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NUOVO Forum Restauro@Conservazione    CHIMICA E DIAGNOSTICA PER IL RESTAURO    Diagnostica per il restauro  ›  laureandi in diagnostica del restauro:agg. a pag 6 Moderatori: Rossella Croce
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laureandi in diagnostica del restauro:agg. a pag 6  (attualmente 12.757 viste) Stampa
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antonio_appio
Aprile 13, 2005, 8:52am Rapporto al Moderatore
tecnico per la diagnostica del restauro
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con questa sezione mi piacerebbe mettere in contatto tutti gli studenti in scienza e diagnostica del restauro in modo tale da scambiare dati ed esperienze utili per la stesura �della tesi oppure consigli utili per la scelta di argomenti da trattare in quest'ultima


Antonio Appio
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miketrevis
Aprile 13, 2005, 11:44am Rapporto al Moderatore
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Io sto facendo una tesi molto particolare:

Analisi delle tensioni superficiali all'interfaccio VETRO/Materiale POLIMERICO.
Ho effettuato uno stage alla Stazione Sperimentale del Vetro, di Murano (VE) partecipando tra l'altro ad un progetto europeo (VIDRIO) effettuando anche analisi riguardo le tensioni tra vetro e grisaglia nelle vetrate della basilica di colonia (non rammento il nome).

Qualcuno saprebbe consigliarmi un qualche libro a riguardo? (tanto per cominciare...)


---------------------
Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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Rossella Croce
Aprile 13, 2005, 6:25pm Rapporto al Moderatore
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Il tema è gradito ed interessante, e vi chiederei, vista la confusione su questo genere di corsi di laurea già ampliamente vissuta nella sessione studenti, di specificare nei vostri messaggi alcune cose. Quando presentate la vostra tesi dite anche il nome del corso a cui appartenete, di che laurea state parlando ovvero  se si tratta di una laurea triennale o specialistica. Sarebbe interessantr inoltre, in questo ambito affrontare l'argomento spinoso riguardante la classe di concorso ...siete a conoscenza del fatto che il titolo di diagnostico o diagnosta nel nostro settore , è appannaggio a tutt'oggi  di .....chimici e geologi? Essendoci degli  albi professionali specifici  credo sia corretto parlarne .....


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
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antonio_appio
Aprile 14, 2005, 8:46am Rapporto al Moderatore
tecnico per la diagnostica del restauro
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ok rossella sono d'accordo con te
ma la confusione attuale non è certo da imputare a chi si
iscrive ad un corso di laurea...
credo che nel tempo ci saranno albi professionali anche per i diagnostici del restauro
va considerato che noi siamo piu' addentro di un chimico alle probblematiche del restauro poichè sosteniamo esami di storia dell'arte ,
di urbanistica, di legislazione dei beni culturali, cartografia, geofisica, restauro
oltre a chimica inorg ed org ,fisica 1 e 2 etc..
con questo voglio solo dire che aggiungiamo alle competenze del chimico quelle dello storico dell'arte  e  dell'archeologo
personalmente devo dire che nel mio percorso di tesi svolto nel diaprtimento di chimica analitica il lavoro sia mio che dei ricercatori che mi stanno seguendo
è stato complementare, credo fortemente che questa sia la strada giusta,
collaborazione.
Trovo che sia fondamentale cmq che chiunque voglia partecipare specifichi
il suo titolo di studio(come studente o laureato junior, senior, specializzando etc..) su questo sono perfettamente d'accordo


Antonio Appio
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Rossella Croce
Aprile 14, 2005, 9:12am Rapporto al Moderatore
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Vedi Antonio, il problema è che quando si parla di chimici c'è la tendenza a pensare solo al chimico puro o chimico industriale. La realtà è che i chimici per il restauro, i diagnosti per il restauro ci sono, hanno quel background che tu descrivi e sono in più appunto chimici e iscritti all'albo. La tendenza generale è pensare che non sia così, perchè non sono moltissimi sul territorio, ma ci sono,  ci sono sempre stati e sono in netto aumento. Purtroppo, come nel caso del restauro, ci sono corsi soggetti a questa ambiguità..... A volte mi si chiude lo stomaco a qunti si iscrivono ad un corso di laurea basano il loro futuro su  possibilità ventilate ma remote, che allo stato attuale non hanno codifiche normative specifiche. Rispetto alla figura professionale  io dubito fortemente che venga fatto un albo per voi a breve, come non verrà mai fatto, temo,  un albo per restauratori...Probabile che la figura  entri invece nella quotidianità lavorativa, che prenda piede poco a poco...Al momento il problema è lo stesso del restauro: i titolati sono solo tot e vengono riconosciuti dallo stato,  gli altri hanno magari pari competenze...ma non sono titolati. I chimici per il restauro già ci sono e sono accorpati all'albo dei chimici, con regolare esame di stato. Questo è quanto!


