sono una giovane studentessa di un corso di restauro..benché già al secondo anno sono molto perplessa..io ho svolto studi scientifici e nn ho alcuna familiarità con i colori e tantomeno con i pennelli..mi chiedo spesso se nel restauro sia irrilevante la provenienza o meno da un'accademia o da un istituto artistico..lo so che il restauro nn è fatto solo dalla reitegrazione, ma anche questa è importante..si può essere buoni restauratori anche se nn si è capaci a reinegrare..io trovo molte difficoltà nell'individuare i colori da utilizzare, nel modo di "stenderlo" dove necessario..mi sembra di fare continue patacche..ci sono degli esercizi che si possono fare anche a casa..così per prendere un po' di familiarità con il pennello, con i colori, con le sfumature..? grazie mille.
Purtroppo noto che i giovani adesso pensano tutti di mettersi a fare i restauratori senza nessuna minima cognizione del lavoro. Non si sono mai visti tanti camici bianchi come adesso e. persino quelli che hanno frequentato corsi artistici sanno tenere un pennello in mano. La manualità e le conoscenze basilari si acquisiscono soltanto facendo pratica presso un buon artigiano, tutte le teorie suggerite per apprendere manualità non sono che pagliativi, spesso consigliati da insegnanti che dovrebbero andare ad imparare loro stessi. Saluti e auguri da Germano Coccolino.
Non sono d'accordo.... l'esperienza è importante e la si acquisisce con il tempo e tenendo le orecchie aperte e ben disposte all'ascolto, ma un ascolto critico e l'ascolto critico lo puoi avere solo con delle buone basi, con lo studio e la continua ricerca, aggiornandoti sempre. Il restauratore non è più un artigiano che fa bottega, ma un professionista e non perchè lavora con il camice bianco, ma perchè le sue conoscenze devono essere scentifiche e non empiriche, altrimenti si rischia di fare "patacche" come dice Valentina e danneggiare in modo irreversibile l'opera.... La manualità è importante ma la testa lo è ancor di più, quando si restaura non devi avere solo delle buone mani, ma soprattutto una buona testa che progetta tutte le fasi del lavoro dall'inizio alla fine e non solo per la fase della reintegrazione dell'opera....
Tutto giusto per carità, quando si tratta di grandi opere ma queste non le affidano a degli improvvisati. I mobili laccati per esempio sui quali intervengono buoni restauratori, non dimenticate che furono costruiti da artigiani magari semianalfabeti ma che provenivano da vere botteghe con regole inconfutabili.
secondo la mia modesta opinione le conoscenze scientifiche diventano sempre più importanti e campi come la diagnostica o il controllo ambientale richiedono sia una formazione nelle scienze esatte che una approfondita conoscenza delle tecniche di restauro (citerei l'esempio di paolo cremonesi, chimico E restauratore). perchè non consigliare a valentina di perseverare nel corso di restauro ma pensare a una specializzazione in un campo meno "pratico"? tra l'altro sono convinto che la ricerca, la diagnostica e la consulenza offrano, al momento, maggiori possibilità d'impiego che non il restauro vero e proprio
gentilissima ragazza preoccupata, non lo sia... Io sono restauratrice da 20 anni ed ho fatto il liceo scientifico. Nel restauro non c'è solo disegno e pittura, ma chimica, storia e biologia... In bocca al lupo è un mestiere meraviglioso rosanna chiggiato
ciao Valentina, ti chiedi se si può essere buoni restauratori anche se non si è capaci di reintegrare? ma, se lavori insieme a chi sa reintegrare, perchè no. Se vuoi imparare, prendi in mano colori e pennelli e provi, leggi ciò che è scritto su certi testi, oppure osservi e cerchi di capire. voglio dire in un modo o in un'altro ci arrivi in fondo siamo tutti autodidatti. Ma il punto non è questo, il problema è che la tua scuola non ti sta preparando come dovrebbe visto che sei così perplessa, la preparazione dovrebbe essere completa, quindi anche tanto ritocco insieme a tanta chimica e biologia.
