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NUOVO Forum Restauro@Conservazione    SEZIONE ARCHITETTURA    Architettura  ›  qual'è il miglior consolidante per il cemento? Moderatori: admin, Architer
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qual'è il miglior consolidante per il cemento?  (attualmente 3.433 viste) Stampa
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Simona Cappelli
Marzo 17, 2005, 2:17pm Rapporto al Moderatore
Conservatrice opere d´arte, prof. universitá
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Location: Varese-Santo Domingo
Per un grande edificio costruito con cemento a vista:

quale sarebbe il miglior metodo di pulitura?

e quale risulta essere il miglior consolidante idrorepellente da applicare su tutta la superficie?

E' un edificio situato in un paese tropicale, con forti presenze di funghi, alghe e licheni, causati dalla costante temperatura alta e dalla forte presenza di umidità. I tempi di degrado qui sono accellerati al 80 %.

Grazie.
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admin
Marzo 21, 2005, 10:39pm Rapporto al Moderatore
Architetto
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Posts: 723
Location: Palermo
Le opere in calcestruzzo di cemento armato non richiedono particolari precauzioni nelle opere di manutenzione.
I consolidanti più idonei (anche se i più cari) sono gli esteri dell'acido silicico.
Per l'idrorepellenza e/o l'impermeabilizzazione (non occorrono prodotti traspiranti) si può usare una vasta gamma di "protettivi" specifici per il cemento armato.

L'edificio ha un interesse storico ?


Sergio Tinè
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Lampone Lorenzo
Aprile 5, 2005, 8:32pm Rapporto al Moderatore
Responsabile vendite malte premiscelate
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Location: Ragusa
Perchè se ha interesse storico cosa consiglia?

Lampone Lorenzo
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admin
Aprile 5, 2005, 9:01pm Rapporto al Moderatore
Architetto
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Location: Palermo
L'edificio storico canalizza, in genere, più risorse.


Sergio Tinè
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Lampone Lorenzo
Aprile 6, 2005, 8:54pm Rapporto al Moderatore
Responsabile vendite malte premiscelate
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Location: Ragusa
Mi farebbe qualche esempio per favore
Grazie
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admin
Aprile 6, 2005, 9:42pm Rapporto al Moderatore
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In un messaggio precedente parlavo degli esteri dell'acido silicico. Queste sostanze hanno una forte capacità di penetrazione ed occorre utilizzarne una certa quantità (quasi a saturazione); visto il loro costo ed il quantitativo occorrente l'utilizzo su edifici storici giustifica in qualche modo l'investimento.


Sergio Tinè
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Architer
Maggio 11, 2005, 10:51pm Rapporto al Moderatore
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
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Location: Palermo
Perché naturalmente, Simona, per un edificio di interesse storico, i procedimenti sono conservativi della natura storica dell'opera, e del suo significato per la storia dell'architettura.
Se  é un edificio recente, di non grande qualità architettonica, si passa dalla conservazione, al recupero ed alla sostituzione, o manutenzione dell'edilizia.
Non conviene impiegare, in quel caso materiali, tecniche ed operatori dedicati, ma la semplice manodopera edilizia va più che bene.
togli i copriferri, verifica lo stato dei ferri, spazzolali o sostituiscili dove occora, ripristina i copriferri con malta non troppo porosa ( i biodeteriogeni attecchiscono solo su materiale che prende acqua). Casomai pensa ad un materiale protettivo o ad un rivestimento se l'opera non ha particolari qualità architettoniche.

Teresa Campisi


Teresa Campisi
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francesca.spanu
Giugno 29, 2005, 9:29pm Rapporto al Moderatore
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Posts: 1
il cemento soffoca la struttura. meglio realizzare un intonaco alla calce in modo da garantirne la traspirabilità
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arch_pertini
Luglio 23, 2005, 9:47pm Rapporto al Moderatore
architetto
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Ho usato gli esteri silicei su cemento , ma non sempre si hanno buoni risultati. Senza fare pubblicità occulta secondo me esistono prodotti adatti all'edilizia storica meno complessi da applicare,   più economici ma  qualità valida. Trovo discreta la linea edilizia storica di una famosa casa per il restauro.


