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| consolidamento ligneo (attualmente 7.348 viste) |
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oriana |
| Febbraio 24, 2005, 7:14pm |
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Posts: 44
Location: imperia
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Come procede il restauro della cornice? |
| oriana sasso |
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batik762003 |
| Febbraio 28, 2005, 8:51am |
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restauratrice dipinti Nuovo utente 
Posts: 1
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Allora, il restauro procede, il consolidamento a Paraloid l'ho fatto a pennello, in 2 riprese, 1) al 10% 2) al 15%
Adesso volevo sapere, per eliminare le "cacchine delle mosche", qual'è la metodologia più idonea? ce ne sono veramente tante! I fori di sfarfallamento dei tarli ho intenzione di chiuderli a cera, con quelli stick colorati che si mischiano fra loro fino al raggiungimento del colore voluto. |
| Giusi Musmeci |
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giorgiogarabelli |
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Restauratore di sculture e opere lignee policrome Utente recente  
Posts: 16
Location: Torino
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le percentuali di PARALOID (B72!?!) mi paiono un po' altine!!!  E' opportuno partire con concentarzioni più basse che penetrino meglio e costituiscano la base del consolidamento in profondità dove vi è maggiore possibilità di aggregarsi a legno più sano (es. 2 -3%); ancor meglio sarebbe far precedere il trattamento consolidante con una impregnazione di solo solvente, lo stesso che si utilizza per la soluzione del Paraloid. Ancora, nel caso di masse lignee consistenti ho utilizzato miscele di polimeri acrilici Paraloid B72 e B67 per rendere la miscela più fluida nella fase di infiltrazione a percentuali superiori al 7%, con indubbi risultati positivi; aggiungo che il risultato ha dato ulteriori aspetti positivi considerando che la durezza finale del materiale penetrato non ha raggiunto mai la compattezza cristallina del B72 usato da solo...  giorgio |
| Giorgio Garabelli |
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giorgiogarabelli |
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Restauratore di sculture e opere lignee policrome Utente recente  
Posts: 16
Location: Torino
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... vorrei sapere se esiste la possibilità, magari già sperimentata, di effettuare consolidamenti di supporti lignei con sostanze naturali, ovvero non di sintesi.Oli ad esempio... Tralasciamo i vecchi metodi a segatura e colla, ok  |
| Giorgio Garabelli |
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Jole Marcuccio |
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Posts: 678
Location: Bergamo
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Concordo con Giorgio sulle percentuali di Paraloid, e sull'uso di miscele di Paraloid B72 e B67, la compatezza del materiale trattato è sicuramente un dato positivo.
Circa la possibilità di consolidamenti con sostanze diverse, beh ..colla e segatura è più che altro una stuccatura, ma il consolidamento con colletta, addizionata con fiele e melassa, è un ottimo consolidante. Certo il problema è lo scurimento ( che può essere attenuato usando al posto della colla di coniglio, della colla di pesce o di storione) e l'attaccabilità da parte dei microrganismi. Noi usiamo questo sistema sui retri dei telai, o delle cornici, e poi ovviamente la colla di pesce per i sollevamenti della policromia. Gli oli , anche loro sono sempre stati usati, perchè polimerizzando creano un reticolo che compattano la fibra legnosa, ma anche questi scuriscono e forse il problema principale è proprio questo, al di là della reversibilità che non esiste ma non esiste neppurte per un Paraloid e anzi bisogna dire che anche il Paraloid si altera cromaticamente. Comunque sono ottimi, non su una scultura forse, ma su un portale perchè no. Sicuramente è un problema di scelte e a mio avviso bisognerebbe scegliere questi metodi più spesso di quanto avviene ora, cercando di conoscerli meglio, certo nel nostro ambiente queste possono essere scelte coraggiose... |
| Jole Marcuccio moderatore sezione Restauro Dipinti |
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admin |
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Posts: 710
Location: Palermo
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Premesso che la reversibilità in realtà è un'utopia, organico per organico, non sarebbe preferibile utilizzare (in quanto più stabili) ove possibile i prodotti di sintesi ?
