[i][Ciao a tutti Ho recentemente realizzato lo strappo di un affresco collocato in un edicola votiva e realizzato da mano popolare dopo la seconda guerra mondiale raffigurante S.Anna col Bambino. Lo strappo si � reso necessario in quanto l�edicola � collocata all�esterno e nelle vicinanze di un torrente stagionale. Sia l�umidit� che l�invecchiamento che gli sbalzi igrometrici, (si trova in una localit� in cui nevica e gela) avevano creato le seguenti problematiche: � una decoesione dal supporto � fenomeni di disgregazione delle particelle che compongono la malta; � lacune a seguito della decoesione: ossia perdita di adesione fra gli strati con la conseguenza di sollevamenti e cadute di intonaco; � presenza di Sali;
Queste problematiche, insieme ad una scarsa fattura dell�affresco, ci hanno indotto ad utilizzare la tecnica dello strappo. Inoltre attraverso le lacune si intravedeva la presenza di un affresco sottostante e naturalmente pi� antico. Lo strappo � riuscito molto bene data la non particolare adesione dell�affresco sul sottostante. Ma veniamo al dunque: � stato deciso di conservare a testimonianza di un�arte popolare locale l�affresco strappato, si � deciso di posizionarlo su di una parete all�interno di una canonica. C�� un problema non avendo mai realizzato lavori del genere non conosco bene la tecnica di applicazione di affreschi su supporti. Per non parlare del basso costo che dovrebbe avere questa operazione. Esiste un metodo efficace che non prevede l�utilizzo del sistema a sandwich? Qualcuno potrebbe spiegarmi la tecnica nel dettaglio? Grazie.
Salve a tutti, cercavo in rete notizie relative al caseinato di calcio e mi sono imbattuto in questo forum. Ho letto che ben si presta per il backing nella tecnica dello strappo degli affreschi. Da quello che ho letto la caseina come collante � tutt'altro che elastico e vieni quindi aggiunto del latte magro, della calce spenta, ed anche una piccola parte di colla forte. Il problema � che non ho trovato una ricetta che indicasse le proporzioni per ottenere questo collante per il backing. Anche per effettuare lo strappo ho letto che si usa la colla pesce, in una vecchia ricetta di Secco Suardo consigliava di prepararla con l'aggiunta del fiele di bue e della melassa per aumentare fluidit� ed elasticit�. Ho provato questa colla colla per strappare piccole prove di affreschi realizzati su piccoli supporti (mattonelle in cemento) questo per prendere famigliarit� con la tecnica per poi strappare affreschi pi� grandi. Non so da cosa dipende ma purtroppo la tonachina non viene via tutta con pezzi pi� o meno grandi che restano sull'intonaco. Preciso che dovrei eseguire gli strappi su affreschi da me eseguiti per poi portarli in altro luogo, praticamente dei lavori su commissione. E qui sorge un altro dubbio: una volta realizzato un affresco ( e precisiamo anche che dovrebbe essere realizzato in questi giorni, che mi trovo al centro sud in una zona di mare) quanto dovrei attendere prima di effettuare lo strappo? Ho visto anche in rete che ci sono persone che realizzano affreschi su tonachina stesa su fibra di vetro, mi domando come faccia del normale intonaco a mantenere elasticit� ed essere addirittura arrotolato. Qualcuno pu� chiarirmi un p� le procedure in questione ? Ho sentito dire anche da qualcuno che si usa il paraloid per lo strappo, ma la cosa mi lascia un p� perplesso.
Risposta alla prima domanda, il caseinato di calcio è poco affidabile negli anni. Prova invece a fare il backing (voltaggio) con Elvacite 2004 diluita in acetone. Lo strappo si fa con colla di bue forte. Forse è proprio la mancanza di forza sufficiente, o di asciugatura della colla che ti fa restare pezzi di intonachino sul supporto. Prima di strappare bisogna attendere la completa carbonatazione e questo dipende dall'ambiente.
Bene, grazie per i consigli. Non conosco l' Elvacite 2004, è un prodotto sintetico? E' tra i prodotti per il restauro? La colla di bue invece immagino sia facilmente repribile in belle arti.
Sei sicuro che il caseinato sia così instabile nel tempo, o che comunque sia meno stabile dell'"Elvacite 2004"?
Mi piacerebbe vedere qualche studio riguardo se me ne potessi indicare... che io sappia il caseinato di calcio è tuttosommato abbastanza duraturo e strutturalmente ha una discreta compatibilità con il supporto murario...
