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In visita a diversi laboratori di musei americani, ho notato che utilizzano ancora molto l'acqua ossigenata per la pulitura di vari oggetti. In particolare ho assistito ad una conferenza in cui veniva esposto il restauro di un busto in marmo del 1920 la cui pulitura e' stata eseguita interamente con acqua ossigenata, neppure tropppo diluita. Nel caso cui ho assitito io, purtroppo, la scelta era stata dettata dal diverso approccio estetico al restauro americano, mirato a riportare alla luce il bianco latteo originale del marmo di carrara di cui era composta l'opera. A prescindere dalla (s)correttezza dell'intervento in se, ritengo che il risultato, se proprio desiderato, potesse essere tranquillamnete raggiunto con sistemi meno aggressivi. Vorrei sapere cosa ne pensate....e se ancora molti di voi utilizzano abitualmente (o hanno visto utilizzare diffusamente) l'acqua ossigenata nel rstauro dei materiali lapidei anche in Italia o in Europa. Se si, mi piacerebbe sapere in che contesto o perche' altre tecniche sostitutive sono state scartate.
Rossella Croce Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
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Sarei curioso di sapere a quale concentrazione i laboratori americani utilizzano l'acqua ossigenata per la pulizia dei materiali lapidei? Certamente concentrazioni elevate potrebbero compromettere in maniera irreversibile il materiale lapideo mentre basse concentrazioni avrebbero il solo scopo di "lavare" il manufatto ed esercitare una leggera azione antibatterica. Ritengo comunque che l'acqua ossigenata, sia a basse che elevate concentrazioni, non dovrebbe essere usata nel marmo di carrara in quanto potrebbe esercitare una funzione ossidante nei confronti dei numerosi minerali metallici (ad esempio la pirite abbondantemente presente sotto forma di microgranuli) con il rischio di "macchiare" il manufatto o di causare microfessurazioni a causa dell'aumento di volume dovuto alla formazione degli ossidi corrispondenti.
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Varie concentrazioni, ma in quello che ha scatenato la mia perplessita, si usava 1 parte di acqua ossigenata e una parte di acqua deionizzata. Poi si "sciaquava " bene il tutto con una bella passatina di acqua vaporizzata (sempre deionizzata) Penso si possa capire facilmente la mia ehm ....perplessita'... Comunque, perche' usare l'acqua ossigenata per esercitare una leggera azione antibatterica quando si puo' usare a questo scopo decine di altri prodotti molto meno aggrssivi? Perche' cercare a tutti i costi lo sbiancamento? Ai fini della conservazione di quei pezzi non serviva ed esteticamente ti assicuro che non ci hanno affatto guadagnato. Per fortuna, a tre mesi di distanza e molti altri laboratori visitati, posso dire che e' stato un caso isolato. Un leggero impacco di sola acqua avrebbe egregiamente risolto l'intervento, ma la ceratura originale gli conferiva un gradevole aspetto ambrato che al loro gusto non risultava attraente. Insomma : il classico intervento in cui la cosa migliore sarebbe stata non fare niente. Purtoppo il concetto di minimo intervento, negli Usa, tarda ad arrivare, in particolare uscendo dal settore dei dipinti.
Rossella Croce Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
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Spero di non essere stato frainteso circa la mia osservazione sulla funzione antibatterica dell'acqua ossigenata. Concordo pienamente sull'utilizzo di altri prodotti antibatterici da utilizzare allo scopo. Sono altrettanto d'accordo sulla necessità di eseguire restauri conservati che non alterino l'aspetto dell'opera, magari asportando la patina del tempo, a meno che questa non ne comprometta l'integrità ; purtroppo non solo negli Stati Uniti il restauro viene concepito al fine di "riportare l'opera all'antico splendore" o addirittura al fine di "migliorarne" l'aspetto basti pensare ai trattamenti con acido cloridrico operati sui marmi o sulla pietra d'Istria per asportare le croste nere.