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| Sergio TinèAmministratore del forum |
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Jole Marcuccio |
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Posts: 678
Location: Bergamo
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Piccola considerazione:
i manufatti lignei che noi andiamo a restaurare sono arrivati a noi dopo centinaia di anni con incollaggi a colla d'ossa o caseina, non ti sembra stabilità questa? |
| Jole Marcuccio moderatore sezione Restauro Dipinti |
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admin |
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Posts: 710
Location: Palermo
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Si, è indubbio. Ma le colle attuali sono le stesse ? |
| Sergio TinèAmministratore del forum |
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giorgiogarabelli |
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Restauratore di sculture e opere lignee policrome Utente recente  
Posts: 16
Location: Torino
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Mi intrometto... le colle organiche attuali sono prodotte con sistemi standardizzati e con procedimenti industriali e pertanto sono soggette a standard qualitativi e controlli che certamente non venivano effettuati in passato. Non che ciò costituisca un merito assoluto, ma certamente i prodotti sono maggiormente controllati. Sul fatto di essere le stesse non vi è dubbio poichè una colla di coniglio ad esempio non può essere che quello che è, allora come oggi, ovvero collagene derivato dalla bollitura di pelli dei poveri conigli, lepri o affini...Idem dicesi per la colla di bue o per quella di pesce; cambia qualcosa per la caseina (oggi industriale) che viene prodotta dai residui di lavorazione dei caseifici, mentre un tempo era direttamente ricavata dalla bollitura di latte. Ne sia la prova l'azione che esercitano gli enzimi dei microrganismi che attaccano questi tipi di materiali là dove il degrado avviene a volte indistintamente su materiali antichi o applicati in restauri recenti... Ora gli enzimi sono estremamente selettivi, se vi fossere alterazioni strutturali dei materiali, l'azione disgregante non potrebbe avvenire... Il fatto è che non mi convince, ne mi ha mai convinto pienemente l'uso di Paraloid per il consolidamento del legno, non tanto per le fastidiose alterazioni cromatiche, ma per una reticenza all'intromissione di "plastica" nel tessuto ligneo. Non voglio fare il purista, anche perchè mi sono trovato a dover sopperire a situazioni drammatiche dove ho utilizzato ben altri materiali, NON REVERSIBILI CHIMICAMENTE, come le resine epossidiche, ma in quei casi la necessità di ristabilire la coesione strutturale era di gran lunga preponderante rispetto alle necessità estetiche o di dubbia reversibilità.
Mi piacerebbe supporre che esista una possibilità di immettere nel legno un matreiale estremamente affine al tessuto di cellulosa e lignina che lo caratterizza. Sono giunto alla conclusione che a volte, piuttosto che inpregnare di paraloid un manufatto sia meglio eseguire degli inserti della stessa specie legnosa, della stessa durezza e pasta, in vena, trattando il supporto deteriorato come parte sacrificabile.... In coscienza ritengo di aver agito corretamente ma tutto è discutibile..... giorgio |
| Giorgio Garabelli |
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admin |
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Posts: 710
Location: Palermo
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Giorgio, in verità l'intromissione è quella mia .. che provendo dal grossolano settore delle strutture lignee (coperture e solai) su cui ho eseguito divesi interventi. In questi casi, per esempio, l'epossidica, svolge spesso dei compiti strutturali altrimenti non realizzabili. Inoltre, l'utilizzo di certi materiali tradizionali (organici - tipo olio di pesce) nel trattamento dei materiali lapidei esposti all'aperto, allo stato attuale appare a dir poco improponibile. La risposta di jole (che condivido): i manufatti lignei che noi andiamo a restaurare sono arrivati a noi dopo centinaia di anni mi era stata già fornita da un certo Matteini (ODP) una ventina di anni addietro ..  Premesso che a mio parere il problema non è rappresentato dal singolo materiale (tradizionale o moderno) ma dall'uso critico che ne facciamo riformulo la mia domanda: In determinati ambienti particolarmente aggressivi ritenete che i prodotti tradizionali siano più stabili ? In ogni caso la domanda non presuppone una mia predisposizione acritica per i prodotti di sintesi. |
