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Nel restauro vero e proprio: MAI Viene utilizzato (molto male) da persone prive della necessaria preparazione che cercanoi di eseguire piicole riparazioni (non restauri) su oggetti moderni. Può essere usato (ma non a contatto con gli originali) nella preparazione di passe-partout per le opere d'arte su carta (ad esempio).
A quale tipo di filmoplast (ne esistono diversi) ti riferisci e che uso intendi farne? In veritˆ comunemente usato nel restauro fotografico ma, come dice Enrico, specialmente per fissare passe-partout o altri tipi di montaggi.
Per ora io non intendo fare niente finche non riesco a capire perche qui lo usano tanto. Da sola ho capito dove proprio non va, ma mi rimane dubbio per le carte geografiche specie quelle dove è presente il colore o che sono fatte di un materiale tipo folia trasparente, oppure documenti del 18. e 19. secolo scritti a mano e dove la tinta ugualmente se ne puo andare.
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Perché si usa tanto il filmoplast? Perché è comodo e facile da usare, soprattutto per chi non ha molta pratica o voglia di sagomare strisce di carta.
Il filmoplast, secondo quanto dichiarato dalla Neschen che lo produce sarebbe uno strato di sottile carta giapponese con riserva alcalina su cui è stato posto un adesivo reversibile. Qui nascono subito i problemi: ammesso che le fibre utilizzate per produrre il nastro siano (tutto e soltanto) kozo, per ottenere il livello di "trasparenza" che presenta il prodotto bisognerebbe lavorare con fibre cortissime (quindi ecco che tanto giapponese la carta non è). Non entro nel merito della riserva alcalina (che in realtà non è il massimo nel restauro delle fotografie). Quanto all'adesivo non se ne sa molto. Le vecchie versioni (per esperienza personale) hanno presentato notevoli problemi di ingiallimento e di rimuovibilità. Il dubbio permane anche alla luce di test effettuati alcuni anni fa che mostravano come fosse tutt'altro che faciile rimuvere il nastro dopo l'invecchiamento. Insomma il prodotto, secondo la terminologia in uso, non è molto "reversibile" (anche se il termine non mi paice molto.
Ma perché ti interessa per le mappe? Se la tua intenzione fosse quella di cercare di tamponare i danni meccanici sulle pieghe delle mappe stesse te lo sconsiglierei fortemente. Peggio che mai sulle mappa realizzate su carta traslucida o trasparente. Meno chiaro è il problema per i documenti del XVIII-XIX secolo... Comunque se ti dovesse servire un adesivo non acquoso temo dovrai utilizzare il klucel.
Grazie mille. Mi interessa per le mappe perche le hanno fatto qui dove da poco lavoro, ed esclusivamente con il filmoplast, il che è per me una cosa nuova e non ho avuto fiducia, ma se qualcuno mi chiede il perche devo dare una spiegazione teorica e non solo il mio intuito. Percio grazie ancora per la spiegazione. Tu le fai con klucel? Gentilmente mi puoi dire cosa e? Le carte geografiche ne avro ancora e tante. Vorrei farle bene. Quelle che finora ho visto qui sono del Settecento e Ottocento.
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Non è che io faccia tutte le mappe con il Klucel. Si tratta di una idrossipropilcellulosa la cui viscosità è espressa da una lettera dell'alfabeto. In genere si usa il klucel G ma se ne possono trovare anche altre tipi. Il vantaggio è che il prodotto, oltre che in acqua, è solubile anche in alcool. Purtroppo come potere adesivo non è gran che e quindi va usato con una carta attenzione. Non so con esattezza cosa devi fare alle tue carte geografiche ma questo è proprio uno dei casi in cui ti raccomanderi l'uso della tavola apsirante per non avere (troppi) problemi con i colori. Saluti
Grazie. Ho visto usare il filmoplast qui sulle pieghe delle mappe che di solito erano danneggiate sulle piegature o bordi, e presentavano piu o meno grosse lacune. Alle volte mettono filmoplast per intero, dietro. Comunque ordineremo klucel, e speriamo che me la cavo. Sarebbe troppo complicato spiegarmi come si fa una tavola aspirante? Se la faccenda è lunga, capisco e non ti preoccupare, prima o poi vado all´ICCROM. Tanti saluti a tutti.
Qui puoi trovare una dettagliata descrizione (un po' datata e in inglese) di come costruire, in economia, una tavola calda a bassa pressione (strumento che generalmente viene usato nel rifodero dei dipinti su tela). Modificando un po' il procedimento forse puoi ottenere una tavola aspirante che faccia al caso tuo...
