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anna skara |
| Novembre 14, 2006, 2:35pm |
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Posts: 59
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Per favore, ho la colla klucel G, ma non so prepararla per eseguire il restauro della carta. Qualcuno mi puo aiutare? Anna  |
| Anna Eneida Skara |
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eflaia |
| Novembre 14, 2006, 5:52pm |
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Resp. laboratorio conservazione e archivista  
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Location: Roma
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Se vuoi preparare il Klucel in alcool allora ti consiglio di prepararlo al 4 o al 6 %. Per il resto procedi un pò come se fosse la preparazione della Tylose in acqua. Cerca di evitare i grumi, mescola parecchio e bene... inoltre cerca di non ubriacarti con i vapori (usa una cappa aspirante o almeno apri bene le finestre). Infine attenzione all'alcool. Quello rosa o qualunque altro tipo colorato NON VA BENE. Se proprio devi usarlo denaturato almeno cura che non contenga chetoni, che sia trasparente, che non contenga sostanze veramente dannose (per es. metanolo/alcool metilico). saluti |
| Enrico Flaiani |
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anna skara |
| Novembre 15, 2006, 8:49am |
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Grazie. E in acqua? Esiste differenza e quale? Ho una mappa del 1770, carta resistente fatta a mano, si tratta dello spartimento delle terre di un tizio. Sono presenti un po i colori, ho fatto la prova con l´acqua, il colore e solubile. Che mi consigli di fare? Saluti e grazie Anna  |
| Anna Eneida Skara |
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alessandro sidoti |
| Novembre 15, 2006, 10:50am |
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restauratore conservatore di libri e manoscritti  
Posts: 538
Location: firenze
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ho capito bene che vorresti usarlo per un fissaggio dei colori ? sei sicura che ti serva fissarli ? hai la necessità di lavare la carta o ti serve la colla solo per il restauro degli strappi? non capisco perchè ti debba servire il klucel in acqua...
ciao Ale |
| Alessandro Sidoti MODERATORE RESTAURO CARTA restauratore-conservatore di libri (pubblico) moderatore di http://it.groups.yahoo.com/group/restauro_del_libro/ADERISCI ANCHE TU ALLA PETIZIONE QUALITA' E PRECARIATO NEL RESTAURO http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html |
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eflaia |
| Novembre 15, 2006, 3:32pm |
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Resp. laboratorio conservazione e archivista  
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Location: Roma
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Per la preparazione in acqua puoi vedere questo setsso thread al messaggio di Gloria C. del 20/10/2006... ovviamente sotsituendo il Klucel alla tylose. Per la preparazione in alcool usa le stesse modalità e ma ricorda che in questo caso l'alcool va pesato e non considerato al volume di un litro. Comunque sono d'accordo con Alessandro. Che te ne fai del Klucel in acqua? |
| Enrico Flaiani |
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anna skara |
| Novembre 16, 2006, 8:01am |
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Posts: 59
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Solo chiedo, per imparare. Non l´ho mai usato. La carta andrebbe lavata ma non posso, per i colori. E´ molto strappata. Magari foste qui... Grazie, spero di cavarmela. Anna Dimenticavo: l´alcool che ho e´ trasparente, ma denaturato 95%. Contiene 40g isopropanolo, 5g methilethilcheton (!), 0.02 denatorium benzoato. C2 H 5 OH. Posso usarlo? |
| Anna Eneida Skara |
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eflaia |
| Novembre 16, 2006, 9:50pm |
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Resp. laboratorio conservazione e archivista  
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Location: Roma
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Si tratta di un prodotto generico quindi. Il problema è proprio il metiletilchetone che PUZZA. Il fatto è che oltre tutto il MEK (metiletilchetone) è CORROSIVO e attacca metalli quali l'alluminio. SI tratta di un leggero ossidante (poco ma lo è). Il denatonium benzoato è una sostanza repellente. Pura serve contro i topi per esempio. Il tutto è studiato per evitare che qualcuno possa ingerire la miscela. ma non credo sia stato pensato alla possibilità di usarlo nel restauro. Se proprio non hai nulla di meglio..................