| Sergio TinèAmministratore del forum |
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giorgiogarabelli |
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Restauratore di sculture e opere lignee policrome Utente recente  
Posts: 16
Location: Torino
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Matteini è sempre un grande!!! ora Dir. CNR beni culturali!!!  Lo conosco bene, ha dato l'imprimatur al mio lavoro di tesi sull'uso di enzimi per le puliture di policromie...'86... Temo che i materiali tradizionali siano molto sensibili alle condizioni critiche, forse più di quelli moderni, tuttavia auspico che alcuni materiali "moderni" possano presto essere disgregati da microrganismi o agenti biologici, ciò vorrebbe dire che potremmo disgregare certi abusi di Paraloid...  Il problema è tuttavia complesso. I materiali organici per loro natura sono facilmente attaccabili se le condizioni ambientali permettono l'attacco di agenti e si innsecano processi di decomposizione della materia; nel caso invece di materiali di sintesi ciò avviene per altre cause non biologiche ma magari chimico fisiche, determinate da processi di depolimerizzazione. Non sono in grado di valutare alla luce delle mie esperienze se siano vincenti gli uni o gli altri, ma sono convinto che nei due casi si tratta di differenti aspetti della criticità a cui sono sottoposti i due gruppi di materiali, che determinano il collasso e il processo di disgregazione. Forse anche in questo caso bisogna valutare bene le circostanze specifiche in cui si opera e cosa si va a fare, per scegliere il prodotto più indicato. Dal mio punto di vista mi preoccupo maggiormente di problemi dello stato di conservazione allorché mi trovo di fronte ad un materiale tradizionale deteriorato che debbo cercare di salvare interrompendo il processo. Altro è sostituire un materiale organico alterato o causa di danni, con prodotti sintetici. Oggi poi, ci si ritrova a lavorare su prodotti sintetici deteriorati... e lì ti voglio!!! Forse il nocciolo della questione è che le concause del deterioramento dei materiali organici sono molte: l'ambiente per primo, le caratteristiche organolettiche, la deperibilità intrinseca, la poca conoscienza tramandata nel trattamento e nell'uso dei materiali stessi, la mancanza di manutenzione e di monitoraggio, l'aumento delle cause di degrado, ecc... Da questo punto di vista i materiali sintetici parrebbero vincenti ma non conosciamo ad esempio le reali caratteristiche di durabilità o i processi di invecchiamento. La lotta è serrata a parer mio... Ma poi a volte credo che si facciano anche delle scelte accomodanti per facilitarci il lavoro...  P.S. non sono affatto d'accordo che il settore delle strutture sia grossolano anzi !!! giorgio |
| Giorgio Garabelli |
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Studio Restauro |
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Posts: 98
Location: torino
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Jole interessante il tuo consolidamento con colletta, addizionata a fiele e melassa. Avevo una vecchia ricetta che comprendeva la melassa per la preparazione del fondo nella doratura, la giustificazione stava nella plasticità che avrebbe conferito al sistema. E' così? |
| Riccardo Bulgarelli |
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Jole Marcuccio |
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Posts: 678
Location: Bergamo
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per Riccardo, si la melassa ha funzione di elasticizzante, la usiamo nel preparare lo stucco per stuccare le lacune sulle dorature ma anche come dici per la gessatura prima del bolo. Daltra parte la melassa è presente anche nella ricetta per la fermatura del colore sui dipinti. |
| Jole Marcuccio moderatore sezione Restauro Dipinti |
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gian1 |
| Settembre 21, 2005, 3:11pm |
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Posts: 46
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scusate se mi intrometto, ma l'esperienza mi porta a suggerire il sistema del sottovuoto controllato in sito con membrana osmotica di tessuto (non di politilene!!!) per avere una penetrazione omogenea e in profondità. |
| Giancarlo Calcagno |
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Studio Restauro |
| Settembre 23, 2005, 8:46pm |