circa un consiglio per esercitarsi, approfondisci le varie tecniche pittoriche, acquerello - tempera - olio, ognuna ha le sue regole e i suoi tempi e poi prova le varie tecniche di integrazione, fissa un modello per ognuna e tenta di raggiungerlo. poi impara a pensare per colori, ogni volta che guardi un oggetto colorato devi essere in grado di scomporre il colore nelle tinte che lo formano, come esercizio per me ha funzionato.
ciao valentina si,puoi essere restauratrice anche se non sai reintegrare.ci sono molti restauratori che non possono reinegrare, ci sono molti restauratori che non possono fare il tratteggio.
io per casso ho fatto un liceo di belle arti e ho imparato a usare i colori ma in universita non mi hanno imparato a fare niente.io ho imparato sulle cantiere.
non e colpa tua se la tua scuola e i tuoi professori non si interessano.se loro non si preocupano di vuoi l'o devi fare tu.
un restauratore che sa fare di tutto non e un buon restauratore peche non fa niente buono.
devi fare sollo quello che puoi farre meglio e riuscirai.
grazie mille per tutti i suggerimenti.. la mia scuola è maggiormente improntata sulla pratica, piuttosto che sulla teoria, che è a discrezione dei professori..(salvo la chimica del restauro e la storia dell'arte).fortunatamente i professori sono competenti e si preoccupano di affrontare anche la teoria del restauro (tele e opere lignee). trovo difficoltà a mettere in pratica quello che la professoressa mi mistra..sto le ore a vedere le sue correzioni, come lei lavora sul quadro..ma non riesco ad assimilare la tecnica.. sono convinta che conoscere le tecniche pittoriche sia importante..e spero di imparare al più presto. sono stata più di 5 mesi sulla fase della reintegrazione..e mi ero un bel po' avvilita perché non vedevo il punto d'arrivo..finalmente abbiamo chiuso! ora stiamo riscoprendo tutte le altre fasi che fanno parte del restauro..e devo cmq dire che sono molto interessanti! e che effettivamente il restauro non è fatto solo di reintegrazione. vi ringrazio ancora per l'aiuto. ^__^
io non posso dire di essere una laureata....purtroppo! Il mio maestro di pittura, (lezioni private), diceva sempre che per restaurare si deve avere delle buone basi di disegno, una buona conoscenza delle luci e delle ombre, e solo dopo tanta pazienza ed esercizio puoi iniziare a dipingere. Non posso dargli torto e questo l'ho capito solo con l'esperienza!
restauratore dipinti (tele e tavole) Utente anziano
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io non sono capace a disegnare o a dipingere, pero` i ritocchi pittorici mi riescono abbastanza bene... piu` che altro la selezione cromatica... secondo me non importa se non sei capace a disegnare o a dipingere.. basta capire un po` come scomporre il colore...
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte Moderatore
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Riguardo al ritocco pittorico vorrei fare una precisazione. E' vero che si puo' essere ottimi restauratori anche se non si ritocca, in particolare quando si lavora in grandi realta' quali la cantieristica. A prescindere dal fatto che uno sia portato o meno per il ritocco, credo pero' che la conoscenza approfondita delle tecniche di ritocco ed il senso del colore debbamo essere competenze di ogni restauratore. Diversamente non si e' in grado di poter controllare o dare le linee guida lal ritoccatore che lavora per te o con te in cantiere e di saper valutare o meno la bonta' di un ritocco. Questo porta inevitabilmente aperdere la visione d'insieme del restauro eseguito, in quella fase che risulta a tutt'oggi essere considerata spesso la piu' imporatante (scorrettamente), perche' quellla finale, quella che genera l'impatto dell'intervento di restauro eseguito sul pubblico o sul committente. Attenzione quindi alla differenza tra conoscenza e competenza.
Rossella Croce Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro