.....salve , sono una studentessa, mi sto per diplomare e per la mia tesi ho scelto di documentare lo stato di conservazione di un ciclo di affreschi in una chiesa nei pressi di casa mia.questi affreshi sono stati ricoperti in passato da uno strato di calce ..volevo sapere come è possibile rimuovere questo strato?(spero non solo per mezzo della rimozione meccanica!!!!!!) inoltre presentano diverse abrasioni della pellicola pittorica, riscontrabili soprattutto sui bruni e sugli azzurri....da cosa dipende ???anche dal punto di vista chimico.... grazie mille per il vostro sostegno!
Ilaria Sacchetti ... "...non si puo amare o odiare una cosa se non dopo l'averla capita"... Leonardo da Vinci
attenzione prima di raccomandare il Bario, o altro consolidante, prima devi sapere come sono questi affreschi, sono tali o sono a mezzo fresco, sono pitture murali? c'è un legante? sai ci sono controindicazioni, il Ph del bario non va daccordo con i leganti delle pitture murali, e poi fissi insieme alla pellicola anche lo scialbo?
ciao scusa ma gli affreschi sono sollo affreschi,non pitture murali,non mezzo fresco. il leganto su gli affreschi e il carbonato di calce che si forma al contatto con il aire. il bario non fissa nient'altro che la pelicola pittorica(si forma una pelicola falsa di carbonato di calcia e protegge sollo la pelicola di colore) la soluzzione di hidrosido di Bario deve essere aplicata con l'aiuto di carta giaponese e non fa malle,il stratto di fummo ho il sporco,ho lo scialbo non si fissa e puo essere lavato con aqua e soluzzione di amoniaco. questo e il motivo pe quale io ho recomandatto il bario e non il primal ho il paraloido b 72.
per altro tipo di pittura io non l'ho ricomando ma per affreschi io l'ho usso e non ho avutto nessun problema neanche doppo 15 anni
Ciao - scusa una piccola domanda. Mi sembra strano usare l'idrossido di bario comunque. Che cosa fissi, cioè, che cosa consolidi se non ci sono sali solfati solubili da convertire in carbonati insolubili?
Ing. Edgardo Pinto Guerra - 0578 266922 - 348 705 7354 Email: xgardo@tele2.it Consulente risanamento murature storiche. Sito http://www.mangiasali.it Autore del volume "Risanamento di murature umide e degradate". Dario Flaccovio Editore 2008.
il problema e che si sta danegiando la pelicola di carbonato di calce che in casso normale si forma al contatto della calce con il aire quando questa pelicola non essiste mai la doviamo fare artificialmente(la unicita degli affreschi consta in questa pelicola dura comme la marmora ma invisibile) con l'aiuto dell Bario la stamo facendo,la dove non essista piu.
....scusate se rispondo solo ora ma non ho la possibilità di connettermi ad internet.. vi ringrazio comunque dei vostri consigli... mi appoggio ad oana quando dice: "gli affreschi sono solo affreschi,non pitture murali o mezzo fresco"!!!!(l'avrei specificato se fosse stato così...)
.... x quanto riguarda lo strato di calce ho capito che non ci sono molte altre soluzioni : le resine cationiche sono troppo costose x una grande superficie di calce con uno spessore notevole!!!!! forse l'unica è acqua e bisturi (sarà lunga!!!!!!!!) domanda:ma il carbonato di calcio non mi andrebbe poi a consolidare ancora di piu la calce????? grazie ad oana x il consiglio dell'idrossido di bario:mi sono documentata e ho trovato aspetti iteressanti!!!!
Ilaria Sacchetti ... "...non si puo amare o odiare una cosa se non dopo l'averla capita"... Leonardo da Vinci
La piu semplice soluzione e l'acqua ma il bisturi non necesariamente.
Il carbonato di calce si sta formando in tempo e non fissa il sporco e la pelicola artificiale non e cosi resistente come la originale.Non e un lavoro molto semplice
Se puoi trovare io ti racomando di legere il Manuale del Restauratore,di Plenderleith, e La conservasion et la restauration de l'edifice et de ses fresques, da Sainte-Sophie d'Ochrida
Dottore in Chimica - Consulente Restauro Moderatore
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Citato da ilaria
.....salve , sono una studentessa, mi sto per diplomare e per la mia tesi ho scelto di documentare lo stato di conservazione di un ciclo di affreschi in una chiesa nei pressi di casa mia.questi affreshi sono stati ricoperti in passato da uno strato di calce ..volevo sapere come è possibile rimuovere questo strato?(spero non solo per mezzo della rimozione meccanica!!!!!!) inoltre presentano diverse abrasioni della pellicola pittorica, riscontrabili soprattutto sui bruni e sugli azzurri....da cosa dipende ???anche dal punto di vista chimico.... grazie mille per il vostro sostegno!
Per quanto riguarda gli azzurri spesso sono dati a secco perchè sono pigmenti in generale più delicati e sensibili alla calce... prima di partire con qualunque tecnica di pulitura sarebbe opportuno fare qualche analisi... sono molto rari gli affreschi completamente eseguiti con la tecnica tradizionale.
