[justify][/justify] Devo restaurare due carte nautiche dei primi 900 incollate su tela che ho recuperato da una vecchia cantina; Manca qualche lacerto di carta che è stato mangiato dai topi, oltre che ingiallimento diffuso e qualche muffa (poca); Mi è stato consigliato di staccare la carta dalla tela (che tira e trattiene l'umidità ) e poi finito il restauro della carta nautica, di incollarla su un foglio di carta giapponese, e non più sulla tela originale (per l'umidità ); Sono perplesso perche' in ogni caso secondo me perde originalità e conseguentemente valore; Potete darmi consigli, suggerimenti e chiarimenti? grazie
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Personalmente farei come ti e' stato consigliato, cioe' d'incollarla su carta giapponese. Se in passato sono stati fatti degli errori tecnici o non e' stata considerata l'importanza della conservazione (o forse non ce n'era nemmeno l'intenzione), non e' giusto ripeterli. La tela e la carta hanno due modi diversi di reagire all'umidita' tirando in direzioni diverse: da qui gli strappi. E poi, sei sicuro che sia originale e non sia gia' frutto di un precedente restauro? Comunque sia potresti riportare sulla scheda di restauro l' alterazione che hai fatto allegando ad essa la tela chiusa in una busta. Questa e' la mia opinione.
Spero di esserti stata utile.
Roberta
Roberta Zamma Gallarati Restauro di libri, disegni e stampe Minnesota, USA robertazamma@yahoo.it
Si, sono sicuro che non ci sono stati precedenti restauri; Non presentano particolari strappi dovuti al diverso comportamento della tela rispetto alla carta in presenza di umidità , ma fori di roditori in quanto erano abbandonate in una cantina di una casa diroccata che è stata demolita; Il dubbio sul fatto di utilizzare carta giapponese o rimettere la tela originale, è correlato al fatto che l'insieme perde parte della sua originalità (come in un bellissimo mobile d'epoca nel quale il fondo, per quanto brutto ma originale, viene sostituito con un qualsiasi tavolato o magari con un foglio di compensato); In ogni caso il consiglio di Roberta mi è gradito e ne terrò considerazione. Ciao , Davide
scusami se replico ma il raffronto che fai col mobile a parer mio non e' tanto calzante. Non si tratta di brutto o bello qui, ma di cosa e' meglio per l'opera a livello conservativo senza alterane la filologia e riportandola alla sua funzione originale: la consultazione per cui l'utilizzo. Se su quel famoso "bellissimo mobile d'epoca" di cui fai cenno il fondo seppur originale fosse marcio o creasse problemi alla stabilita' e alla funzione del mobile anche dopo il restauro, che fai, per l'amor dell'originalita', sacrifichi tutto il mobile per creare un oggetto fragile ed inutile piuttosto che riportarlo alla funzione per cui e' nato? Personalmente non mi metterei in casa un mobile che non potrei utilizzare.
Io cerco sempre di salvare il salvabile anche se mi porta via piu' tempo ma se ne vale la pena e se puo' essere compromessa la lettura originale dell'opera. Onestamente non vado a salvare un insignificante cartoncino, privo di alcun dato culturale o storico, utilizzato a protezione di un dorso seppure di un libro antico. Soprattutto se e' acido!!!! Lo sostituisco eccome! O un passepartout acido su una stampa!!!! In questo caso mantenere l'originalita' equivarrebbe alla compromissione di tutta l'opera.
Il restauro non ha steriotipi, ha regole generali. Di fatto, per quanto sia una frase fatta ma niente di piu' vero, ogni restauro e' a se'. Difronte ad ogni oggetto devono essere fatte considerazioni sempre nuove e diverse.
Non ti voglio far cambiare idea sulla tua valutazione di restauro ma solo offrirti un punto di vista diverso, che non e' necessariamente piu' giusto.
Con simpatia,
Roberta
Roberta Zamma Gallarati Restauro di libri, disegni e stampe Minnesota, USA robertazamma@yahoo.it
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ooh ecco un bello scambio di idee. io sono d'accordo con tutti e due... ebbene sì perchè non tutto può essere recuperato nè tutto può essere scartato a priori (ad esempio la tela originale potrebbe essere lavata e recuperata...) ma tutto deve essere valutato con l'oggetto davanti e valutando attentamente non solo il dato storico ma anche l'uso che se ne deve fare e, perchè no, le future condizioni di conservazione. Non penso che Davide abbandonerà nuovamente le sue carte nautiche in cantina una volta restaurate no ? per arrivare un po' più nel pratico, alcune tele antiche (o anche non così nuove) sono spesso di qualità infinitamente superiore rispetto alle tele attuali, inoltre la stessa telatura di una carta è già di per sè il segno che l'oggetto in questione non era una stampa da appendere ma un oggetto d'uso. Non è quindi secondo me una domanda a cui si può dare una risposta in bianco e nero ( si recupera il supporto originale oppure no), ma è più cosa è possibile fare in questa condizione ? è possibile/auspicabile recuperare il supporto in tela ? il tutto va anche detto può essere smentito una volta distaccato e pulita la tela che potrebbe restringersi in maniera imprevedibile... buona fortuna quindi !
Infatti io non sono un marinaio e pertanto non le userò per navigare, ma le appenderò in ufficio, a beneficio mio e di tutti i clienti e ospiti che vorranno usufruirne. Ritengo molto sensata la logica di Roberta che sicuramente ha ragione dal punto di vista tecnico, ma a conferma del quesito che pongo cito un paio di esempi da me vissuti in prima persona: Per un mobile antico (fine 600 primi 700) un antiquario mi ha obiettato che il fondo non era più originale e quindi il valore è molto minore; Oltre al mobile antico e alle carte nautiche, ho una moto d'epoca regolarmente iscritta all'ASI, e nella manutenzione come nei restauri, è doveroso usare i pezzi originali, altrimenti non ha più lo stesso valore sia economico che storico; Il dato storico e culturale che cita Roberta, è proprio il fatto che nel 1906 la carta giapponese non era usata a supporto della mappa per lo scopo a cui era destinata, ma bensì lo era la tela. O meglio, il dato storico principale era certamente la mappa in se e per se, chi ha fatto i rilievi dei fondali, perchè li ha fatti e come li ha trascritti, ma ad essa ha associato la tela e non la carta giapponese, perchè storicamente era quello il materiale conosciuto ed utilizzato all'epoca. Con amicizia Davide