Studentessa in scienze applicate ai beni culturali Utente medio
Posts: 29
Location: ROMA
Ciao a tutti... era tanto che non intervenivo nel forum. Negli ultimi post il mio desiderio era di diventare restauratrice,e di lì i miei interventi e richieste di aiuto. In seguito alla chiusura delle ammissioni all'ICR ho deciso di iscrivermi alla famosa e discussa classe 41 alla Sapienza, e - AHIME'!- ho capito di non voler essere una restauratrice, ma un "tenico diagnosta"(che dirsi voglia).. Il punto è:nonostante la grande utilità che apporterebbe una figura simile -ormai l'abbiamo capito-IL DIAGNOSTA NON ESISTE!
Le discussioni sono sempre le stesse:com'è possibile che lo stesso disegno di legge proposto al senato ( http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getlaw&id=844 ) invochi, un pò buttata là , una figura specializata nella diagnostica e progettazione dell'intervento...e nessuno faccia niente per regolamentarla?
Ma lasciamo stare anche questo, che è un problema che avevo messo in conto...come si spiega la totale disorganizzazione degli stessi corsi di laurea???
Ma porca miseria, un corso di studi(accompagnato dalla sua sigla, nella fattispecie 41-L) dovrebbe essere approvato dal ministero prima di entrare in vigore, e analizzato nel suo piano di studi...ditemi voi se è possibile quello che ci hanno detto ieri pomeriggio: "ora come ora i laureati alla vostra facoltà (41-L + 12/s) non hanno alcuna possibilità di accedere ai concorsi che vi riguardano perchè la 12/s risulta in ambito umanistico, mentre voi fate capo a Scienze Matematiche Fisiche e Naturali. Per questo vi mancano degli insegnamenti come ad esempio le storie dell'arte, che vi permettano di essere ammessi."
Riassumo io: se voglio fare la specialistica alla sapienza, poi non posso accedere ai concorsi(P.S.CONCORSI PER COSA???...critici dell'arte...o storici dell'arte in generale(ma non era un'altra facoltà quella!??!)); se scelgo di fare la specialistica in un'altra facoltà , devo recuperare una marea di esami che io non ho fatto. Le domande sono tre: 1)com'è possibile che la sigla 12/s corrisponda a corsi di laurea effettivamente diversi in facoltà diverse? 2)com'è possibile che il mio corso di laurea sia stato riconosciuto come 41 e 12/s,se la triennale è incompleta e se la specialistica non è utilizzabile???? 3)A che serve fare un corso 41 per diventare critici d'arte?!?!!?IO STUDIO CHIMICA FISICA BIOLOGIA APPLICATE AI BENI CULTURALI!!...io voglio lavorare applicando ciò che studio, NON CHIEDO DI ESSERE RICONOSCIUTA COME RESTAURATRICE..NON CHIEDO DI DIVENTARE CRITICO...VORREI SOLTANTO ESSERE QUELLO CHE SONO,UN TECNICO SCIENTIFICO!!!!
Scusate l'irruenza..ma con tutti i problemi del campo,ci mancava solo questa. Lascio a voi i commenti. Ylenia.
prova a leggere questo decreto, sono state istituite le lauree magistrali che andranno a sostituire le LS ossia i corsi di laurea di due anni successivi alla triennale. tempi di attuazione entro il 2010, non figura nessuna LM in diagnostica
Studentessa in scienze applicate ai beni culturali Utente medio
Posts: 29
Location: ROMA
Grazie per la risposta.... Cmq il fatto che non ci sia la parola "diagnostica" nella denominazione del corso di laurea non significa che sia una cosa diversa....da quello che leggo l' LM 11 corrisponde esattamente all'odierna 12/s (anche perchè se guardi fra gli sbocchi professionali non figura la dicitura "restauratore"). In ogni caso, perchè dici che l'unica attivata è la venaria reale? Non dovrebbero essere "trasformate" TUTTE le specialistiche in Lauree Magistrali,secondo questo decreto (compresa la mia)?
Il problema in ogni caso permane...si può costruire un corso di laurea...ma se poi la figura che la facoltà sforna non ha un'identità , mi sembra abbastanza superfluo chiamarla "specialistica" o "magistrale"....il neo-laureato non trova posto. non credi?
