Tu parli bene ma ho guardato la scheda tecnica del prodotto che mi dicevi, mi si e accaponata la pelle mi vengono i brividi al solo pensiero di dare dell'impregnante ad un canterano del 600!!! Se c''è una cosa che richiedo ai restauri che faccio e che per prima cosa sia tutto reversibile, voglio quando sarò vecchio poter rimettere le mani su quel mobile e riportarlo di nuovo al suo antico splendore senza trovarci sopra cose strane. Sarà anche sbagliato dare ad un mobile del 600 una vernice creata nel 700 ma con un pò di alcool la levo via o con mille altre cose senza mai intaccare il legno. Magari con il tempo mi ricrederò Per il momento io spero tu sia un rappresentante della Geal e non un restauratore. Ciao
Favretto Carlo [b][/b]Carlo restauratore Carlo volontariato Carlo appassionato di fotografia Carlo sta cercando un lavoro piu reddittizzio Ciao
Ciao, ti chiedo scusa sono stato sgarbato con te senza conoscerti!!! Non ti so dire esattamente cosa non vada in quel tipo di finitura ma solo l'idea di un impregante mi sconvolge, preferisco lavorare sempre sulla superficie qualsiasi cosa debba fare. Ho 38 anni ed e ormai da 20 che restauro, mi sono sempre informato nelle varie fiere e altro per trovare nuovi prodotti ma non ho mai visto niente che mi attirasse in modo particolare per le finiture. Da quando ho cominciato a lavorare con mio padre ad ora ho cambiato di molto sia tecnica che prodotti e sono arrivato a credere che per il momento qwuelo che faccio deve essere sopra al mobile in modo tale da poter cambiare idea quando voglio. Comunque proverò anche questa vernice e poi ci risentiremo, preparati però perche se non la troverò adeguata e poi. Ciao
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io non sono d'accordo, con Paolo Masoni , ne con Marco Nicola, ne con l'accondiscendenza di Edoardo Rosaz , quanto riguarda il significato della parola restauro, e la verniciatura. Il sifgnificato della parola Restauro, è questo" Riportare l'oggetto nella sua forma originaria, in tutte le sue parti, quindi anche nella verniciatura, se no è falsificazione e si cade nella superficialità , e nella speculazione del fare presto, tanto l'importante è che sia appetibile con un po di lucido o di opaco, e costa poco, con meno tempo di esecuzione, e per giungere ad un fine, si usano anche prodotti che non si conosce la composizione, ma che vengono classificati come prodotti della bioediliza, ma non per il restauro, ne si conoscono gl'elementi di composizione ne la provenienza. Il restauratore, per rispondere ad Antonio Maniscalchi, ha sempre cercato i prodotti, lui stesso, per la preparazione delle vernici, , non si è mai affidato ad altri,l' esperienza insegna al restauratore la differenza tra buono e cattivo. La preparazione della vernice non ha solo il mero punto della verniciatura, ma anche come antitarlo, consevante dalla situazione atmosferica, l'elesticita assieme al movimento del legno, la bellezza della verniciatura, sia ad oleoresine di cui fa parte anche la gomma lacca esendo una resina di origine animale . Questo risultato, lo si ottiene con la conoscenza attraverso lo studio delle resine naturali, lo studio degli oli vegetali e gli olii essenziali per poter avere la massima qualità nella preparazione delle vernici che si usavano nel 500 600 700 800 primi novecento, e ancora fino ad arrivare agli egiziani, che usavano già le resine naturali olii essenziali . E' importante conoscere il prodotto che si usa, dalla coltivazione alla estrazione alla conservazione , per poter avere una idea del prodotto che si usa, l'importanza della polimerizzazione e ossidazione , le temperature, fattori importanti per la perfetta conservazione delle droghe. La forza delle resine naturali, sta nella perfetta conservazione degli olii essenziali che sono componenti fondameentali delle resine naturalii.Le resine naturali si modificano se non vengono conservate bene o estratte bene, e di conseguenza il risultato finale della verniciatura è diverso, e ce ne sarebbe ancora da dire. E' importante che ci sia una ricerca storica del tipo di verniciatura dell'epoca del manufatto l'importanza che ha il restauratore nel preparare la vernice attraverso la ricerca storica e attraverso le prove delle varie droghe che usa, è fondamentale per poter fare bene il restauro, L'esperienza prepara il restauratore a fare bene con professionalita il suo lavoro, nel dare al cliente l'opera restaurata , non falsificata, o