Arch. Maria Pertini
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admin
Luglio 24, 2005, 7:26am Rapporto al Moderatore
Architetto
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Posts: 723
Location: Palermo
Benvenuta nel forum,
A quale "famiglia" di prodotti ti riferisci ?


Sergio Tinè
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arch_pertini
Luglio 24, 2005, 8:14pm Rapporto al Moderatore
architetto
Nuovo utente
Posts: 7
Location: Milano
Piacere di conoscerla, forse mi sono male espressa;  mi riferivo a molti prodotti a base di esteri silicei, ma di "CONCORRENZA" rispetto alla ben nota casa produttrice  usata nel mondo del  restauro, che  mi danno buoni risultati sull'edilizia storica ed incontrano il favore delle maestarnze meno specializzate. Se non è zuppa è pan bagnato...ma far lavorare gli operai in condizioni a loropiù gradevoli a volte ho l'impressione generi migliori risultati rispetto ad utilizzare il prodotto di superiore qualità. In genere i prodotti della cir sono da loro ben graditi, dicono, poichè più semplici e veloci da applicare


Arch. Maria Pertini
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gian1
Settembre 28, 2005, 5:43pm Rapporto al Moderatore
architetto e Conservatore
Utente Attivo
Posts: 46
in risposta al quesito di Simona:
E´un edificio situato in un paese tropicale, con forti presenze di funghi, alghe e licheni, causati dalla costante temperatura alta e dalla forte presenza di umiditá. I tempi di degrado qui sono accellerati al 80 %.

le strutture in cemento possono essere trattate con metodologie ben rodate che provengono dalla conservazione, il processo è lo stesso (progettuale).
consolidare il cemento può essere d'aito l'uso della tecnologia del sottovuoto in profondità, in questo caso si arriva a "toccare" i ferri interni, impiego di resine consolidanti con polimero corto o della famiglia degli esteri.
trattare la superficie del cemento: c'è la presenza del biodeteriogeno, questo è un fattore da tener conto, e il solo utilizzo dei un buon prodotto idrofubo non basta.

ho recentemete applicato un prodotto nuovo con caratteristiche completamente opposte ai normali protettivi, la composizione è a base di titanio, e la caratteristica e di avere un fronte "bagnato" cioè contrario ai principi di idrofubizzazione e rilascio di ioni OH. questo comporta: un auto pulitura della superficie e l'allontanamento della presenza del biodeteriogeno. penso che per una superficie come questa, con molti problemi, questa nuova tecnica potrebbe essere applicabile.


Giancarlo Calcagno
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Alessandro Nicola
Maggio 5, 2006, 8:52pm Rapporto al Moderatore
Architetto e Restauratore
Utente recente
Posts: 15
il mio suggerimento potrebbe essere ingenuo ma hai provato a vedere cosa usano gli abitanti del luogo per fare manutenzione?
magari una bassa tecnologia, relativamente facile da usare per le maestranze locali dovrebbe essere preferita rispetto a composti tanto sofisticati provati solo in una fascia climatica temperata e che quindi alla lunga non garantirebbero una grande tenuta rispetto al costo.

da alcune esperienze viste in Tibet posso garantire che le maestranze locali ne sanno sempre una più del diavolo


Arch. Alessandro NICOLA

Nicola Restauri s.r.l.
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0141909125

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http://www.nicolarestauri.com
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eadg
Luglio 17, 2007, 9:31pm Rapporto al Moderatore
imprenditore
Utente anziano
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Mi riferisco a qualche messaggio qui sopra in particolare a quello dell'arch Pertini.
Non sono daccordo che sia favorevole sempre agevolare la manodopera (spesso in edilizia a bassissima o nulla specializzazione) a scapito dell'utilizzo di prodotti corretti.
Ricordo che spesso molte aziende preparado prodotti "a prova di stupido" proprio per quel tipo di manodopera ma le caratteristiche di detti prodotti di solito non sono di alto livello.
Poi non è assolutamente vero che tutti i silicati di etile (di varie aziende) sono uguali, anche a parità di apparenti caratteristiche da scheda, le performance sono diverse.
Per caso fa riferimento alle acril-siliconiche che sono nettamente diverse?
E poi quale sarebbe la famosa casa produttrice di materiali per restauro?
A me risulta che i produttori di materiali per restauro quasi non esistano, ci sono però degli ottimi formulatori e distributori. saluti.