Essendo anch'io di questa classe di laurea 41+12/S, sono completamente d'accordo con quanto hai detto. Perchè illudere gli studenti promettendo un impiego sicuro come "nuova figura" nel campo dei bbcc, che colleghi il restauratore allo scienziato e che abbia competenze interdisciplinari, quando nessuno sembra aver bisogno di noi e non sa neanche della nostra esistenza? e poi soprattutto molti corsi di laurea (compreso il mio) sembra insegnino di tutto un pò senza concentrarsi mai in un solo campo e creare così delle figure almeno specifiche di un solo settore... questo porta noi a non sapere bene in che ambito classificarci (chimico, fisico, geologico, biologico?? ), e l'enventuale ditta a non capire bene con chi ha a che fare e che tipo di incarico farci svolgere... una volta laureati, dove andremo a finire? Anche a me piace il lavoro di "tecnico diagnosta" e mi piacerebbe trovare posto in un'azienda che dispone delle strumentazioni necessarie per le analisi e quindi anche di un organico completo che possa lavorare insieme completandosi a vicenda (restauratore, diagnosta, storico, ingegnere ecc ecc)... sogno forse il paese delle meraviglie, ma è quello che ci hanno sempre raccontato!
Florian Raffrenato Studentessa di Tecnologie applicate alla Conservazione e al Restauro dei Beni Culturali
Studentessa in scienze applicate ai beni culturali Utente medio
Posts: 29
Location: ROMA
Eh si,guarda...e pensare che io in questo casino mi ci sono buttata pure scientemente!!8ero infatti tra i pochi al corrente del nostro nefasto futuro)...anche se devo confessare che in fondo pensavo sempre "al massimo continuo a provare per l'ICR!". Ora la cosa mi sta più a cuore... Per questo ne approfitto per dire A TUTTI GLI STUDENTI DELLA 41+12/S, SE VOGLIAMO FARCI RICONOSCERE,SE CI TENIAMO DAVVERO, L'UNICO MODO E' UNIRCI E CERCARE DI FARCI SENTIRE! Si sta cercando di far firmare a tutti una petizione,per essere finalmente accettati in quella che in fondo non è che una diatriba fra il MIBAC e il MIUR...
A te,florian, posso solo dire di visitare il sito dell'AIEDABC (www.aiedabc.it) e magari se sei interessata ad impegnarti per fare qualcosa,di farmelo sapere...rimbocarsi le maniche in due ci fa sentire meno sperduti. MAL COMUNE MEZZO GAUDIO!
laureato in tecnologie per i beni culturali Nuovo utente
Posts: 1
Salve ragazzi, mi presento, mi chiamo Roberto e mi sono appena laureato in Tecnologie per i beni culturali (classe 41) presso l'università del Salento. Non ho nulla da eccepire al mio corso di laurea la formazione culturale che mi ha dato e' stata eccezionale. Purtroppo, per cause a me ignote la specialistica 12/s nn è mai stata attivata quindi dovrei andare fuori per poterla conseguire. il problema è che essendo gli esami diversi in ogni facoltà d'italia mi troverei con un sacco di crediti da dover recuperare. Ora, il punto principale è che noi come classe 41 nn siamo riconosciuti da nessuno. Ho già letto qualche vostra discussione a riguardo e parlavate appunto di questo. Prima di tutto il problema è quello di nn sapere nemmeno dove mandare curriculum, poichè l'ambito lavorativo è alquanto vago. Il manifesto di laurea del mio corso dice questo,
Allora,per poter lavorare negli enti pubblici bisognerebbe avere più di un santo in paradiso e forse nemmeno basterebbero, per quanto riguarda le aziende operanti nel restauro architettonico (che è quello che a me interessa di più) ho mandato qualche curricula ma purtroppo avendo una preparazione interdisciplinare e quindi nn concentrata in un unico campo, al momento del colloquio mi si chiedeva cosa sarei stato in grado di fare, e non avendo alcuna esperienza pratica la mia risposta è stata "vorrei imparare soprattutto come si gestisce un cantiere di restauro ecc, rimanendo sempre sul vago".
La mia situazione è questa, per ora mi ritrovo a casa senza far nulla e con prospettive indeterminate.
