Mi trovo a dover affrontare la manutenzione di un edificio in muratura faccia a vista posto in prossimità di un porto romagnolo e quindi ricco di sali, immagino soprattutto cloruri.
Da una ditta specializzata in elettroosmosi mi è stato consigliato un "lavaggio interno" per abbassare la concentrazione di sale nella muratura e contestualmente l'applicazione di un impianto di deumidificazione.
Trovo questa una buona soluzione, ma il mio dubbio è la protezione dai sali che possono continuare ad arrivare sulla muratura portati dal mare: può essere sufficiente un idrorepellente o esistono in commercio prodotti antisale specifici per murature faccia a vista? Se sì che durata hanno?
Benvenuto Minozzi - l'argomento è di grande interesse e importanza, per tutte le nostre coste. Il problema è di estrarre e rimuovere i sali cloruri, quelli che causano i danni e terribile degrado. Si può fare con un vero lavaggio del muro sottovuoto con acqua (procedimento molto complicato e costoso ma efficace) oppure estraendo i sali con impacco. Confesso che il problema non mi è chiaro. Se il "lavaggio" è previsto con elettrosmosi, è la prima volta che sento parlare di un "lavaggio interno" con tanta disinvoltura - Pertanto, sarei molto interessato a sapere esattamente in che cosa consiste quello che ti è stato proposto. Ciò perché:
1- L'elettrosmosi (di quale tipo)? non può effettuare un lavaggio!! Serve a interrompere l'umidità di risalita ma non a contrastare libecciate! Può solo asciugare il muro e far cristallizare ulteriormente i sali presenti, 2- A che cosa serve l'impianto di deumidificazione se il problema è all'esterno Lavoriamo all'interno o all'esterno?
Quanto al dopo, è giustissima la tua preoccupazione. Le burrasche porteranno nuovo sale. Sconsiglio molto vivamente qualunque "antisale chimico". L'unica protezione è un idroepellente (oggi normalmente a base di silossani). Ma questo non funziona in presenza di molti sali. Cordialmente,
Ing. Edgardo Pinto Guerra - 0578 266922 - 348 705 7354 Email: xgardo@tele2.it Consulente risanamento murature storiche. Sito http://www.mangiasali.it Autore del volume "Risanamento di murature umide e degradate". Dario Flaccovio Editore 2008.
La causa dei dei sali all'interno della muratura è duplice: da risalita di acqua salmastra e dalla superficie per trasporto dal vento.
L'impianto proposto dalla Elo di Fiorano Modenese per l'estrazione dei sali consiste in un impianto di deumidificazione elettroosmotico (elettroosmosi ATTIVA che di fatto sposta l'acqua presente nel muro dall'alto verso il basso) abbinato alla fornitura di acqua pura o meglio distillata (con costi non prevedibili) in quantità regolabile. Quindi l'acqua fornita dall'alto all'interno della muratura, mediante opportuni fori e un apposito impianto idraulico, discioglie i sali presenti e viene contemporaneamente forzata dal campo elettrico a discendere verso il basso portando con se i sali disciolti.
Pensavo di chiedere delle analisi sulla percentuale di sali prima e dopo il lavaggio per determinare quando interrompere il lavaggio e mantenere solo l'impianto di deumidificazione, impedendo così l'ulteriore risalita di acqua e di sali.
Ho trovato in commercio un solo antisale per murature faccia a vista che dovrebbe cristallizzare i sali presenti e creare una barriera impermeabile senza alterare la superficie muraria. In effetti sarebbe preferibile un idrorepellente ma credo non abbiano funzioni antisale.
