Notate come venfono sempre specificate le parola "conservatore" , "conservazione" o "conoscenza" e mai "restauratore", "restauro" o "esecuzione".
Rossella Croce Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Tecnico per la diagnostica dei beni culturali Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
Gli atenei organizzeranno, in accordo con enti pubblici e privati, attività esterne, come tirocini formativi presso aziende, strutture della pubblica amministrazione e laboratori, per il conseguimento dei crediti richiesti per le "altre attività formative", con le quali sarà possibile definire ulteriormente, per ogni corso di studio, gli obiettivi formativi specifici, anche con riferimento ai corrispondenti profili professionali.
Al momento sembrerebbe che la situazione non sia cambiata di molto, mantenendo la figura unell'ambiguita' del "tecnico diagnostico per i beni culturali", a meta' tra il chimico ed il restauratore. Cio' che sarebbe interessante approfondire, invece, e' come e quanto la parte che ho sottolineato in verde, ovvero il curriculum individuale, pesera' per l'inserimento in quello che il DM definisce "corrispondenti profili professionali". La cosa, di per se, mi sembra gia' ambigua e contorta, perche' troppi e troppo poco seriamente verificabili sono le effettive conoscenze acquisibili durante un tirocinio, il cui risultato formativo effettivo puo' essere talmente disparato da non sembrarmi una garanzia verso l'inquadramento in un figura professionale rispetto ad un' altra.
Passiamo ora alla laurea specialistica che dovrebbe, per logica, fare chiarezza sulla posizione professionale di cui stiamo parlando.
Rossella Croce Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Tecnico per la diagnostica dei beni culturali Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
LM-11 Classe delle lauree magistrali in CONSERVAZIONE E RESTAURO DEI BENI CULTURALI
OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI I laureati nei corsi di laurea magistrale della classe devono: * possedere un'approfondita conoscenza del metodo scientifico di indagine e delle tecniche d'indagine e d'interpretazione dei dati per lo studio finalizzato al recupero, conservazione e restauro dei beni culturali anche in realtà complesse e delle metodiche dell'intervento di restauro; * possedere avanzate conoscenze: a) sulle caratteristiche, proprietà e degrado dei materiali che costituiscono il bene culturale; b) sulle applicazioni archeometriche nei diversi campi d'interesse; * possedere elevate competenze nel campo della museologia e/o delle tecniche di conservazione; * possedere capacità di organizzare le interazioni di diverse conoscenze disciplinari al fine di affrontare i complessi problemi scientifici relativi alla conservazione preventiva dei beni culturali; * possedere la padronanza scritta e orale di almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano;
neanche qui dsi parla mai di esecuzione di interventi di restauro.
Rossella Croce Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Tecnico per la diagnostica dei beni culturali Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
Sbocchi occupazionali e attività professionali previsti dai corsi di laurea LM 11 sono in enti pubblici e privati, nella: * progettazione di interventi con individuazione di metodi, materiali, misure e tecniche per il recupero, la conservazione e il restauro dei beni culturali; * progettazione dell'intervento conservativo e di restauro sul bene culturale anche al fine di facilitarne la leggibilità , la fruizione e la conoscenza; * progettazione completa di protocolli di diagnostica per la conservazione dei beni culturali; * direzione dei progetti di diagnostica e/o di conservazione dei beni culturali; * progettazione e organizzazione di musei scientifici, di "città della scienza", di parchi, di mostre scientifiche; * collaborazione alla progettazione ed alla realizzazione di sistemi informativi per il trattamento dei dati relativi ai beni culturali.
Per lo svolgimento delle suddette attività il laureato magistrale nei corsi della classe magistrale dovrà gestire risorse tecnico-scientifiche, umane ed economiche, con ampia autonomia ed elevata responsabilità , collaborando con le altre figure professionali del settore.
Infine, la descrizione delle attivita' professionali del laureato in classe LM-11 sono piu' simili a quelle di un ispettore-soprintendente , ad una figura tecnica ad essi associata, od al classico direttore tecnico che si trova nelle grandi aziende di restauro, piuttosto che di un restauratore vero e proprio, inteso come esecutore sul campo di interventi di restauro.
Tutto questo credo debba fare riflettere.
Rossella Croce Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Tecnico per la diagnostica dei beni culturali Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
Laureata in diagnostica, conservazione e restauro Nuovo utente
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Location: Cosenza
ciao a tutti. Siamo un gruppo di neo laureate (da un anno e mezzo!!!) in diagnostica, conservazione e restauro dei beni culturali (classe 12S) ...abbiamo visto i vostri commenti e ci sembra di aver letto tutte le discussioni che nell'arco di questi lunghi 6 anni abbiamo sempre fatto anche noi!!!! è superfluo ripetere tutte le considerazioni, le delusioni e lo smarrimento che avete tutti voi manifestato..anche in Calabria la situazione è tragica ed esasperante x noi!!! L'unico sbocco lavorativo che abbiamo trovato è la collaborazione sporadica con l'Università...nient'altro....e siamo noi i primi laureati!!!!!! la soprintendenza ci sbatte la porta in faccia, le ditte private nn sanno chi siamo e a cosa serviamo, il mondo scientifico (chimici, fisici, geologi, architetti, ingegneri, biologi....salvo qualcuno!!!!) ci ripudia e nn ci crede all'altezza del lavoro che dovremmo svolgere..."Siete TUTTOLOGI"..questo il commento di una grande prefessionista che lavora da anni nel settore della diagnostica per i bbcc..nn si sa xkè prima accettano di insegnare ai corsi, si complimentano per le nostre capacità e la nostra preparazione e poi...dopo laureati...si dimenticano (x essere gentili!). Noi nn siamo chimici, nn siamo geologi, nn siamo fisici,nn siamo architetti, nn siamo ingegneri, nn siamo biologi, nn siamo storici dell'arte, nn siamo archeologi...E ABBIAMO SCELTO NOI DI NN ESSERLO...ALTRIMENTI CI SAREMMO ISCRITTI AI CLASSICI CORSI...NO? NOI RITENIAMO DI ESSERE DIAGNOSTI!!!!!!!!!!! è questo ciò che vorremmo fare, ma nn per ripiego, ma per PASSIONE!!! Allora!!! Noi vogliamo muoverci per risolvere questa situazione, renderla pubblica a livello nazionale e mettere chi di competenza di fronte alle proprie responsabilità. Nn siamo in pochi, perchè possiamo contare anche sull'appoggio di tutti gli stundenti iscritti al corso di laurea triennale e magistrale...anche loro sono stanchi!!! Chi vuole contattarci per unirsi è ben accolto....aspettiamo le vostre risposte!
Ciao! Io mi sono laureata un mese fa alla 12/S e adesso mi devo mettere seriamente a cercare qualcosa! Mi viene da piangere! Non si trova nulla di nulla, le aziende serie qua scarseggiano e quelle poche come dici tu non sanno in cosa sono laureata e di preciso cosa so fare, quindi la vedo dura! Io sono a disposizione per qualunque iniziativa vogliate intraprendere per farci conoscere in tutta Italia, fatemi sapere!
Florian Raffrenato<br>Laureata in Tecnologie applicate alla Conservazione e al Restauro dei Beni Culturali
Ciao a tutti ragazzi.... io sono una laureata specialistica in Diagnostica (nefastissima 12/s) anbche se la mia triennale è di clasee 4 (architettura, storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali) sono a vostra totale disposizione per fare qualche cosa...... facciamoci sentire.... eprchè la nostra laurea non è una passeggiata ci smusiamo pre prenderla... e sarebbe ora che si cominciasse a muovere qualche cosa... soli non si può fare granchè ma insieme SI!!!!!
Ciao FLa..... fatti sentire.... qua la situazione è tragica o ci muoviamo o qua ci impantaniamo di brutto!!!!
Studentessa in scienze applicate ai beni culturali Utente Attivo
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APPELLO A RESTAURATORI ED ESPERTI DI CONSERVAZIONE
I discorsi sono sempre gli stessi..."cosa saremo? riusciremo mai ad avere il futuro che sognamo?"... ed ecco che alla soglia di una laurea ogni decisione è delicata, ma a questo punto farei una domanda a chi nel mondo della conservazione ci lavora già: CHI SCEGLIERESTE VOI??? Chiamiamoci diagnosti, tecnici, ispettori o come ci pare,i nomi non servono a molto se la mettiamo in questi termini....la domanda cruciale è DI COSA C'E' BISOGNO??
Se poteste decidere voi, vorreste qualcuno che ha studiato e si è specializzato in chimica? Un fisico esperto in tecniche diagnostiche applicate ai beni culturali? Un restauratore eclettico che si interessa di diagnostica? In fondo il vantaggio di essere studenti è questo, siamo spugne pronte ad assorbire tutto quanto gli esperti siano disposti ad insegnarci, e quello che chiediamo non è altro che avere la possibilità di imparare...e allora diteci cosa dobbiamo imparare, noi ci rimboccheremo le maniche e faremo il nostro meglio.
Se poteste decidere voi, vorreste qualcuno che ha studiato e si è specializzato in chimica? Un fisico esperto in tecniche diagnostiche applicate ai beni culturali? [b]Un restauratore eclettico che si interessa di diagnostica?
Non serve ne un chimico ne un fisico generico, ma chimici e fisici dei beni culturali, che crescono sin dal primo anno della loro formazione in questo ambito, che abbiano fatto dei tirocini formativi validi, che abbiano elaborato tesi innovative e di una certo interesse e soprattutto che possano accedere all'esame di stato come chimici, fisici, geologi, iscritti ad un albo che possano firmare le loro analisi. Di diagnostici generici, che non hanno questi requisiti non c'e' nessuna necessita'. Dal punto di vista tecnico invece, il grosso problema e' che la maggior parte degli studenti, arrivano alla fine dei 5 anni avendo appreso qualcosa di diagnostica, ma completamente incompleti dal punto di vista delle conoscenze sul restauro e soprattutto sul come muoversi in tale ambiente. Molti non sono mai saliti su un ponteggio, altri non hanno mai preso un pennello in mano, altri ancora si presentano al lavoro con la french manicure di 6 cm con corona di brillantini. Personalmente quindi, non mi fiderei ad affidare loro neppure una stratigrafia, non per la provocazione sulla french manicure (che mi faccio anche io durante le vacanze) ma perche' tale atteggiamento dimostra quanta "ignoranza'' riguardo al lavoro che si deve andare a svolgere ci sia. Vuol dire che ancora i ragazzi pensano che il restauratore sia la signorina dalla chioma perfetta e fluente che restaurava i busti del Pincio. Ti dico questo non per far polemica, ma per spiegarti cosa vediamo noi, nei colloqui di lavoro, quando esaminiamo molti di voi. Non parliamo poi di affrontare discussioni tecniche sul restauro in questione. Fare diagnostica non e' solo infilare un campione in uno strumento e dirmi a pappagallo cosa c'e'dentro. Devi, nella maggior parte dei casi, dare delle risposte e trovare dellle soluzioni ad un problema di conservazione: la diagnostica non deve essere finalizzata a se stessa, ma alla risoluzione di un problema conservativo. Come pensi di potere operare adeguatamente se di quell'intervento conservativo tu non sai niente? Come pensi si darmi indicazioni sui prodotti da usare se non li hai mai utilizzati? Se non hai la capacita' di sapere che, quel prodotto sarebbe teoricamente perfetto per quel caso, ma combinazione in questo contesto non si puo' usare per motivi pratici, per cui ti do' un'altra indicazione, su come risolvere questo problema. Questo un restauratore esperto lo fa di default, pensi che sia aceettabile che, il diagnosta che dovrebbe essere il massimo esperto in campo non sappia farlo? La mia convinzione e' che cio' di cui c'e' veramente bisogno siano restauratori specializzati, ulteriormente specializzati in diagnostica. Non certo il restauratore ecclettico che si interessa di diagnostica, di cui parli in modo piuttosto superficiale tu, ma un restauratore esperto che si e' specializzato anche in diagnostica, cosa molto diversa. E' un percorso molto complesso, ma possibile, purtroppo non accessibile a tutti per tanti motivi, non ultimi tempi e costi. La diagnostica non e' un gioco in cui ti specializzi per Hobby: oggi non so che fare e mi leggo qualche manuale del piccolo chimico. Devi avere delle competente scientifiche e tecniche specifiche acquisite con corsi di laurea adeguati, che vadano ad integrare un percorso di studi e professionale di restauratore. Questo tipo di figura e' completa, da un datore di lavoro puo'essere utilizzata sia come restauratore che come diagnosta, ha le competenze per essere un responsabile o un direttore tecnico. Questa figura e' quindi flessibile e conveniente per un'azienda. Per questi motivi tale figura trova impiego facilemente e le altre difficilmente. Comprendo il tuo dramma e quello di moltissimi altri studenti, ma la rabbia non risolve nulla. La realta' e che non si assiste a grandi esiti occupazionali per chi proviene dalle vostre scuole, quelunque esse siano e ovunque esse siano. Questo denuncia qualcosa. Sono state formate troppe figure rispetto a quelle che servono realmente, ma soprattutto sono state formate figure che non sono trasversali. Non servono centinaia di chimici del restauro, non servono centinaia di restauratori. Tantomeno servono centinaia di diagnosti generici, che non si sa ancora esattamente cosa siano ne dove si collochino. Servirebbero in liena teorica, nei nostri desideri, ma nella realta' non ci sono tutti questi spazi. La richiesta e' sproporzionata rispetto all'offerta.
Rossella Croce Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Tecnico per la diagnostica dei beni culturali Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
La mia convinzione e' che cio' di cui c'e' veramente bisogno siano restauratori specializzati, ulteriormente specializzati in diagnostica. Non certo il restauratore ecclettico che si interessa di diagnostica, di cui parli in modo piuttosto superficiale tu, ma un restauratore esperto che si e' specializzato anche in diagnostica, cosa molto diversa. E' un percorso molto complesso, ma possibile, purtroppo non accessibile a tutti per tanti motivi, non ultimi tempi e costi. La diagnostica non e' un gioco in cui ti specializzi per Hobby: oggi non so che fare e mi leggo qualche manuale del piccolo chimico. Devi avere delle competente scientifiche e tecniche specifiche acquisite con corsi di laurea adeguati, che vadano ad integrare un percorso di studi e professionale di restauratore. Questo tipo di figura e' completa, da un datore di lavoro puo'essere utilizzata sia come restauratore che come diagnosta, ha le competenze per essere un responsabile o un direttore tecnico. Questa figura e' quindi flessibile e conveniente per un'azienda.. Sono state formate troppe figure rispetto a quelle che servono realmente, ma soprattutto sono state formate figure che non sono trasversali. Non servono centinaia di chimici del restauro, non servono centinaia di restauratori
Hai proprio ragione su tutto!!! ho citato solo una parte del tuo intervento, ma sono d'accordo anche con il resto. Io con molti sacrifici, sto cercando di specializzarmi in diagnostica, continuando a lavorare come restauratore nei vari cantieri.
Non serve ne un chimico ne un fisico generico, ma chimici e fisici dei beni culturali, che crescono sin dal primo anno della loro formazione in questo ambito, che abbiano fatto dei tirocini formativi validi, che abbiano elaborato tesi innovative e di una certo interesse e soprattutto che possano accedere all'esame di stato come chimici, fisici, geologi, iscritti ad un albo che possano firmare le loro analisi. Di diagnostici generici, che non hanno questi requisiti non c'e' nessuna necessita'. Dal punto di vista tecnico invece, il grosso problema e' che la maggior parte degli studenti, arrivano alla fine dei 5 anni avendo appreso qualcosa di diagnostica, ma completamente incompleti dal punto di vista delle conoscenze sul restauro e soprattutto sul come muoversi in tale ambiente. Molti non sono mai saliti su un ponteggio, altri non hanno mai preso un pennello in mano, altri ancora si presentano al lavoro con la french manicure di 6 cm con corona di brillantini. Personalmente quindi, non mi fiderei ad affidare loro neppure una stratigrafia, non per la provocazione sulla french manicure (che mi faccio anche io durante le vacanze) ma perche' tale atteggiamento dimostra quanta "ignoranza'' riguardo al lavoro che si deve andare a svolgere ci sia. Vuol dire che ancora i ragazzi pensano che il restauratore sia la signorina dalla chioma perfetta e fluente che restaurava i busti del Pincio. Ti dico questo non per far polemica, ma per spiegarti cosa vediamo noi, nei colloqui di lavoro, quando esaminiamo molti di voi. Non parliamo poi di affrontare discussioni tecniche sul restauro in questione. Fare diagnostica non e' solo infilare un campione in uno strumento e dirmi a pappagallo cosa c'e'dentro. Devi, nella maggior parte dei casi, dare delle risposte e trovare dellle soluzioni ad un problema di conservazione: la diagnostica non deve essere finalizzata a se stessa, ma alla risoluzione di un problema conservativo. Come pensi di potere operare adeguatamente se di quell'intervento conservativo tu non sai niente? Come pensi si darmi indicazioni sui prodotti da usare se non li hai mai utilizzati? Se non hai la capacita' di sapere che, quel prodotto sarebbe teoricamente perfetto per quel caso, ma combinazione in questo contesto non si puo' usare per motivi pratici, per cui ti do' un'altra indicazione, su come risolvere questo problema. Questo un restauratore esperto lo fa di default, pensi che sia aceettabile che, il diagnosta che dovrebbe essere il massimo esperto in campo non sappia farlo? La mia convinzione e' che cio' di cui c'e' veramente bisogno siano restauratori specializzati, ulteriormente specializzati in diagnostica. Non certo il restauratore ecclettico che si interessa di diagnostica, di cui parli in modo piuttosto superficiale tu, ma un restauratore esperto che si e' specializzato anche in diagnostica, cosa molto diversa. E' un percorso molto complesso, ma possibile, purtroppo non accessibile a tutti per tanti motivi, non ultimi tempi e costi. La diagnostica non e' un gioco in cui ti specializzi per Hobby: oggi non so che fare e mi leggo qualche manuale del piccolo chimico. Devi avere delle competente scientifiche e tecniche specifiche acquisite con corsi di laurea adeguati, che vadano ad integrare un percorso di studi e professionale di restauratore. Questo tipo di figura e' completa, da un datore di lavoro puo'essere utilizzata sia come restauratore che come diagnosta, ha le competenze per essere un responsabile o un direttore tecnico. Questa figura e' quindi flessibile e conveniente per un'azienda. Per questi motivi tale figura trova impiego facilemente e le altre difficilmente. Comprendo il tuo dramma e quello di moltissimi altri studenti, ma la rabbia non risolve nulla. La realta' e che non si assiste a grandi esiti occupazionali per chi proviene dalle vostre scuole, quelunque esse siano e ovunque esse siano. Questo denuncia qualcosa. Sono state formate troppe figure rispetto a quelle che servono realmente, ma soprattutto sono state formate figure che non sono trasversali. Non servono centinaia di chimici del restauro, non servono centinaia di restauratori. Tantomeno servono centinaia di diagnosti generici, che non si sa ancora esattamente cosa siano ne dove si collochino. Servirebbero in liena teorica, nei nostri desideri, ma nella realta' non ci sono tutti questi spazi. La richiesta e' sproporzionata rispetto all'offerta.
Mi associo anche io a quanto hai scritto nella tua attenta sintesi. Direi che hai riassunto molto bene la situazione toccando pressochè tutte le problematiche.
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com
Studentessa in scienze applicate ai beni culturali Utente Attivo
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Grazie Rossella per la risposta. Mi dispiace che spesso nei nostri interventi "da studenti" trapeli solo la frustrazione del nostro non riuscire a fare, non riuscire a capire...in realtà credo che ciò di cui si avrebbe più bisogno sono proprio di questi interventi, scritti da chi sa...non da chi immagina. Abbiamo una bacheca intitolata "diventare restauratori", chissà che un giorno non nasca anche "diventare diagnosti". Per quanto riguarda il "restauratore eclettico che si interessa di diagnostica" non volevo affatto essere sarcastica né superficiale....sono la prima ad aver agognato di entrare all'ICR. La realtà è che (almeno parlo per me) la voglia di imparare è tanta, e la disponibilità a soffrire la eguaglia se non la supera....ma se non sappiamo quali sono le strade giuste da imboccare, alla fine ci troviamo con tre anni di studi superficiali alle spalle(vedi la famosa 41-L),e un cul de sac davanti.
Apprezzo il tuo consiglio. Il fatto è che quando parli di chimico o fisico iscrivibile all'albo, che abbia però fatto sin da subito un percorso finalizzato alla conservazione, quello che a me manca è sempre il "come". Come può esistere una persona del genere se in ogni caso una facoltà di chimica o una facoltà di fisica al triennio non nominano neanche occasionalmente il restauro o la diagnostica? Forse a questo punto la strada giusta è quella che indichi tu,il restauratore specializzato, ma anche in questo caso mi sembra di capire che oggi come oggi non ci sia molta scelta....se non aspettare che l'ISCR apra le ammissioni alla scuola...
per legge: Collaboratore restauratore Nuovo utente
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Non credo di aver capito molto, occorrono chimici e fisici (ma anche biologi, geologi, ecc..) che abbiamo un percorso specifico? o Restauratori specializzati in diagnostica? credo siano due cose diverse...
E poi per diventare restauratori ad oggi che laurea prendi? non si capisce e per diventare un diagnosta. devi essere un fisico esperto o un chimico analitico ma non potrebbe bastare dovresti poi prendere un laurea in biologia perchè non è che se vedi una macchia verde non puoi non sapere cos'è...e poi se hai ancora tempo puoi anche diventare geologo... Credo che il settore del restauro-conservazione sia paragonabile a quello medico, con le sue molte specializzazioni e competenze. Non esisterà mai una figura che sappia tutto, sia di diagnostica che di restauro (poi di quale restauro? lapideo, pittorico, cartaceo, ecc.), o che sia versatile sono per le convenienze di mercato, troppo vasto è il campo. Così come in medicina un chirugo non sarà mai un medico curante ed un cardiologo non sarà mai un pediatra ecc..... L'enorme confusione nato in questo settore dipende dal fatto che esistono due Ministeri completamente sgollegati tra loro....MIUR e il MIBAC.
Vi sembrerebbe normale se il Mistero della Sanità legiferasse sulla formazione dei medici con delle proprie scuole senza considerare l'organizzazione formativa del Miur (Ministero dell'Università) ?
Ps. Il discorso sugli albi, poi, non lo tocco nemmeno....
Non credo di aver capito molto, occorrono chimici e fisici (ma anche biologi, geologi, ecc..) che abbiamo un percorso specifico? o Restauratori specializzati in diagnostica? credo siano due cose diverse...
E poi per diventare restauratori ad oggi che laurea prendi? non si capisce e per diventare un diagnosta. devi essere un fisico esperto o un chimico analitico ma non potrebbe bastare dovresti poi prendere un laurea in biologia perchè non è che se vedi una macchia verde non puoi non sapere cos'è...e poi se hai ancora tempo puoi anche diventare geologo... Credo che il settore del restauro-conservazione sia paragonabile a quello medico, con le sue molte specializzazioni e competenze. Non esisterà mai una figura che sappia tutto, sia di diagnostica che di restauro (poi di quale restauro? lapideo, pittorico, cartaceo, ecc.), o che sia versatile sono per le convenienze di mercato, troppo vasto è il campo. Così come in medicina un chirugo non sarà mai un medico curante ed un cardiologo non sarà mai un pediatra ecc..... .
Con queste parle (in cui intravedo anche una nota di polemica) mi sento un po toccata nel profondo della mia formazione...
Giusto per fare un po di chiarezza, cercando di rispettare l'ordine del tuo discorso:
Come tutti i campi del lavoro e della ricerca, anche il campo della conservazione e restauro è complesso e pieno di specifiche competenze...Si tratta di un settore che si è sviluppato piuttosto di recente e da qualche tempo, fino a oggi, esistevano/esistono le singole figure (il chimico, il fisico, ecc ) che convergono in questo affascinante mondo di ricerca ed esperienza; allo scienziato ovviamante sono affiancati (tutti a pari merito) il restauratore, lo storico e l'archeologo. Ma a causa della eccessiva differenziazione di ruoli e della frequente mancanza di sinergia e incomprensione dei limiti...è nata la necessità di creare una figura che abbia "competenze" in tutte queste discipline: ed ecco che nascono le classi 41 e 12/S , cioè figure in grado di comprende pienamente il linguaggio di ciascuno di queste discipline, ma anche in grado di trovare tutti i punti di contatto e le possibilità offerte dalla muntidisciplinairetà nel settore della conservazione e del restauro. (cosa forma questo percorso di studi lo puoi leggere dei post precedenti).
Ovviamente non ci si può aspettare che un chimico faccia il lavoro del fisico, il fisico quello del petrografo...ciascuno dovrebbe portare avanti qualcosa e poi condividerlo col resto della società della conservazione e del restauro. Il tecnologo invece ha la possibilità di poter fare un po tutto e occuparsi di qualsivoglia materiale e settore (si parla ancora solo di possibilità solo perchè concretamente negli enti pubblici e privati non sanno cosa siamo, perchè non si vogliono aggiornare! ).
Per quanto riguarda la diagnostica, lo specialista oggi esiste ed è il Tecnologo (o il Diagnosta) x i BB CC. Fino a che non si attribuisce tale competenza esclusivamente a questa classe di specialisti, anche il singolo fisico, o il chimico o il biologo, o il petrografo, possono continuare ad agire nella disgnostica per i beni culturali (è da loro che noi Tecnologi lo apprendiamo!)
Il restauratore è colui che chiude il lungo percorso della conservazione e restauro e non è necessario che debba essere anche un diagnosta, ne uno scienziato.Non esiste una laurea in restauro...è un percoso formativo a volte compelsso...esistono dei corsi di specializzazione.Di certo non lo si diventa facedo solo pratica in bottega!
In questo contesto il Tecnologo (le classi 41 e 12/S) ha la capacità di apprendere le problematiche di restauro (studio dei materiali) o soddisfare le richieste dell'archeologo e dello storico dell'arte (caratterizzazione del bene, collocazione del bene nel tempo e nello spazio), sfruttando la proprio formazione scientifica!
Antonella Privitera laurea: "Tecnologie applicate alla conservazione e al Resaturo dei Beni Culturali" (Catania) corso biennale di "Perfezionamento Restauro Ceramico" (Caltagirone) diploma in "Arte Restauro della Ceramica" (Caltagirone) Socia juniores AIAr
Non credo di aver capito molto, occorrono chimici e fisici (ma anche biologi, geologi, ecc..) che abbiamo un percorso specifico? o Restauratori specializzati in diagnostica? credo siano due cose diverse...
E poi per diventare restauratori ad oggi che laurea prendi? non si capisce e per diventare un diagnosta. devi essere un fisico esperto o un chimico analitico ma non potrebbe bastare dovresti poi prendere un laurea in biologia perchè non è che se vedi una macchia verde non puoi non sapere cos'è...e poi se hai ancora tempo puoi anche diventare geologo... Credo che il settore del restauro-conservazione sia paragonabile a quello medico, con le sue molte specializzazioni e competenze. Non esisterà mai una figura che sappia tutto, sia di diagnostica che di restauro (poi di quale restauro? lapideo, pittorico, cartaceo, ecc.), o che sia versatile sono per le convenienze di mercato, troppo vasto è il campo. Così come in medicina un chirugo non sarà mai un medico curante ed un cardiologo non sarà mai un pediatra ecc..... L'enorme confusione nato in questo settore dipende dal fatto che esistono due Ministeri completamente sgollegati tra loro....MIUR e il MIBAC.
Vi sembrerebbe normale se il Mistero della Sanità legiferasse sulla formazione dei medici con delle proprie scuole senza considerare l'organizzazione formativa del Miur (Ministero dell'Università) ?
Ps. Il discorso sugli albi, poi, non lo tocco nemmeno....
Ovviamente Artemisia. Tutto quello che ho scritto e' riferito ad una specializzazione precisa. Anche se ritengo che un Restauratore, per essere tale, debba avere anche la capacita' trasversale di operare su piu' materiali, con almeno un buon livello di autonomia. Ovvero, deve saper lavorare con un buon livello di autonomia su almeno tutti i materiali di un gruppo e saper lavorare ottimamente sul suo materiale di specializzazione. Allo stesso modo, se si specializza in diagnostica, deve avere una buona preparazione generale almeno delle materie basilari (chimica, fisica, biologia, geologia) e poi specializzarsi in un ramo specifico, o su sull'uso di almeno uno specifico strumento. Bada bene, e questo vale anche per il post successivo della Privitera, che per capacita' di utilizzare uno strumento intendo saper usare strumento ottimamente e autonomamente e non come vedo fare alla maggior parte degli studenti, stare a fianco dell'insegnante o tecnico di laboratorio mentre gli vengono fatte le le analisi.... intendo saper fare da se, senza istruzioni di altri tutta la preparativa, saper calibrare lo strumento, saper acquisire le analisi adottando diversi metodi di acquisizione a seconda del caso, saper manipolare e trattare i dati, saper interpretare i dati incrociandoli con i risultati delle altre analisi, dare delle risposte operative al problema di conservazione che si sta studiando ed infine, (dove l'analisi lo comporti) fare i test sul materiale con una gamma di prodotti scelti per valutarne l'efficacia. E tutto questo va fatto nei tempi e nei costi di mercato, che sono piuttosto bassi. Questo vuol dire avere anche le strumentazioni o appoggiarsi ad un centro che te le dia in comodato, il quale, se non dimostri le competenze sopra descritte ( o se non sei iscritto all'albo) non te lo consentira' mai.
Diversamente, nessuna impresa di restauro ti corrispondera' mai un compenso per la tua attivita'. Questa e' la realta' fuori dalle Facolta'.
Rossella Croce Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Tecnico per la diagnostica dei beni culturali Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro