Restauro dipinti su tela e tavola - affreschi Utente anziano
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Ciao, sono Betty da Torino e da circa 6 anni sono restauratrice di dipinti su tela e tavola. Negli ultimi 3 anni ho avuto anche la possibilità di maturare delle belle esperienze di restauro affreschi soprattutto per quel che riguarda il ritocco. Ho scoperto per caso questo sito e ne sono felicissima...penso sia un' ottima occasione di scambi e confronti (non ne vedo l'ora). Sarei felice di essere utile con la mia esperienza e mi farebbe molto piacere ricevere consigli e confrontarmi sulle problematiche che spesso si incontrano nel nostro lavoro. Un saluto Betty
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Ciao jolemar, si, ho letto il messaggio di Angelo e gli ho risposto. come argomento di discussione vorrei proporre le metodologie di pulitura degli affreschi dai così detti "beveroni". Ho scelto questo tema perchè ho lavorato su degli affreschi molto scuriti da questi "beveroni" e non sono riuscita ad ottenere una pulitura soddisfacente. Purtroppo per motivi economici non si sono potute fare analisi chimiche e quindi non so la composizione di questa sostanza...so solo che era quasi impossibile da solubilizzare... Sono solo riuscita ad alleggerirla un po'. Sarei curiosa di conoscere altre esperienze. Grazie. Betty
Responsabile Settore Microclima e Restauro Utente recente
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dopo aver portato un esempio di pulitura di un soffitto in legno dipinto tramite il laser, vorrei "stuzzicarvi" suggerendo la stessa tecnologia anche per la pulitura di affreschi. In alcuni casi in cui le tradizionali tecniche con applicazioni a ph controllato non hanno avuto successo, l'utilizzo del laser è stato una valida alternativa. Tra l'altro le analisi di laboratorio hanno confermato l'efficacia della pulitura con il pieno rispetto del substrato. Vi rimando al solito sito ...http://www.lambdascientifica.com/ita/codice/indexrestauro.php Ciao Roberta
1) Marcin e Betty, vi prego d'inserire una firma completa. Grazie 2) ho scoperto una relazione matematica; giorio : Edgardo = laser : sali
Infine una risposta. La malta di calce non resiste al gelo perchè è porosa e permeabile. L'acqua assorbita, sotto forma di liquido o di vapore, in presenza di gelo si trasforma in ghiaccio, aumenta di volume e disgrega la malta. Possiamo modificare (entro certi limiti) questo comportamento utilizzando, nella realizzazione di una nuova malta di calce, specifici additivi combinati ad un trattamento della superficie esterna con sostanze idrofobizzanti.
circa la pulitura dai" beveroni", che tra l'altro si trovano anche sui dipinti mobili, penso sia fondamentale conoscerne la composizione per poter intervenire in maniera efficace.
secondo la mia esperienza, al di là della possibilità di poter effettuare analisi mirate, rimane fondamentale la conoscenza della loro composizione che si ricava dalla lettura di testi e ricettari. Ho trovato interessante un libro dell'associazione Secco Suardo, che raccoglie in forma sistematica i materiali usati e descritti dal Secco Suardo e che sono esplicativi di una certa epoca oltre che di un certo modo di fare restauro.
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Ciao Roberta, il tuo suggerimento mi ha "intrigato", infatti è da tempo che vorrei approfondire quest' argomento anche dal punto di vista pratico. Tempo fa mi ero informata circa l' esistenza di corsi dove imparare ad utilizzare il laser per la pulitura di opere d' arte, ma non avevo trovato nulla... Se tu o qualcun altro ha delle informazioni al riguardo... grazie!
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Ciao admin, vorrei saper cosa intendi quando dici che il Primal e un buon modificatore di malte. Inoltre vorrei sapere che tipo di additivi si aggiungono alle malte tradizionali per renderle più resistenti al gelo ed a quali sostanze idrofobizzanti ti riferisci. Grazie.
Primal da solo, probabilmente non dice nulla; occorre aggiungere una sigla. In passato ho utilizzato l'AC-33 (dispersione acquosa di un polimero acrilico) come additivo di malte di calce da iniezione per la riadesione di strati d'intonaco distaccati. Credo sia stato utilizzato anche per la riadesione di superfici affrescate. Dopo avere inettato solo acqua (al fine di evitare la rapida disidratazione della malta) iniettavo (o meglio facevo iniettare) una prima "dose" di primal con funzione di primer; solo in seguito s'iniettava la malta additivata. Il tutto sembra abbia funzionato.
La seconda domanda meriterebbe un trattato .. In estrema sintesi, gli additivi per combattere il gelo (o meglio l'eccesso di porosità delle malte) sono quelli genericamente chiamati riduttori d'acqua o meglio fluidificanti. Una ulteriore possibilità per confezionare malte meno porose è quella d'utilizzare (entro certi limiti e con molta cautela) un fuso granulometrico degli inerti spinto verso i valori più bassi (quasi polvere).
Altro mondo è quello delle sostenze idrofobe o idrorepellenti (formulate con derivati organici del silicio) che agiscono annullando la polarità latente delle superfici macrocristalline (idrofilia). L'unico difetto di queste sostanze è la loro naturale reversibilità in presenza dell'azione disgregatrice dei raggi U.V.
A proposito di supposta reversibilità degli interventi; in ambito CNR, ICR e ODP non se ne parla più !
Vorrei saper se qualcuno ha esperienze in bonifiche ambientali, i prodotti usati possono danneggiare affeschi sulle pareti oppure i soffitti in legno ? Chi mi puo' dare informazioni... grazie teo
un caro saluto a tutti. mi sono appena iscritto su questo sito,dopo averlo visitato in incognito.Mi piace argomentare di fumetto,pittura, illustrazione ed altro.vorrei entrare in contatto con voi.un saluto. A presto: ROMA