restauratrice opere lignee,doratura e cornici Utente Attivo
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Vorrei toccare questo argomento sul bisturi, per avere alcuni chiarimenti. Secondo voi, per levigare dellle stuccature eseguite su un supporto ligneo è ottimale utilizzare il bisturi , oppure usare i metodi tradizionali , quindi cartavetro e bastoncino di cotone bagnato d'acqua?
Un ottimo sistema è una piccola pelle di camoscio appoggiata ad un tappo di sughero. Questa pelle deve essere leggermente inumidita e strizzata prima dell'uso quindi appoggiata al tappo facendo corpo con esso, poi si può procedre levigando la stuccatura. Chiaramente la stuccatura fatta con gesso e colla. Questo metodo è usato nel nord europa e ha il vantaggio di non essere abrasivo e di facile controllo. Guy
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E' vero,questo è anche un ottimo sistema ma si può utilizzare in particolar modo sulle superfici piane(come possono essere le stuccature su una tela) Ma una statua lignea ha un movimento ed è molto difficile poter levigare le stuccature, negli interstizi o nelle pieghe, con un tappo di sughero (anche se di diverse dimensioni).
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mmmm....non mi dire, in tutti questi anni sono stata convinta che fosse un trucco da bottega genovese. Mi avete sfatato un mito! E' la prima volta che apprendo di un collega non genovese che conosca la buona vecchia telina . Se posso dire la trovo più indicata per le opere lignee (soprattutto è eccezionale per la doratura) con pittura poco materica...Per rispondere ad Oriana, mi sembra particolare la tua domanda...a seconda della situazione scegli il metodo da adottare, non c'è una tecnica di levigatura standard (per fortuna!) Inoltre è molto personale quale possa essere il metodo che dia migliori risultati, dipende un pò dalla mano di ognuno
Rossella Croce Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
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E' vero, diciamo che ho fatto una domanda troppo puntuale, che può differenziarsi da ogni individuo e da ogni laboratorio di restauro, ma è una discussione che si presenta molto spesso nel mio laboratorio...le mie colleghe dicono che nel restauro delle sculture lignee non si può utilizzare il bisturi. Ma Solo per le superfici piane. Il bastoncino di cotone bagnato d'acqua, lo trovo molto dannoso per le superfici stuccate, in quanto ha più facilità di abbassare il livello della stuccatura ,rispetto al livello originale. (spero di essere stata limpida) Volevo ,per questo motivo ,avere un confronto con altri laboratori. Ciao grazieeee
Io ad esempio adopero i raaschietti da gesso per le sculture lignee e li trovo eccellenti.Il bastoncino con cotone ed acqua lascialo perdere. Mi interessa sapere qualcosa di più su il sughero e la pelle. Grazie
Citato da tuccirestauri, spedito Aprile 10, 2005, 6:11pm in qui
Io ad esempio adopero i raaschietti da gesso per le sculture lignee e li trovo eccellenti.Il bastoncino con cotone ed acqua lascialo perdere. Mi interessa sapere qualcosa di più su il sughero e la pelle. Grazie
La pelle di camoscio viene adoperata nei paesi nordici sopratutto per il livellamento di stuccature sui dipinti su tavola ed in particolare sui dipinti fiamminghi. Si riesce ad ottenere una superficie molto liscia senza rovinare i bordi policromi della stuccatura. Ho parlato inizialmene di un tappo di sughero come supporto, ma e chiaro che se si vuole avere un altro tipo di supporto uno e libero di dargli la forma che vuole. L'importante e strizzare bene la pelle e pulirla spesso, onde evitare sbiancamenti.
Concordo con Rossella Croce, non esiste un metodo standard, e tutto quello che è stato scritto è valido, ad esempio la pelle di daino la uso, come dice Gay, ben strizzata ma senza tappo di sughero, che oggettivamente è proprio adatto ai dipinti su tavola molto levigati come possono essere i fiamminghi, e la uso come fosse come una pezzuola, pulisce molto bene la superficie intorno alla lacuna.
Una curiosità : qualcuno conosce o ha usato la pelle di pescecane per levigare?
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Innanzitutto il pescecane è una specie protetta, quindi è praticamente impossibile reperire dei brandelli di pelle, perchè si andrebbe incontro alla gattabuia SICURA.
Comunque non ho mai usato questo sistema di levigatura e sono curiosa di conoscerne anche la storia. (se ne ha una!)
Molto spesso ho levigato con il metodo ad olio e devo dire che accosterei questo sistema a quello del raschietto...li trovo molto efficaci!
è una semplice rete di ottone molto sottile, pertanto flessibile.
la pelle di pescecane (che può essere anche di ventresca se il pescecane è protetto) è sempre stata usata in antico, è riportata in tutti i ricettari, ha una grana molto sottile , oggi è stata sostituita da carte abrasive all'alluminio molto sottili che per ovvi motivi una volta non esistevano. Una curiosità veniva usata anche dalle donne per depilare le gambe.
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non so dove puoi trovare le telina nella tua regione, puoi provare dai fornitori di reti per giardino e affini o dai fornitori di filtri per...motori! ce ne sono di mille tipi, con il reticolo dove l'unità della rete può andare da diversi centimetri a frazioni di millimetro, ce ne sono in ferro, ottone o alluminio (sconsiglio vivamente la plastica) Perchè usare diversi materiali? Ne cambia la flessibilità a seconda dell'uso che ne devi fare . L'apertura della cella ne determina invece la grana. fine o grossa, ovvero asporta di più o di meno. Dalla finezza della tela inoltre dipende la quantità di "righe" che lasci sul supporto" Ottimi tutti gli altri metodi, a mio avviso, a seconda del caso ne scelgo uno per l'altro. per le superfici un pò più ampie e piane uso le biette, di varie misure, al posto dei tappi di sughero, in particolare dnel restauro ligneo. Anche lil panno di microfibra dà buoni risultati, bagnata in alcuni casi, se non ...pelosa!
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Grazie Rossella, lunedì vado a cercare la telina, sono aperta alle novità e mi entusiasmano anche le piccole cose...poi vi farò sapere come è andata!!!!!! Grazie ancora. Oriana
il mio amatissimo maestro, piemontese, consigliava di bruciare la "telina" per rimuovere la verniciatura. Così facendo la capacità "asportante" aumentava. La piegava per adattarla alla forma desiderata e usava "mano leggera".
Nella mia esperienza scolastica, per la levigatura delle stuccature su supporti lignei non piani, abbiamo fatto ricorso più volte alla telina d'ottone (quindi posso testimoniare un suo uso anche a Venezia); per quanto riguarda i tamponcini di cotone bagnati, devo dire che sono meravigliosi per spargere residui di gesso un po' ovunque (ditemi vi prego che succede anche a veri restauratori e non solo a studentelli); questi aloni residui ce li fanno asportare con la pelle di daino inumidita e ben strizzata. Un altro "esperimento" l'abbiamo fatto su una cornice piuttosto eleborata con diversi intagli: in questo caso, però più per rimuovere delle ridipinture e della vernice ingiallita che per levigare il gesso, abbiamo adoperato delle matite in fibra di vetro (dovrebbero essercene dalla punta di dimensioni diverse).
Grazie per dare spazio anche alle nostre esperienze