Rossella Croce
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antonio_appio
Aprile 14, 2005, 10:23am Rapporto al Moderatore
tecnico per la diagnostica del restauro
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immagino che ci siano difficoltà in tal senso
ma a questo punto dovremmo pensare che tutto ciò , ovvero anni di studi
e sacrifici siano del tutto inutili, ovvero che quando si è deciso di attuare
una riforma  scolastica lo si è fatto ad esclusivo danno degli studenti
illudendoli a credere in un futuro lavorativo che viene solo paventato e mai esplicitato, dunque una cosa molto grave da parte delle istituzioni preposte a ciò,
dunque è auspicabile un passo indietro?
un ritorno all'ordine preriforma? e di tutti queste migliaia di laureati junior
che ne facciamo? questi interrogativi non li rivolgo a te anzi prendo spunto dalle
tue parole per girare queste domande ad altri che come me vivono questa transizione sulla propria pelle, dunque siamo cavie? e con chi prendercela se l'esperimanto va male? con i docenti universitari che hanno attivato questi corsi
( a decine in tutta italia) pur sapendo che non avrebbero portato a niente?
con il ministro moratti? con chi?
l


Antonio Appio
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Rossella Croce
Aprile 14, 2005, 1:12pm Rapporto al Moderatore
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Antonio,  credo ti stia facendo prendere un pò troppo la mano....Non è questo infatti il posto ed il luogo per tale scambio di opinioni: c'è una sezione studenti dove puoi meglio espimere le tur opinioni e discutere  di esse con i  tuoi colleghi. Ci sono gli organi di facoltà per le tue lamentele verso l'istituzione a cui afferisci. Posso solo dirti che il tuo sdegno contro le istituzioni  non è corretto. Nessuno penso ti abbia mai detto, per esempio "alla fine del corso tu sarai un chimico iscritto all'albo". Sei proprio sicuro di non essere anche tu, da parte tua ad aver travisato qualcosa? E' sempre colpa delle istituzioni? Io noto che spesso i ragazzi "interpretano" quello che viene detto dalle facoltà facendo un bel miscuglio con il "sentito dire" da altri. Non si pongono invece questi  quesiti fondamentali  prima di iscriversi, ma solo dopo, verso la fine...quando devono entrare nel mondo del lavoro. Io non ci trovo niente di male da parte delle università nel  proporre nuovi corsi e nuove figure professionali, quindi non ritengo affatto che prendano in giro gli studenti. Le lauree triennali sono una grande innovazione, e come tutte le innovazioni richiedono lunghi tempi di assestamento che comportano verifiche, aggiustamenti, variazioni...in questo senso, si, siamo delle "cavie", ma quando ti sei iscritto eri al corrente di questo rischio, per cui lamentarsene ora è del tutto inutile.  Inoltre la precarietà odierna del  lavoro genera spesso negli studenti la tendenza ad ingigantire le proprie esperienze ed aspirazioni. Ma questo Antonio non serve: il lavoro è il banco di prova, le carenze verranno subito all'occhio ed anche le debolezze....Sei e sarai, sulla carta, quello che hai sottoscritto all'atto dell'iscrizione, ne più ne meno. Sei  tu che dovevi informarti se il percorso che hai scelto era combaciante con le tue aspettative e verificare lo stato di fatto delle normative in vigore, e non viceversa....La tua università ti ha offerto un percorso, tu lo hai accettato volontariamente , nesuno ti ha obbligato. Se mi iscrivo a Farmacia non posso poi pretendere di fare il dottore perchè nella mia facoltà faccio esami di chimica organica e patologia clinica come i medici! Sei e sarai invece, nella pratica, ciò che la tue capacità, la tua dedizione,  ed il tuo impegno ti porteanno  ad essere. Hai studiato e ti sei preparato, avrai una laurea e sarai dottore, e se sei fortunato farai un lavoro attinente a quello per cui hai studiato. Non sarai però qualcos'altro: se vuoi essere quel qualcosa d'altro a livello di titolo intendo, quando sceglierai la specialistica, scegli il percorso che ti porti ad avere quel titolo! E qui voglio porre uno stop, perchè io non so niente del tuo corso (non me lo hai nemmeno menzionato) e non voglio entrare in merito di cose che non conosco, che  non mi appartengono  e che tendono a mettere in cattiva luce i colleghi che operano in tali istituzioni (che per quello che so sono serie ed accreditate al pari di tutte le altre). E soprattutto non voglio mischiare il lavoro con il piacere di conversare  in questo forum, distesamente con amici e colleghi.