saluti |
| Enrico Flaiani |
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alessandro sidoti |
| Novembre 17, 2006, 8:27am |
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restauratore conservatore di libri e manoscritti  
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Location: firenze
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purtroppo la legislazione divendita dell'alcool etilico puro varia a seconda delle nazioni quidni non è detto che tu possa trovarlo. In inghilterra per esempio è quasi impossibile (se lo berrebbero ebbene sì). Non mi ricordo se il Klucel è miscibile in altri solventi quali isopropanolo, acetone o altro, certo cambierebbe un po' la partica d'uso, uno su tutti la velocità di evaporazione... per quanto riguarda le proprietà ossidanti del MEK sulla scheda tecnica ho trovato che reagisce con i metalli leggeri (quali l'alluminio) immagino che enrico abbia ragione quindi a sostenere che è leggermente ossidante (anche se è in uso nei laboratori di restauro). Non ho trovato riferimento all'essere corrosivo ma più un riferimento a irritante... probabilmnet comunque avrai più facilità a trovare solventi che non possono essere bevuti che l'alcool puro, vedi un po' e fai una prova
ciao |
| Alessandro Sidoti MODERATORE RESTAURO CARTA restauratore-conservatore di libri (pubblico) moderatore di http://it.groups.yahoo.com/group/restauro_del_libro/ADERISCI ANCHE TU ALLA PETIZIONE QUALITA' E PRECARIATO NEL RESTAURO http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html |
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anna skara |
| Novembre 17, 2006, 9:45am |
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Ok, faro la prova. Pero, ho trovato sul una web pagina croata uno che vende le cose per restauro, e c´era la lista dell´ alcool. Ve la copio, per favore, se avete capito qualcosa, datemi consiglio quale sarebbe da ordinare. Alkohol denat.redest.etil.96% lit
Alkohol etilni rafini 96% 1lit
Alkohol izo-propil p.a. 1lit
Alkohol tehn. denaturirani 94% lit
Benzil-alkohol p.a. 1000ml kom
Diacetonalkohol 1000ml
Mixtion 20-min. alkohol 1lit
Grazie mille. Anna |
| Anna Eneida Skara |
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alessandro sidoti |
| Novembre 17, 2006, 2:18pm |
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restauratore conservatore di libri e manoscritti  
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eflaia |
| Novembre 17, 2006, 5:04pm |
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Resp. laboratorio conservazione e archivista  
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Location: Roma
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Alessandro ha ragione...l'alcool se lo bevono... e non solo in Italia o in Inghilterra. Per me puoi usare pure l'alcool isopropilico. Questo non se lo bevono di sicuro. Oltre tutto probabilmente costa di meno: Alkohol izo-propil p.a. 1lit TRa l'altro di solito l'alcool isopropilico è denaturato con alcool etilico. La fondamentale differenza (per te poco influente) è che essendo l'isopropanolo un composto più "grande" dell'etanolo può dare più legami con l'acqua presente nell'atmosfera... L'odore è più penetrante di quello dell'etanolo ma poi scompare ad evaporazione completa. Tuttavia ricordane la tosscità (anceh se leggera) e quindi cera di lavorare in un ambiente areato e/o di non toccarne troppoo a mani nude. Saluti |
| Enrico Flaiani |
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Adamantio |
| Novembre 17, 2006, 7:52pm |
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Dottore in Chimica - Consulente Restauro  
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Location: Torino e Aramengo (AT)
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Enrico, condivido pienamente il tuo intervento. Ci terrei solo a puntualizzare che in effetti i legami con "l'acqua presente nell'atmosfera" dovrebbero essere di meno nel caso del alcol isopripilico rispetto all'alcol etilico in quanto di fatto il primo è un composto meno polare (più simile ad un idrocarburo) proprio a causa della dimensione maggiore della catena alifatica legata all'ossidrile alcolico (CH3-CH-CH3) al posto di (CH3-CH2)... a testimonianza di quanto asserito il fatto che è piuttosto facile trovare dell'alcol isopropilico 99,xx% mentre l'alcol etilico normalmente si trova al 95 o 96% proprio per la difficoltà di allontanare quel 4-5% di acqua residua che forma un cosidetto "azeotropo"... in ogni caso esiste anche l'alcol etilico "assoluto" ovvero privato dell'acqua ma è molto ma molto costoso (rispetto agli standard cui siamo abituati). In ultima analisi lavorare con l'alcol isopropilico permette di ridurre ulteriormente l'apporto di acqua e questo in generale può essere un bene... da tenere presente la nota sulla nocività dell'alcol isopropilico...