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Posts: 98
Location: torino
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concordo con te. Sarebbe anzi interessante un tuo approfondimento esemplificativo. |
| Riccardo Bulgarelli |
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admin |
| Settembre 23, 2005, 9:53pm |
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Posts: 710
Location: Palermo
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Gian chiedo cosa intendi per menbrana osmotica di tessuto. Nel corso degli anni 80 ho condotto diversi interventi con polietilene. Col tempo non mi sono più occupato di questo sistema di consolidamento. Aggiornaci. |
| Sergio TinèAmministratore del forum |
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gian1 |
| Settembre 27, 2005, 2:54pm |
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Posts: 46
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la tecnica del consolidamento sottovuoto in sito (interventi svolti con successo senza lo spostamnento dell'oggetto) permette soluzioni diverse: risultati: 1- consolidamento in profondità e avanzamento omogeneo con fissaggio della parte interna ammalorata con quella sana, senza causare l'effetto "cippolla" 2- possibilità di ridurre l'umidità interna con cicli frequenti di aria e/o azoto 3- possibilità della desalinizzazione (intervento su fasciame di nave recuperata dal mare) 4- dopo l'intervento di consolidamento, il prodotto è all'interno del materiale, non si verificano i fenomeni della sovrasaturazione. 5- la pressione che viene esercitata dalla depressione sull'oggetto, risulta essere omogenea e ortogonale alla superficie, non tangenziale come può avvenire se viene utilizzato il telo di politilene. inoltre l'ascesa del prodotto viene veicolata dal tessuto osmotico direttamente a contatto con l'oggetto e con graduabilità ed omogeneità. con il telo di politilene questo non è possibile in quanto si viene a formare delle pieghe rigide e attraverso queste fluisce più velocemente il prodotto consolidamnete. 6- vengono effettuati cicli di risalita e di discesa del prodotto, con fase di riposo e sucessiva aspirazione. questi cicli sono in funzione del costante controllo del consumo del prodotto e di aver raggiunto pertanto la saturazione del manufatto. in qualche caso è sufficiente uno o due giorni in altri casi ho superato abbondantemente anche i 10 giorni con circa 4 cicli al giorno!!!!
sistema: 1-non impiego di alcun telo di politilene, anche se all'apparenza può sembrare idoneo. non sempre la velocità di preparazione del sistema equivale ad un buon risultato. 2- bisogna diventare un po' "sarti" e vestire su misura l'abito del tessuto "osmotico" cioè un tessuto con trama sufficientemente evidente e spessa tale da poter rendere un lato impermeabile e quello interno "bagnante" che trasferisce con graduabilità il prodotto e permette la veicolazione per depressione (dal basso verso l'alto). 3- ottenere il vuoto dell'oggetto variabile da un minimo del 70% (al disotto di questo valore non si riesce ad attivare il processo) fino a valori dell'85-90% La struttura ermetica e tenuta all'aria viene svolta da strati sucessivi di lattice naturale. 4- inserimento del circuito idraulico, cioè della parte responsabile al trasporto del prodotto consolidanete e/o altro (vedi desalinizzazione, ecc...) questo c/to dovrà tener conto della portata del prodotto con sezioni adeguate e intercetato da opportune saracinesche (possono essere anche centralizzate e automatiche) 5- applicazione del circuito pneumatico, questo c/to è molto delicato e la sua disposizione deve rispondere alle caratteristiche morfologiche dell'oggetto, non basta un iniettore d'aspirazione nella parte più alta.... non funziona. occorre quindi studiare la massa, la morfologia e degrado dell'oggetto. 6- inserimento nel circuito di aspirazione del condensatore il quale permette una graduale depressione e quindi regolare lo sforzo che viene esercitato sulla superficie dell'oggetto. questo è importante quanto più la superficie risulta essere degradata. 7- una pompa a vuoto adeguata alla massa dell'oggetto e alla quota di depressione da raggiungere. (ho svolto interventi in sito su oggetti fino a 7 metri di altezza... con ottimi risultati) il problema da risolvere è il rapporto mc di aria al minuto che si possono raggiungere con una pompa o con una serie di pompe in parallelo.
ho sufficiente documentazione di interventi svolti per fornire a chi ne fosse interesato.