Studentessa in scienze applicate ai beni culturali Utente medio
Posts: 29
Location: ROMA
Ciao Roberto, si,la situazione è esattamente questa...se poi aggiungiamo il fatto che, per una nuova normativa, le 12/s che fanno capo a scienze M.F.N non possono accedere neanche ai pochi concorsi che ci sono... Beh,di questo ne abbiamo già parlato: questo corso di laurea è stato creato senza pensare a cosa avrebbero fatto i laureati, o meglio, la figura di tecnologo/diagnosta che si voleva creare non è stata mai accettata dal Ministero dei Beni Culturali. Ora le nostre possibilità sono alquanto limitate, come hai potuto sperimentare...il consiglio ch emi sentirei di dare io è di cercare di integrare il tuo curriculum con qualche corso, specialistica, stage....qualsiasi cosa, perchè la classe 41 (sopratutto se non accompagnata dalla specialistica) purtroppo non è un gran biglietto da visita. In bocca al lupo per tutto...e facci sapere come va a finire!
Ciao! Sona andata sul sito dell'AIEDAbc, mi sembra proprio una bella cosa unirsi tra studenti per cercare di farsi sentire! Purtroppo qua da me (sono iscritta a Siracusa) siamo così in pochi che è molto difficile fare qualcosa del genere... poi qua tutti si lamentano ma poi nessuno nella pratica fa niente, la maggior parte di noi pensa a quando finalmente finiremo questa benedetta specialistica per potersene andare al nord, dove si dice si concentrino quelle poche opportunità di combinare qualcosa... cmq anch'io mi sento di consigliare la specialistica a chi esce dalla classe 41, perchè è sempre un titolo in più che accresce comunque le proprie conoscenze... dopodichè forse qualche corso di restauro pratico o qualche stage, almeno così ai colloqui si può dimostrare di saper fare qualcosa! Dai, non perdiamoci d'animo! Florian
Florian Raffrenato Studentessa di Tecnologie applicate alla Conservazione e al Restauro dei Beni Culturali
Studentessa in scienze applicate ai beni culturali Utente medio
Posts: 29
Location: ROMA
No,COMINCIAMO A SFATARE QUESTO MITO...non è questione di Nord o di Sud,questa laurea è un problema in tutta Italia...e se i tuoi compagni di corso ancora non l'hanno capito, diglielo tu!!! E' importante cercare di fare qualcosa,altrimenti perdiamo solo tempo...già questo corso è nato traballante,se non facciamo niente per darci un futuro,non ci cadrà dal cielo...e si può arrivare su su fino a Como,ma non cambierà niente. Questo è importante saperlo,davvero... Pensare "intanto faccio,poi si vedrà ..." è un bell'azzardo, sopratutto in un ambito così discusso come il nostro. Mi raccomando,questa è l'unica chance che abbiamo, AVERE LE IDEE CHIARE.
Allora, devo precisare una cosa che magari ho dato per scontata: è vero che la laurea in sè ha dei problemi che sono comuni a tutte le università , però poi è ovvio che di sede in sede le cose cambiano e anche tanto! Ho visto altre università , non solo la mia, e posso assicurarti che noi abbiamo una situazione che sarebbe inconcepibile in molte università del centro-nord (non in tutte ovviamente). Il problema fondamentale è che l'università da noi latita, nel vero senso della parola, non ci dà nessun tipo di appoggio e dal primo giorno siamo stati lasciati a noi stessi in tutto, dall'organizzazione delle ore di lezione alle varie incombenze "pratiche" (tutte quelle cose che per intenderci dovrebbe svolgere una segreteria); i nostri prof vengono tutti da Catania e quindi non li vedi mai al di fuori delle lezioni, e oltretutto molti dei più bravi (pensa che anche il professore Matteini è venuto a farci lezione!) se ne sono andati dopo aver capito che il corso era organizzato male, invece di fare qualcosa per cambiare i programmi o gli insegnamenti... addirittura alla specialistica vengono professori che non sanno neanche il nome della materia che stanno insegnando e non hanno idea del nostro percorso di studi e della nostra preparazione! Per cui finiscono o per ripetere cose già dette da altri mille prima di