Rossella Croce
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Aprile 14, 2005, 2:05pm Rapporto al Moderatore
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Testo citato
con questa sezione mi piacerebbe mettere in contatto tutti gli studenti in scienza e diagnostica del restauro in modo tale da scambiare dati ed esperienze utili per la stesura  della tesi oppure consigli utili per la scelta di argomenti da trattare in quest'ultima


Antonio non credi di essere andato fuori tema ?


Sergio Tinè
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Aprile 15, 2005, 11:44am Rapporto al Moderatore
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Amici,
non voglio certo stemperare le polemiche (sono il più polemico di tutti) o nascondere i problemi (desidero che si evidenzino).
est modus in rebus ... dicevano un tempo e credo che il concetto sia ancora valido.

Ho sempre sostenuto gli studenti e continuerò a farlo.

All'interno del forum è stato aperto uno spazio specifico che ritengo molto utile ed interessante.
Vi prego semplicemente di moderare i termini nel sollevare le vostre "legittime" perplessità.

In altra occasione, all'interno di yahoo, ho sollevato lo stesso problema invitando i professionisti ad evitare stupide generalizzazioni sulle altre professionalità sia pubbliche che private.

... ed il gruppo è cresciuto ...

Vi ringrazio anticipatamente.


Sergio Tinè
Amministratore del forum

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Rossella Croce
Aprile 16, 2005, 8:25am Rapporto al Moderatore
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Location: Venezia
Infatti, il punto è solo questo: questa sezione si occupa di chimica e diagnostica per il restauro in tutte le sue sfaccettature. Il problemi inerenti la qualifica professionale ( chimico-diagnosta)  sono ben accetti ed in tema, perchè attinenti alla sezione. Anche le informazioni specifiche su tesi in diagnostica e chimica applicata lo sono.  Per parlare dell'università in genere, invece con i suoi problemi o potenzialità preferirei vi orientaste verso la sezione studenti: non le ritengo in tema. Non sono invece accette dichiarazioni aspre e pesanti dirette verso persone fisiche enti istituzioni o quant'altro. Moderazione.


Rossella Croce
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viria
Aprile 17, 2005, 9:39am Rapporto al Moderatore
diagnostica, restaur dipinti, studentessa chimica
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Rossella,colgo subito la tua richiesta: il corso di laurea a cui apparteniamo io e Antonio in Tecnico per la diagnostica applicata al restauro appartiene alla classe 41 e non forma dei chimici ma dei diagnostici a tutto tondo(infatti la nostra sede è Scienze Geologiche e non chimica!!)...Secondo voi un geologo non è anche un diagnostico?ovviamente riferito ai materiali lapidei,s'intende...credo che chiamare "diagnostico2un chimico sia riduttivo visto l'enorme applicazione di questo termine..Sicuramente un chimico sarà esperto dell'analisi dei pigmenti e di tutto ciò che riguarda la materia organica ma non esiste solo quello....


Vittoria Rodriquez
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Rossella Croce
Aprile 17, 2005, 6:05pm Rapporto al Moderatore
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Location: Venezia
Sperando sia di aiuto inserisco qui alcuni tratti presi dalla domanda di ammissione all'esame di stato per  chimici e geologi  

Il pagina web dove puoi visionarle che puoi visionare è:
http://www.unipg.it/~cclgeol/documenti/EsameStato.html

Esami di Stato per l'iscrizione all'albo dei geologi nella sezione A e relative prove
1. L'iscrizione nella sezione A subordinata al superamento di apposito esame di Stato.

2. Per l'ammissione all'esame di Stato richiesto il possesso della laurea specialistica in una delle seguenti classi:

a) classe 82/S - Scienze e tecnologie per l'ambiente e territorio;

b) classe 85/S - Scienze geofisiche;

c) classe 86/S - Scienze geologiche.

3. L'esame di Stato articolato nelle seguenti prove:

Art. 43.
Esami di Stato per l'iscrizione all'albo dei geologi nella sezione B e relative prove

1. L'iscrizione nella sezione B subordinata ai superamento di apposito esame di Stato.

2. Per l'ammissione all'esame di Stato richiesto il possesso della laurea nella classe 16 - Scienze della

Come si può notare la classe 41 non è compresa. Il  problema delle classi 41, in tutta Italia è proprio questo, secondo me! Gli vengono attibuiti titoli di ogni genere: diagnosta,  chimico per il restauro, restauratore, tecnico del  restauro....di tutto è stato detto o preventivato per un  prossimo futuro, ma al momento la  figura professionale, non è ben definita. Visitando il sito del  del Miur invece ho trovato una esauriente descrizione della citata clase di laurea, ma trovo discordanza con le informazioni che leggo da voi sul forum, infatti si parla di diagnostica solo dal lato conoscitivo, mai applicativo: neglli sbocchi professionali è previsto solo il settore del restauro e non della diagnostica. Mi suona tanto di: devi conoscere le analisi  molto bene per essere in grado di interpretarle correttamente ed eseguire bene il tuo lavoro...