Adesso capisco di più. Teoricamente la soluzione va bene, e infatti, Il lavaggio come descritto è stato sperimentato, anche 10 anni fa, ma non sembra entrato nell'uso comune. Forse perchè allora gli inconvenienti riscontrati sono stati diversi, tipo: a) Con 9% di cloruri anioni si ha una inversione di polarità e l'elettrosmosi pompa in SU invece che in giù. b) Per spostare la soluzione salina diluita il muro va quindi interamente saturato d'acqua per due o tre mesi. Situazione antipatica di per se; ma peggio, di conseguenza l'acqua gronda ed esce da tutte le parti e da tutte le fessure della parete. Il che non sarebbe un male perché lava la superficie MA in un muro di vecchia calce questo bagno prolungato può ammorbidirla troppo e, sopratutto se la calce contiene terra (cosa non certo rara), il flusso d'acqua può facilmente dilavare il fino e il muro intero può risentirne dal punto di vista statico. Per impedire ciò negli esperimenti fatti si è dovuto rivestire la parete con un intonachino di sacrificio. Nel tuo caso gli impianti di e/osmosi dovrebbero essere due: uno per il lavaggio e poi quello per la risalita. Le spennellate di antisale chimici, per ammissione degli stessi produttori, non possono penetrare più di 4-5mm. I sali cristallizzati si trovano anche a 15mm e non vengono raggiunti e neutralizzati. Comunque, Se i sali sono stati tolti, non serve l'antisale. Per impedire la penetrazione di nuova spuma marina il meno peggio è il silossano. Tutto sommato, forse è meglio fare una valutazione di costi/risultati/rischi prendendo in considerazione l'estrazione del sale esistente con impacco invece del lavaggio, fare solo la barriera anti-risalita con e/osmosi e proteggere la superficie con idro-repellente.
Ing. Edgardo Pinto Guerra - 0578 266922 - 348 705 7354 Email: xgardo@tele2.it Consulente risanamento murature storiche. Sito http://www.mangiasali.it Autore del volume "Risanamento di murature umide e degradate". Dario Flaccovio Editore 2008.
1) Il lavaggio mi lascia molto perplesso. 2) non mi preoccuperei eccessivamente dell'apporto dall'esterno (la porosità del litotipo ?) 3) è possibile prevedere la ventilazione delle murature in fondazione ?
ho applicato i lavaggi elettrosmotici verticali circa dieci anni fa ma i risultati sono incostanti, i lavaggi lunghi, e le lamentele dei direttori lavori continue ( quanto dura?,c'è pericolo di crolli? ecc.ecc.) Molto meglio ma concettualmente più complicati e comunque non semplici i lavaggi orizzontali. Che io sappia fino ad ora hanno funzionato bene i lavaggi con intonaco sacrificale ma sul mattone a vista non si può e comunque è sempre un processo costoso. Per curiosità sono state fatte delle analisi dei sali a più altezze e profondità per vedere quale è l'apporto del sale da risalita e quello da aria salmasrta? ed è stata fatta l'analisi della concentrazione salina nelle acque che bagnano la fondazione? A mio parere oltre la cresta di sale da risalita capillare è sufficiente effettuare ripetuti lavaggi esterni e poi ,come dice Guerra,proteggere con un idrorepellente a inversione di menisco. Per le parti più cariche di sale su muri a vista la cosa migliore da usare è un estrattore ad impacco e un bell'impianto elettrosmotico per impedire le risalite,semprechè la concentrazione salina non sia troppo vicina al punto di inversione della direzione di spostamento dell'acqua per elettrosmosi. Non ho invece capito i vantaggi della possibile ventilazione delle pareti cui fa cenno il nostro amministratore.
Il vostro "amato" aministratore ha sempre privilegiato una visione più ampia dei problemi. Mi spiego meglio. Non creso sia corretto isolare un singolo tema e tentare di risolverlo intervenendo direttamente su di esso disconoscendo altre soluzioni. Le oprere di deumidificazione, consolidamento, pulizia ecc., dovrebbero far parte di un progetto derivante da una visione complessiva dei problemi di ogni singola costruzione. In passato (ai tempi del forum presente su yahoo) ho spesso criticato le soluzioni pronte all'uso simili, a mio parere, all'atteggiamento esclusivamente farmacologico di alcuni medici. Comprendo bene che, per problemi economici, non tutti possono intervenire sul complesso della costruzione e si limitano quindi ad esaminare soluzioni parziali.
