprietà . Si tratta di un’operazione che, tutto sommato, è alquanto delicata e difficilmente eseguibile in una bottega artigiana, soprattutto, se pensiamo al passato, da artigiani il più delle volte analfabeti e privi di conoscenze scientifiche. E’ anche per questo motivo che non posso credere che gli artigiani del passato si confezionassero le vernici. Al massimo apportavano qualche piccola modifica personale, a volte anche importante per il risultato finale. Per esempio, al Megilp, la vernice più diffusa, gli artigiani erano soliti aggiungere cera d’api quando volevano usarla come fondo per la cera stessa, oppure aggiungevano altra resina nelle mani finali o altro tipo di resina quando volevano risultati particolari. Certe resine si sciolgono con facilità lell'alcol, perdendo parte delle loro caratteristiche, altre no. L'ambra, che si estraeva anche sugli appennini, effettivamente difficilmente si scioglie lell'alcol.
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posso aggiungere una cosa ? secondo me sarebbe molto interessante ampliare la questione delle ricette a tutti i settori... anche perchè farebbe scaturire nuove discussioni. rimane però un grande rischio : il bello di un forum è che è aperto a tutti ma allo stesso tempo abbiamo il rischio di perdere il contatto con gli utenti e soprattutto con l'uso (anche sbagliato) che potrebbero fare delle nostre ricette. purtroppo le ricette sono armi a doppio taglio
grazie pierpaolo per la precisazione, l'utilizzo dei termini corretti è importante, con "temperatura elevatissima", mi riferivo all'ambra e ai 320 gradi occorrenti per fonderla, e alla curiosità nata leggendo una tua risposta in cui dicevi di sciogliere in alcool l'ambra.
riporto una parte del testo. " Per esempio, ad una vernice del genere si può aggiungere senza difficoltà della cera, o una resina. Se voglio renderla più dura e translucida posso sciogliere dell’ambra in un po’ d’alcol e aggiungerla alla vernice:" probabilmente intendevi sciogliere una vernice già pronta, tipo quella che si acquista da Zecchi.
circa i tuoi commenti sulla capacità degli artigiani nel farsi le vernici, possiamo solo ipotizzare. Io sono sicuro però di questa capacità , ho conosciuto un liutaio, sono passati ormai 30 anni e all'epoca questa persona era molto anziana, che preparava le sue vernici con una metodologia molto molto complessa. Ci sono anche molti manuali antichi ( tra '600 e '800 ) che spiegano varie tipologie di vernici e la loro realizzazione. Il problema è che all'epoca c'era una cultura del fare ( non necessariamente letteraria) una conoscenza dei materiali che ormai si è persa. Oggi siamo obbligati ad usare i libri per imparare perchè mancano i maestri e il lavoro non si apprende più "rubandolo", intendento l'apprendimento attraverso l'osservazione.....anni di osservazione.
Claudio Marziali restauratore arredi e scultura lignea policroma
concordo con te, ritengo che le antiche ricette siano un patrimonio e una fonte di conoscenze che non devono sparire. possiamo solo essere molto rigorosi nella compilazione, citandone le fonti letterarie e dando delle avvertenze. secondo me non possiamo ritenerci responsabili di un eventuale uso errato.
Claudio Marziali restauratore arredi e scultura lignea policroma