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Irene T. |
| Novembre 24, 2006, 12:51am |
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collaboratore restauratore Utente medio   
Posts: 28
Location: Bergamo
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buonasera a tutti. Vorrei chiedere se qualcuno per cortesia potrebbe indicarmi corsi dove si tengono lezioni sul restauro di icone (possibilmente con durata inferiore all'anno ed in Italia) oppure laboratori specializzati in questo settore. grazie  |
| IRENE TONETTI |
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admin |
| Novembre 24, 2006, 8:18am |
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Location: Palermo
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In realtà, nel caso delle icone, parlare di restauro non è corretto.
L'icona non è il frutto di una espressione artistica ma è la fedele riproduzione di una immagine sacra i cui segni distintivi (iconografici) sono generalmente immutabili.
Nel mondo ortodosso non è raro, visitando una chiesa, incontrare artigiani che rinnovano ciclicamente le pareti affrescate riproponendo fedelmente in copia tutte le immagini sacre.
Per questi motivi l'iconografia è intesa come la disciplina che studia le immagini con particolare attenzione per le "tecniche" con cui i soggetti sacri sono riprodotti.
Non so se in Italia esista una specifica scuola. |
| Sergio TinèAmministratore del forum |
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Irene T. |
| Novembre 28, 2006, 11:34pm |
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collaboratore restauratore Utente medio   
Posts: 28
Location: Bergamo
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hai ragione admin e devi scusarmi se ho utilizzato termini non corretti. proprio oggi mi stavo documentando sul tema, non conoscendolo. sono rimasta molto colpita dalla valenza mistica delle icone e dalla volontà dell'artefice di rappresentare l'irrappresentabile, dalla preparazione spirituale dell'iconografo il quale doveva seguire regole comportamentali ferree. anche se mi rendo conto che non è possibile riassumere in brevi frasi questo misterioso mondo, lo trovo estremamente stimolante. Tuttavia, visitando vari siti che si occupano di icone ho trovato la denominazione Laboratorio di Restauro. Seguendo quello che hai detto, l'icona, non essendo espressione artistica ma trasfigurazione non potrebbe essere restaurata (in via teorica) in quanto è si lecito e doveroso mantenere il trascorrere del tempo,la patina ; ma se i segni dell'icona sono immutabili, e in passato sono stati eseguiti dall'iconografo seguendo regole severe, un intervento di restauro potrebbe trasformarli e l'icona perderebbe la sua intrinseca valenza. Dall'altro lato, non intervenendo su tali manufatti, e lasciando che il degrado prevalga su essi, si rischia la perdita di un importante patrimonio e questo sarebbe , a mio avviso, molto grave. |
| IRENE TONETTI |
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admin |
| Novembre 29, 2006, 8:04am |
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Posts: 723
Location: Palermo
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Forse mi sono spiegato male. Non intendevo sostenere che non occorre intervenire. Infatti, esclusa la valenza artistica resta quella storica. Ritengo che le modalità d'intervento escludono (a mio parere) certe implicazioni proprie del restauro. Per esempio, in presenza di una lacuna, è lecito reintegrare l'immaggine riproponendo in copia la parte mancante. |
| Sergio TinèAmministratore del forum |
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Jole Marcuccio |
| Novembre 29, 2006, 3:11pm |
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Posts: 678
Location: Bergamo
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comunque il restauro delle icone deve seguire necessariamente i principi e le metodologie applicate al restauro dei dipinti su tavola, perchè dipinti su tavola sono a tutti gli effetti ed oltretutto realizzati con la miglior tecnica possibile, quella codificata da cennino cennini.
poi in ambito slavo, mi riferisco alla russia e all'europa dell'est, si tenda nel restauro delle icone e di tutti gli apparati decorativi di una chiesa, ad un restauro che non si autodenuncia come tale, ma diventa ricostruzione vera e propria, questo è espressione di una cultura e di un modo di percepire l'arte diverso dal nostro. In ogni caso penso che una buona conoscenza del restauro dei dipinti su tavola sia più che sufficiente ad affrontare il problema icone. diverso è il rapporto con l'iconografia e la liturgia ortodossa, ma questo è un altro problema. per finire non esite che io sappia un buon corso che affronti solo il restauro delle icone, per il semplice motivo che da un punto di vista tecnico, sono semplici dipinti su tavola.