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| Giancarlo Calcagno |
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admin |
| Settembre 27, 2005, 3:12pm |
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Posts: 710
Location: Palermo
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Ti prego d'inserire nella sezione Archivio Fotografico una foto dell'opera "sartoriale"  P.S. continuo a non comprendere l'aggettivo "osmotico" riferito alla membrana che da quanto ho capito prepari di volta in volta. |
| Sergio TinèAmministratore del forum |
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gian1 |
| Settembre 27, 2005, 3:23pm |
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Posts: 46
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dimmi come posso inserire la foto... il tessuto deve avere caratteristiche che un eventuale lattice naturale applicato all'esterno non passi lo spessore del tesuto e si vada a "incollare" alla superficie da trattare. inoltre quando viene applicato il vuoto il liquido consolidanete o altro, bagna per primo il tessuto e questo rimane costantemente bagnato rivesrando con un processo di contatto "bagnato" e quindi sfruttando anche i principi osmotici tra il tessuto e la tessitura dell'oggetto. Ho trovato ottime risposte in questo senso utilizzando il tessuto "molettone" di cotone. l'applicazione di questo tessuto deve essere proprio sartoriale... si riveste completamente l'oggetto partendo anche con pezzi minimi del tessuto (immagina di rivestire una statua barocca...) |
| Giancarlo Calcagno |
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admin |
| Settembre 27, 2005, 3:34pm |
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Posts: 710
Location: Palermo
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| Sergio TinèAmministratore del forum |
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gian1 |
| Settembre 27, 2005, 4:20pm |
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Posts: 46
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intervento di consolidamento tessiturale su strutture (murature in genere e altro) mediante sottovuoto da ottimi risultati e se è seguito da intervento di rinforzo strutturale mediante fibre di carbonio ed eventualmente con leghe a memoria di forma il sistema di consolidamento è perfetto (vedi volte, soffitti a volta, frontoni, campanili e/o strutture verticali, murature a mattoni pieni e/o a sacco, ecc....) |
| Giancarlo Calcagno |
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artedellacornice |
| Settembre 27, 2005, 5:38pm |
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artigiano restauro cornici Nuovo utente 
Posts: 6
Location: Milano
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Scusate la mia intromissione, ma da qualche tempo uso come additivo nella preparazione della colletta per il gesso e lo stucco la glicerina, che usata in proporzione di 1/3 della materia secca, produce un incremento della elasticità e conferisce una maggiore resistenza della colla all'azione dei batteri e delle muffe, quindi dura un tempo quasi doppio del normale(15 gg.). Sono arrivato all'utilizzo di questo escamotage, poichè le colle di coniglio attualmente in commercio, (prodotte con metodo standard), non contengono un quantitativo di collagene come in tempi passati. Infatti screpolature e cracleé non desiderati sono all'ordine del giorno, soprattutto negli angoli interni delle cornici(es. 1/2 canna). Avevo pensato addirittura di produrre in proprio la colla avvalendomi di ricette recuperate su alcuni manuali francesi(Roret) che sono poi i precursori dei nostri Hoepli. Poi in un manuale sui gessi e sulle forme da fonderia, ho trovato una annotazione che parlava dell'aggiunta di glicerina(glicerol) per aumentare la elasticità e la durata dele forme in colla animale. Ho fatto una prova con la colletta per il gesso ed ora mi trovo abbastanza soddisfatto dei risultati. |
| Marco Paolo Medici |
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elyre |
| Settembre 28, 2005, 9:14pm |
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Posts: 103
Location: Piemonte
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Non conosco questa ricetta e mi sembra interessante,ma mi è sorto un dubbio: non c' è il rischio che la glicerina venga rilasciata e assorbita dai materiali originali limitrofi? Ad esempio se la stuccatura viene effettuata su una tela, la glicerina potrebbe venir assorbita dalla tela o dalla preparazione del dipinto creando macchie... Ciao Betty |
| Elisabetta Rei |
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Jole Marcuccio |
| Settembre 29, 2005, 12:37pm |
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Posts: 678
Location: Bergamo
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non credo, la glicerina è un alcool e non dovrebbe fare scherzi, in ogni caso è sempre meglio sui dipinti non aggiungere niente allo stucco.