Ritengo anche che: - qualsiasi intervento volto a contrastare il fenomeno della risalita di umidità (e non cito la capillarità in quanto non è la sola responsabile del fenomeno) sia destinato, nel tempo, a perdere il confronto con le leggi della natura; - nessuno vieta, inoltre, di predisporre contemporaneamente più dispositivi atti a risolvere un problema;
In quest'ottica la possibilità di predisporre in fondazione un dispositivo di ventilazione (unico sistema naturale capace di contrastare qualsiasi fenomeno di umidità), dovrebbe rappresentare la prima opzione da valutare.
Solo nel caso in cui specifiche conformazioni del sito non dovessero consentire interventi, anche parziali, in fondazione (pozzi assorbenti, drenaggi, intercapedini e vespai ventilati, ecc.) è lecito (a mio parere) esaminare altre soluzioni.
Tuttavia, vivendo anch'io nell'epoca dei precotti mi rendo perfettamente conto di non potere ogni giorno cucinare secondo le laboriose ricette della nonna.
Che almeno ci resti la cognizione della differenza fra i precotti e la buona cucina visto che in atto siamo perseguitati dai sughi di una nota azienda che dovrebbero stupirci in quanto del tutto simili alle ricette tradizionali ...
Il tutto in assenza di qualsiasi polemica con le aziende.
Molto meglio ma concettualmente più complicati e comunque non semplici i lavaggi orizzontali. Che io sappia fino ad ora hanno funzionato bene i lavaggi con intonaco sacrificale ma sul mattone a vista non si può e comunque è sempre un processo costoso.
Non mi è chiaro se si tratta di semplice applicazione di acqua sulle superfici esterne o se unita a questa vi sia altro: mangiasali o elettroosmosi in orizzontale?
E' possibile sostituire l'intonaco sacrificale con un prodotto idrorepellente? In particolare ho trovato (ma non ancora testato) un prodotto "antisale" che funge anche da idrorepellente: sarebbe quindi da applicarsi contenstualmente all'impianto elettroosmotico e non successivamente.
Da tutto quello fin ora detto io sarei propenso a seguire queste fasi: 1) pulitura superficiale e abbondanti lavaggi orizzontali (sino ad eliminare il rischio di inversione dell'effetto elettroosmotico); 2) applicazione di intonaco sacrificale nella parte interna e forse di un prodotto idrorepellente/legante sulla parete faccia a vista; 3) instalazione di impianto elettroosmotico con eventuale lavaggio interno blando. 4) a fine lavori ulteriore protezione con idrorepellente se necessaria da ripetersi comunque ogni 4-5 anni.
Ovviamente il punto 2 rimane quello più in dubbio...potrebbe forse essere sostituito con continui lavaggi orizzontali.
caro ingegnere l'idro repellente puo aiutare in parte ma l'aria salmastra lo degradera in un anno circa esiste un prodotto chimico che elimina i sali ma prima consiglierei di lavare il muro a secco estrarre i sali passare il prodotto anti sali anche se e' molto inquinante consolidare e idrorepellente pero queste sono operazioni che se non eseguite correttamente non risolvono alcun problema e poi per ultimo ma non meno importante ripassare l'idrorep ogni anno per una buona manutenzione
L'amico Minozzi non ci ha piu fatto sapere niente dal Marzo 2006. Peccato, perche la cosa era molto interessante. Vorrei solo far presente una altra volta che cosa si intende, commercialmente con 'antisale' perchè l'antisale non elimina NIENTE, anzi crea! Viene cosi descritta, impropriamente, la reazione chimica di un prodotto liquido spruzzato o spennellato su una parete piena di sali. Il prodotto reagisce con il sale con il quale viene in contatto e forma un nuovo sale questa volta insolubile al posto del sale solubile con il quale ha reagito. Ossia, crea del nuovo materiale che intasa i pori del materiale ospite. E' un processo invasivo, irreversibile e non certamente compatibile. Funzione per poco tempo - il reagente 'antisale' non puo penetrare nel muro perchè esso stesso forma subito una barriera al suo penetrare. I sali piu interni non vengono mai raggiunti. Ri-cristallizzano e presto staccano tutto. Inoltre, i liquidi 'antisale' in commercio sono (nel migliore dei casi) dei cocktail di reagenti per trasformare le tre principali classi di sali presenti: cloruri, solfati, nitrati. Non esiste un reagente omnibus. Si spara nel mucchio sperando di beccare (tutto) quello giusto. A mio avviso, è oggi un metodo ampiamente superato, visto i danni incalcolabili che ha causato a faccia vista, in Italia e all'estero, sopratutto quando abbinato a protettivi impermeabili.