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com
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Come ti dicevo l'uso del filmoplast sarebbe da evitare. ma sei assolutamente sicura di aver bisogno di un adesivo a base non acquosa?? Le istruzioni fornite da Adamentio sono interessanti anche se un pò carenti proprio sul sistema di ottenere l'aspirazione. In realtà puoi usare un semplice aspiratutto (importantissimo: deve avere il motore protetto dalle infiltrazioni d'acqua o butti via tutto... oltre a rischiare qualche corto circuito)... Purtroppo scendere nel dettaglio in questa sede sarebbe troppo lungo . Puoi anche cercare di procurarti: Carolina Cannizzaro - Laura Franceschini Un tavolo a bassa pressione: suggerimenti per la realizzazione e l’utilizzo I Talenti 5 - pp. 72 - F.to 14 x 21 ISBN 88-87243-27-1 Purtroppo l'editore comunica sul sito internet che il volume è ESAURITO NON SARA' PIU' RISTAMPATO) Insomma preferisco consigliarti ancora l'ICCROM. Saluti
Grazie a tutti e due, siete davvero gentili a regalarmi un po del vostro tempo e il sapere. Enrico, mi chiedi se sono sicura di dover usare la colla non a base acquosa? Non posso essere sicura perche riconosco la mia mancanza di preparazione. Pensavo cosi perche ci sono le mappe acquerellate del tutto o in piccola parte, o se non è acquarello è comunque una tinta solubile in acqua, e allora la paura mia sarebbe di rovinare qualcosa se uso tylose e carta giapponese come faccio normalmente per la carta. Forse dovrei avere il fon a portata di mano e asciugare subito? Se hai qualche altro suggerimento, ti ringrazio in anticipo, tutto è prezioso per me. Saluti Anna
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Quindi hai fatto le prove di solubilità o la tua è solo una sensazione? Ti chiedo questo perché spesso si dice che dopo una cinquantina d'anni gli acquerelli diventano stabili (cioè non solubili all'acqua). Ovviamente non è del tutto vero ma forse, se la quantità di tylose che devi usare non è moltissima, puoi ancora farcela. Certo questo implica anche che l'adesivo va usato con molta razionalità evitando il contatto diretto col pigmento che è resitente (in genere ma non sempre) ma non resistentissimo. Inoltre puoi usare un gettto d'aria calda o un ferretto caldo (tipo termocauterio). Attenzione però che con la tylose puoi ottenere sgradevoli effetti di "lucido". Saluti
Interessante, non sapevo della possibilita che il colore potrebbe essere diventato resistente. La prova l´ho fatta solo a una mappa che era su quella carta trasparente lucida, e ho visto il pericolo. Alle altre no, andavo a occhio, ormai conosco le tinte. Adesso non mi fidero piu ma faro la prova sempre. Grazie a te e a tutti!
ciao, io avrei una domanda per Enrico che parla di parziale insensibilità all'acqua degli acquerelli invecchiati... hai qualche bibliografia da consigliarmi sull'argomento? non ne sapevo nulla, ma sto scrivendo una tesi su dei bassorilievi contemporanei eseguiti con acquerello su gesso, ed in effetti la solubilità dei più datati ( degli anni cinquanta) è bassa. io l'ho reputato un fattore dovuto all'igroscopicità del gesso, reputando che avesse "assorbito" parte del colore... ma vorrei documentarmi. grazie. ciao
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Vorrei poterti rispondere ma purtroppo la situazione della mia biblioteca personale è folle. Ho avuto un'infiltrazione d'acqua in casa e, nell'attesa della tinteggiatura, ho dovuto smontare gli scaffali e inscatolare i libri. Forse, ma proprio forse, c'è qualcosa in proposito sul Paper Conservation Catalog.
il filmoplast è inutile nel senso che esistono alternative particolarmente valide. nastro pre-incollato in poche parole si applica e, si scioglie la colla con il termocauterio. credo che la casa costruttrice tedesca sia la stessa del filmoplast ma ti farò sapere in seguito perchè non ricordo. utile su carta con inchiostro sensibile a qualsiasi lavaggio a base d'acqua o nella saturazione (colla in acqua, quindi anche in questo caso) di strappi.
i costi tra i due ehm... non li ricordo, nn ricordo le differenze di prezzo. altre info domani appena torno in laboratorio
Di Dedda Fabio fabiodidoz@alice.it Laboratorio del Restauro del Libro Antico Abbazia di Novalesa (To)
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scusate ma mi pare che si stia un po' facendo confusione. esistono vari tipi di filmoplast, esistono quelli con base carta giapponese e adesivo acrilico (da far aderire con alcol o termocauterio) ed esistono i filmoplast autoadesivi. immagino che la reversibilità cambi.