Oggi ho letto su un sito web (italiano) di una restauratrice, che lei usa ipoclorito di sodio ovvero la candeggina (in bassissima percentuale), per sbiancare la carta. Voi che ne dite? Grazie Anna
che funziona ma non andrebbe fatto... (vi ricordate le camicie che si strappano dell'ACE ?)
l'uso degli sbiancanti ossidanti è da ritenersi da usare solo in caso di assoluta necessità in qualunque caso non c'è motivo di usare l'ipoclorito di sodio esistono sbiancanti più blandi come (in ordine di preferenza) la sbianca al sole l'acqua ossigenata (occhio ai volumi però) e anche l'ipoclorito di calcio che comunque è da preferire a quello di sodio
l'unico vantaggio dell'ipoclorito di sodio è che lo compri ovunque e costa poco
poi come sempre c'è un sacco di gente che ne fa uso
Grazie. E che mi puo dire dell uso dell idrossido del calcio Ca(OH)2 per lo stesso uso? E mi puo chiarire di piu riguardo ai volumi dell´acqua ossigenata? Grazie mille Anna
l'idorssido di calcio è un deacidificante e non dovrebbe avere effetto di sbianca se non quello dovuto all'uso di una soluzione acquosa (lavaggio) considera che una soluzione alcalina comunque può aumentare l'efficacia del lavaggio per via del rigonfiamento delle fibre e di una parziale solubilizzazione delle sostanze grasse. tra i 5 e i 7 volumi per immersione e un po' più concentrata per trattamenti localizzati (non superare mai 15)
Location: Restauratrice . provincia di Pordenone e Venezia
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Ciao!! Chiedo gentilmente un consiglio a tutti voi!
Devo restaurare un piccolo disegno su carta a matita nera del 1920 circa, presenta due zone di ingiallimento dovute allo scotch attaccato sul retro. Cosa ne pensate del Metil per proteggere il disegno? Sbianchereste con acqua e ammoniaca/o acqua ossigenata(bassa percentuale)la sua totalità per intervenire poi puntualmente sulle zone con lo scotch con ipoclorito di sodio al 13%??
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La ringrazio per la notifica, che ora mi permetterà di avere delle risposte al mio quesito su com'è meglio intervenire su questo disegno di cui parlo nella mia precedente richiesta! Grazie!! LauraLP
In realtà avevo già studiato un pochino una risposta al tuo quesito. Tieni tuttavia presente che questo non è il luogo dove si danno ricette di restauro. Nessun restauratore onesto potrebbe fornire informazioni precise "su come intervenire" visto non fornisci parecchie indicazioni (mancano eventuali immagini sull'effettivo stato della carta e del disegno, manca una descrizione degli effettivi problemi che ha il disegno) e non ci dici se hai effettuato qualche tipo di analisi almeno elementare sulla carta (per esempio qualche prova di pH). Non dici neppure se ritieni che si tratti di una carta di pura cellulosa oppure di una carta pasta di legno. A cosa dovrebbe servire poi il protettivo? Se si tratta di un disegno a matita dovrebbe essere piuttosto stabile per conto suo (d'altro canto se spolverasse, tanto da giustificare un protettivo, potrebbe non essere affatto una matita). O magari si tratta di una matita copiativa? Lo sbiancamento, specialmente quello basato sull'uso di sostanze ossidanti, come avrai potuto leggere nei messaggi precedenti, è un trattamento molto discutibile che non va applicato con leggerezza agli originali perché ne è stata dimostrata ampiamente la pericolosità che non controbilancia minimamente il temporaneo (lo sottolineo) miglioramento estetico che si ha sull'opera. Almeno in teoria un restauratore dovrebbe fare presente al committente questo aspetto senza cercare di stupirlo "con gli effetti speciali". Credo che sarebbe stato molto più utile una tua spiegazione delle motivazioni che ti hanno condotto a pensare ad un intervento così drastico (in pratica: è una richiesta esplicita della committenza? e: è proprio necessario?). Almeno sarebbero state interessanti le tue opinioni personali sulla faccenda. Ti ricordo una volta di più che l'ingiallimento di un foglio non sempre ha