adattata, per un mero finale che luccica o opacizza, solo perchè il ckiente non è un esperto. La fiducia è importante, nel dare al cliente la verità cercata ai massimi livelli. Io non posso dire ho fatto una verniciatura su di uno stallo del settecento con oleoresina, è una risposta superficiale non idonea ad un restauratore. Il restauratore deve dare professionalità , ed essere preparato sui prodotti che usa, e quindi il contatto che avrà col suo cliente, soddisferà con spiegazioni idonee i materiale e altro, che viene usato , al fine di fare partecipe il cliente del mobile che ha fatto restaurare, e del costo che ha sostenuto per la conservazione storica del manufatto, essendo il manufatto un capitale. E' importante insegnare a coloro che cercano le risposte giuste, dare risposte giuste, se no si tende a declinare nel risparmio dei prodotti, per stare nel prezzo, il che non fa parte del restauratore. Anche il sacrificio è importante non solo il guadagno. L'istruzione è fondamentale per coloro che si inoltrano nei meandri del restauro, ed è giusto che devono essere guidati, nel giusto sentiero, affinchè possano assaporare la bellezza del restauro nella sua perfezione, al fine di fare un buon lavoro, e avere gioia, assieme al cliente. Io dico sempre che i salami buoni sono finiti, ho fatto molte ricerche, e solo coloro che sanno cosa vuol dire una buona fetta di salame o prosciutto, sanno la moltitudine di conoscenza che c'è dietro al raggiungimento della fetta di salame buono. Così è per il buon restauro di un mobile, solo coloro che sanno preparare tutte le parti sanno cosa avranno, e la gioia che avranno al termine dell'opera.
Io ho guardato la scheda tecnica del linfoil e ti dico che è superficiale, non ti dice quali sono i componenti, se non che dice " oli vegetali, resine, cere dure, mi sembra poco. Per lucro ci sono sempre state falsificazioni, anche nel 1500, e anche prima, per questo che ti dico che i falegnami si facevano le vernici, che poi il produrle non richiede tutto questo complessone di alchimia, le conoscenze erano tramandate, i buoni falegnami, e nel 1500 c'erano, si comperavano le materie prime e si producevano le vernici, usavano l'olio di lino crudo , oppure olio di noce,ecc... , I falegnami non erano necessariamente scrittori, per fare un mobile , mica lo fai con la penna, ( non voglio con questo mio parlare essere scortese, ma solo pratico),si usava la tramandazione visiva, la conoscenza empirica, da maestro all'allievo, per fare i colori usavano la natura , e le estrazioni dai vegetali, e l'utilizzo delle resine che conoscevano gia. Con la tua descrizione , mi proietti in mondo buio, ignorante, ma non è così.I liutai come i falegnami avevano la loro arte e segreti, come quello di stradivari Il restauro,quello moderno, come tu dici ha travisato il suo significato, e così anche la bio edilizia è falsa, le schede tecniche non te le danno sono dei segreti, se metti mano ad una scheda tecnica ti ritrovi un film di dati chimici di cui l'industria ci sguazza, non esiste più il bio-logico, è anchessa una parola travisata per comodità di tempi di esecuzione,e speculazione ( spero di sbagliarmi?). Chi è che si prende la briga di costruirsi le miscele di olii vegetali miscelate a cere e a solventi, o utilizzare miscele di balsami da dare su di un mobile come antitarlo e verniciatura, perchè un balsamo, non è altro che una resina naturale, di una particolare pianta, non lo fa più nessuno è più comodo comperare cio che non sai, ne sai come è composto, si fa prima. Un tempo erborista andava a raccogliersi le erbe, oppure quando le comprava, faceva alcune prove, odore, sapore, colore , secchezza, e visitazione empirica della stato del fiore o della parte della pianta che si utilizava come droga per l'utilizzo appropriato. Ora l'erborista compera tutto, e non fa neanche i normale saggi di reazione contemplati dalla farmacopea, e cosi anche il farmacista, un tempo era diverso, anche lui faceva questi piccoli esami per la classificazione della droga, ora non fa più niente, si fida delle industrie,e tu vedi che disastri succedono ai danni delle persone, e cosi anche nella restauro , il suo significato, si è modificato, adattato, alle industrie che anno in mano tutto, ma non hanno in mano la conscenza della verità , questo tesoro, è ancora in mano a coloro che cercano le cose giuste, e sanno che la parola restauro, significa riportare allo stato di origine in tutte le