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NUOVO Forum Restauro@Conservazione    SEZIONE GENERICA    Temi generali  ›  scheda tecnica di restauro Moderatori: admin
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scheda tecnica di restauro  (attualmente 3.168 viste) Stampa
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eleda
Marzo 30, 2007, 6:39pm Rapporto al Moderatore
studentessa conservazione beni culturali
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Posts: 4
devo simulare un progetto di restauro....ma nn so proprio da dove iniziare...c'è qualcuno che mi puo' aiutare segnalandomi un format?...s.o.s.
grazie a tutti adele


adele di renzo
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Jole Marcuccio
Marzo 30, 2007, 7:37pm Rapporto al Moderatore
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Moderatore
Posts: 678
Location: Bergamo
consulta:  L. Saccani e L. Rella, le relazioni tecniche di restauro, collana i Talenti ed. il prato ( è venduto con cd allegato)


Jole Marcuccio
moderatore sezione Restauro Dipinti
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cecilia
Marzo 30, 2007, 9:04pm Rapporto al Moderatore
Architetto
Moderatore
Posts: 490
ma un progetto di beni mobili o un progetto architettonico? In che campo stai studiando?


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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Giancarlo_Buzzanca
Marzo 31, 2007, 12:30am Rapporto al Moderatore
Utente ospite
Se il progetto non si riferisce ad architetture ma a opere d'arte mobili (pitture su tela o tavola)  allora penso di poterti consigliare le schede  scaricabili dal sito ICR
http://www.icr.beniculturali.it/Restauri/Doria/DORIA01.HTM
http://www.icr.beniculturali.it/Restauri/Doria/DORIA02.HTM

"Galleria Doria Pamphilj.
Scheda di rilevamento e documentazione

Per la raccolta dei dati relativi alle opere sono state messe a punto schede conservative per i dipinti su tela e su tavola.

I tracciati scheda, elaborati a partire da motivi già esistenti nella letteratura sull'argomento e in particolare dalle esperienze maturate nell'ambito dell'ICR a partire dagli anni' '70, sono articolati in 6 sezioni:

    *

      dati di riferimento che consentono l'individuazione dell'opera (collocazione, condizione giuridica, tipologia, autore, ecc...)
    *

      documentazione, relativa al materiale grafico, fotografico e scritto (bibliografico, d'archivio) pertinente al dipinto;
    *

      caratteristiche di collocazione/esposizione con la segnalazione di eventuali elementi di fattori di rischio ad essi connessi;
    *

      dati tecnici e stato di conservazione, con la descrizione della tecnica di esecuzione e dello stato di conservazione dei diversi elementi e strati costitutivi (struttura  di sostegno, supporto, strati preparatori, pellicola pittorica, cornice)
    *

      indicazione sugli interventi da effettuare esprimendo una valutazione sulle loro priorità. In questa sezione  si trovano una serie di voci codificate correlate ai capitolati di spesa, in modo da consentire anche una valutazione delle ore lavorative e conseguentemente dei costi necessari per le operazioni da effettuare in modo da poterne programmare il restauro e la manutenzione.
    *

      dati di riferimento della scheda (data compilazione, revisione, nome e ruolo del compilatore.

In dettaglio, nel definire il sistema di schedatura si è privilegiata una logica di organizzazione del materiale intesa a facilitare immissione e  recupero dei dati, definendo un duplice livello d'informazione:
livello di base destinato a registrare le sole notizie essenziali alle voci individuate e vincolato ad un'esposizione codificata (sintassi, lessico e punteggiatura);
livello di approfondimento, nell'ambito di campi note a testo libero, per integrare, motivare e documentare le informazioni di base.

E' stato scelto come software di gestione delle informazioni il File Maker Pro  (Claris Corporation) sia per la semplicità sia per la versatilità d'impiego

Precise norme lessicali sono state predisposte per favorire l'immisione ed il recupero dei dati.