la cosa che invece mi lascia perplessa è la quantità di glicerina, 1/3 mi sembra tanta.
ma in quanto tempo asciuga lo stucco così composto? |
| Jole Marcuccio moderatore sezione Restauro Dipinti |
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artedellacornice |
| Settembre 29, 2005, 2:27pm |
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artigiano restauro cornici Nuovo utente 
Posts: 6
Location: Milano
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Vorrei rispondere ai dubbi sorti dall'impiego della glicerina. 1- la glicerina è un alcool e quindi non dovrebbe causare danni di sorta. 2-Lo stucco asciuga nel medesimo tempo del solito in quanto la glicerina si scioglie completamente nell'acqua(basta caso mai tenerne conto quando si prepara la diluizione colla acqua diminuendo un pò la quantità di acqua).
PS. MI SPIACE DI NON ESSERMI PRESENTATO FINORA, VI LEGGO DA ORMAI UN ANNO E NON TROVAVO IL CORAGGIO DI METTERMI N GIOCO. Lavoro nel campo della produzione, (costruzione, intaglio, doratura e laccatura) delle cornici da ormai trent'anni e ho continuato l'attività di mio padre che faceva lo stesso lavoro. Ho avuto modo in tutto questo tempo di vedere un continuo impoverimento dei materiali di base( colle, gessi, terre, bolo, resine naturali) e mi sono sempre prodigato nella ricerca di materiali o compatibili o originali. A tutt'oggi non uso nemmeno più la colla di coniglio (in quanto di scadente qualità), ma uso una colla animale molto buona e he per di più costa anche un bel pò meno. Ma devo dire che sono tornato ad ottenere in doratura i risultati di vent'anni fa (non più screpolature o microbolle d'aria). Grazie ancora per avermi dato modo di partecipare alla discussione. sono sempre a disposizione con la mia esperienza per qualsivoglia aiuto o collaborazione. Marco Paolo Medici |
| Marco Paolo Medici |
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Jole Marcuccio |
| Settembre 30, 2005, 12:10pm |
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Posts: 678
Location: Bergamo
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concordo con te Marco, trovare materiali di buona qualità è diventato un problema,
e grazie per il consiglio, proverò la tua ricetta. |
| Jole Marcuccio moderatore sezione Restauro Dipinti |
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elyre |
| Settembre 30, 2005, 7:35pm |
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Posts: 103
Location: Piemonte
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"PS. MI SPIACE DI NON ESSERMI PRESENTATO FINORA, VI LEGGO DA ORMAI UN ANNO E NON TROVAVO IL CORAGGIO DI METTERMI N GIOCO."
Ciao Marco Paolo, Ma stai scherzando? Meno male che hai trovato il coraggio di scrivere....La tua esperienza è preziosa... Ne è un esempio questo tuo contributo! Proverò anche io la tua ricetta.
