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NUOVO Forum Restauro@Conservazione    Altre Sezioni tematiche    Restauro ligneo  ›  Lampada di Wood Moderatori: claudio marziali
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Lampada di Wood  (attualmente 2.889 viste) Stampa
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SCUOLA_ARTIGIANI_RESTAURATORI
Maggio 20, 2005, 3:16pm Rapporto al Moderatore
Nuovo utente
Posts: 1
Qualche restauratore ha esperienza dell'uso della lampada di Wood nella pulitura di opere policrome?
Marco Piozzi
Registrato Non in linea
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Rossella Croce
Maggio 20, 2005, 5:34pm Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.300
Location: Venezia
si utilizza come per i dipinti per evidenziare ridipinture e/o strati di vernice superficiale, in base alla fluorescenza di tali materiali. Inoltre si può usare  per il controllo dell'omogeneità del livello di pulitura o dell'applicazione di vernici e consolidanti, sempre secondo i precedenti principi. La tecnica è semplice e poco costosa, l'interpretazione troppo spesso considerata banale non lo è affatto, in ultimo i raggi uv sono dannosi per l'uomo e vanno utilizzati con cautela limitando il periodo di esposizione


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


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Studio Restauro
Maggio 28, 2005, 11:26pm Rapporto al Moderatore
restauratore arredi e strutture lignee
Moderatore
Posts: 98
Location: torino
Esistono riferimenti cromatici definiti e documentati a cui rapportare le osservazioni effettuate.
Esistono pubblicazioni in proposito?


Riccardo Bulgarelli
Registrato Non in linea
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Studio Restauro
Giugno 9, 2005, 8:37pm Rapporto al Moderatore
restauratore arredi e strutture lignee
Moderatore
Posts: 98
Location: torino
mi permetto insistere sull'argomento perchè considero l'uso della lampada ottimo coadiuvante ma, come dice Rossella, niente affatto banale, per una verifica dello stato di fatto superficiale, prima e dopo test di pulitura.
Credo facilmente utilizzabile il concetto : fluorescenza X prima dei saggi di pulitura, diversa fluorescenza dopo (o stessa fluorescenza su tamponcino di rimozione), conclusioni : ho rimosso lo strato. Ma mi chiedo, visto che ho letto di abbinamenti cromatici (arancione=gommalacca ad es.) se sono già stati effettuati studi su una ampia casistica di sostanze .
Grazie


Riccardo Bulgarelli
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Jole Marcuccio
Giugno 10, 2005, 11:06am Rapporto al Moderatore
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Moderatore
Posts: 678
Location: Bergamo
l'UV lavora solo sullo strato superficiale, quindi è adatto come dice Rossella ad individuare lo strato superficiale della vernice o dei consolidanti, ma solo se organici.
Dal tipo di fluorescenza capisci se la vernice è una resina naturale oppure una verniciatura proteica (es. bianco d'uovo), mentre pulisci il dipinto puoi controllare quindi il livello di pulitura. I riferimenti sono sparsi in vari libri o pubblicazioni, ricordo una lista di queste fluorescenze all'interno del libro del Mancia ( è un testo pubblicato nel '39 , forse il primo testo di diagnostica, ma questa lista come altre non è molto chiara). Ad esempio la gommalacca viene descritta dal giallo al marrone.
In alternativa bisogna prepararsi delle stesure di campione, ad esempio si può utilizzare un pigmento che non ha riflettanza, tipo una terra e su questa stendere vari tipi di vernici, utilizzando vari solventi, e poi confrontare il campione e la stesura sull'opera. Ovviamente l'invecchiamento della vernice sull'opera rispetto ad una stesura fresca influirà sul tono e sull'intensità della risposta in UV, ma si riesce comunque ad essere abbastanza precisi.
Altra cosa è l'individuazione del pigmento, questo non è possibile ottenerlo con l'UV, in quanto gli ultravioletti leggeranno in nero solo le ridipinture e i ritocchi aggiunti a posteriori sull'opera ( questo per una questione di fisica, nei ritocchi più giovani le particelle girano più velocemente, comunque su qualsiasi testo di chimica per il restauro è spiegato bene)
Si può anche barare, su un ritocco proteico, faccio agire la formaldeide e il ritocco invecchia, quindi l'UV non lo leggerà più come un ritocco recente, questa è una tecnica spesso usata da chi vuole falsificare e nascondere il proprio intervento.



Jole Marcuccio
moderatore sezione Restauro Dipinti
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Studio Restauro
Novembre 8, 2005, 9:37pm Rapporto al Moderatore
restauratore arredi e strutture lignee
Moderatore
Posts: 98
Location: torino
ho avuto occasione di ascoltare, sull'argomento, due docenti dell'OPD di Firenze dalle cui relazioni è emerso come la fluorescenza delle superfici sottoposte a UV dimostrerebbe  con certezza apprezzabile solamente omogeneità o disomogeneità della verniciatura.
L'analisi sarebbe dunque utile solo per verificare la completa o parziale rimozione della medesima e non per la determinazione della sua tipologia.


Riccardo Bulgarelli
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