Se riesci poi a descialbare la superficie per via meccanica (bisturi) senza danneggiarla e sicuramente una buona scelta...
In caso contrario la questione si complica soprattutto se vi sono alcuni pigmenti stesi a secco...
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com
...tempo fa ho assistito al descialbo effettuato con l'aiuto del 100gradi.. ..sembra sia stato di aiuto... chi può darmi maggiori informazioni in merito....è consigliabile?
Questo metodo può risultare efficace se nello scialbo o nell'interfaccia affresco/scialbo sono presenti materiali sensibili all'acqua e/o alla temperatura (ad esempio una colla animale). Un altro meccanismo di funzionamento che si può ipotizzare è quello legato all'azione del calore che inducendo una dilatazione termica degli strati superficiali ne agevola il distacco in corrispondenza delle soluzioni di continuità. La rimozione di uno scialbo molto aderente è sempre una operazione estremamente traumatica per la pellicola pittorica. Le controindicazioni che posso immaginare sono le solite: potrebbero risentirne le eventuali finiture a secco o i colori particolarmente delicati o non ben carbonatati. In aggiunta si deve tener conto del rischio dello shock termico: il vapore può arrivare a temperature elevate e potenzialmente può avere una azione disgregante su materiali decoesi. Personalmente penso che si possa provare, magari come trattamento preliminare ad altri metodi (ad esempio il classico bisturi).
Relativamente al tema del consolidamento preliminare al descialbo si può leggere un articolo presentato al Genova al convegno dell'IGIIC del 2004: "Gli affreschi attribuiti alla scuola del Pinturicchio nel Castello della Rovere di Vinovo" di Antonio Rava, Gianluca Regoli e Tiziana Sandri. Si espongono le esperienze fatte su dipinti murali (affreschi con finiture a tempera) con bario, Paraloid e silicato di etile.
..grazie a Carlo per la risposta. ..ma a proposito di silicato di etile..mi è stato fatto usare per consolidare una serie di trompe l'oeil su di una facciata (credo fossero a mezzo fresco), ..ho delle perplessità in merito, non era un vero e proprio restauro ma piuttosto un rifacimento perchè così chiedeva il committente.. i passaggi sono stati: consolidamento in silicato di etile, ritocco pittorico a calce con il 5% di Primal, dinuovo consolidamento in silicato di etile e ancora un idrorepellente finale......non è un po' eccessivo? Inoltre ho faticato molto nella stesura della tinta a calce inquanto il muro la respingeva ovviamente rallentando di molto l'esecuzione . Purtroppo sovente mi capita di imparare dagli errori degli altri..in questo caso? Non so cosa pensare....
Premesso che è sempre difficile (e inopportuno!) commentare le scelte fatte dai colleghi, direi che l'intervento descritto è forse solo apparentemente ridondante. Nonostante l'aggiunta di primal nella pittura (pratica peraltro ineludibile, soprattutto in esterno), si è evidentemente ritenuta utile una seconda applicazione di silicato per "fissare" le tue decorazioni. E' ragionevole pensare che dopo il rifacimento pittorico, il consolidamento finale da solo non sarebbe stato altrettanto efficace nel consolidare anche il supporto: la penetrazione del consolidante sarebbe stata ostacolata dal film pittorico. In esterno è poi pratica comune completare un intervento con l'applicazione di un prodotto idrorepellente visto che il silicato non protegge dall'acqua.
L'estrema difficoltà che hai notato nel rifacimento delle decorazioni poteva essere dovuta al fatto che non era trascorso abbastanza tempo dall'applicazione del silicato. O ad un prodotto consolidante inadeguato. A bravi ma sfortunati colleghi è anche capitato per errore di utilizzare nel preconsolidamento un silicato addizionato con idrorepellente e "soffrire" molto per tutte le operazioni successive. Sarebbe stata certamente utile qualche prova preliminare per scegliere il prodotto migliore, verificare la compatibilità tra le varie fasi del processo e definire i tempi delle lavorazioni. Ma sappiamo tutti che non c'è mai abbastanza tempo per fare tutto quello che si vorrebbe.
non sai quanto sia importante per me chiarire certi dubbi.. ..mi dici che potrebbe non essere passato abbastanza tempo per eseguire il ritocco pittorico, secondo te quali sono i tempi giusti dopo aver applicato il consolidante? Ti chiedo questo perchè il periodo era l'estate scorsa e dal momento in cui abbiamo consolidato sono passati circa due mesi per il ritocco. Le facciate erano molto grandi e vi erano circa 40 trompe l'oeil che variavano dai 3 ai 5 metri, vi erano anche molte crepe e microcrepe da ripristinare e in più eravamo solo tre ragazze. Se ricordo bene il silicato di etile non va applicato con un'alta percentuale di umidità, ma in quel caso era estate...ho patito molto il caldo! C'è la possibilità di rendere più blando il silicato di etile diluendolo? Proprio in questi giorni mi è stato commissionato il recupero di una meridiana da parte di un privato. Non ho ancora la certezza che sarò io a farlo, ma nel caso ci fosse l'esigenza terrei in considerazione questo metodo..(cercando di non farlo ridondare) Grazie! ciao da Annalisa