Ing. Edgardo Pinto Guerra - 0578 266922 - 348 705 7354 Email: xgardo@tele2.it Consulente risanamento murature storiche. Sito http://www.mangiasali.it Autore del volume "Risanamento di murature umide e degradate". Dario Flaccovio Editore 2008.
In effetti dopo l'impianto di deumidificazione è stata fatta una pulizia superficiale ripetuta più volte, in modo che con l'asciugatura progressiva uscissero più sali possibile. Dopo 3 mesi è stato applicato un idrorepellente. Ovviamente è ancora presto per valutare i risultati e la durata del prodotto.
Per quel che riguarda i cosiddetti"antisale" io ho una concezione un po' diversa: credo siano quei prodotti che "rivestono" il capillare (per qualche millimetro di profondità ) in modo da impedire al sale di arrivare alla superficie. L'esperienza mi dice che i migliori, sebbene con risultati non sempre soddisfacenti, siano quelli a base solvente, rispetto a quelli a base acqua.
Attualmente ho visto applicato con successo un rinzaffo a base di pozzolana in una stalla: l'unico errore è stata l'altezza di applicazione e cioè 2 metri, mentre la presenza di sale si è rivelata (anche se era impossibile valutarla prima) fino a 3 metri. sto ancora aspettando la fuoriuscita di tutto il sale per rimuovere l'intonaco e applicare il rinzaffo anche nelle zone macchiate.
Certo - oramai l'unica parola più abusata, senza significato tecnico preciso, e impiegata commercialmente, di "antisale", è . . . . "deumidificante". Come vede, non hanno più nessun senso.
L'antisale nasce come reazione chimica di conversione dei sali come descritta sopra. Invece, i prodotti che rivestono i capillari per impedire il passaggio d'acqua lasciando passare il vapore acqueo sono, correttamente, detti *Idrofobizzanti*. Cioè sono idro-repellenti e traspiranti.
A parte il vecchio Silicato di Potassio, l'antesignano sempre in auge, oggi sono sopratutto le resine silaniche-silossaniche, in veicolo acquoso o di solvente. Possono essere impiegate in tre modi: 1- direttamente sul muro per cercare di bloccare i sali in soluzione all'interno, normalmente per poco tempo 2- come pittura su un intonaco macroporoso assorbente per evitare l'ingresso della pioggia ma facendo "respirare" l'intonaco 3- mescolate all'impasto dell'intonaco stesso per ottenere entrambi gli effetti.
4- Sono le stesse impiegate nelle iniezioni che formano la barriera chimica alla risalita.
Ing. Edgardo Pinto Guerra - 0578 266922 - 348 705 7354 Email: xgardo@tele2.it Consulente risanamento murature storiche. Sito http://www.mangiasali.it Autore del volume "Risanamento di murature umide e degradate". Dario Flaccovio Editore 2008.