la pagina web è  http://www.miur.it/UserFiles/529.doc

CLASSE DELLE LAUREE IN
TECNOLOGIE PER LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO DEI BENI CULTURALI (41)

OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI
I laureati nei corsi di laurea della classe devono:
•     essere in grado di intervenire sul bene culturale e di garantirne la conservazione, conoscendone le caratteristiche strutturali, nonché le caratteristiche e le proprietà dei materiali che lo compongono;
•     possedere competenze atte a svolgere interventi in uno o più dei seguenti settori: definizione dei progetti di intervento mirati all'arresto di processi di degrado e di dissesto dei manufatti architettonici storici, di quelli storico-artistici, archivistici, musicali, teatrali, cinematografici; studio delle modalità per la rimozione delle cause del degrado; conservazione dei beni ambientali e dei beni demoetnoantropologici, relativamente agli aspetti tecnologici del problema;
•     possedere adeguate conoscenze tecnico-scientifiche , sulle caratteristiche morfologico-strutturali del bene culturale, sulle caratteristiche e proprietà dei materiali che lo compongono, sulle possibili tecnologie d’intervento  per il  restauro e la conservazione, sulle applicazioni archeometriche nei diversi campi di interesse;
•     essere in grado di operare nelle istituzioni preposte alla gestione e alla manutenzione del patrimonio culturale e nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo e del recupero ambientale;
•     essere in grado di utilizzare efficacemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre l'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali;
•     possedere adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell'informazione;
•     essere capaci di lavorare in gruppo, di operare con definiti gradi di autonomia e di inserirsi prontamente negli ambienti di lavoro.

I laureati della classe svolgeranno attività professionali presso enti locali e istituzioni specifiche, quali sovrintendenze, musei, biblioteche, archivi, nonché presso aziende ed organizzazioni professionali operanti nel settore del restauro, della tutela dei beni culturali e del recupero ambientale. In particolare si occuperanno di restauro del libro e della carta, del cuoio e della pergamena; dei dipinti su diversi supporti; delle sculture lignee; dei materiali lapidei e dei mosaici; dei metalli; dei tessili; delle terracotte e dei materiali affini

Di diagnostica applicata ed analisi non si parla affatto....e quindi? Potete aiutarci a capire meglio, voi che la state seguendo?


Rossella Croce
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viria
Aprile 17, 2005, 7:51pm Rapporto al Moderatore
diagnostica, restaur dipinti, studentessa chimica
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Veramete siete voi che dovete aiutarci a capire..noi siamo solo degli studenti...Non credete?Il problema è perchè vengono istituiti certi corsi di laurea..Scusate certi commenti ma noi abbiamo investito anni in questo corso..Qual'è la soluzione?il mio corso comunque si chiama "Tecnico per la diagnostica applicata al restauro e conservazione dei beni culturali"...Ma se non sono diagnostica cosa sono?e perchè questo corso di laurea di classe 41 ha una simile dicitura?Aiutateci a capire se potete...
Grazie...


Vittoria Rodriquez
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viria
Aprile 17, 2005, 7:56pm Rapporto al Moderatore
diagnostica, restaur dipinti, studentessa chimica
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E soprattutto se con una laurea di 5 anni della classe 41 divento per legge restauratrice,come mai non abbiamo neanche 1 esame di restauropratico?neanche 1 laboratorio di restauro pratico nel piano di studio?fortuna che almeno ho potuto frequentare 2 anni di En.A.I.P....