sue parti, secondo come è stato creato, utilizzando metodi, e tecniche del periodo di realizzazione, anche la composizione della vernice quando se ne conosce la preparazione è giusto farlo, utilizzando prodotti come si usava all'epoca, si possono trovare basta cercare, per la veridicità del restauro , se no è falsificazione. Tutto si trasforma anche la percentuale di nitrati che devono essere presenti nell'acqua per essere potabile, li hanno modificati o adattati i parametri, secondo la cee deve essere dello 0,5%, secondo l'italia 35, 40%, perche è talmente inquinata che non possono fare altro che alzare i parametri per far credere alla gente che è potabile. Così anche per il restauro, si modificano i parametri, e tutto va giù, ed è sempre restauro. Con questo voglio dirti che c'è soddisfazione nel preparare le vernici , e la possibilità di raccontarle ai clienti, è ancora più bello, si puo vivere, si trasporta il cliente nelle tecniche di lavorazione del periodo del mobile , con relative tecniche della preparazione delle vernici,ad olio, a cera a gommalacca ecc...ed il cliente ne è più partecipe e capisce anche di più sulle difficoltà del restauro, e se ne fa una culturae, una giustificazione del costo. Alla fine del tuo intervento leggo che sei un conservatore del mobile nella sua identità , ma la fedelta della realizazione, anche nei minimi particolari, è importante, il lambrusco di rolo in provincia di reggio Emilia è diverso dal lambrusco di sorbara, provincia di modena, ma sono due lambrusche ma non posso vendere quello di rolo per quello di sorbara, è una questione di fedeltà e precisione .
Ciao PierPaolo,spero che l'amministratore del forum gli venga l'idea di fare unincontro in un bel posto, per assaporare qualche buon piatto fatto ad arte, per fare due chiacchere, per stare in compagnia.
Un seminario l’ho organizzata a maggio in una splendida cascina fortificata nella quale aveva alloggiato Carlo Magno la sera prima di suonarle al povero Desiderio. E’ un peccato che non sia venuto: avremmo potuto scazzottarci allegramente di fronte a due bottiglie di Lambrusco (scommetto che non andiamo d’accordo nemmeno su quello: io preferisco quello di Sorbara). Comunque, ne ho in programma altri: tu porti il lambrusco, io il salame.
Stradivari non aveva segreti, ma una conoscenza tramandata del suo maestro, conoscenza che lui ha trasformato attraverso la passione per la musica, la ricerca del suono che lui desiderava ottenere, e questo attraverso la cernita delle piante, compresa la verniciatura per la calibrazione del suono, perchè la vernice ha molti pregi, sul suono, per renderlo più morbido o più acuto, non c'è ne vuole tanta, è necessario conoscere i prodotti. Non ci sono segreti di bottega , ma una conoscenza che si acquisisce, con la ricerca, per raggiungere un fine, una perfezione.
ciao a tutti, anch'io sono d'accordo che non si può valutare solo il lato economico... se facciamo così è meglio lasciar perdere subito...ma questo metodo 'universale di dare la gommalacca sotto la cera lo trovo limitato, e non di bell'effetto. la gommalacca comunque dona sempre quel colore dorato non sempre auspicabile. io per i mobili del settecento uso un impregnante della durga a base di olii, abbastanza diluito. poi una volta asciugato vado giù di pomice e cera col tampone per chiudere il poro, dopo alcuni giorni uso uno stoppino pulito con pochissimo alcool. vi assicuro che il risultato è eccezionale...bisogna esercitarsi sulle quantità dei vari elementi, non è facilissima come soluzione, ma io adoro il risultato! sembra velluto al tatto, e visivamente ha una interessante rifrazione della luce.
Complimenti, sei arrivata ad usare la vernice (si tratta di un'olioresina: fondamentalmente è la vernice più antica) pressapoco come veniva usata nell'antichità . Da anni insegno ai restauratori tecniche simili. Mi fa molto piacere sapere che qualcun'altro ci sia arrivato. pierpaolomasoni
bhè...anche a me...a volte quando lo spiego a qualche collega...con enfasi...mi guarda con sospetto, e poco interesse.! anche nel restauro come in tutto il resto ci sono sensibilità differenti, diversi modi di approcciarsi e di percepire il lavoro finito, come lo dimostra anche il dibattito acceso scaturito sulle pagine precedenti. a me piace scambiare esperienze, e soprattutto condividerle attivamente con chi vede in questo lavoro qualcosa che va oltre il semplice 'riparare o riportare alle origini' un manufatto.