Ciao a tutte/i mi trovo in difficoltà perchè sto usando come solvente per i colori a vernice per ritocco l'acetone al posto del diluente nitro che è troppo tossico e di cui non si riesce mai a conoscere la composizione. Il problema è che l'acetone evapora troppo velocemente. Sto cercando un solvente che sia poco tossico e che mi dia un po' più di tempo. Qualcuno ha un'idea in proposito? Grazie e buon lavoro a tutte/i
Gentile Jole Marcuccio, grazie per la rapida risposta. L'etillactato l'ho comprato, è carissimo e funziona malissimo: forse c'è una modalità d'uso che non conosco. Secondo lei lo xilolo è meno tossico dell'acetone? Per la firma, a parte il tono autoritario che non mi piace sia usato con me e non penso debba essere usato con nessuno, non era scritto di mettere nome e cognome da nessuna parte, ma solo la firma completa, che a tutt'oggi risulta libera persino nel mondo bancario e creditizio. Penso che se serve il nome e il cognome, dovrebbe essere scritto più chiaramente ad es. "scrivete nome e cognome" Adesso provvedo a inserire il mio nome completo e il cognome.
bisogna guardare sulle schede di sicurezza, mi sembra che i parametri tra acetone e xilolo siano simili. Ovviamente deve essere puro, esente da benzene. sicuramente però sempre meglio del diluente nitro, e poi l'acetone non si riesce ad usare nel ritocco. non ho capito, usi i colori a vernice in tubo già pronti?
un'ottima soluzione può essere W.S. 80 e xilolo 20
circa la firma, effettivamente il mio tono era imperioso, ma è piuttosto antipatico dover scrivere messaggi per spiegare che serve la firma, oppure oscurarli per mancanza della stessa. nell'apposita sezione è specificato che serve la firma completa, pensavo fosse chiaro che per "completa" si intendesse nome e cognome.
Grazie mille per l'utilissimo consiglio e sì, uso i colori già pronti della Maimeri. Mi sembra di avere lo xilolo e farò quanto prima una prova nel modo da lei consigliato. Cordialmente.
Per quanto riguarda la tossicità di xilene e acetone bisogna considerare che il primo è comunque un solvente aromatico della famiglia del benzene. Il benzene è uno dei più pericolosi cancerogeni riconosciuti (leucemia) e quindi, per prudenza e in accordo con alcuni studi, si tende ad eliminare anche i suoi più importanti derivati (toluene e xilene) dalle miscele di solventi. (Motivo per cui Cremonesi ha propsoto anche di soppiantare il test di Feller con una rielaborazione del test di Wolbers al fine di evitare l'impiego di toluene) N.B. xilolo, toluolo e benzolo sono nomenclature in disuso e sono state sostituite da xilene, toluene e benzene. Cremonesi riferisce che la nomenclatura con le desinenze in -olo è tuttora usata per prodotti poco puri che contengono maggiori quantità di sostanze estranee e in particolare di benzene e risultano quindi molto più pericolosi. Anche il White Spirits e l'acquaragia minerale, che sono frazioni ottenute dalla distillazione del petrolio, contengono discrete quantità di sostanze aromatiche ed è per questo che per produrne varietà più sicure spesso vengono dearomatizzate (se non sono dearomatizzate sono molto pericolose). Pur usando WS o acquaragia minerale dearomatizzati esistono, generalmente, ancora piccole impurezze di sostanze aromatiche si deve pertanto scegliere prodotti quanto più possibile esenti da aromatici e in particolare da benzene. Un discorso analogo si potrebbe fare per alcuni eteri di petrolio. Per quanto riguarda l'acetone è considerato un solvente a tossicità piuttosto limitata; uno dei più sicuri. Effettivamente pur presentando una notevole velocità di evaporazione (e quindi potenzialmente una tossicità più elevata poichè è più facile assorbirlo nel organismo) presenta una TLV (Threshold Limit Value = Valore Limite di Soglia = Concentrazione a cui una sostanza è considerata pericolosa per l'organismo) piuttosto elevata. I colori a vernice Maimeri si possono sciogliere in WS dearomatizzato senza alcuna aggiunta. Si possono anche sciogliere in essenza di trementina (acquaragia vegetale, una miscela di terpeni). Quest'ultima sicuramente ha un intenso odore (molto caratterisco, storicamente e comunemente ricollegato alle attività di pittura e restauro) e una certa nocività e può provocare sensibilizzazione. Una soluzione più moderna è sicuramente il limonene (altro terpene; chiamato anche dipentene nella forma racema) anche lui dotato di un caratteristico odore di arancia o di limone (in relazione al tipo di enantiomero presente) odore che peraltro soprattutto se per lunghe esposizioni potrebbe non risultare dei più graditi; il limonene ha anche un certo potere sensibilizzante ma generalmente lo si preferisce attualmente alla trementina perchè considerato a minore nocività. Entrambi i solventi vegetali (Trementina e Limonene) possono anche usarsi in miscela con etere di petrolio e WS (che devono ovviamente essere esenti da aromatici) per correggere la viscosità e i parametri di solubilità.