Un saluto Betty |
| Elisabetta Rei |
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balto63 |
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Posts: 23
Location: Pavia
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Citato da admin
Ti prego d'inserire nella sezione Archivio Fotografico una foto dell'opera "sartoriale" 
Le foto sono state inserite ? Sono molto curioso Saluti |
| Andrea Losi Antiquario |
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Studio Restauro |
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Posts: 98
Location: torino
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purtroppo non ancora ! Speriamo che Giancarlo se ne ricordi. |
| Riccardo Bulgarelli |
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kalsa |
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Nuovo utente 
Posts: 1
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Ciao a tutti. Mi sono iscritto in questi giorni attratto dalla vostra competenza e professionalità, oltre naturalmente dalla simpatia. Spero che voi mi possiate aiutare. Per quanto riguarda il consolidamento utilizzando il paraloid b 72 sono d'accordo con le diluizioni al 2-3%. Il mio problema è il seguente: Io mi sono trovato molto bene con il consolidamento a caduta, cioè utilizzando per tale operazione le bottiglie per le fleboclisi, le tubature mediche e gli aghi grossi completamente metallici. Io avrei bisogno di sapere se voi avete mai sperimentato questo sistema, e soprattutto se avete provato altri tipi di tubazioni, in quanto io dovevo sostituire spessissimo i tubi a causa del loro "deperimento".Grazie a tutti
Fabrizio Vitello, Restauratore |
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Studio Restauro |
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Posts: 98
Location: torino
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credo sia un "deperimento" inevitabile. Mi viene però in mente che esiste un altro tipo di Paraloid, il B-82 (mai provato e scoperto su "resine sintetiche..nel trattamento di opere policrome" di Cremonesi-Borgioli) solubile in miscele acqua/alcool. Qualcuno lo ha mai provato? |
| Riccardo Bulgarelli |
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monica |
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Nuovo utente 
Posts: 2
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qualcuno ha mai usato elvacite per consolidamento ligneo? monica |
| monica medusa |
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Studio Restauro |
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Posts: 98
Location: torino
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no, cos'è? |
| Riccardo Bulgarelli |
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robertocamurri |
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Restauro Serramenti Antichi,serrature,chiodi Utente medio   
Posts: 29
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Avete mai provato a consolidare un legno molto disidratato, con poratura molto aperta, friabile al tatto, con gommalacca diluita in alcool al 95%, aggiungendo olio essenziale di Sandalo indiano e thymus vulgaris. Il Sandalo previene l'attacco degli insetti, e con l'ossidazionesi resinifica, il timo previene l'attacco di funghi. La gommalacca introdotta nel legno, in percentuale crescente, fino a raggiungere i 250-300g per litro, si ottiene un consolidamento, solido, resistente, eccellente, reversibile, si puo usare la gommalacca sbiancata, per poter avvicinarsi di più al colore naturale, che si vuole ottenere. E' essenziale dare le mani una dietro l'altra, senza aspettare troppo, affinche il veicolo di trasmissione che si è creato tramite la penetrazione dell'alcool, rimanga fluido, umido, permettendo così alle mani successive di andare in profondità, e crescendo, mano dopo mano, con una quantita sempre maggiore di gommalacca, si solidifica la parte debole. Poi quando la gommalacca e secca dopo due o tre o quattro giorni, si puo passare alla stuccatura, a base di colla di coniglio o di ossa, verniciatura, o altro che si voglia effettuare sul manufatto. Se poi, il manufatto, non ha bisogno di altro tipo di intervento , allora nella fase di preparazione della gommalacca si puo aggiungere della trementina veneta, su legno scuro . Potrebbe fare al caso vostro, o voi vedete delle complicanzioni? |
| Roberto Camurri |
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alessiazaccaria |
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Nuovo utente 
Posts: 4
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volevo replicare sulla possibilità di consolidare con materiali naturali,naturalmente è vero che il consolidamento dipende INNANZITUTTO da cosa stiamo restaurando, ma al limite del possibile, non è che si può ricorrere ad interventi con prodotti naturali, SI DEVE intervenire in modo tale, perchè dove è possibile, è vero, ci metteremo magari il doppio del tempo a garantire l'integrità pittorica, ma avremo assicurato almento in teoria una sopravvivenza più lunga al nostro manufatto. il paraloid b72 abbiamo verificato che risulta a volte più danneggiare che consolidare un legno che si trova in uno stato abbastanza integro, mentre se sullo stesso tipo di legno agiamo con della colletta per le adesioni superficiali, con la colla forte per gli incollaggi, avremmo risolto problemi di colature plastiche sulla eventuale parte pittorica e quell'effetto " pellicola" che