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NUOVO Forum Restauro@Conservazione    SEZIONE ARCHITETTURA    Materiali lapidei naturali ed artificiali  ›  Biotederiogeni Moderatori: admin
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Biotederiogeni  (attualmente 1.191 viste) Stampa
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meloni
Marzo 15, 2007, 12:37pm Rapporto al Moderatore
Utente ospite
Ho provato a trattare la superficie di un marmo colonizzato da alghe con soluzione al 3% di benzalconio cloruro con scarso successo, nonostrante i numerosi impacchi. Ho trovato in letteratura citato l'isotiazolinone cloruro che appare molto piů efficace per debellare miceti, alghe e lieviti.
Qualcuno puň fornimi informazioni su come posso approvvigionarmi di questo composto poichč i classici cataloghi di reagenti non lo trattano!
E' possibile che esso sia giŕ incluso in formulazioni pronte per l'uso?

Paola Meloni
Registrato
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Adamantio
Marzo 15, 2007, 6:07pm Rapporto al Moderatore
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Moderatore
Posts: 894
Location: Torino e Aramengo (AT)
Cara Paola,
puoi trovare alcune informazioni su prodotti commerciali analoghi a quello di tuo interesse qui:
http://www.ctseurope.com/dettaglionews.asp?id=32

penso che esistano formulati analoghi anche di altre case produttrici; in particolare ti segnalo il Lichenicida 264 (Bresciani) che è abase di N-diclorofluorometiltio-N',N'-dimetil-N-fenil-solfonildiammide che secondo la scheda tecnica è studiato appositamente per funghi, licheni ed alghe.

Per quanto riguarda il link citato (relativo a CTS) ti segnalo l' n-ottil-isotiazolinone (contenuto in "Biotin R" e "Biotin T"), che pur non essendo il medesimo composto da te menzionato è ad esso in parte simile e probabilmente ne condivide almeno parzialmente l'azione.

P.S. ti invito a completare la firma con la tua professione in quanto in questo forum è obbligatorio specificare nome cognome e professione. Per informazioni vedi:
http://www.forum-restauro.org/forum/b-firma/m-1104087421/



Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

ADERISCI ANCHE TU ALLA PETIZIONE QUALITA' E PRECARIATO NEL RESTAURO E NELLA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI! http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html
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Rossella Croce
Marzo 18, 2007, 12:04pm Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.268
Location: Venezia
Ciao meloni,
Conoco ed utilizzo sia il lichenicida bresciani che il biotin cts.
Anche se la formulazione č apparentemente simile, il risultato atteso č molto diverso, in particolare a seconda della natura della superficie da trattare. Sono entrambi ottimi prodotti, ma a grandi linee, in base alla descrizione del degrado che fai, ti consiglio di tentare prima con il Biotin, che, letteratura a parte,  "statisticamente" per la mia esperienza, risulta lavorare piů ad ampio spettro.  Se non ottieni i risultati sperati ed il problema principale sono licheni  ( e non alghe o insiemi eterogenei di essi) allora passa direttamente al lichenicida 264.
Nel trattamento biocida la cosa fondamentale (oltre alle dosi)  non č tanto il prodotto usato ma come lo utilizzi. In un caso ostinato non č pensabile, ad esempio lavorare senza impacco. Sono spesso necessari due passaggio alternati ad azione meccanica adatta. Gli imapcchi  possono essere fatti  con prodotti diversi , per abbattare selettivamente prima un biotederiogeno, poi l'altro. Attenta anche a prendere precauzioni contro il rilascio di  eventuali pigmenti nel materiale lapideo prodotti dalle rotture dlle pareti cellulari. Con certi tipi di  licheni ti sarŕ quasi impossibile, poi, minimizzare il danno. Se puoi darci maggiori informazioni e mandarci una foto, forse possiamo aiutarti meglio.


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


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francescagerbelli
Giugno 28, 2007, 8:31am Rapporto al Moderatore
architetto
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Buongiorno a tutti,
mi sto occupando di un ponte in biocalcarenite fortemente attaccato da ogni sorta di alghe, muschi e batteri. Sto vagliando molti biocidi per poter intervenire e rimuovere la vegetazione inferiore, ma in tutte le schede tecniche che sono riuscita a recuperare mi consigliano di applicare il biocida mediante impacchi di polpa di carta. Esiste un buon, anzi un ottimo biocida che si possa applicare a spruzzo o a pennello? La mia domanda può risultare forse ingenua, però con gli impacchi avremmo numerosi problemi logistici: in primis per la superficie da trattare (solo il fronte nord -fortemente attaccato da biodeteriogeni- è circa 850mq) e poi perchè la calcarenite organogena è interessata da una forte alveolizzazione, con cavità molto profonde.
Se riesco a capire come si procede invio una foto.
Grazie
Francesca


Francesca Gerbelli
Architetto
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francescagerbelli
Giugno 28, 2007, 8:48am Rapporto al Moderatore
architetto
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Posts: 3
ecco la foto.



Allegati: ptorresbio_4937.jpg
Dimensione: 137.42 KB



Francesca Gerbelli
Architetto
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francescagerbelli
Giugno 28, 2007, 8:50am Rapporto al Moderatore
architetto
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un dettaglio.



Allegati: ptorresbio2_5422.jpg
Dimensione: 157.90 KB



Francesca Gerbelli
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admin
Luglio 2, 2007, 9:08am Rapporto al Moderatore
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Location: Palermo
Nel suo caso non so quanto sia utile l'utilizzo di un biocida.
I motivi, al di lĂ  della particolaritĂ  dell'oggetto da trattare, sono 2: l'estensione della superficie e l'esposizione a nord.

Mi ero posto problemi simili ad Ortygia :
http://www.culturalheritage.net/ortygia/italiano/Patina_biologica.html
In quel caso, oltre agli apparati decorativi il fenomeno colpiva superfici intonacate.
Ci si era posti il problema sull'opportunitĂ  d'intervenire.
Sotto l'aspetto strettamente estetico-formale nutrivo diverse perplessitĂ .
Tuttavia, per quanto concerne le superfici intonacate, considerando che la presenza di una patina biologica tende a mantenere la superficie esterna umida mi è sembrato corretto consigliare dei sistemi d'intervento per limitare problemi di condensa superficiale negli interni.
Rendere salubri le abitazioni di un centro storico è una motivazione valida per intervenire.

Il caso di un ponte deve essere esaminato in modo diverso.
1- è opportuno intervenire ?
2- dopo che sarĂ  finito l'effetto del biocida cosa vieterĂ  ai microorganismi di attecchire nuovamente su di una superficie costantemente umida ?

Nel caso si scegliesse d'intervenire, dopo l'applicazione del biocida, in ogni caso, occorrerĂ  provvedere sia all'asportazione dei biodeteriogeni che al trattamento della superficie (prevedendo cicli manutentivi di 5-10 anni) con sostanze idrorepellenti.

In ogni caso, visto l'oggetto, utilizzerei un biocida ad ampio spettro d'azione.
Veda lei


Sergio Tinč
Amministratore del forum

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