L'Elvacite, se è la stessa che conosco io, è una resina acrilica, come d'altronde il Paraloid (comunque l'Elvacite 2004 non la conosco mentre conosco la 2014, 2044 e 2041... sei sicuro sulla numerazione?). La compatibilità della plastica con l'intonaco è generalmente considerata non buona anche se le acriliche hanno una certa elasticità che può parzialmente compensare ai differenti moduli di espansione e ad altre problematiche... comunque non mi sembra particolarmente consigliabile.
Le resine acriliche, inoltre, normalmente non sono famose per essere particolarmente durature anche se hanno molte importanti qualita e sono sicuro che in determinate circostanze (soprattutto come nel nostro caso in cui sono lontane da luce e ossigeno) potrebbero effettivamente avere una maggiore durata.
Il caseinato mi sembra comunque una buona sostanza collante.... antichissima... consigliata già dal Cennini come colla... effettivamente non sono sicuro al 100% sulla sua durata ma non mi da l'impressione di essere meno duratura di un acrilica...
Per quanto riguarda Rocco invece devo anche io riportare che in genere lo strappo si fa con colla forte mentre la colla di pesce è la più debole di tutte le colle animali. Se vuoi altre info sullo strappo ti consiglio questo tema: http://www.tine.it/cgi-bin/blah/Blah.pl?b-Con_supporto/m-1132313007/
Comunque i tempi di asciugatura sono molto difficili da calcolare. Dipendono molto dal supporto, dalla tecnica che impieghi (spessore strati, aggregati, ecc) e dal clima. Gli affreschi poi continuano a carbonatare... difficile dire un tempo... non ti resta che provare, provare e provare.
PS: poi magari ci fai anche una publicazioncina e ci dici dove l'hai pubblicata thx
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com
grazie per le ulteriori delucidazioni, il link che mi indicate l'avevo già letto ed è stato prezioso. Riguardo a quella che spesso sento chiamare "colla forte" vi riferite a quella di bue consigliata da Tagliapietram? Nei miei primi tentativi devo dire che la colla pesce non ha dato risultati malvagi, all' inizio sbagliavo concentrazione e il risultato era pessimo, indovinata la densità è riuscita ad asportare uno spessore di almeno 4 mm anche se in modo frammentario; la difficoltà nel maneggiarla dipende dalla velocità con cui asciuga e quindi non ti rendi conto bene dove sia penetrata per bene. Comunque farò tentativi con la colla di bue.Voglio precisare ancora che gli strappi che devo realizzare sono su affreschi realizzati ex novo e destinati allo strappo per essere trasportati altrove, detto questo: sull' arriccio di sabbia e calce che ho lasciato ben asciugare (circa un mese) andrò ad applicare la tonachina di grassello e polvere di marmo. Questa tonachina penso di mantenerla ad uno spessore non superiore ai 2 mm, secondo voi per facilitare lo strappo successivo posso interporre tra l'arriccio e la tonachina un isolante (quello che si usa per i fondi nell'edilizia prima di dipingere le pareti) o magari un qualche altro tipo di isolante? Il caseinato di calcio nel backing aiuta anche anche a conferire maggior elasticità alla tela di supporto ed all' affresco strappato? Sicuramente al termine di quest'esperienza compilerò un breve memorandum da mettere a disposizione. Ah! Ci fosse un "maestro" da queste parti!
restauratore di dipinti su tela e tavola Nuovo utente
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Ciao a tutti ! E'la prima volta che utilizzo questo form di restauro e conservazione. Non so se sono in regola.. Ho un probelma: mi trovo a Parigi a dover progettare il restauro di un dipinto murale di fine XIV sec di scuola lombarda che alla fine del 1800 � stato staccato dal supporto originale e trasportato su un supporto cellulosico tessile di lino e vincolato ad un telaio ligneo. purtoppo io mi sono sempre occupato del restauro di tele e tavole e non ho sufficiente esperienza per risolvere il probelma in modo autonomo. Le condizioni conservative del supporto tessile sono particolarmente degradate e occorre asportare il tessuto dal verso del dipinto e collocare l'opera su un nuovo pannello a nido d'ape. Purtroppo prima dell'applicazione del dipinto alla tela di "rifodero" sempre nel corso del'intervento di stacco, ottocentesco � stato fatto aderire direttamente agli strati di intonaco originali una teletta a trama molto fitta, anch'essa degratata e irrigidita dall'impregnazione del caseinato di calcio. Vorrei sapere :
Come principio generale ee � corretto voler sportare anche la tela a diretto contatto con gli starti di intonaco? E se si quali sistemi � meglio utilizzare per eliminare la tela e rimuovere il caseinato? Se asporto anche la teletta, occorre applicare un nuovo garzino? e se si di che tipo? Quali sono gli adesivi piu indicati per far aderire il dipinto a nuovo pannello a nido d'ape? Quale � la sucessione corretta delle operazioni per far aderire il frammento di pittura murale al nuovo supporto? Come deve essere preparato il nuovo pannello che dovr� accoglire l'opera? In fine tenendo conto che l'affresco misura 280x 90 cm quale � lo spessore del nuovo pannello? intonaco originale ha uno spessore di circa 5mm 8 mm. Grazie a tutti ale
da quello che scrivi, penso si tratti di uno strappo d'affresco ad opera degli estrattisti bergamaschi.
