Dottore in Chimica - Consulente Restauro Moderatore
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Leggendo il tutto mi sembra opportuno ricordare che per l'uso in esterno esistono anche i colori ai silicati... mi sembrano molto più compatibili con un consolidante come il silicato d'etile e inoltre non c'è il primal che avrà sicuramente problemi di conservazione per invecchiamento fotossidativo... tenerli presente potrebbe valerne la pena (a volte il loro uso è imposto da capitolato).
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com
Salve a tutti, sto facendo la pulitura di una volta di una chiesa su cui vi sono delle pitture murali a tempera (semplici riquadri con sfondati) In passato vi sono state delle perdite dal tetto che filtrando da delle crepe sulla volta ha causato delle macchie nere di umidità, il colore è irreversibilmente macchiato, in alcune zone è molto più scuro,....ora il tetto è stato riparato, la volta è completamente asciutta ed io non so come "eliminare " queste macchie nere.... Ho provato a fare impacchi con acqua distillata, ma non è servito a nulla.....Qualcuno mi può dare un cosiglio? Ringrazio anticipatamente
Ad Annalisa Ogni prodotto andrebbe applicato seguendo scrupolosamente le indicazioni della scheda tecnica. Possibilmente...visto non sempre si può scegliere la stagione e le condizioni di UR e T. Il tempo per il completamento della reazione in genere è di 4 settimane ma i vari prodotti commerciali hanno comportamenti diversi (ad esempio nell'evaporazione del solvente che per alcuni può essere anche molto lenta). Anche per quanto riguarda la diluizione devi seguire la scheda tecnica. Lo scopo resta però sempre consolidare... E' più facile che sia necessario ripetere il trattamento piuttosto che diluire il prodotto per renderlo più blando. Si può diluire per favorirne l'assorbimento in profondità nell'esecuzione del preconsolidamento di un materiale molto degradato. Sicuramente puoi considerare positivo il risultato del tuo intervento ma, viste le difficoltà che hai incontrato, sperimenterei altri materiali. Seguendo magari il consiglio di Marco.
A Marco Adamantio Nicola Sono lieto che tu abbia introdotto le pitture ai silicati. Noi ne abbiamo provato svariate (silicati e polisilicati) e devo dire che ci sono piaciute molto. Alcune possono essere diluite anche per ottenere gradevolissimi effetti simili a quelli della calce. Se la questione è l'invecchiamento del primal...
E due parole per Simi Si dovrebbe capire la natura delle macchie. Puoi provare a fare degli impacchi estrattivi con acqua lasciandoli fino a completa asciugatura (per assorbire i tannini ad esempio). Se le macchie sono residui di patine biologiche (alghe) devi muoverli meccanicamente, trattare la zona con un biocida, sciacquare e così via. Se sono concrezioni carbonatiche che hanno inglobato sporco, nerofumo e alghe puoi provare a rimuoverle, armata di pazienza, con mezzi meccanici o chimici. Se invece si tratta di polvere che, veicolata dall'acqua si è infiltrata in una pellicola pittorica porosa, temo non che riuscirai a rimuoverle. Quello che non puoi togliere o correggere ad acquarello (perchè troppo scuro), potrai coprirlo. Ciao Carlo
Ciao annalisa, anch’io ho sperimentato in una occasione una difficoltà nel ritocco dopo il trattamento con il silicato d’etile.. il problema a mio avviso è proprio nella quantità di prodotto usata e nel tasso di umidità. Il silicato d’etile è piuttosto complesso e entrano in gioco nel processo di consolidamento tanti fattori tra cui la quantità di acqua. Infatti la soluzione stesa sul manufatto si trasforma in un gel solo in presenza di acqua presente nel substrato e nell’atmosfera. Il variare di questo dato porta ad accelerare o ritardare questa reazione ( transizione sol-gel ) I parametri ottimali sono per l’umidità atmosferica del 30-60% e per la temperatura 10°-25°. ad esempio se vuoi un consolidamento molto superficiale, si può spruzzare la superficie con acqua e poi applicare il silicato, in questo modo si evita una penetrazione profonda del silicato, lasciandolo così prossimo alla superficie. A questo punto ne consegue che se l’umidità atmosferica è alta, o la superficie è stata trattata con acqua per la pulitura, l’applicazione del silicato rende la superficie idrofoba e il ritocco difficoltoso.