un effetto sgradevole e che una leggera "patina" di antichità è generalmente ben gradita anche agli amatori/collezionisti. Personalmente ritengo che l'effetto di bianco che si può ottenere con una sbianca sia quanto di più discutibile perché, oltre a danneggiare l'oggetto, gli toglie anche quella "sensazione" di originale antichità che dovrebbe essere una caratteristica di ogni oggetto d'epoca. Detto questo, è chiaro, non sbiancherei affatto. Se il disegno è effettivamente ingiallito su tutta la superficie questo è dovuto al tipo di preparazione della carta in quel periodo (si tratta com'è evidente di una mia interpretazione di quanto scritto da te visto che in effetti non menzioni lo stato della carta). Ti ricordo che acqua ossigenata e ipoclorito di sodio sono potenti ossidanti, difficili da controllare e con effetti a lungo andare (prevedibilmente) dannosi. A qualunque concentrazione si pensi di usarli. Non conosco un prodotto che si chiami Metil, forse è un termine gergale che non uso. Potrei darti più informazioni se mi dicessi il nome completo. Forse sta per Metilcellulosa? Sei sicura che un fissativo sia necessario? Se il disegno "spolvera" allora potrebbe essere un carboncino. Una prova di solubilità opportunamente eseguita potrebbe anche identificare una matita copiativa (allora ti consiglierei di evitare qualunque intervento per via acquosa). Trattandosi di una matita o un carboncino comunque eviterei l'ammoniaca. Se proprio devi intervenire specificamente per attenuare le macchie sulle sole parti ingiallite dal nastro adesivo mi permetterei di consigliarti il terz-metil-ammino borano (un riducente, costoso ma molto più sicuro degli ossidanti che hai citato). Il tutto, ovviamente, su tavola aspirante. Infine... hai pensato alla necessità di un'eventuale deacidificazione? Il discorso potrebbe essere molto più lungo ma preferisco attendere un eventuale riscontro da parte tua prima di continuare.
Enrico mi potresti dare qualche informazione in più sul "terz-metil-ammino borano" ?
anche la sua nomenclatura mi è un po' oscura e mi piacerebbe conoscere meglio la sostanza.
Grazie
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com
L' acqua ossigeta, dopo usarla, sempre lascia nella carta dei punti oppure delle macchie scure ancora peggio che quella prima del restauro. Mi ha detto un amico chimico che alle volte il tratamento non arriva fino al nucleo e allora torna ancora peggio. Non riesco a usarla con sicurezza. Che ne dite? saluti Margot Crescenti
Margot Crescenti restauro carta san paolo Brasile 0055-11-99945510
Leggendo sopra la risposta è abbastanza ovvia: non usare sbiancanti di tipo ossidante (in realtà ci sarebbero ricerche più recenti ma a me non convincono molto).
Enrico, puoi darmi delucidazioni sullo sbiancamento solare? mi piacerebbe impararne i meccanismi così da avere un'alternativa agli sbiancanti sopracitati. grazie Licia
Lo "sbiancamento solare" non è un'alternativa agli sbiancamenti ossidanti di dubbia fama che in parte sono stati accennati su questo thread. In realtà si tratta proprio di una sbianca ossidante (si basa sull'azione dei raggi UV sui doppi legami) che è stata utilizzata per sbianche più tenui. In ogni caso il procedimento è descritto nel Paper Conservation catalog (cap. 19 Bleaching, pp. 15-16 e 1 che lo assimila (correttamente) per metodologia ed efftti alla sbianca con acqua ossigenata (di cui può pure costituire un'integrazione). Di fatto mi pare anche più difficile da controllare delle altre sbianche ossidative di tipo puramente chimico.
A costo di essere pesante (anzi: troppo pesante) non vorrei che i restauratori pensino che si tratti di un processo in qualche modo "ecologico", "naturale", "biologico" o "organic"(qualunque sia l'improprio termine usato per descrivere certi tipi di produzione alimentare) né tanto meno "alternativo" (in qualunque senso).
L'unico vantaggio che ha è che non implica l'uso di prodotti chimici e quindi non ha grandi controindicazioni per gli operatori (a parte l'isolazione )