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Andrea, penso che nel complesso il tuo messaggio fosse chiaro, ma a volte, come moderatore, preferisco dare ulteriori specifiche per facilitare la comprensione a tutti per evitare possibili fraintendimenti, soprattutto considerando che il forum e' seguito anche da diversi utenti stranieri.
Rossella Croce Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
purtroppo o per fortuna qui , a cagliari se non vi riscrivo per smentire viene usata come biocida...faccio riferimento al mio intervento riguardante il cimitero di bonaria...infatti li ho parlato di aggrassività nei confronti dei materiali...la mia perplessità ora è : è davvero così aggrassiva l'acqua ossigenata o lo è di più l'ammonio carbonato?
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Clara S, anche tu per partecipare a questo forum devi completare la firma del CENTRO UTENTE ricordati! Riguardo alla tua domanda: piu' che di effetto biocida direi che forse la state usando per le sue propieta' disinfettanti(o antibatteriche) Sono due cose diverse, come abbiamo gia' discusso sopra. Riguardo all'aggressivita' minore o maggiore dipende dal singolo caso, dalla concentrazione, dalla superficie e da molti altri parametri. Oggigiorno, si tende comunque ad evitarne l'utilizzo (se e' possibile) adoperando altri prodotti meno reattivi.
Rossella Croce Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
Perchè considerate l'acqua ossigenata così agressiva chimicamente nei confronti del marmo ? Non mi ricordo che si possa ossidare il carbonato di calcio (marmo)... Ricordo male io ?
Dunque non è un problema di ossidazione del carbonato di calcio ma un problema di aggressione acida del carbonato di calcio che come sappiamo è molto sensibile a questo tipo di condizioni.
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com
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innalzare il pH dell'acqua ossigenata normalmente ne provoca l'immediata decomposizione...
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Mi inserisco nella discussione perchè molti (ahimè) anni fa, nel 1995, insieme a Fabio Talarico e a Ulderico Santamaria, ho pubblicato un articolo "Note sull'uso dell'acqua ossigenata e di sue miscele nel restauro della pietra" - Materiali e strutture -anno V, numero 2, 1995.
Riassumendo l'articolo a brevi linee si può dire quanto segue:
- Il valore del potenziale ossidoriduttivo dell'acqua ossigenata dipende dalla concentrazione e dal pH, con valori massimi per la concentrazione massima (10 M - 35%) e per pH 0 - per questo l'A.O. può comportarsi da ossidante e da riducente a seconda delle condizioni dette e dei partner di reazione - l'A.O. ha una reazione debolmente acida che giustificherebbe un pH intorno a 4-5 - i valori reali di pH, intorno a 2, in realtà sono dovuti a stabilizzanti acidi tra i quali l'acido fosforico - in ogni caso anche un pH inferiore a 6 può risultare aggressivo specie per litotipi di origine calcarea - per l'operatore il pericolo è dovuto all'aggressività e al fatto che la reazione di decomposizione è fortemente esotermica - la decomposizione, spontanea, è accelerata per contatto con polveri, metalli, sali e basi - per questo l'uso di neutralizzare con ammoniaca comporta la forte decomposizione esotermica accompagnata da sviluppo di ossigeno con perdita del potere redox: se va bene si ottiene una soluzione basica e certo non ossidante - si può neutralizzare utilmente con soluzioni diluite di ammonio bicarbonato, che hanno un pH leggermente basico (intorno a , evitando così la forte decomposizione esotermica e gassosa - ad es. per portare un volume di A.O. al 35% da pH 2 a pH 7 occorre aggiungere 2 volumi di soluzione 0,1 M di ammonio bicarbonato o più semplicemente, aggiungere lentamente il sale ammonio bicarbonato in polvere, controllando il pH per mezzo di indicatori o di pHmetro.
Per maggiori approfondimenti vedere l'articolo citato.
Infine, a quanto mi risulta, l'uso dell'A.O. sulla pietra non sostituisce i biocidi ma dovrebbe essere utile sui residui che questi lasciano dopo la loro azione.