se ti interessa il problema, forse devi rivolgerti ad un corso sulla tecnica esecutiva delle icone, dove ti verrà spiegato ad esempio come preparare e usare la vernice chiamata olifa che viene usata solo sulle icone ad esempio |
| Jole Marcuccio moderatore sezione Restauro Dipinti |
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Irene T. |
| Novembre 29, 2006, 9:04pm |
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collaboratore restauratore Utente medio   
Posts: 28
Location: Bergamo
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Admin devi scusarmi ancora in quanto nel mio messaggio precedente non ho specificato che la mia non voleva essere un'obiezione nei confronti di ciò che hai detto, ma una mia riflessione sul tema. L'istanza storica non è certamente da trascurare; vorrei porre un quesito a te e Jole. Ammettiamo che mi venga commissionata un'icona da recuperare. Avvicinandomi con l'ottica del restauratore "occidentale" (tanto per dare un'etichetta, anche se è piuttosto banale) alla reintegrazione di una lacuna di tale manufatto, per quale motivo io dovrei fare discriminazione tra questa ed un altro manufatto quale ad esempio una tavola trecentesca, eseguendo una reintegrazione mimetica per la prima (contro il principio di riconoscibilità dell'intervento) e non permettendo ciò per la seconda? Posso capire che ad esempio per esigenze proprie il committente possa chiedermi un ritocco mimetico e che i segni dell'icona devono restare immutabili, tuttavia tale reintegrazione non costituirebbe comunque un falso storico?
A mio parere comunque un restauratore che si avvicina ad un'icona deve conoscere anche il rapporto tra icona e liturgia in quanto attorno ad essa gravita un mondo fatto di tradizione e misticismo e perchè non può mettere mano al manufatto in modo asettico, ovvero senza conoscere ciò a cui si sta avvicinando(questo secondo me vale anche per gli altri manufatti). Con questo non intendo dire che negli interventi che dovrà eseguire deve prevalere la sua personalità.
Per quanto riguarda le tecniche di esecuzione, verso marzo comincio il corso!!non vedo l'ora!!Comunque ringrazio anche Jole per le informazioni date.
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| IRENE TONETTI |
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Jole Marcuccio |
| Novembre 29, 2006, 9:46pm |
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Posts: 678
Location: Bergamo
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guarda che confondi un pò le cose, integrazione mimetica non significa affatto falso storico è solo uno dei tanti modi che abbiamo a disposizione come tecnica di integrazione, che non risponde se vuoi metterla così, al principio di riconoscibilità dell'intervento. ma non è detto che le cose debbano andare sempre così, ci sono tanti casi in cui l'integrazione mimetica è l'unica possibile, sia che si tratti di una tavola trecentesca, sia che si tratti di una icona. quando affermo c'è una cultura diversa, mi riferisco ad un modo di intendere il restauro non come recupero e conservazione dell'esistente, ma rifacimento completo. |
| Jole Marcuccio moderatore sezione Restauro Dipinti |
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samy |
| Novembre 30, 2006, 7:40pm |
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Posts: 82
Location: Pitesti, Romania
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scusate ... ma che centra se e` un icona oppure una tavola trecentesca??? il restauro dovrebbe essere "uguale".... sono dipinti su tavola a tempera l`unica cosa che cambia e` lo stile.. l`icona e` piu` che altro bisantino... o qualcosa del genere...  |
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admin |
| Novembre 30, 2006, 8:14pm |
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Posts: 723
Location: Palermo
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Samir, non è la stessa cosa. Sotto l'aspetto tecnico posso concordare. Ma il restauro, soprattutto nel caso di opere d'arte, non è e non può essere solo un problema tecnico. Mi riferisco a teorie del restauro che in italia sono state approfondite per diversi decenni e che oggi, anche se con diverse sfaccettature, s'intendono consolidate. |
| Sergio TinèAmministratore del forum |
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Irene T. |
| Novembre 30, 2006, 8:35pm |
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collaboratore restauratore Utente medio   
Posts: 28
Location: Bergamo
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premetto che parlo da studentessa con poca esperienza in ambito lavorativo. ma competere con l'originale, ovvero reintegrare in modo che il mio ritocco si confonda con l'originale non è un falso storico, ovvero la sovrammissione di un tempo al tempo concluso della creazione dell'opera d'arte( tempo su cui non si dovrebbe intervenire per non fare appunto un falso storico, come ci insegna Brandi)?la mia voleva essere una domanda. Jole, potresti indicarmi casi in cui il restauratore ha deciso di intervenire con un mimetico, reputandolo l'unico possibile?l'argomento mi incuriosisce molto.