arch. edoardo rosaz
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admin
Luglio 27, 2007, 9:28am Rapporto al Moderatore
Architetto
Amministrazione
Posts: 723
Location: Palermo
... ed i formulatori diminuiscono la quantità di "residuo secco" ed aggiungono più solvente allo scopo di rendere meno caro e più commerciabile il prodotto ....


Sergio Tinè
Amministratore del forum

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Architer
Luglio 27, 2007, 7:17pm Rapporto al Moderatore
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
Moderatore
Posts: 139
Location: Palermo
io credo sia la wacker per il silicato di etile chi altri?


Teresa Campisi
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eadg
Luglio 27, 2007, 9:47pm Rapporto al Moderatore
imprenditore
Utente anziano
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In risposta all'affermazione dell'arch. Tinè devo dire che in linea di massima è vero, anche se non bisogna fare di tutt'erba un fascio perchè nel mercato ci sono molte aziende serie che forniscono schede e prodotti affidabili.
Piuttosto, ho saputo che da tempo circolano in commercio dei silicati di etile (e qui invece sono forse alcuni produttori che fanno i "furbetti") con residuo secco corretto (cioè corrispondente a quello dichiarato in scheda tecnica) e verificabile ma con potere consolidante assai più basso. Questo è dovuto a percentuali di silicato "reattivo" e silicato "inerte" (assai meno costoso) miscelate insieme in modo da avere un secco totale alto e abbassando i costi generali del prodotto ... quindi di sicuro diffidare molto da prodotti troppo poco costosi.
Quanto sopra l'ho verificato personalmente con colleghi facento una serie di test comparativi (e i risultati ci hanno confermato che ci sono prodotti dei cosiddetti formulatori (e non è un termine dispregiativo) che forniscono prodotti di qualità altissima. Io non sono un formulatore, ma trovandomi spesso a collaborare con alcuni di loro devo dire che molti sono seri e competenti.


arch. edoardo rosaz
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eadg
Luglio 27, 2007, 9:49pm Rapporto al Moderatore
imprenditore
Utente anziano
Posts: 91
arch campisi, il waker è un eccellente prodotto ma al pari me esistono anche altri.


arch. edoardo rosaz
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Adamantio
Luglio 30, 2007, 11:17am Rapporto al Moderatore
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Moderatore
Posts: 896
Location: Torino e Aramengo (AT)
A proposito del consolidamento con silicati di etile consiglio il buon articolo "Studio comparativo di silicati di etile commerciali e sperimentali a confronto con microemulsioni acriliche per il consolidamento di matrici carbonatiche fortemente decoese"

di M.Ioele, U.Santamaria, P.Tiano

apparso su "I silicati nella conservazione" Atti del congresso internazionale 13-15 febbraio 2002 per il cui reperimento è possibile rivolgersi alla fondazione per le biotecnologie:

http://www.fobiotech.org

e forse anche all'IGIIC

http://www.igiic.org


Peraltro tutto il volume è molto interessante.

Nell'articolo citato vi sono comunque esempi di comparazione diretta di prodotti di diverse marche (o formulazioni) che mettono in evidenza come non sia solo la quantità di silice o di prodotto (aumento di peso del campione) a determinare un buon risultato ma vi siano molti e interconnessi fattori.

Il problema di valutare quale siano i parametri utili a definire "l'efficacia" di un prodotto è peraltro annoso e viene in ogni caso proposta una metodologia che tiene conto di una serie di aspetti sicuramente significativi.


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

ADERISCI ANCHE TU ALLA PETIZIONE QUALITA' E PRECARIATO NEL RESTAURO E NELLA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI! http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html
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