puoi trovare indicazioni su un intervento simile al tuo sugli atti del congresso dell'IGIIC
IV Congresso Nazionale IGIIC- lo stato dell'arte- Siena, 28-30 settembre 2006 precisamente a pag.271-278 intervento dal titolo: Proposte per nuovi supporti e adesivi per ricollocare dipinti murali strappati in antico
oppure negli atti del III Congresso Nazionale IGIIC- lo stato dell'arte- Palermo,2005 un contributo scritto da me dal titolo: analisi dello stato di conservazione di alcuni affreschi strappati e riportati su supporto
Per approfondire la tecnica usata dagli estrattisti, consulta il manuale di restauro del Secco Suardo, lo trovi nelle edizioni Hoepli ti spiega esattamente cosa hanno fatto e la composizione della colla usata.
Sono Roberta, é la prima volta che scrivo in un forum, e in questo in particolare, ma il vostro dibattito si fa davvero interessante per me.
Infatti sto lavorando su un dipinto su soffitto degli anni '40 che è stato strappato con tele e colla forte animale. non si tratta di un affresco ma di una tempera in buono stato di conservazione. Si rende necessario ora un intelaggio a tergo del dipinto per poter rimuovere le tele usate per lo strappo. Vorrei usare una resina acrilica(Paraloid) per fare un intelaggio con tela di lino a tergo, visto che le tele da rimuovere sono incollate con colla animale. Può essere una buona soluzione? Si possono usare a questo scopo anche reticoli in vetroresina al posto della tela? Poi, una volta intelato e rimosse le tele sul davanti il dipinto deve essere riposizionato sul soffitto originale. Qual'è l'adesivo migliore in questo caso? Mi interessava molto il discorso sul rivolto delle opere staccate a cui accennava arco Nicola e mi piacerebbe avere l'opportunità di approfondire l'argomento. Ho letto anche dei tentativi per operare uno strappo di Rocco. Anche secondo me dovresti provare con colla forte d' ossa, i risultati, vedrai saranno migliori! Ringrazio tutti fin d'ora, saluti
salve a tutti.. Ho eseguito lo strappo di un dipinto a tempera, con non pochi problemi vista la pulvirulenza del colore e il notevole stato di degrado del supporto originale, e dovrei riapplicarlo in un'altra area dell'edificio. Qualcuno saprebbe indicarmi il prodotto più adatto per l'incollaggio di un dipinto su tela ad una parete? Grazie
il dipinto che hai strappato, era già una tela incollata a parete e tu l'hai rimossa? quindi non c'è un ulteriore supporto, giusto? come si presenta il retro della tela? è assorbente o è stato impermeabilizzato? devi considerare le caratteristiche della superficie sulla quale andrai ad incollate la tela, è finita ad intonaco, è presente una tinteggiatura a tempera ? oppure la tinteggiatura è in lavabile? ci sono più strati? in pratica devi considerare un pò tutti gli aspetti che possono influire sull'incollaggio in modo da prevenire possibili problemi futuri. la soluzione migliore è comunque quella di fornire la tela di un nuovo supporto e poi posizionare il tutto a parete
Dottore in Chimica - Consulente Restauro Moderatore
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Da quanto scrivi mi pare di capire che il dipinto era un dipinto murale a tempera ed ora è stato strappato e applicato su una tela. Se è questo il caso, non escluderi anche l'ipotesi di incollare la tela su un supporto inerte e leggero (tipo policarbonato) e poi incassre il tutto nella parete. I dipinti strappati diventano in generale più sensibili dopo lo strappo e questo potrebbe essere un buon modo per evitare almeno in parte alcuni problemi conservtivi.
In generale, comunque, la tela a diretto contatto con il muro potrebbe essere più facilmente soggetta ad attacchi biologici e patire l'umidità che riceve dal muro quindi avere un supporto più stabile e "sano" su cui ancorarsi potrebbe essere una buona soluzione.
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
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