La sezione Chimica e Diagnostica sta preparando una serie di @-book, per i propri utenti, sulle tecniche di indagine analitica strumentale applicate al restauro.
Vi prego di segnalarmi le vostre preferenze, tra le tecniche elencate, attraverso questo sondaggio.
Rossella Croce Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Tecnico per la diagnostica dei beni culturali Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
Questa e' una realta' in molti casi, ma non sempre: puo' esserci anche uno spiccato interesse per qualcosa che al momento la singola persona non ha a disposizione, o non conosce, ma che si vuole approfondire per eventuali sviluppi futuri. Nel sondaggio sono state comunque inserite tecniche scelte ponendo tra i parametri primari di scelta proprio diffusione ed accessibilita'.
Rossella Croce Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Tecnico per la diagnostica dei beni culturali Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
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Curiosando tra pe pagine del forum sono ricapitato in questa sezione e sono romasto abbastanza colpito dall'attuale statistica. E' vero la fluorescienza a raggi X, sia a dispersione di lunghezza d'onda che di energia, è una tecnica analitica eccezzionale ma non è certamente l'unica e la migliore. Molto probabilmente le indicazioni ricevute dai vari utenti sono funzione delle specifiche compotenze o sono legate a settori di intervento abbastanza circoscritti. Personalmente avendo la possibilità di operare in diversi settori (materiali lapidei, metalli, dipinti ecc) ritengo che la scelta della, o delle, tecniche analitiche da utilizzarsi debba essere valutata caso per caso e che, spesso, anche i semplici e vecchi saggi in provetta possono dare le stesse indicazionidelle più recenti e sofisticate strumentazioni. Vorrei comunque, con l'occasione, spezzare una lancia a favore della difrattometria a raggi X (DRX) . Ultimamente ho eseguito la caratterizzazione del materiale utilizzato, agli inizi del 1900, per realizzare le fondamenta del campanile di piazza S. Marco a venezia, e senza tale tecnica, pur sempre accoppiata all fluorescienza, non sarei mai potuto risalire alla composizione del legante e degli inerti, di impasto e di riempimento, utilizzati.
Concordo con la tua opinione, ma non mi stupisco affatto della crescente curiosita' riguardo la Fluorescenza X. La situazione che appare dalle statistiche rispecchia di molto la realta'.
Devi tenere conto che a) e' una tecnica poco costosa che permette di ottenere velocemente un'analisi elementare. b) sono disponibili strumentazioni portatili poco costose, che anche un comunissimo studio di restauro puo' ammortizzare (circa 16.000 dollari) c) l'analisi e' non distruttiva, non invasiva, semplice da fare d) nella maggior parte dei casi non serve prelevare il campione (esiste tuttavia anche una strumentazione da banco, che necessita di prelevare il campione, ma non e' comunque distruttiva) e) si possono eseguire analisi su quasi tutti i materiali d) i programmi di elaborazione dati e di acquisizione sono intuitivi. Ho comunque deciso di procrastinare il sondaggio per altri sei mesi, per vedere se i risultati si mantengono costanti.
Rossella Croce Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Tecnico per la diagnostica dei beni culturali Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
Ho votato la Microscopia elettronica, perch� reputo sia la migliore (tra quelle proposte) per la caratterizzazione (elementale, morfologica, delle caratteristiche di conduzione, ecc ecc) di campioni inorganici e organici (nei SEMs di ultima generazione)...e perch� offre la possibilit� di analisi paradistruttiva (vantaggio non trascurabile nel settore archeologico) da cui, su un singolo campione, si possono ricavare un gran numero di informazioni (analisi che si possono ripere pi� e pi� volte senza distruggere ne preparare il campione). Il SEM pu� fare la stessa indagine di uno spettrofotometro XRF, � ingrado di fornire informazioni mineralogiche sostituibili alla M. O. ...e molte altre informazioni con un'unica inagine.
...ma il sondaggio vedo che non la da come preferita, probabilmente per i costi della strumentazione e delle analisi (purtroppo non ne sono informata) o probabilmente perch� � poco conosciuta e praticata nei comuni laboratori. Comunque ciascuna delle metodologie indicate è potente nello specifico, ma restano tutte complementari!
Antonella Privitera laurea: "Tecnologie applicate alla conservazione e al Resaturo dei Beni Culturali" (Catania) corso biennale di "Perfezionamento Restauro Ceramico" (Caltagirone) diploma in "Arte Restauro della Ceramica" (Caltagirone) Socia juniores AIAr
Ciao a tutti, sono nuovo del forum e quindi vi ringrazio già per la pazienza che dovrete avere .
Ho letto gli interventi precedenti e non sono d'accordo sul fatto che le analisi XRF siano così semplici. E' vero che le strumentazioni attuali sono di gran lunga più intuitive di quelle a disposizione una quindicina di anni fa, ma vi garantisco che l'interpretazione di uno spettro XRF non sempre riesce bene in automatico. Purtroppo le linee (le chiamo così per semplicità) dei vari elementi chimici si sovrappongono e mplto spesso è necessario fare più analisi per avere la certezza di quel che si è visto. Ad esempio la linea Kalfa dello Zolfo che coincide con le righe M del Piombo, o la Kalfa del Titanio vicinissima alle righe L del Bario, ma nella stessa posizione si possini trovare anche altri elementi chimici. Quindi fate sempre attenzione alle analisi XRF, non credo che una persona che non abbia una conoscenza approfondita della tecnica possa essere assolutamente sicura del risultato ottenuto.
Io lavoro da molti anni in questo tipo di analisi e ancora prendo abbagli, forse sono tordo io, ma vi assicuro che la tecnica oltre che molto versatile è anche molto delicata da utiliizare.