è una semplice rete di ottone molto sottile, pertanto flessibile.
la pelle di pescecane (che può essere anche di ventresca se il pescecane è protetto) è sempre stata usata in antico, è riportata in tutti i ricettari, ha una grana molto sottile , oggi è stata sostituita da carte abrasive all'alluminio molto sottili che per ovvi motivi una volta non esistevano. Una curiosità veniva usata anche dalle donne per depilare le gambe.
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte Moderatore
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non so dove puoi trovare le telina nella tua regione, puoi provare dai fornitori di reti per giardino e affini o dai fornitori di filtri per...motori! ce ne sono di mille tipi, con il reticolo dove l'unità della rete può andare da diversi centimetri a frazioni di millimetro, ce ne sono in ferro, ottone o alluminio (sconsiglio vivamente la plastica) Perchè usare diversi materiali? Ne cambia la flessibilità a seconda dell'uso che ne devi fare . L'apertura della cella ne determina invece la grana. fine o grossa, ovvero asporta di più o di meno. Dalla finezza della tela inoltre dipende la quantità di "righe" che lasci sul supporto" Ottimi tutti gli altri metodi, a mio avviso, a seconda del caso ne scelgo uno per l'altro. per le superfici un pò più ampie e piane uso le biette, di varie misure, al posto dei tappi di sughero, in particolare dnel restauro ligneo. Anche lil panno di microfibra dà buoni risultati, bagnata in alcuni casi, se non ...pelosa!
Rossella Croce Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
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Grazie Rossella, lunedì vado a cercare la telina, sono aperta alle novità e mi entusiasmano anche le piccole cose...poi vi farò sapere come è andata!!!!!! Grazie ancora. Oriana
il mio amatissimo maestro, piemontese, consigliava di bruciare la "telina" per rimuovere la verniciatura. Così facendo la capacità "asportante" aumentava. La piegava per adattarla alla forma desiderata e usava "mano leggera".
Nella mia esperienza scolastica, per la levigatura delle stuccature su supporti lignei non piani, abbiamo fatto ricorso più volte alla telina d'ottone (quindi posso testimoniare un suo uso anche a Venezia); per quanto riguarda i tamponcini di cotone bagnati, devo dire che sono meravigliosi per spargere residui di gesso un po' ovunque (ditemi vi prego che succede anche a veri restauratori e non solo a studentelli); questi aloni residui ce li fanno asportare con la pelle di daino inumidita e ben strizzata. Un altro "esperimento" l'abbiamo fatto su una cornice piuttosto eleborata con diversi intagli: in questo caso, però più per rimuovere delle ridipinture e della vernice ingiallita che per levigare il gesso, abbiamo adoperato delle matite in fibra di vetro (dovrebbero essercene dalla punta di dimensioni diverse).
Grazie per dare spazio anche alle nostre esperienze