Vittoria Rodriquez
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Rossella Croce
Aprile 17, 2005, 10:35pm Rapporto al Moderatore
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Cara Viria, io non so darti  risposte. Mi pongo solo delle domande, osservando la questione dall'esterno. Forse ci sono risposte che non conosciamo, perchè sono in itinere, forse in futuro verrà creata una nuova figura professionale intermedia con un suo albo...ma quando? Come dovrà essere chiamata e come si rapporterà con le preesistenti? Nel frattempo che faranno i laureati che mano a mano finiscono? Noi che siamo dall'altro lato, restauratori, disgnosti ecc...come dobbiamo interpretarvi?  Inoltre il  dubbio più forte  che nutro è proprio quello che ti sei posta anche tu: come mai metà degli iscritti alla classe 41 sostengono che saranno resturatori e l'altra metà diagnosti? Se la classe è unica....come mai due interpretazioni così opposte?  Da dove questo scollamento? Se debbo essere sincera, spesso ho sentito definire tale professionalità come "l'anello mancante" tra restauratore e diagnosta. Trovo questa cosa allo stesso tempo interessante ed ambigua....tutto e niente  a volte può essere confuso con  ne carne ne pesce... Da qui molti tuoi colleghi, anche nella sezione studenti si sono chiesti: come si può fare  ad essere restauratori senza pratica? Io oggi mi chiedo: come si può essere diagnosti ed operare nel settore se non si ci può iscrivere all'albo?  Quale garanzia ho io, restauratore se a voi mi rivolgo? Sono incuriosita dall'argomento e mi piacerebbe saperne di più, come te, ma l'assenza di risposte dal fronte istituzionale mi porta ad un certo scetticismo. Mi piacerebbe se qualche collega si esprimesse in merito.


Rossella Croce
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viria
Aprile 18, 2005, 9:20am Rapporto al Moderatore
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Forse più che qualche mio collega bisognerebbe interpellare dei docenti di questi corsi..Bari è stata la prima università in Italia a creare questo corso come D.U. nel 99 e poi roma e Firenze..mi piacerebbe fare qualche domanda a questi docenti...


Vittoria Rodriquez
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Rossella Croce
Giugno 11, 2005, 11:26am Rapporto al Moderatore
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Ultimamente ho parlato  in un mio cantiere  con una ragazza iscritta al tuo stesso corso, ma a torino, classe 41, è significativo dire che i suoi insegnanti pongono la figura professionale in tutt' altro modo, ovvero orientata al restauro. Questo per confermare la poca chiarezza in merito nel panorama nazionale... Inoltre ho notato che semplici domande di chimica e diagnostica applicata hanno sfondato una porta aperta...parlando della mia tesi infatti mni sono resa conto che argomenti che dovrebbero essere basilari le erano ignoti... Tra parentesi la ragazza è all'ultimo anno ed ha la media del 27......Credo sempre di più che  la cosa migliore sia lavorare sodo "in proprio" e non guardare più di tanto al titolo, che attualmente non mi sembra  una garanzia sul tipo e sulla qualità del percorso intrapreso


Rossella Croce
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viria
Giugno 11, 2005, 5:19pm Rapporto al Moderatore
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Proprio in questi giorni ho sentito che x fare 1po' di kiarezza in tutti questi nuovi corsi di laurea a cui, a quanto pare, i privati e le ditte non sono ancora pronti, ogni studente avrà 1 patentino dove ci saranno tutti gli esami sostenuti e rappresentativi del corso di laurea con tutti i voti e la media degli esami.
Mi sembra 1 passo avanti x mettere 1po' d'ordine in questa totale confusione che questa nuova riforma ha creato...Non vi pare???


Vittoria Rodriquez
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viria
Giugno 11, 2005, 5:28pm Rapporto al Moderatore
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x come la vedo io un lavoro in proprio può essere un'ottima alternativa ma dove aver acquisito un titolo (universitario ovviamente) qualificante e delle esperienze...
Di come funziona a torino non so dirle, qui al sud e specialmente a Bari si studia sodo..e credo anche che i nostri piani di studio siano totalmente differenti perche io ho sostenuto 25 esami + 1in inglese e le assicuro che di restauro c'è 1solo esamenche riguarda più che altro la storia del restauro e delle sue tecniche applicative. noi abbiamo esami di kimika generale, organika,dei materiali, chimica fisica, fisica1 e 2 matematica e tanti altri esami di biologia oltre che di storia dell'arte e archeologia. forse più che del titolo, i privati che dovrebbero assumerci o commissionarci 1 lavoro dovrebbero capire che competenze abbiamo acquisito nel nostro corso di laurea..Io appartengo a scienze geologiche e ho avuto la fortuna di avere quel tipo di formazione..e la mia tesi ne è una testimonianza..