traspare dalle fibre del legno. vi pongo una interessante domanda: come reagirà il paraloid B72 o quent'altro vogliate tra 100 anni??? pensateci: potremmo essere i responsabili di problemi che adesso non riusciamo neanche a porci! probabilmente potrete condividere o meno questo intervento o giudicarlo fuori luogo, ma essendomi appena iscritta volevo dire la mia su un problema non poco scottante, quale quello dei consolidamenti. ah! le percentuali del paraloid che ha usato batik762003 sono assolutamente alte! non si può cominciare un consolidamento al 10 %, di solito io non lo inizio neanche al 5%! risultato: percentuali alte consolidano soltanto la supeficie ed il manufatto risulta tanto plastico in supeficie quanto fragile all'interno, poi non so in che condizioni fosse la cornice, ma di solito è meglio iniettarlo il consolidante con tutti gli eventuali rischi, che passarlo a pennello, ha fatto soltanto unconsolidamento di superficie, che magari se tale doveva rimanere avrebbe potuto fare anche a colletta...pensateci... |
| alessia zaccaria  |
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| pierpaolomasoni |
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Utente ospite |
nemmeno io capisco lo smodato uso che si fa del paraloid. vi sono metodi naturali e rispettosi del legno (ed il discorso è applicabile anche per la pietra), che non ostacolano la traspirabilità e sono duraturi nel tempo. per esempio l'olio di lino: crudo se deve penetrare in profondità ; cotto (cioè con un inizio di polimerizzazione) se deve avere un effetto più in superficie. non sono contrario a priori ai prodotti di sintesi, semplicemente dobbiamo usarli con discernimento e non dimenticare quelli naturali che spesso sono più compatibili col legno. pierpaolomasoni |
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Registrato |
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alessiazaccaria |
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Nuovo utente 
Posts: 4
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meno male che esistono persone ke la pensano come me... |
| alessia zaccaria  |
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messapia antiqua |
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restauratore opere lignee e opere dorate Nuovo utente 
Posts: 9
Location: San Pietro Vernotico (BR)
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perdonate l'intromissione....ma vorrei portare la mia personale esperienza per quel che concerne il consiolidamento....il mio vecchio maetsro... un perugino di 83 anni P.S. lavora ancora in bottega mi insegnava a consolidare il legno con cera calda data apiù strati in più riprese.... io l'ho provata e vi posso dire che funziona... grazie della cortese attenzione. dario taras |
| Dario Taras |
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| pierpaolomasoni |
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Utente ospite |
è un metodo che ho visto applicare anche dal mio maestro (a todi). penso che in certi casi possa funzionare; oltretutto, se si parla di reversibilità , eccola, sebbene non si possa parlare di traspirabilità , cosa che l'impregnazione oleosa rispetta. imparare in umbria e lavorare in messapia: due scelte invidiabili! complimenti. pierpaolomasoni |
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Registrato |
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messapia antiqua |
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restauratore opere lignee e opere dorate Nuovo utente 
Posts: 9
Location: San Pietro Vernotico (BR)
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un proverbio dice che...."nessuno è profeta in terra propria"... infattin io lavoro in giro per l'italia e in messapia...preciso che ho solo la residenza in San pietro Vernotico ma abito vicino S. Maria di Lueca.... comunque sempre per esperienza personale anche se limitata...... l'impregnazione oleosa tende a scurire il legno e a creare sudiciume che non fà altro che non permettere la leggibilità del legno(venature) cosa che invece la cera non permette volatilizzandosi col tempo |
| Dario Taras |
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cinnabarin |
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Posts: 35
Location: Milano-Varese
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In proposito mi permetto di suggerirela lettura dell'ottima recensione dei vari prodotti per il consolidamento del legno nel Bollettino CTS visionabile sul loro sito.
Credo che il problema del consolidamento debba essere affronato in maniera più esaustiva anche in relazione ad altre operazioni come la pulitura, ma soprattutto in relazione alla tipologia di manufatto ligneo ed al suo degerado. Credo anche che la dicotomia tra materiali naturali e materiali sintetici abbia fatto un pò il suo tempo: in relazione al degrado subito, al tipo di manufatto e al luogo di conservazione: di conseguenza alla resistenza meccanica richiesta, ho la disponibilità di vari materiali e tra numerose possibilità offerte dalla tradizione e dai materiali moderni cerco quello che mi sembra più idoneo al caso specifico. Magari rimanendo all'interno dei materiali che sono davvero dei consolidanti e non degli adesivi o delle vernici, magari ottimi materiali ma per altri scopi.
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| roberto bestetti |
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