Il libro dell'editore "Il prato" può essere interessante anche se a me è risultato ... molto ma molto familiare.
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cecilia
Marzo 31, 2007, 7:42am Rapporto al Moderatore
Architetto
Moderatore
Posts: 490
Le schede ICR (da non confondersi con le schede ICCD) non sono schede di progetto ma di documentazione. E' una tipologia di scheda tecnica messa a punto dall'ICR che prende in esame i materiali, la struttura, il supporto, le lacune, le alterazioni, i materiali costitututivi ecc. Non rappresenta uno standard di catalogazione (anche se sarebbe auspicabile che lo fosse). Non si tratta di una scheda di progetto ma conoscitiva, che può essere considerata propedeutica al progetto di restauro, infatti alla fine della scheda vengono in genere date indicazioni sugli interventi da compiersi. E' una tipolofgia di scheda usata nei musei, insieme alla scheda ICCD che invece rappresenta lo standard statale di catalogazione ma che non si configura come una scheda di tipo tecnico, poichè prende in esame aspetti più direttamente storico artistici (datazione, ambito stilistico ecc)


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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Jole Marcuccio
Marzo 31, 2007, 1:44pm Rapporto al Moderatore
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Moderatore
Posts: 678
Location: Bergamo
io come restauratrice di dipinti su tela, uso regolarmente dal 2002 la scheda ICR, ma per predisporre lo "stato di conservazione" all'interno della relazione finale di restauro. pertanto alla mia relazione a fianco dello stato di conservazione compare la scheda ICR. Non la uso in fase di progetto, perchè lavorando su opere collocate in Chiesa, solitamente pale  incassate nelle cornici di altari bui e a considerevole altezza, non posso visionare l'opera in maniera così precisa come richiesto dalla scheda ICR e trovo invece la " scheda di sopralluogo" proposta assieme ad altre, nel libro di Rella e Saccani più flessibile. Come dice Cecilia, si tratta di una scheda di documentazione, quindi rilevazione dati che servono alla stesura della prima parte del progetto di restauro, quello per intenderci composto da "tecniche esecutive" e "stato di convervazione" a cui vanno allegati gli eventuali grafici con le mappature.
Per la seconda parte del progetto, quello che va sotto il nome di "progetto di restauro", solitamente non si usano schede già predisposte, ma si espongono in forma discorsiva, sulla base dei dati raccolti, le modalità di intervento.
Questo vale per le opere mobili e per le superfici decorate, almeno per come ho sempre preparato un progetto di restauro, sarebbe utile sapere se è così in tutta Italia e se ci sono altre modalità


Jole Marcuccio
moderatore sezione Restauro Dipinti
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cecilia
Marzo 31, 2007, 6:47pm Rapporto al Moderatore
Architetto
Moderatore
Posts: 490
In generale i progetti di opere mobili dovrebbero rispondere, se di proprietà pubblica, alla legge merloni sui LL PP (ora sostituita dal nuovo codice); in realtà le Soprintendenze sono flessibili, la documentaazione che richiedono è più volta al controllo delle operazioni di restauro che al controllo pedissequo degli elaborati prescritti dalla legge.
Io (sono architetto e storico dell'arte) nel fare i progetti di opere mobili predispongo:
- i grafici che mostrano il degrado e le operazioni da compiersi (ma nei casi più solo delle foto);
- la relazione tecnica nella quale descrivo l'oggetto, i fenomeni di degrado, il tipo di intervento che intendo compiere e le modalità con cui verrà compiuto;
- il computo metrico estimativo, in cui sono dettagliate le lavorazioni (uso in genere il prezziario DEI per il restauro dei beni artistici) con il relativo costo ed è quindi stimato il costo netto dell'intervento;
- il quadro tecnico economico (costro del lavoro + somme a disposizione dell'Amministrazione);
- le foto;
- ove occorra, aggiungo la scheda redatta dal restauratore che dettaglia le operazioni descritte in relazione e le modalità di intervento (non sempre, dipende dal tipo di intervento).
Questa documentazione in genere basta per la Soprintendenza ai Beni Artistici del Lazio


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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eleda
Marzo 31, 2007, 7:18pm Rapporto al Moderatore
studentessa conservazione beni culturali
Nuovo utente
Posts: 4
grazie...cmq mi devo occupare di un progetto di recupero sulla fontana del gigante di napoli....fatemi sap grazie..grazie!!!


adele di renzo
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