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com
Grazie per la risposta completa ed esaustiva. Devo dire che dell'essenza di trementina non posso neanche più sentire l'odore da anni; la spiegazione sull'acqua ragia dearomatizzata mi ha lasciato a bocca aperta: pensi che nei barattoli c'è scritto acquaragia dearomatizzata e poi sul fronte acqua ragia inodore...come se significasse la stessa cosa. Quindi rimane il dubbio: se il livello è questo, come facciamo a sapere se un'acquaragia dearomatizzata è meglio di un'altra? Come facciamo a essere sicuri che sia veramente esente da benzene?
Cremonesi consiglia l'uso di solventi contenenti meno dello 0.1% di idrocarburi aromatici nel caso di Essenza di Petrolio (Ligroina 100-140°C Carlo Erba ACROS ORGANICS 23302-0025) e meno dello 0.2% di idrocarburi aromatici per quanto riguarda il Petrolio 180-220°C (prodotto analogo al WS) che lui consiglia di acquistare dalla Merck ( 109718 ).
Ti avviso che data la maggiore purezza potrebbero sembrarti piuttosto costosi.
Richiedendo comunque la scheda di sicurezza e la scheda tecnica al fornitore quest'ultimo dovrebbe generalmente comunicare il dato relativo agli aromatici residui.
Per maggiori info ti consiglio di consultare: L'uso dei solventi organici nella pulitura di opere policrome di Paolo Cremonesi; il Prato, Padova, 2000.
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com
restauratore dipinti (tele e tavole) Utente anziano
Posts: 82
Location: Pitesti, Romania
ma per i colori a vernice non va bene anche l`acol isopropilico e l'etillactato in proporzione di 75:25% ? secondo me va molto bene. anche l`alcool isopropilico da solo, pero` evapora piu` velocemente
Vanno anche bene per stemperare i colori... non li ho menzionati perchè più comunemente vengono usati quelli che ho elencato che hanno la minima polarità necessaria per svolgere il loro compito. L'alcol isopropilico, invece, ha una polarità molto elevata; il suo uso risulta quindi più rischioso per l'opera perchè i continui vapori e possibili accidentali debordature potrebbero ammorbidire lo strato pittorico e interagire con esso soprattutto nell'uso su dipinti relativamente recenti (tipo quadro dell'800). Idem dicasi per l'acetone.
Un altro appunto per Dario: Tu hai scritto che intendi usare colori a vernice Maimeri; non hai specificato il legante se si tratta di colori a vernice che hanno come legante resina mastice, ricordo che tale resina tende ad ingiallire abbastanza velocemente nel tempo... esistono in commercio colori a vernice in resina chetonica che sono molto più resistenti all'ingiallimento... (anche se non mi piace fare pubblicità, questa volta per evitare di essere sobillato di messaggi vi segnalo che la linea Restaurarte, ad esempio, ha colori a vernice in resina chetonica... probabilmente ne esistono anche di molte altre marche).
non è mai una bella cosa vedere i ritocchi ingialliti dopo qualche anno...
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com
Con i Restaurarte ho avuto problemi: il nero era grigio e mi ha fatto impazzire un bel po' prima di capire... per il resto vedo che sono matericamente diversi ma non sapevo la storia del legante. Non mi pare però di aver avuto problemi di ingiallimento con i Maimeri. Ho sotto il naso una mia pala d'altare che ho restaurato circa 5 anni fa e non riscontro nulla di anomalo nei ritocchi, che ti assicuro erano moltissimi. Potrebbe dipendere dal fatto che i ritocchi in realtà si trovano sotto un film di vernice finale? Per il discorso della pubblicità, almeno in un ambito come il nostro, fare i "nomi" mi pare inevitabile, quindi se un prodotto è in commercio, tanto vale dirne i lati negativi e quelli positivi. Io ho fatto la prima cosa e tu la seconda per i Restaurarte.
E' possibile che la vernice finale abbia protetto i ritocchi.... sarebbe interessante fare dei test di laboratorio per verificare tale ipotesi provando con diverse vernici finali, diverse condizioni di esposizione, ecc...
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com