Vittoria Rodriquez
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Rossella Croce
Giugno 11, 2005, 6:23pm Rapporto al Moderatore
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Prima di tutto, non darmi del lei, ma del tu, non sono così vecchia per fortuna ...   Le informazioni che ti ho dato erano giusto per  conferma della situazione di ambiguità che da tempo abbiamo notato, non c'era riferimento alcuno al tuo corso!  Mi risulta ad esempio che anche urbino e napoli seguano questa politica di orientamento al restauro. Ritengo che il "patentino" possa essere utile, ma mi riterrei più soddisfatta  se tutti spingessimo verso una  risoluzione diversa del problema. Io ritengo indispensabile far chiarezza su questa classe 41, eventualmente dividendola in due rami distinti Specializzazione in restauro e specializzazione in diagnostica. Altrimenti saremo sempre tutti nel dubbio e nell'angoscia. Non riesco a capire come la stessa classe di concorso possa accogliere piani di studio così diversi! Quando dicevo  nel mio precedente messaggio "lavorare in proprio" intendevo specializzarsi e studiare per proprio conto, non propriamente aprire un'attività. Personalmente comunque la vedo dura essere assunti presso una ditta al momento in questo ruolo, ritengo più fattibile la libera professione o la collaborazione con piu ditte"


Rossella Croce
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Ylenia
Luglio 7, 2005, 4:35pm Rapporto al Moderatore
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ciao. Ho notato che c'è un pò di confusione riguardo all'argomento, e per questo chiedo a voi( che sicuramente ne saprete più di me!): ma che qualifica da il corso di laurea in"scienze applicate ai beni culturali e alla diagnostica per la loro conservazione?(questo che vi cito è alla facoltà di Scienze a LA SAPIENZA di Roma)
Leggendo qua e la ho capito che di certo non da il titolo di restauratore...ma quale sarebbe la professione di chi finisce questo corso??Ancora devo decidere, e vorrei  saperne qualcosa di più prima di escluderlo a priori...
grazie mille.
Ylenia.


Ylenia Praticò
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Rossella Croce
Luglio 9, 2005, 5:12pm Rapporto al Moderatore
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il problema che stiamo affrontando qui è proprio questo: non c'è chiarezza, in questo momento, da parte delle istituzioni su questi tipi di laurea, e le università sono costrette ad attendere maggiori informazioni anch'esse. L'unica definizione attendibile è al momento quella sulla classe di concorso visibile sul sito http://www.miur.it:  se il corso è di classe 21 si ci può iscrivere all'albo dei chimici, se è di classe 41 no, ma si sta discutendo a possibilità  di creare un albo intermedio od ammettere alcuni corsi di classe 41 (non tutti) in base alla specifica curricula nel gruppo dei restauratori. Tutti questi corsi vengono svolti a scienze, per cui non basarti su questo. Il tuo corso di che classe è?


Rossella Croce
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Ylenia
Luglio 9, 2005, 8:34pm Rapporto al Moderatore
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Beh, purtroppo quello che mi dici non mi stupisce affatto...In ogni caso -in realtà- non sono ancora iscritta a nessun corso: quello di cui ti parlo fa parte della classe 41, ma è solo un'ipotesi tra le svariate possibilità che si presentano a uno studente che esce dalla maturità...il problema è che il corso di laurea sembra anche interessante, ma che senso avrebbe scegliere una facoltà che non sai neanche dove ti porta? Sperare nell'istituzione di un albo che è ancora tutto campato in aria non sarebbe un pò avventato?


Ylenia Praticò
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Rossella Croce
Luglio 11, 2005, 12:59pm Rapporto al Moderatore
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le lauree triennali sono molto recenti, bisogna avere pazienza e fare un piccolo investimento personale, anche in termini di rischio. Valuta tu quali sono le tue priorità.


Rossella Croce
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Ylenia
Luglio 11, 2005, 2:30pm Rapporto al Moderatore
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Grazie per la risposta e l'interessamento. . .seguirò il tuo consiglio e valuterò la situazione.



Ylenia Praticò
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antonio_appio
Agosto 28, 2005, 12:08pm Rapporto al Moderatore
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le lauree triennali sono il futuro
indietro nn si puo' tornare x cui si dovra' valutare
come e quando i nuovi laureati avranno accesso al mondo
del lavoro, in realta' anche da parte delle istituzioni
c'e' poca chiarezza e molta confusione come dire
la solita solfa all'italiana... ci siamo abituati come studenti
ad avere un atteggiamento passivo , questo stato mentale deve cambiare
dobbiamo essere piu' svegli in italia lo studio non e' piu' un
diritto ma lusso per pochi....
tira oggi e tira domani....
alla proxima replica
saluti


Antonio Appio
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Agnese
Agosto 30, 2005, 2:24pm Rapporto al Moderatore
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Ciao a tutti!
ho già scritto nella sezione studenti!
Ho letto solo ora questa parte del forum.
Anche io sono appena uscita dal liceo scientifico e sono iscritta ad un corso di laurea della classe 41, Scienza e tecnologia per i beni culturali a Torino
Sono confusa!
Questo sito mi ha fatto un pò di chiarezza su questo corso di laurea ma non ho ancora capito che lavoro può fare chi esce da lì!
Rossella Croce, hai detto che la classe 41 è una classe intermedia; tra restauro pratico e chimico (o tecnico?) del restauro, no?
Allora cosa devo fare per essere sicura del lavoro che farò?
Devo fare chimica per diventare tecnico del restauro?

