restauratore conservatore di libri e manoscritti Moderatore
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siamo venuti a contatto con questo sistema di deacidificazione: . Giorgi, R., Dei, L., Schettino, C., Baglioni, P., A new method for paper deacidification based on calcium hydroxide dispersed in non-aqueous media, Preprint of the IIC Baltimore Congress 2002, Works of Art on Paper, Books, Documents and Photographs: Techniques and Conservation, 2002, 69.
tra poco pensiamo di iniziare a fare delle prove se qualcuno è interessato ai risultai e al metodo si faccia vivo
Sono interessatissima a tutto il processo. Pure ai costi se è possibile. per quello che riguarda l'articolo, se non riesco a trovarlo in Spagna, pensi che potresti mandarmelo tramite internet?
sarei interessata anch'io e spero di riuscire a reperire l'articolo per avere anche un'idea sulla differenze dei metodi... su quali materiali avete intezione di provare questo metodo?
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ancora non sappiamo i costo perchè non ha ancora raggiunto un ciclo produttivo industriale. il principio di base è quello del bookkeper però sembra più sofisticato ed efficace. inoltre visto che stiamo parlando di una sospensione e non di una soluzione la scelta del solvente è quasi indifferente ! appena avrò più notizie vi faccio sapere
ciao a tutti, anche se non sono ancora riuscita a reperire l'articolo in questione, volevo sapere se Alessandro Sidoti poteva brevemente descrivere il metodo illustrato nell'articolo, dal momento che io ho già usato l'idrossido di calcio, in soluzione semisatura, per alcune deacidificazioni di carte moderne e devo dire che il risultato è stato abbastanza soddisfacente, visto che il Ph è notevolmente migliorato e anche dal punto di vista "estetico"- visto che si trattava di disegni su carta- si sono avuti buoni risultati...Saluti.
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il sistema è abbastanza semplice da descrivere.... l'idea di base è trattare le particelle di idrossido di calcio in maniera che queste possano diventare una sospensione (e non una soluzione come diceva stefania) in un solvente a scelta. le stesse particelle sono trattate in maniera da avere una grande supefice e piccole dimensioni (diciamo che sono molto rugose) così da poter reagire con gli acidi presenti nella carta. il vantaggio rispetto ai soliti trattamenti è che si immette direttamente la carica alcalina senza dover immergere in soluzioni acquose. il principio è simile a quello del bookkeeper però con il vantaggio di non lasciare patina bianca, e inoltre usa il calcio invece del magnesio. le prove ancora non le abbiamo fatte quindi vi farò sapere i risultati estetici di cui parli sono un vantaggio ? in che senso ? (ava come lava?) ciao
non occorre spruzzare! basta mettere l'oggetto che intendiamo trattare in una scatola chiusa, al fondo della quale si trova il chimico che volete far interagire con l'oggetto. dopo qualche ora, il tutto sara' pregno della soluzine che intendete demandare. r.c.
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non è una soluzione ma una sospensione quindi non so se il sistema della scatola che suggerisci può funzionare però faremo delle prove vi farò sapere una volta avuta iniziate le prove ciao ale
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quello che intendevo è che non è propriamente una soluzione ma una sospensione le particelle di idrossido di calcio non sono chimicamente legate al solvente ma sono semplicemente molto piccole e disperse nella soluzione... tanto per capire la dispersione ha una scadenza dopo di chè non è più utilizzabile perchè le particelle si sono nuovamente aggregate... quindi penso che in una scatola chiusa quello che possa sucedere sia di imbibire tutto di solvente ma non di particelle... comuqnue ci si prova ciao
restauratrice di mat cartacei e membranacei Nuovo utente
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Da oggi le 2 pubblicazioni relative alle nanotecnologie applicate ai beni culturali si trovano nella cartella <documenti> della pagina iniziale della lista <restauro del libro>, yahoogroups. Sono tratti dalla rivista Langmuir (sostanzialmente identico all'articolo pubblicato su Nature dagli stessi autori) e dai preprints del convegno tenuto a Baltimora nel 2002 dall'IIC, decisamente specifico per il settore cartaceo. Molti iscritti al forum conoscono la lista. Per chi non la conoscesse, ora c'è un motivo in più per dare un'occhiata. Buone festività, con la speranza che troviate buone soluzioni per il vostro tempo libero, soprattutto soluzioni non dispersive... barbara
Avete già cominciato a fare delle prove con le nanoparticelle? Sono molto interessata a sapere bene il procedimento, mi raccomando, fatemi sapere. Manu
ciao a tutti, finite le feste, ricominciano le ricerche.. per la mia tesi di laurea specialistica sto affrontando problematiche relative alla conservazione del materiale cartaceo moderno, la deacidificazione è queindi uno degli argomenti "occhiello" direi.
Col mio docente abbiamo pensato di fare un escursus di tutti i metodi di deacidificazione fino d oggi approntati valutandone i risultati per la conservazione del nostro materiale in biblioteca che rischia l'estinsione se abbandonato a sè.
Sarei felice di essere al ocrrente delle vostre ricerche e soprattutto felice di avere supporto bibliografico per la mia ricerca.
A presto
Onorina
Laurea (IÂ livello):Â Conservazione dei Beni Culturali Laureanda (II livello): Storia dell'Arte
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ciao Onorina, benvenuta! In qualità di moderatore di quest'area ti invito a regolarizzare la tua firma per poter continuare a scrivere serenamente (per informazioni vedi: http://www.forum-restauro.org/forum/b-firma/m-1104087421/).
Ricordo che in questo Forum è obbligatorio specificare la propria situazione professionale e il proprio nome e cognome pena l'esclusione dal forum e la cancellazione di messaggi e account.
per quanto riguarda il tuo post sarei curioso di sapere chi è il tuo relatore, rimane che le ricerche sono ahimè ferme da un pezzo