P.S. in ogni caso eviterei la dicitura "isopropanolo" in quanto non propriamente corretta... da preferirsi 2-propanolo o alcol isopropilico... se vuoi in PM ti posso spiegare perchè ma è un discorso da chimici piuttosto noioso... |
| Marco NICOLAMODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALEConservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.comADERISCI ANCHE TU ALLA PETIZIONE QUALITA' E PRECARIATO NEL RESTAURO E NELLA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI! http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html |
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eflaia |
| Novembre 20, 2006, 7:03pm |
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Resp. laboratorio conservazione e archivista  
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Location: Roma
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Ahaiaiai mi sa che la mia povera chimica si sta facendo andare a benedire. Ovviamente hai perfettamente ragione. E ben venga pure la spiegazione sulla nomenclatura... tra l'altro mi piacerebbe pure sapere se è vero che si possa dire anche alcol (invece che alcool). Grazie |
| Enrico Flaiani |
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Adamantio |
| Novembre 21, 2006, 12:16am |
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Dottore in Chimica - Consulente Restauro  
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La tua chimica è buona Enrico, davvero. E' sempre molto istruttivo ascoltare i tuoi consigli sulle sostanze da adoperare... il restauro della carta è particolarmente interessato dall'uso di sostanze chimiche e i tuoi consigli sono preziosi...
Le noticine che ho messo sono solo vizi di forma.
Comunque per i tuoi dubbi riguardo alla nomenclatura in generale valgono queste diciture:
Alcol = Italiano singolare (e anche plurale); Alcole = Italiano singolare (meno usato); Alcoli = Italiano plurale Alcool = Francese Alcohol = Inglese Alkohol = Tedesco (e da quanto leggo anche Croato)
C'è tuttavia una diffusa tolleranza anche per la dicitura Alcool in italiano (singolare e plurale) ma è generalmente sconsigliata dai dizionari
Visto che mi sembra che non ti sia scoraggiato e visto che comunque ti dimostri interessato ai problemi di nomenclatura, esporrò qui di seguito anche la spiegazione che prima ho omesso riguardo l'alcol ispropilico (sperando che possa interessare anche a qualcun altro)
La nomenclatura del tipo alcol X-ico (nomenclatura Radical Funzione) si basa sul nome dei radicali (metile, etile, n-propile, isopropile, n-butile, sec-butile, isobutile, terz-butile, ecc.) si precede il nome del radicale con la dicitura alcol, si toglie la finale -e e si mette -ico. (quindi alcol metilico, etilico, n-propilico, isopropilico, n-butilico, isobutilico, sec-butilico, terz-butilico, ecc.).
La nomenclatura IUPAC (sistema di nomenclatura internazionalmente riconosciuto) usa invece il nome dell'alcano corrispondente (metano, etano, propano, 2-metilpropano, butano, ecc.) sostituendo la finale -o con la desinenza -olo e indicando il numero della posizione del gruppo -OH nel caso vi siano ambiguità . L'isopropano non esiste (in quanto esiste solo il propano essendo l'unica combinazione possibile di tre atomi di carbonio se si esclude la forma ciclica) pertanto non può esistere l'isopropanolo. gli alcoli vengono quindi chiamati con la seguente nomenclatura: metanolo, etanolo, 1-propanolo, 2-propanolo, 2-metil-1-propanolo, 2-metil-2-propanolo, 1-butanolo, 2-butanolo, ecc.)
A complicare la questione recenti raccomandazioni IUPAC (non troppo recepite in Italia) prevedono che nomi come 2-propanolo vengano in realta modificati in propan-2-olo, (2-metil-1-propanolo -> 2-metilpropan-1-olo; 2-butanolo -> butan-2-olo, ecc.). Aggiungo che il mio prof. di nomenclatura organica (CADAMURO) raccomandava sempre di usare lo stampatello maiuscolo per i nomi delle sostanze chimiche (stampatello minuscolo per la n- di normal, sec-, terz-, ecc. e per le lettere di posizione come quelle usate sugli anelli aromatici (o- m- e p- di orto, meta e para) quindi nomi del tipo ALCOL n-PROPILICO, p-XILENE, ecc.)... è buona norma, non è comunque una prassi delle più consolidate.
Riassumendo il discorso isopropanolo non può essere un nome valido perchè non esiste l'isopropano mentre alcol isopropilico è un nome valido poichè esiste il radicale isopropile. |
| Marco NICOLAMODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALEConservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.comADERISCI ANCHE TU ALLA PETIZIONE QUALITA' E PRECARIATO NEL RESTAURO E NELLA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI! http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html |
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alessandro sidoti |
| Novembre 21, 2006, 12:16pm |
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restauratore conservatore di libri e manoscritti  
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