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| IRENE TONETTI |
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Irene T. |
| Novembre 30, 2006, 8:44pm |
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collaboratore restauratore Utente medio   
Posts: 28
Location: Bergamo
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concordo con Admin anche a mio avviso il restauro non deve essere soltanto un momento metodologico, anche scientifico e deve avvalersi, sempre per citare quello che admin afferma, delle teorie. poi, ripeto, ci deve a mio avviso essere anche una buona conoscenza del manufatto, delle tecniche, della storia e di tutto ciò che "vi gravita attorno". |
| IRENE TONETTI |
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Jole Marcuccio |
| Dicembre 1, 2006, 12:08pm |
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Posts: 678
Location: Bergamo
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irene, nella normale operatività del restauro, parlo di interventi su opere tutelate, quindi seguite dagli organi competenti, il mimetico è normalmente usato. cosa posso dirti a titolo di esempio? dipende dal contesto in cui si colloca la lacuna, dipende se questa è vista come mancanza o come perdita, dipende l'utilizzo che ha l'opera da integrare. ad esempio ricordo un dipinto, una pala d'altare, dove mancava ad un santo un occhio e parte del naso e della tempia. concordando con la soprintendenza, abbiamo ricostruito in mimetico |
| Jole Marcuccio moderatore sezione Restauro Dipinti |
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Irene T. |
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collaboratore restauratore Utente medio   
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Location: Bergamo
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capisco, occorre quindi valutare a seconda del caso. Jole, come ti comporteresti se per un dipinto ti fosse proposto di lasciare una lacuna molto consistente in termini di ampiezza, così com'è (stuccata) e di proporre invece un restauro virtuale? scusa le continue domande, ma mi interessa sapere il parere di chi ha più esperienza di me; per me il restauro virtuale è un argomento nuovo, ho chiesto in giro e alcuni mi sembrano molto scettici... |
| IRENE TONETTI |
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Jole Marcuccio |
| Dicembre 3, 2006, 10:16pm |
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Posts: 678
Location: Bergamo
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il restauro virtuale è molto interessante, l'ho usato per proporre in alcune occasioni tipi di integrazione diversa inserita nel contesto del dipinto ed é eccezionale poter vedere prima come sarà l'integrazione finita. il lasciare la lacuna stuccata ( penso ad una stuccatura perlomeno di colore neutro che la faccia arretrare visivamente dal piano di percezione della superficie dipinta) è al di la delle teorie, solo una questione di gusto, di rapporto tra chi guarda e l'opera. Bisogna stare attenti a che la lacuna non diventi predominante, perchè il rischio è di vedere una lacuna con un dipinto intorno. |
| Jole Marcuccio moderatore sezione Restauro Dipinti |
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Irene T. |
| Dicembre 6, 2006, 10:08pm |
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Convengo con quello che tu hai affermato, è un problema quando il dipinto diventa fondo di una lacuna. Sempre riguardo al restauro virtuale, io riesco a comprenderlo meglio se realizzato per un bene architettonico, in quanto potrebbe mostrare ad esempio com'era tale edificio in origine e quali modifiche ha subito nel corso dei tempi, adempiendo in questo modo al suo scopo didattico. Per i dipinti riesco a comprenderlo in casi come ad es. quello dei dipinti murali della Cappella Ovetari, caso in cui la frammentarietà dell'opera non permette più la fruizione dell'unità potenziale dell'opera stessa. In questo caso una ricostruzione virtuale permette di recuperarla. Nell'esempio da me proposto nel messaggio precedente, ovvero nel caso di una lacuna su una tavola, lasciare la lacuna "bianca"per proporre un restauro virtuale mi verrebbe difficile, in quanto a livello percettivo sento che questa mi disturba.Poi ovviamente occorre valutare il caso che ci si presenta, mi rendo conto che non è possibile trovare un esempio che sia uguale per tutti. Lo capisco nel caso che hai delineato tu, quando hai detto che il restauro virtuale ti è servito per mostrare diverse possibili metodologie di ritocco. Con questo non voglio assolutamente pormi contro il restauro virtuale e precluderne ogni possibilità di utilizzo, anzi, anch'io lo trovo interessante. |
| IRENE TONETTI |
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