Non capisco più niente!
Grazie a tutti!


Agnese Benzonelli
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Rossella Croce
Agosto 31, 2005, 2:42am Rapporto al Moderatore
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Ciao Agnese,
non è propriamente così come hai capito. A tutt'oggi le informazioni più attuali sono che la classe 41 è una classe interfacoltà. In Italia ci sono molti corsi di classi 41: alcuni sono fortemente orientati al restauro pratico (es Urbino) altre sono orientati più verso il lato tecnico scientifico (es Bari) altre ancora propongono entrambe le discipline in maniera abbastanza equilibrata. La disquisizione in questo forum verteva sulla differenza tra classe 21 (scienze chimiche) e 41 e sull'iscrizione all'albo, possibile solo al momento per chi ha frequentato la 21.  Attualmente non esiste un albo per la classe 41, che sta creando sul mercato una nuova figura "intermedia" tra il restauratore e lo scienziato per il restauro, figura che però è ancora stata normata e0 regolamentata, per cui non si capisce ancora chiaramente  che tipo di ruolo andrà a ricoprire e  a che tipo di ( eventuali) concorsi pubblici poitrà afferire. Infine, sulla eventuale parificazione al restauratore e/o collaboratore restauratore, è ancora un bel mistero....


Rossella Croce
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Agnese
Agosto 31, 2005, 1:36pm Rapporto al Moderatore
Studentessa scienza e tecnologia BC
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Rossella, grazie per aver risposto e per avermi aiutato a chiarirmi un pò le idee.
Secondo te (posso darti del tu?) cosa mi converrebbe fare come università per diventare una scienziata per il restauro?
Al momento sono iscritta, a Torino, a:

[*]Scienza e tecnologia per i beni culturali, costituita da 3 anni (classe 41) + 2 anni di specializzazione (classe 12/s) ma non si sa bene a cosa porti;

[*]Accademia Albertina delle Belle arti con indirizzo "restauro", corso molto bello ed interessante;

[*]Chimica, composta de 3 anni di chimica generale + 2 anni di specializzazione...ma in cosa?.

Naturalmente, ammesso che nei primi due corsi di laurea mi prendano dato che sono a numero chiuso, devo sceglierne uno!

Grazie dell'ascolto e dell'aiuto che mi sta dando!


Agnese Benzonelli
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Rossella Croce
Settembre 12, 2005, 4:04am Rapporto al Moderatore
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Purtroppo non conosco le scuole che mi citi direttamente, per cui non posso consigliarti così nello specifico, ma in primo luogo, decidi quale è la tua priorotà: fare il restauratore o lo scienziato per il restauro sono due percorsi ben diversi, che spesso si incontrano ma difficilmente sono intercambiabili. Valuta bene le tue capacità e l'impegno nel tempo che sei disposta a dedicare inteso come anni di studio. Spero che qualcuno che conosce meglio queste scuole possa darti dettagi maggiori. L'unica cosa ovvia e lampante è che con il corso di chimica non ti specializzi direttamente in restauro, quindi dovrai magari integrare con ulteriori specializzazioni più mirate,ma sicuramente se nel tempo ti va male con questo settore, questo tipo di laurea è facilmente spendibile in altri campi.


Rossella Croce
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gaia
Settembre 20, 2005, 11:53am Rapporto al Moderatore
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(gaia)
Nella tesi per la triennale sto affrontando uno studio politematico di alcune maschere africane del Museo etnografico di Torino. Oltre ad una parte sull'etnia di appartenenza  e analisi iconografica,una valutazione dello stato di consevazione e una parte di diagnostica  non invasiva per il riconoscimento di pigmenti e leganti(XRF e si spera Raman) e con campionamento per il riconoscimento del legno.Niente datazione perchè troppo recente e comunque non ci sarebbe la strumentazione.
Ho proposto io il soggetto della tesi e sono molto contenta di averlo fatto.
E' un tema che mi piacerebbe continuare  studiare, perchè sui materiali dell'arte africana non ho trovato proprio niente ..ed infatti stavo diventando un po' nevrotica!

Per finire, perchè credo di essere stata piuttosto lunga ed incomicio anche a perdere il filo,io sono relativamente soddisfatta.
Relativamente perchè ci sono tante  tante cose che non mi sono piaciute o che cambierei o anche metterei nel corso.
ed anche perchè il "dopo" è tutto molto nebuloso, molto sospeso,molto che non si sa dove si andrà a finire...

Eppure sono soddisfatta perchè ho capito che cosa vorrei veramente fare,perchè credo che questo corso mi metta sulla strada giusta e perchè credo che in ogni caso tutto dipenderà da quanto ho intenzione di faticare io..
Voglio dire, se proprio va male e non si riesce a fare nulla sul fronte istituzionale
( e non dico creare un albo che sarebbe davvero il plus ultra, quanto prevedere delle figure di lavoro realmente presenti sul territorio, e quindi richiest)
ebbene, piuttosto mi iscrivo a chimica!

ma credo che almeno all'inizio ci si debba sforzare di vedere il bicchiere mezzo pieno...
e poi contare molto sulla propria iniziativa...


gaiafenoglio
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gaia
Settembre 20, 2005, 11:55am Rapporto al Moderatore
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(Gaia inizio)
dunque.
io sto per laurearmi in scienze e tecnologie per i beni culturali all'Università di Torino,sotto la facoltà di scienze. E' un corso nettamente orientato  verso le materie diagnostiche( chimica, chimi dei BC,fisica, fisica dei BC, mineralogia, petrografia, geologia,lichenologia,diagnostica chimica, diagnostica fisica e mineropetrografica,microbiologia ed entomologia....)che però comprende una base per così dire umanistica, e quindi Storia dell'arte medievale e moderna(chissà perchè non c'è anche quella contemporanea...), archeologia classica e medievale,archivistica e biblioteconomia, museologia.
Per quanto riguarda la parte di restauro, due soli esami:
Storia e tecniche del restauro
Chimica del restauro .

Il bilancio pende evidentemente  dal lato della diagnostica...

Non posso fare commenti sugli altri corsi, perchè non sono a conoscenza nè dei piani didattici, nè di come sono effettivamente svolti.
Per quanto riguarda il mio corso, quando ho deciso di seguirlo non mi aspettavo nè di diventare una restauratrice, nè un chimico.
Mi aspettavo di diventare(ovviamente dopo la specialistica ) una figura professionale in grado di rispondere con gli strumenti e le conoscenze proprie dei chimici ed in parte dei fisici alle domande che vengono poste dai restauratori o da chi per essi.
Per fare questo non basta essere un chimico perchè manca non solo la conoscenza delle problematiche che vertono intorno alla pratica ed all'etica del restauro, ma anche delle informazioni sul materiale su cui si sta indagando, che permettano quindi di situare i risultati all'interno di un determinato contesto agevolando  la scelta delle tecniche di nalisi e la comprensione dei risultati.

Non credo che un corso possa formarti per essere TUTTO.
non puoi chiedere di diventare un chimico E un restauratore, oppure un chimico E uno storico.
voglio dire,tanta gente in questo campo ha una laurea non so, in architettura o chimica ed anche un diploma da restauratore. Oppure è "solo" un restauratore ma ha studiato da sè quello che gli serviva...
non è che le strade siano poi tante...devi studiare e basta.( e fare pratica , tanta, è ovvio)
Ora, io volevo prendermi questa bella laurea di stampo scientifico e poi fare un corso di restauro.In modo da avere la base scientifica per CONOSCERE e la base pratica per OPERARE ( restauro/conservazione).
Frequentandolo ho scoperto invece che in realtà mi interesserebbe fare solo la prima parte,e cioè dedicarmi solo alla ricerca .E credo che questo corso mi possa dare le basi per farlo. Ovviamente ci sono tante pecche, ritengo  che le ore dedicate allo studio della chimica di base non sia sufficienti  e che i laboratori siano quasi inesistenti.
(In realtà a quanto pare i pochi laboratori della triennale verranno compensati da quelli della specialistica..e si vedrà, visto che incomincio a frequentarla quest'anno! )

Ma non credo che nessun corso sia perfetto, specialmente quelli nati dopo la riforma, in cui i ritmi sono  troppo incalzanti e i tempi troppo ristretti..e cioè totalmente opposti alle esigenze dell'apprendimento.
(


gaiafenoglio
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gaia
Settembre 20, 2005, 11:57am Rapporto al Moderatore
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ops
il messaggio era troppo lungo e dovendo dividerli ho fatto un po' di confusione, ad ogni modo il primo ha scritto Gaia inizio.

Ciao


gaiafenoglio
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Rossella Croce
Settembre 20, 2005, 12:07pm Rapporto al Moderatore
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Gaia, grazie per la tua testimonianza. La sezione è a tua disposizione se vuoi condividere la tua esperienza con gli altri, esiste già una discussione sul Raman, è possibile aprirne una sull'XRF o, in generale sulla diagnostica applicata alle opere etniche


Rossella Croce
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