salve a tutti, l'argomento è molto interessante. il caso dell'ing. minozzi è particolare e più frequente di quanto si possa immaginare. personalmente ho affrontato casi simili in zone riveirasche ove c'era l'esigenza di deumidificare le murature, rendere l'involucro edilizio agibile, abbassare l'Hr entro limiti tollerabili e, contemporaneamente proteggere dall'ulteriore apporto di salsedine dovuta alla vicinanza alla costa. vi spiego come ho agito. ho innanzitutto monitorato le murature umide, individuata la genesi di alimentazione ho trattato le zone che attingevano acqua dalle fondazioni, le ho stonacate e le ho trattate con apposita malta in grado di avacuare l'acqua residua da tutto lo spessore della muratura. questo procedimento mi ha permesso di eliminare il veicolo principale con cui il sale (o meglio il miscuglio di sali) si muove: l'acqua. togliendo l'acqua il sale non ha più i mezzi per potersi muovere e quindi creare danni. l'eliminazione dell'acqua dall'intero spessore della muratura ha prodotto il risultato di recuperare il valore isolante (recupero energetico) della struttura, per cui nei mesi invernali non vi è più dispersione di calorie. d'estate, inoltre, non vi è dispersione di frigorie, proprio perchè il muro si asciuga del tutto. un altro vantaggio, inaspettato è stato il fatto che l'igrometria ambientale si è progressivamente ridotta dall'iniziale 88% al 50-53% stabilizzandosi definitivamente intorno a questi valori. esternamente, per evitare l'apporto di sali cloruri delle nebbie notturne o dai venti di mareggiata, abbiamo utilizzato degli appositi protettivi (delle vere membrane) elastiche (300% di elasticità !) per evitare fessurazioni da movimenti termici e/o strutturali, impermeabilizzanti ed anticarbonatazione, particolarmente resistenti ai sali anche a concentrazioni elevate, resistenti ad agenti chimici, con temperature di resistenza comprese tra -50°C e +100°C. il tutto, ovviamente, tenendo in debita considerazione la permeabilità al vapor d'acqua dei rivestimenti adottati per evitare sbollamenti o perdite di performances del sistema deumidificante sottostante. a distanza di 16 anni il lavoro è ancora lì, senza manutnezione x tutti questi anni. se non lo avessi seguito personalmente, vi giuro, stenterei a crederci. chi desiderasse un report fotografico o ulteriori info, o dettagli tecnici, non avete che da chiederlo. dà ragione all'ing. pinto guerra che gli antisale commercializzati sono generici, anche troppo. secondo me un antisale dovrebbe essere specifico per il tipo di sale in questione, diverso da caso a caso. stessa cosa vale per i cosiddetti "deumidificanti". ma "quanto" deumidificano? e in che tempi asciugano la muratura ove applicati? il mercato richiede certezze, non chiacchiere.
saluti e buon lavoro leo sigi
LSD Sigi Leo 340-9572525 consulente tecnico e marketing sito: http://www.top-level.it info@top-level.it
le ho stonacate e le ho trattate con apposita malta in grado di avacuare l'acqua residua da tutto lo spessore della muratura. questo procedimento mi ha permesso di eliminare
Puoi cortesemente spiegare che cosa è questa malta che dura da 16 anni? e anche di che cosa è fatto il muro?
Ing. Edgardo Pinto Guerra - 0578 266922 - 348 705 7354 Email: xgardo@tele2.it Consulente risanamento murature storiche. Sito http://www.mangiasali.it Autore del volume "Risanamento di murature umide e degradate". Dario Flaccovio Editore 2008.
[color=blue][/color]certo, la malta è una miscela anidra di inerti leggeri, appositamente calibrata nelle granulometrie, a seconda del caso specifico (muro controterra, umidità in ascesa, condensazione, ecc.) va consigliato il giusto ciclo di lavorazione (vi sono procedimenti diversi) e gli spessori ottimali da applicare. il legante è solitamente cementizio, ma può anche essere sostituito da legante calce qualora il cemento sia ospite indesiderato o non gradito (come nelle sovrintendenze). gli spessori sono legati all'efficienza termica che si vuole conseguire in stretta relazione alla zona climatica ed ai valori di resistenza termica che si desidera ottenere. ai soli fini della deumidificazione invece gli spessori finali sono rapportati in base allo spessore della muratura da bonificare ed alla sua natura (tufo, pietra, mista, ecc.). solitamente non si supera i 3-4 cm. nel caso specifico citato nella replica precedente la muratura era a sacco, in tufo della terra di bari dentro e fuori e, nel riempimento, pietrame, terra ed altri inerti, spessore 60 cm circa. stabile degli inizi '900. non faccio nomi commerciali sennò il nostro admin mi censura
saluti
LSD Sigi Leo 340-9572525 consulente tecnico e marketing sito: http://www.top-level.it info@top-level.it