loro, oppure per saltare a piè pari argomenti di cui non sappiamo niente ma che tutti credono ormai assodati. Ovviamente queste cose sono state dette al nostro presidente, anche più volte, non credere che non ci siamo battuti anche noi nel nostro piccolo! Non parliamo poi della sede in cui si svolgono le lezioni, ci sarebbe di che vergognarsi! Non mi dilungo però purtroppo non sono solo problemi di materie e programmi come magari in altre sedi, qui è una questione più profonda e seria: l'università non è inserita nel contesto della città , se chiedi agli addetti ai lavori (restauratori, architetti ecc) se conosce il nostro corso di laurea rispondono di non averne mai sentito parlare, e cosa ancora più grave l'università non è stata mai in grado di creare convenzioni o "pubblicizzarci" in giro... pensa che per il restauro della villa romana del casale a Piazza Armerina (a 2 ore da noi) sono stati chiamati restauratori da Roma, Palermo, Firenze ecc, mentre noi veniamo costantemente ignorati, e che per frequentare uno stage degno di questo nome siamo dovuti andare noi in giro per mesi a portare centinaia di documenti a destra e a manca e a parlare con mille impiegati, perchè nessuno dell'università avrebbe mosso un dito... Cmq al di là di tutto questo io volevo solo dire che la tendenza del Sud è quella di fuggire (è stato sempre così in molti ragazzi che conosco) credendo che ci siano più opportunità , perciò sommando questo a tutto quello che ho detto prima è normale che un pò ci sentiamo scoraggiati... ma le idee ce le abbiamo più che chiare, quello che studiamo ci piace e io per prima sono intenzionata a non mollare questo percorso! Cmq, mi farebbe piacere sapere come sono le cose da voi, cosa fa l'università (anche come stage o lavori di restauro che avete seguito ecc), e che percorso hanno scelto i laureati una volta usciti dall'università , magari conoscendo le altre realtà ci viene in mente qualche idea per migliorare la nostra situazione! Se posso essere utile in qualcosa di concreto (firme, associazioni) fammi sapere, cercherò di coinvolgere più persone possibili!
Florian Raffrenato Studentessa di Tecnologie applicate alla Conservazione e al Restauro dei Beni Culturali
Studentessa in scienze applicate ai beni culturali Utente medio
Posts: 29
Location: ROMA
Era proprio questo che cercavo di spiegarti...certo,noi facciamo lezione nella città universitaria di Roma,ma le opportunità non sono proporzionalmente più grandi. Pensa a quanti restauri e scavi ci sono a roma,CENTINAIA,eppure noi non partecipiamo...perchè come ti dicevo non è solo un problema di sede universitaria, ma di riconoscimento del titolo(è grasso che cola se andiamo per seguire un professore, ma di certo come "diagnosti" non ci prende proprio nessuno). Sicuramente fra le varie scelte a noi potrebbe capitare l'opportuntà di chiedere la tesi da qualche parte, ma non di più,non è tutto dorato neanche nella capitale. Per l'altra tua domanda, su cosa fanno i nostri laureati...beh,la maggior parte è a spasso da quel che ho capito(è nata proprio da questo l'AIEDABC,dalla disoccupazione dei nostri laureati!!!!).
Insomma,per riassumere,capisco che la vostra realtà possa essere un problema nel problema, ma l'importante è sapere che le cose non sono tanto diverse da Messina in su...IL TECNICO DIAGNOSTA NON ESISTE in nessuna città d'Italia.(questo intendevo con "idee chiare",mi dispiace che tu possa aver pensato diversamente). Certo,ognuno ha le sue battaglie in piccolo da combattere,le incongruenze del proprio corso di laurea,però non credo sia questa la sede per parlarne... Posso solo dirvi in bocca al lupo, e continuate a impegnarvi perchè vi sia garantito almeno un percorso didattico coerente!! Se non fossimo abituati ad avere sempre tutto qui, se fossimo allenati a guadagnarci quello che vogliamo come voi, forse avemmo fatto un passo in più adesso....e non vedrei molti dei miei compagni di corso aspettare che le porte si aprano da sole.
