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NUOVO Forum Restauro@Conservazione    CHIMICA E DIAGNOSTICA PER IL RESTAURO    Sicurezza per il restauro  ›  richiesta testi sulle patologie da solventi Moderatori: Rossella Croce
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richiesta testi sulle patologie da solventi   (attualmente 619 viste) Stampa
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Rossella Croce
Maggio 5, 2007, 11:10am Rapporto al Moderatore
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Riporto il messaggio di una uova iscitta, didi

Testo citato
Riguardo la tossicità di alcuni prodotti comunemente presenti nei laboratori di restauro mi sapete indicare un libro di testo buono che sia chiaro e riporti le patologie a cui si può andare incontro?Anni fa mi era capitata sottomano una dispensa sulla maternità nel restauro con poche ma efficenti informazioni sul rischio dell'utilizzo dei vari prodotti.Qualcuno può essermi d'aiuto?Grazie ...


La dispensa cui ti riferisci potrebbe  essere quella proposta al convegno Enaip di Dolo, organizzato anni fa da Paolo Cremonesi.
Ulteriori informazioni base sono contenute nel testo di  Paolo cremonesi, " Un approccio alla pulitura delle opere policrome" e nel testo "Patologie da solventi per gli addetti al restauro" edito da Il Prato, ma da anni fuori produzione.
Si può inoltre reperire materiale sul sito ICR. Non esiste al momento in Italia  molto altro, specifico per il restauro in particolare in cartaceo. Ci sono state alcune pubblicazioni non edite o non divulgate, ad esempio  esiste una pubblicazione interna dell'AITIVA sul restauro cantieristico ed una mia pubblicazione   con cui ho vinto nel 2003 il concorso nazionale  Inail sulla sicurezza nelgli ambienti di vita, di studio, di lavoro.
Per ottenere le informazioni corrette ed attendibili bisogna quindi rifarsi alla normativa esistente e a testi e riferimenti di altri paesi, controllarli, valutarli e metterli insieme in maniera corretta.  Bisogna però, saper unire tutte le informazioni e contestualizzarle: in primis nel  settore del restauro e secondariamente nello  specifico caso.  Questa non è una cosa semplice, poichè richiede una specifica e complessa (oltre che costosa) formazione. Quella che ti sto descrivendo è la figura del Consulente per la sicurezza, il famoso RSPP di cui si sente tanto parlare. Tornando al nostro  settore, il  restauro è purtoppo un settore di nicchia e molto diffcicilmente parametrizzabile, da questo deriva l'assenza di testi aggiornati e specifici e la divulgazione forsennata di "dispense" , spesso poco attendibili, corrrette o  superate. Questo crea confusione, imprecisione e moltissimi errori operativi e di valutazione.
Fai quindi attenzione a verificare l'attendibilitĂ  e soprattutto la data di pubblicazione di questi materiali, tenendo conto che spesso purtoppo  le dispense  reperibili in giro sono solo "merge" di altri documenti, cosa che non  ti permette di sapere se sono o mneo allineate con la normativa vigente.


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
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didi
Maggio 5, 2007, 2:05pm Rapporto al Moderatore
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Ringrazio Rossella per le indicazioni,conoscevo il testo di Cremonesi,mentre mi spiace molto che il testo sulle patologie del restauro sia fuori produzione.Trovo vi sia scarsa informazione per quanto riguarda il tema delle patologie,la prevenzione e i rischi che gli operatori,anche inconsciamente,corrono.Il controllo medico che viene proposto presso i centri (ad esempio dal confartigianato)viene eseguito in maniera generica e spesso senza conoscenza degli effettivi rischi.Dal punto di vista delle restauratrici poi credo venga preso molto superficialmente il discorso maternitĂ .Io per prima,come dipendente di una ditta di restauro,ho lavorato fino ai sette mesi,spesso con mezzi di protezione non idonei e accedendo a ponteggi,in posizioni non certo comode(come voi giĂ  sapete).Così molte mie colleghe.Non C'è stato mai però un controllo adeguato,dagli organi preposti,se esistono,in tal senso.Da alcuni mesi sono affetta da una patologia che colpisce il dito indice  della mano destra,ma non vi sono naturalmente divulgazioni sulle malattie professionali nel campo del restauro.Ringrazio per l'attenzione.


  Garlatti Diana
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Rossella Croce
Maggio 5, 2007, 3:11pm Rapporto al Moderatore
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Di che patologia si tratta? Essendo un dato sensibile ti suggerisco di rispndermi via pm se vuoi.


Didi, la normativa di legge sulle gestanti prevede che le donne puerpere non possano lavorare in una serie di  situazioni. Il cantiere di restauro  rientra in quei parametri. Avresti potuto usufruire quindi della maternitĂ  anticipata,  dal 3 mese di gravidanza e per tutto l'allattamento.
Come mai non l'avete fatto presente al tuo datore di lavoro?


Rossella Croce
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didi
Maggio 6, 2007, 4:14pm Rapporto al Moderatore
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La patologia che interessa l'indice della mano destra,(per cui stò eseguendo gli opportuni accertamenti privati,visto che in ambito lavorativo non mi è stata data alcuna attenzione)consiste in un ipersensibilitĂ  al freddo che porta in caso di contatto(anche semplicemente con l'acqua o nei cantieri invernali) a fenomeni di ischemia,quindi di cianosi e infine dopo aver ristabilito una temperatura adeguata il ritorno alla condizione normale.Come dicevo stò ancora accertando le cause,e benchè vi sia la possibilitĂ  di malattie piĂą gravi,mi auguro che a scatenare il fenomeno sia  uno degli altri fattori possibili,le lesioni dei nervi o il lavoro con strumenti a vibrazione.Poichè nel nostro campo le dita impiegate maggiormente per le varie attivitĂ  sono proprio pollice,indice,medio(basti pensare al ritocco,all'utilizzo del bisturi,delle microfrese elettriche,allo stoppino per la pulitura,delle spatole per le stuccature)mi piacerebbe sapere se queste probabili lesioni ai vasi sanguigni si possano classificare come malattia professionale.Al termine degli accertamenti potrò comunque essere piĂą specifica.
Per quanto riguarda l'astensione per maternità mi dispiace imputare la colpa a una certa ignoranza mia,e di tutti gli organi che dovrebbero tutelare le lavoratrici.Non ho avuto informazioni in tal senso ne da chi mi seguiva privatamente,ne nelle visite mediche obbligatorie(ho eseguito la visita per il lavoro incinta di sei mesi e al medico è parso assolutamente normale che io fossi ancora al mio posto!)Sarà supergficiale dirlo,ma allora anch'io ho pensato fosse "normale"continuare fino alla fine.Le uniche precauzioni sono state prese per mia iniziativa personale,come il rifiuto di eseguire alcune fasi del lavoro,che hanno creato tensioni con i miei "superiori".Ora che la mia esperienza è maggiore certo saprei meglio come comportarmi.


  Garlatti Diana
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Rossella Croce
Maggio 6, 2007, 4:45pm Rapporto al Moderatore
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Stai temendo per una ( vedi pm)

In questo senso è bene che tu sappia che c'è una correlazione forte tra uso di solventi aromatici ed alifatici e questa malattia. Purtroppo si parladi 10 anni di esposizione continuativa, difficile da dimostrare nel nosto settore

In caso non l'avessi fatto ti consiglio di esplorare la possibilità con il tuo medico...è una malattia infida e molto difficile da curare


Rossella Croce
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Rossella Croce
Maggio 6, 2007, 5:41pm Rapporto al Moderatore
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cito dal D. Leg 151/01  sulle lavoratrici gestanti
Metto in evidenza  ciò che, in genere, fa astenere ( o dovrebbe far astenere) le restauratrici dal lavoro, tranne in caso di destinazione  ad altre mansioni

LAVORI VIETATI (art. 7 D.Lgs. 151/01)

Le lavoratrici non possono essere addette a lavori pericolosi, faticosi e insalubri, in particolare non possono:

trasportare e sollevare pesi (sia a braccia e a spalla, sia con carretti a ruote su strada o su guida, e al sollevamento dei pesi,compreso il carico e lo scarico e ogni altra operazione connessa);
(omissis)
essere esposte ad agenti chimici: ad esempio piombo e suoi derivati nella misura in cui possano essere assorbiti dall’organismo umano;
(omissis)  
essere addette a mansioni per le quali vige l’obbligo delle visite mediche preventive e periodiche e a lavori che possono comportare il rischio di malattie professionali (durante la gestazione e sino a 7 mesi dopo il parto);
essere addette a lavori che espongono alla silicosi e all’asbestosi (durante la gestazione e sino a 7 mesi dopo il parto);
(omissis)
essere addette a lavori su scale e impalcature mobili e fisse (durante la gestazione e sino al termine del periodo d’interdizione);
essere addette a lavori di manovalanza pesante (durante la gestazione e sino al termine del periodo d’interdizione);
essere addette a lavori che comportano una stazione in piedi per più di metà dell’orario o che obbligano a una posizione particolarmente affaticante (durante la gestazione e sino al termine del periodo d’interdizione);
(omissis)
essere addette a macchine o utensili che trasmettano intense vibrazioni (durante la gestazione e sino al termine del periodo d’interdizione);
(omissis)  


Rossella Croce
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didi
Maggio 6, 2007, 5:56pm Rapporto al Moderatore
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Ti ringrazio molto delle informazioni ,che spero possano essere di aiuto anche ad altri.


  Garlatti Diana
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