APPENA RIESCO A CAPIRE COSA POSSIAMO FARE IN CONCRETO TI CONTATTO...tu intanto comincia a spargere la voce che qualcosa da fare c'è,per ora è l'unica cosa da fare. Grazie per l'aiuto e il sostegno morale. Ylenia
Studentessa corso di laurea specialistica 12/s Nuovo utente
Posts: 1
Ciao, io mi sono appena iscritta in questo forum. Frequento il primo anno del corso di laurea specialistica in Scienze e tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni storico-artistici a Perugia. Quest'indirizzo è prettamente diagnostico. Il nostro coordinatore ci ha sempre detto (e anche la presidente dell'ICR che è venuta a fare delle lezioni) che noi non avremo futuro, poichè nei laboratori saremo sempre superati da chimici e fisici...presso di noi c'è anche il Centro di Eccellenza SMAArt, ma ho letto che per accedervi bisogna aver fatto un dottorato di ricerca in Chimica, è vero??? ma allora perchè è stato fatto questo corso?? solo un prof ci ha rassicurato, dicendo che la nostra figura è importante perchè siamo intermediari fra la scienza e l'arte, che altrimenti non si capirebbero. Pensate in 5 anni di università è l'unico prof che ci ha detto una cosa del genere
io sono iscritta presso la facolta di conservazione dei beni culturali indirizzo diagnostica erestauro delle opere lignee a napoli al suor orsola e molto difile il nostro lavoro dovrei prendermi la specialistica sto preparando la tesi sul battente dle palazzo carfa detto santangelo sito a napoli a spaccanapoli.dopo vorrei continuare in un altra città ma doce?
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte Moderatore
Posts: 1.260
Location: Venezia
Riferendomi al messaggio di Claudio marziali, vorrei tentare di fare un po' di chiarezza su alcuni punti. Confermo che sono da poco state istituite le nuove classi di concorso L 43 (laurea che corrisponde alla vecchia triennale) e LM 11 ( laurea magistrale che corrisponde alla vecchia specialistica di due anni) che andranno a sostituire tutte le attuali L41 e L12/s entro il 2010.
Diversamente da quando lamentato in precedenza, sono state create proprio per risolvere il problema della disomogeneita' tra le lauree precedenti, sparse in tutta Italia, con contenuti spesso distanti e disparati. Il programma quindi, nelle diverse facolta', non sara' identico, ma sara' omogeneo, rispetto a determinati requisiti individuati dal ministero, quali minore numero di esami, compattazione dei crediti, piu' organicita' e meno liberta' nei piani di studio proposti dai vari atenei. Come nel caso delle lauree precedenti, non e' ancora chiaro cosa, REALMENTE, saranno questi laureati al termine del percorso scolastico. Questo perche', sino a quando non si concludera' la "disputa" sulla figura del restauratore, a livello nazionale, e' secondo me impossibile capire esattamente sdove e come queste figure si collocheranno.
Cio' che sembrerebbe chiaro, invece, e' che i nuovi laureati in diagnostica NON saranno comunque dei chimici (come d'altra parte, quelli delle lauree precedenti, ad eccezione delle lauree promosse dall'ateneo venziano, che sono di classe 21 e 61/s) e che neanche loro potranno sostenere il relativo esame di stato. Quindi la definizione "diagnosta per i beni culturali", mi lascia comunque un po' perplessa, perche'temo possa essere intesa in senso lato, anche se non mi e' ancora chiaro come. Non mi e' per nulla chiaro come questi tecnici si collocherannoe d integreranno con i chimici che si coccupano di diagnostica dei beni culturali gia' presenti sul mercato o come potranno, ad esempio, aprire un loro laboratorio d'indagine che sia riconosciuto e certificato anche all'estero ecc. ecc.
Presumibilmente quindi, anche il termine "restauratore" potrebbe essere da intendersi in senso lato, quale organizzatore, gestore, curatore, coordinatore, direttore dell'intervento di restauro e non come vero e prorio OPERATORE ESECUTORE. Dubito alquanto che possa essere concesso un titolo di restauratore, inteso come descritto sopra) a persone che non posseggono nessun tipo di esperienza tecnico-pratica nel settore. Scoppierebbe una rivolta peggiore di quella che viviamo adesso e che perdura oramai da quasi 20 anni. In questo senso, sono curiosa di capire se queste lauree, alla fine dei conti, si riveleranno una sorta di "cura palliativa" verso l'enorme richiesta da parte dei giovani di formazione nel settore dei beni culturali e la pessima risposta, in fatto di numero di diplomati-anno, da parte delle scuole di restauro, nazionali o regionali che siano.
Certo invece e' che, rispetto a come si prospettavano le precedenti classi di concorso, quello attuato dal ministero mi sembra un notevole ed apprezzabile miglioramento dell'attuale realta' universitaria.
[segue]
Rossella Croce Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro